Giocareascacchi.it - Articoli Sito dedicato al mondo degli scacchi. http://www.giocareascacchi.it/ Fri, 03 Sep 2010 07:39:01 +0100 FeedCreator 1.7.2 http://www.giocareascacchi.it/images/icons/logo-140px.gif Giocareascacchi.it logo http://www.giocareascacchi.it/ Feed fornito da Giocareascacchi.it. Clicca per visitare. Un'applicazione pratica. http://www.giocareascacchi.it/articoli/Allenamento/542-Un-applicazione-pratica-.html afecionados del sito notano ogni tanto qualche mia "sparata" (e di altri a dire il vero) su un fantomatico metodo di auto-miglioramento eseguito con l'aiuto del computer... Ebbene lo sto sperimentando e fin'ora gli esiti sono buoni.
La mia professione e i miei impegni non mi permettono, purtroppo, di partecipare a dei tornei seri, quindi ho dovuto per forza di cose "simulare" questa circostanza in codesto modo:

1) Mi sono iscritto sul sito di gioco per corrispondenza "QueenAlice.com". Nick name: Sandrino72 (ricorda qualcuno? biggrin.gif)

2) gioco le partite dandomi un tempo regolamentare di 2 ore di riflessione a partita. Appena l'avversario ha mosso faccio partire l'orologio e lo fermo (annotando il tempo) appena ho risposto. Se dovessi superare il tempo che mi sono assegnato, abbandonerei immediatamente la partita;

3) naturalmente non uso nessun tipo di "aiuto" quali: motori, data-base, libri, articoli, ecc...

4) accetto fino ad un massimo di 10 partite contemporanee e non analizzo le varie posizioni se non quando accedo al sito e faccio partire l'orologio.

Sono partito da un punteggio di 1400 ELO ed ho giocato finora 15 partite vincendone 10, pattandone 4 e perdendone (finora!) una sola, a causa di una svista piuttosto banale. Il mio punteggio attuale è di 1872 ELO ed ho in sospeso 9 partite.

Applico il Metodo 1 ora al giorno e già dopo 3 settimane ho notato un sensibile miglioramento del mio gioco e della mia sicurezza nel gioco...
Naturalmente la vera sperimentazione andrà fatta a tavolino, ma questo sistema mi permette di accorciare notevolmente i tempi...

Carotino
ciao.gif]]>
Giocareascacchi.it Allenamento Fri, 27 Aug 2010 21:00:32 +0100
Preparazione in apertura: la novita' teorica tradita! http://www.giocareascacchi.it/articoli/Analisi/541-Preparazione-in-apertura-la-novita-teorica-tradita-.html
Nelle loro analisi casalinghe, e attraverso l’utilizzo dei motori di gioco i Grandi Maestri creano, studiano e sviluppano un proprio repertorio d’apertura, analizzando di continuo varianti, scoprendo nuove idee e verificandone la bontà attraverso il “parere” chiesto al proprio computer con un’analisi guidata.

La ricerca di novità teoriche in apertura è diventata per loro un concetto essenziale, non tanto perché così riusciranno a sorprendere i propri avversari in partita, ma soprattutto perché, come ci dice Mark Dvoretskij: “E’ molto importante inserire nel proprio repertorio schemi e varianti d’apertura in cui il vostro punto di vista differisca, fosse di poco, da quello teorico. Può trattarsi di una novità grazie alla quale viene rivalutata un’intera variante o riabilitato uno schema, ritenuti in precedenza cattivi, ma può trattarsi anche di una valutazione al di fuori dei canoni di una posizione conosciuta”.

Il punto chiave è che qualsiasi giocatore si sentirà molto più a suo agio in un territorio esplorato personalmente, che non in un territorio altrui, per quanto percorso con le migliori guide e cartografie disponibili. Sempre Dvoretskij, nel suo libro School of Chess Excellence 2 – Tactical Play scrive infatti: “Uno scacchista dipende dalle sue scoperte non meno che da quelle degli altri, ma le scoperte che fa in prima persona lo toccano più da vicino e le ricorda meglio perché le ha analizzate più a fondo”.

Per il Grande Maestro tuttavia, “preparare” una partita con l’ausilio del computer e con buoni risultati, sfruttando la loro sempre più straordinaria capacità di calcolo non è affatto semplice, perché sarà necessario riuscire ad armonizzare con grande equilibrio i suggerimenti della macchina con le proprie personali intuizioni. In ciò Kasparov è stato un’inimitabile precursore; ha analizzato certe posizioni fino alle loro estreme conseguenze, pronto a non sottovalutare anche quei suggerimenti del software che sembravano più assurdi, ma nello stesso tempo conservando una buona dose di scetticismo “umano” nei confronti delle valutazioni della macchina. Tale atteggiamento gli ha spesso consentito di spingersi oltre l’orizzonte del computer, con i risultati sorprendenti che tutti conosciamo.

Purtroppo per loro non tutti i Grandi Maestri si chiamano Kasparov, così può succedere che a volte la novità teorica scoperta possa anche ritorcersi contro il suo ideatore: un esempio emblematico è la recente Vocaturo – Hillarp Persson, Reykjavik 2009 (che andremo ora ad analizzare con l’uso del computer e qualche breve commento). Spesso infatti non ci si rende conto che quello che si fa non è altro che sedersi, inserire le mosse e guardare le valutazioni numeriche dei motori accettandone acriticamente il loro responso.

Ma vediamo come è andata.

Vocaturo – Hillarp Persson, Reykjavik 2009

1. e4 e6 2. d4 d5 3. Cc3 Ab4

La Francese Winawer.

4. e5

Questa è considerata la linea principale.

4. … c5

Con l’idea di mettere immediatamente sotto pressione il centro del Bianco.

5. a3 Axc3+

Il Nero cede la coppia degli Alfieri ottenendo come compenso un indebolimento della catena pedonale bianca.

6. bxc3 Ce7

Sviluppa il Cavallo e prepara l’arrocco corto.

7. h4!?

Una specialità di Vocaturo: il Bianco intende intraprendere subito un attacco contro un eventuale arrocco corto del Nero.

7. … Cbc6

Ora l’arrocco corto non è più così raccomandabile.

8. h5 Da5 9. Ad2

Difendendo il pedone c3 e minacciando indirettamente la Donna nera.

9. … Ad7 10. h6

Il pedone “h” viene lanciato come un kamikaze contro la barriera pedonale nera.

10. … gxh6 11. Tb1

11. Cf3 è più giocata, ma la mossa del testo è la preferita di Vocaturo.

11. … 0-0-0 12. Tb5 Dxa3 (diagramma)

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Questa è la novità teorica preparata durante l’analisi casalinga da Hillarp Persson con l’aiuto del computer. Finora si conosceva il seguito 12. … Da4 13. Db1 Ca5?! (13. … Cxd4 con gioco incerto; e 13. … b6 += sono alternative migliori per il Nero) 14. Txc5+ con vantaggio del Bianco nella Morozevich – Lputjan, Sochi 2007. Vocaturo rimane sorpreso e si immerge in una lunga riflessione, ma ne esce con uno straordinario piano a lungo termine degno di far parte delle migliori antologie scacchistiche!

13. Txc5 a6

Ecco l’idea: controllando la casa b5 il Nero minaccia di intrappolare la Torre con 14. … b6.

14. Db1 Rc7

Evita l’ingresso della Donna bianca in b6 e continua a minacciare 15. … b6.

15. c4! b6 (diagramma)

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Ora la Torre è in trappola ma ….

16. cxd5 bxc5 17. d6+ Rc8 18. Th3

Con l’idea di far partecipare la Torre all’attacco trasferendola ad Ovest.

18. … Da4 19. Tb3 Cd5

Se 19. … c4 20. Tc3! Db5 21. Da1 con decisivo margine (per es. 21. … Da5 22. Ta3 + -)

20. dxc5

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Il Bianco ha una Torre in meno, ma sta molto meglio.

20. … Tdg8

Se 20. … De4+ 21. Rd1 Da4 22. Db2 Tdg8 23. Ta3 + -.

21. c4 Cde7

Con 21. … Tg5 si resisteva di più.

22. Ce2 Dxc4

La fame della Donna nera sarà severamente punita.

23. Cc3 Dxc5 24. Ce4 Dxe5

Se proprio si deve tanto vale morire a pancia piena!

25. dxe7 Cxe7 26. Tb8+ (diagramma)

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Con matto forzato in 10 che Hillarp Persson non può non avere visto. Eppure non ha ritenuto opportuno fermare l’orologio: credo abbia voluto omaggiare Vocaturo opponendo alla sadica felicità dell’italiano nell’infliggere le ultime rasoiate, la sua masochistica felicità nel riceverle.

26. … Dxb8 27. Axa6+ Rc7 28. Aa5+ Rc6 29. Dc2+ Rd5 30. Dd3+ Re5 31. Ac3+ Rf5 32. Cd6+ Rg5 33. Dg3+ Rh5 34. Ae2+ Tg4 35. Dxg4# 1 - 0 (diagramma)

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Fen: 1q5r/3bnp1p/3Np2p/7k/6Q1/2B5/4BPP1/4K3 b - - 0 1


Mitico Vocaturo!

Hillarp Persson nel dopo partita ha dichiarato di aver evidentemente sbagliato a fidarsi della valutazione del suo amico al silicio in quella posizione e noi non possiamo che essergliene grati: l’attacco del Bianco si sviluppa lentamente, oltre l’effetto orizzonte del computer, ma è inarrestabile!]]>
Giocareascacchi.it Analisi Thu, 26 Aug 2010 17:41:10 +0100
L'iniziativa ..... vista con gli occhi del software! http://www.giocareascacchi.it/articoli/Altro/540-L-iniziativa-vista-con-gli-occhi-del-software-.html iniziativa indica il controllo della partita da parte di un giocatore. Possedere l’iniziativa significa avere la possibilità di attaccare e di esercitare pressione sull’avversario, che ovviamente sarà costretto a difendersi.

Lo scopo dell’iniziativa è chiaro: indirizzare la partita verso una direzione voluta fino alla vittoria.

Non è assolutamente detto che avere l’iniziativa significhi essere in vantaggio, perché si può avere l’iniziativa anche in posizioni pari o svantaggiose, tuttavia negli scacchi la strategia più efficace si basa quasi sempre sulla lotta per l’iniziativa in ogni fase della partita e non è un mistero che i giocatori più forti facciano sempre di tutto pur di ottenerla.

La dinamica dell’iniziativa può essere spiegata per mezzo di una frase rivelatrice di Siegbert Tarrasch, il quale sosteneva che “ogni mossa che non tenda al matto indebolisce la posizione da qualche parte”. Così, uno dei due colori attacca creando una minaccia e costringe l’avversario a pararla con una mossa difensiva. Quasi sempre però questa mossa difensiva creerà nuove condizioni sulla scacchiera (per esempio la perdita del controllo di alcune case importanti) e consentirà all’attaccante di portare nuove minacce. Attaccando continuamente e portando minacce mossa dopo mossa, generalmente il gioco arriva ad un punto in cui il difensore non riesce più a pararle tutte, anche a causa della mancanza di coordinazione tra le sue forze, e resta privo di risorse fino a subire perdite di materiale decisive.

Poiché entrambi i contendenti in partita lotteranno per l’iniziativa, in posizioni equilibrate il gioco ha di solito l’andamento di una reazione a catena: il Bianco tenta di sfruttare l’ultima mossa del Nero il quale, a sua volta, replica con una mossa che prova a ricavare un vantaggio dall’ultima mossa del Bianco, e così di seguito. Ognuno dei giocatori sceglie un piano con uno scopo e tutte le mosse che vengono giocate successivamente sono rivolte ad incrementare la nostra iniziativa o a bloccare quella dell’avversario quando tocca a noi muovere.

Questo è quello che dovrebbe avvenire in partita ….. almeno in teoria!

Vediamo un bell’esempio che ci aiuta a spiegare alla perfezione la dinamica dell’iniziativa (le analisi sono di Andrew Soltis).

Sutovsky – Zapata, Mosca 2001

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“Con la sua ultima mossa 1. Ag5 il Bianco minaccia di indebolire il lato di Re con Ag5xf6.

1. … Tb6

Sembra migliore rispetto a far ripiegare il Cavallo, ma ha il suo punto debole.

2. Ta5!

Una mossa impossibile prima di Tb8-b6. Il Bianco si prepara ad accerchiare il pedone c5 con De2-c4 o a raddoppiare le Torri sulla colonna “a”.

2. … Ce8

Ora 3. Dc4 Tc6 e poi Ac8-e6 permetterebbe al Nero di difendersi.

3. Ae3!

Visto che dopo 2. … Ce8 il Nero non può più proteggere il pedone “e” con Cf6-d7.

3. … Tc6 4. Tfa1

Gli scacchi sembrano un gioco facile quando tutto quello che hai bisogno di chiederti è: quale debolezza ha creato l’ultima mossa avversaria? Grazie a mosse forzanti di routine il Bianco ha qui una promettente iniziativa e sta considerando Ta5-a7, ora che 3. … Tc6 ha tolto al Nero la possibilità di difendersi con Tb6-b7.

4. … Cd6 5. f4!

Il Bianco volge la sua attenzione al pedone “e”, lasciato senza protezione dall’ultima mossa del Nero. Ora 5. … f6 creerebbe problemi sul lato di Re (6. Ta8 Ab7? 7. Txf8+ Rxf8 8. fxe5 fxe5 9. Dh5).

5. … Te8

Il Nero finalmente gioca una mossa che non sembra creare nuove debolezze.

6. fxe5!

Ma la Torre è un ben misero difensore visto che la si può minacciare facilmente. Per esempio 6. … Txe5 7. Af4 (7. … Te8 8. e5).

6. … Cb7 7. Ta8 Dxe5 8. Db5!

E il Bianco fu ben avviato verso la vittoria (8. … De6 9. T1a6! Txa6 10. Txa6 De5 11. Ta8 h6 12. Dc6 Cd6 13. Dxc5).

Nella posizione del diagramma il Nero era così passivo che dopo 1. Ag5 non fu più in grado di lottare.”

A partire dal diagramma iniziale ho provato a far analizzare la posizione al mio amico Fire 1.31, ed ecco cosa vede.

1. … Td8!

Della minaccia 2. Axf6 il computer se ne fa un baffo!

Ecco alcuni seguiti trovati dal software:

a) 2. Axf6 gxf6 3. Af3 (3. De3 c4 4. Dh6 Tb6! 5. Tfd1 Txd1+ 6. Dxd1 Td6 7. Txd6 Dxd6 = oppure 3. Tfd1 Txd1+ 4. Dxd1 Ae6 =) c4 4. Tfd1 Txd1+ 5. Dxd1 c3 6. bxc3 Dxc3 =.

b) 2. Tfd1 Txd1+ 3. Dxd1 (3. Txd1 Ta8 4. b3 Ae6 = oppure 4. c3 bxc3 5. Axf6 gxf6 6. bxc3 Ae6 =) Ae6 4. Ta6 (4. Dd2 Ce8 =) Td8 =.

Che cosa si può evincere da tutto questo?

Innanzitutto che, con ogni probabilità, la minaccia 2. Axf6 è soltanto una minaccia velleitaria; è pur vero che il lato di Re del Nero ne risulta indebolito, ma ciò non appare molto importante agli occhi del software dal momento che tale debolezza non può venire efficacemente sfruttata. Per il software risulta invece fondamentale lottare immediatamente per l’iniziativa con la forte 1. … Td8! che consente di controllare l’importante colonna aperta “d” con la Torre. In secondo luogo a giudizio del software, e a differenza di quanto rilevato da Soltis nelle analisi e da Zapata in partita, la posizione del Nero non è così passiva come potrebbe sembrare a prima vista; infatti i cambi dell’Alfiere per il Cavallo e delle Torri lungo la colonna “d” rendono più semplice la difesa. Infine, cosa più importante, il nostro amico al silicio ci permette di rilevare come il Nero, giocando la debole 1. … Tb6? non abbia fatto altro che agevolare in tutto e per tutto l’avversario nella realizzazione del suo piano.

Se in altri articoli ho tanto bistrattato i poveri software scacchistici evidenziando alcuni dei loro limiti principali, in questo devo invece rilevare uno dei loro punti di maggiore forza: la capacità che hanno di giocare per l’iniziativa in ogni tipo di posizione per portarsi in vantaggio.

A meno che non siano strettamente necessarie, difficilmente vedremo i software perdere tempi con inutili mosse profilattiche tipo h3/h6, a3/a6, Rh1/Rh8. In egual misura quasi mai un software ritirerà i pezzi con mosse lente del tipo Cf1, Cd1 ecc. se una tale manovra non riesca a sortire qualche effetto.

Per noi umani è invece molto complicato riuscire a lottare per l’iniziativa ad ogni mossa, come fanno i computer: spesso, se non si capisce la posizione, si risponde troppo meccanicamente non scegliendo la mossa più forte e nel giro di qualche tratto il nostro controllo della partita sfuma. Ciò è abbastanza chiaro tatticamente quando non sferriamo il colpo del KO semplicemente perché ... non lo abbiamo visto; ma anche in posizioni strategiche, fra quattro o cinque mosse possibili non è detto che tutte siano equivalenti: la prima può essere ottima, mentre le altre solo buone.

Una volta compreso che muovere senza legare la mossa alla lotta per l'iniziativa è il miglior modo di sprecarla, diventa di fondamentale importanza affinare l'esperienza per capire quando l'iniziativa è reale o è soltanto nella nostra testa analizzando per bene le nostre partite col computer dopo averle giocate.]]>
Giocareascacchi.it Altro Wed, 25 Aug 2010 17:20:38 +0100
L'importanza di riconoscere gli schemi: un caso pratico http://www.giocareascacchi.it/articoli/Analisi/539-L-importanza-di-riconoscere-gli-schemi-un-caso-pratico.html il riconoscimento degli schemi. In sostanza siamo in grado di prendere decisioni in tempi brevissimi e in ogni tipo di situazioni semplicemente confrontandole con le esperienze passate.

Ciò avviene anche negli scacchi. Molto spesso l’ultima mossa del nostro avversario crea sulla scacchiera una posizione che ci sembra vagamente familiare e nella quale riconosciamo uno specifico schema: se quella posizione caratteristica la abbiamo già analizzata e studiata in precedenza ecco che non dobbiamo fare altro che richiamare alla mente, più o meno consciamente, i piani e le mosse evidenziati e applicati in precedenza, attingendo a quella misteriosa capacità che definiamo intuizione.

Se poi teniamo presente che il “database” di ogni Grande Maestro è composto da centinaia di queste posizioni caratteristiche, capiamo subito come mai, nel processo che porta alla selezione di una mossa, i loro calcoli siano così veloci e precisi: semplicemente “sanno” che cosa bisogna analizzare e dove vanno piazzati i pezzi.

Ovviamente non si può analizzare correttamente senza prestare attenzione alle particolarità della posizione presente sulla scacchiera, ma una delle più importanti qualità che distinguono un forte giocatore da un semplice dilettante è senz’altro l’abilità di riconoscere rapidamente in una posizione gli elementi più rilevanti. Così quando un Maestro sa che una mossa funziona in quel genere di posizione, non ha problemi a scegliere candidate che altrimenti non si sognerebbe mai neppure di considerare, come nel seguente esempio.

Kaidanov – Rohde, Philadelphia 1992

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Il Bianco vorrebbe giocare Cf3-d4 o attaccare il centro con e2-e4 e trova il modo di realizzare entrambe queste esigenze.

1. De3!

Più promettente di 1. e3 a4 2. Cd4 Ce5 e poi Ce5-c4, per esempio 3. Db4? Dxb4 4. axb4 Cd3.

1. … Dxe3 2. fxe3

Il Bianco ha il coltello dalla parte del manico, a dispetto dei pedoni doppiati e isolati sulla colonna “e”. Minaccia infatti 3. Txc6 e può rispondere a 2. … Ce7 con 3. Tc7.

2. … Tfc8 3. Cd4

Ora 3. … cxd4 4. exd4 Txc2 5. Txc2 favorirebbe leggermente il Bianco, poiché dopo 5. … Tc8 6. Txc8+ seguita da 7. e4 potrà crearsi un pedone passato sulla colonna “b”.

3. … Ce5 4. Txc8+ Txc8 5. Txc8+ Axc8 6. e4

In posizione difficile il Nero si lasciò sfuggire la migliore possibilità (6. … Cc4) che aveva di crearsi del controgioco, e si ritrovò perduto dopo 6. … Ab7? 7. exd5 exd5 8. b3. Non potè infatti impedire al Re bianco di affiancare il pedone “b” nella sua marcia verso la promozione.

Ma difficilmente 1. De3! è il genere di mossa che viene in mente, a meno che non si conosca una certa partita di Mikhail Botvinnik …… “Ho preso questa mossa dalla partita Botvinnik – Sorokin, Campionato sovietico 1931” scrisse Kaidanov su Inside Chess.

Botvinnik – Sorokin, Campionato sovietico 1931

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1. De3! Dxe3 2. fxe3

Il Bianco, correttamente, valutò che era la Donna a tenere insieme la posizione nera e che quindi il Nero, cambiandola, avrebbe avuto problemi a difendere il pedone “e”. La doppiatura del pedone “e” del Bianco non ha “alcuna importanza significativa”, scrisse Botvinnik. Il Bianco, a ragione, concluse che i pedoni “e” doppiati non erano così significativi quanto il controllo della colonna “d” e la debolezza di e5.

2. … Ag4 3. a5

Il Cavallo nero è privo di buone case (3. … Cbd7 4. h3 Axf3 5. gxf3 Cc5 6. b4).

3. … Cc8 4. Tc1

Il Nero parò la minaccia Cf3xe5 con 4. … Axf3 ma dopo 5. gxf3 Ce7 6. Cd5 stava già perdendo. Non sarebbe ugualmente servita a molto 4. … Te8 5. h3 Ah5 6. Ch4 e poi 7. g4, o anche 5. … Ad7 6. Tcd1 Ac6 7. Td8.

Le due posizioni prima di 1. De3 non si assomigliano molto. L’unica cosa che sembra accomunarle è che il Bianco ha la sua più grande risorsa nelle Torri raddoppiate e che le difese del Nero sono tenute insieme dalla Donna.

Ma Kaidanov intuì che da soli questi due elementi suggerivano un esame più approfondito di 1. De3.]]>
Giocareascacchi.it Analisi Tue, 24 Aug 2010 17:34:56 +0100
L'effetto orizzonte - 2. http://www.giocareascacchi.it/articoli/Allenamento/538-L-effetto-orizzonte-2-.html
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Tutti i chess engines, nessuno escluso, ritirano il Cg5 in f3 o in h3, ma il nostro "Igor nazionale" che di scacchi se ne intende, giocò invece una mossa tipicamente "umana": 1.Dh5! che vince in TUTTE le varianti. Probabilmente Efimov non calcolò tutte le varianti come fa un computer, ma il suo istinto e la sua grande esperienza gli suggerirono che SICURAMENTE il Bianco riceveva un sostanzioso compenso per il sacrificio del Cg5.
Naturalmente dal 1997 ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti e sia i programmi che l'hardware hanno compiuti dei progressi impressionanti. Un Rybka o un Houdini si mangiano il povero MChess a colazione e i processori attuali sono centinia di volte più veloci di quelli del 1997 ma... Ancora non riescono a risolvere questa posizione!

Se provate ad eseguirla sul vostro programma preferito e lanciate l'analisi del motore, vi accorgerete che esso giudica la posizione ancora vantaggiosa per il Nero (o al massimo pari), mentre in realtà questi è spacciato!

Provate a continuare la partita giocando contro il computer, e vi accorgerete che il Bianco ha un attacco di matto che si sviluppa praticamente da solo... Ed inoltre è una bella soddisfazione mattare in scioltezza dei "mostri" come Rybka 4, IvanHoe od Houdini!

Anche dovo aver "imbeccato" i motori con la mossa migliore, questi non riescono proprio a digerirla e se ripartite dall'inizio e rilanciate l'analisi, questi continueranno a sbagliare.
Significa che in questa posizione l'effetto orizzonte è molto al di là delle capacità degli attuali chess engines che dimostrano così di avere anche loro dei paurosi talloni d'Achille.

Carotino
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Giocareascacchi.it Allenamento Sat, 21 Aug 2010 08:28:37 +0100
L'Effetto Orizzonte. http://www.giocareascacchi.it/articoli/Altro/537-L-Effetto-Orizzonte-.html
La posizione è tratta dalla sfida fra il GM Efimov ed il programma MChess, giocata nel 1997.

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Siamo in una classica posizione dell'Attacco Indiano (KIA) ed il Nero ha appena giocato la spinta in h6.

Adesso vi propongo un facile test: prendete il vostro motore preferito, il più forte che avete e lanciatelo nell'analisi. Lasciatelo pure "girare" per quanto volete, anche per qualche ora se avete tempo da perdere e poi segnalatemi la mossa suggerita dal programma...
In seguito pubblicherò la mossa scelta dal GM Efimov.

Carotino.
ciao.gif]]>
Giocareascacchi.it Altro Fri, 20 Aug 2010 18:45:14 +0100
Difesa Est-Indiana: la variante di cambio (2) http://www.giocareascacchi.it/articoli/Apertura-Bianco/536-Difesa-Est-Indiana-la-variante-di-cambio-2-.html B) La linea moderna: 9. ... Ca6
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La ragione di questa mossa è logica: proteggendo il P "c" il N. tenta di contenere gli effetti della incombente Cc3-d5, e quindi spera di poter tenere la T sulla colonna "d" invece di doverla piazzare in e8. Anche il potenziale svantaggio è evidente: il Cf6 rimane sgradevolmente inchiodato.
10.Cd5!
L'unico seguito tematico: appare del tutto innocua 10.Cxe5 Te8 11.0-0-0, sulla quale il N. può scegliere tra 11. ... Cc5 e il seguito 11. ... Txe5 12.Td8+ Te8! 13.Axf6 Txd8 14.Axd8 Ah3! (Ghinda-Biriescu, Romania 1976), con eguaglianza in ambo i casi
10. ... Td6
10. ... Cxd5?! sembra tatticamente interessante alla luce di 11.Axd8?! Cf4 12.g3 Cxe2 13.Rxe2 Ae6 14.Ae7 Axc4+ 15.Rd2 Te8 e il N. ha buon compenso per la qualità (Luik-Didishko, Vilnud 1975); esiste tuttavia una confutazione strategica: 11.cxd5!, e dopo 11. ... f6 12.Ae3 Cb4 13.Tc1! la pressione del B. sulla colonna "c" è fortissima
11.Axf6 Axf6

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12.Cxf6+!
Al momento la situazione è ancora complicata, e il B. deve dedicare la massima cura allo sviluppo e alla sicurezza del Re, sotto pena di esporsi ad una posizione difficile: ad es. 12.b4?! c6 (è da considerare anche 12. ... Ad8!?) 13.Cxf6+ Txf6 14.a3 Ag4 15.Cxe5? (aprire alle TT nere vie verso il proprio Re è solo suicida: era corretta 15.Td1 Te8 16.Cd2 Ac8 con parità) 15. ... Axe2 16.Rxe2 Te8 17.Cf3 Txe4+ 18.Rd3 Tg4! 19.Thg1 c5! 20.h3 Tgf4 con notevole pressione del N. (Knezevic-Zaitsev, Dubna 1976)
12. ... Txf6 13.Cxe5 Te6 14.f4 Cc5 15.0-0-0!

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Arroccando il B. mette il Re al sicuro e completa lo sviluppo, e in seguito sfrutterà il vantaggio di sviluppo per comprimere il gioco avversario specialmente ad Ovest
15. ... f6 16.Cg4
Degna di analisi è anche 16.Td8+ Rg7 17.Cd3 Txe4 (a causa della posizione inchiodata dell'Ac8, il cambio 17. ... Cxe4?! 18.Axe4 lascia il N. in posizione alquanto ristretta) 18.Cxe5 Txe2 19.Cd3 con l'idea di 20.The1
16. ... Cxe4 17.Af3 Rg7 18.The1 Cc5 19.Ce3
Il B. ha posizione molto più attiva, e il N. deve giocare con molta precisione per difendersi: i due piani più ragionevoli sembrano essere la spinta in c6 per limitare l'azione dell'A campochiaro bianco sulla grande diagonale, oppure la spinta a7-a5 per far entrare in gioco la Ta8

C) La linea recente: 9. ... Cbd7

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Quando fu chiaro che con 9. ... Te8 o con 9. ... Ca6 il compito del N. non era poi semplice, fu investigata anche questa possibilità, teorizzata da Efim Geller nel 1949 ma applicata con frequenza solo dal 1971 soprattutto ad opera di Paul Keres: sviluppando il CD in d7 il N. difende il Pe5 e assicura un'ulteriore protezione al Cf6; inoltre questo piazzamento si dimostra molto più elastico, essendo d7 casa di smistamento (verso f6, o c5, o b6 o infine f8) molto più favorevole che non a6
10.0-0-0!

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La migliore possibilità: il B. si sviluppa con guadagno di tempo (si minaccia 11.Cxe5) e mette il Re al sicuro. E' invece completamente innocua 10.Cd5 c6 11.Ce7+ Rf8 12.Cxc8 Tdxc8! (schioda il Cf6 e abilita quindi la minaccia sul Pe4) e il N. è sicuro e controlla d4, mentre le speranze di gioco attivo del B. sono pressochè nulle.
E' inoltre illogica 10.Td1 a causa della cattiva e insicura posizione del R al centro: ad es. 10. ... Tf8 11.Cd5 c6 12.Cxf6 Cxf6 13.Cd2 Ae6 14.f3 Cd7 15.Cb3 Tfc8 16.Ae3 Af8 e il B. non ha alcun compenso per la debolezza della casa d4
10. ... Tf8!
L'unica maniera soddisfacente di far fronte alla minaccia 11.Cxe5, dato che 10. ... Te8? perde a causa di 11.Cb5!, mentre se 10. ... h6? 11.Axf6 Axf6 12.Cd5 il B. è in netto vantaggio grazie alla doppia minaccia su f6 e c7
11.Cd2!?

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Una volta protetto a sufficienza il Pe4 e svincolato così il Cc3 dalla sua difesa, il B. è in grado di guadagnare spazio ad Ovest. Un'alternativa teorica molto applicata è 11.Ce1 c6 12.Cc2 Cc5 13.f3 con vari seguiti:
a) 13. ... a5 14.b3 Te8 15.Td2 con sostanziale parità (Ritov-Gufeld, Riga 1969);
b) 13. ... Ae6 14.Ae3 e qui - alla luce di una possibile ripetizione con 14. ... Ccd7 15.Ag5 Cc5 - fu concordata la patta nella Olafsson-Byrne, Reykjavik 1980;
c) 13. ... Ce6 14.Ae3 Ch5!? 15.Td2?! (è migliore 15.Rb1!) 15. ... Cd4! 16.Thd1 (16.Cxd4?! exd4 17.Axd4 Ah6!-/+) 16. ... Cf4 17.Af1 Cfe6 con vantaggio del N. per il solido controllo su d4 (Heggheim-Westerinen, Hammerfest 1977).
Un'altra mossa che merita considerazione è 11.Cd5!?, sulla quale il seguito 11. ... c6 12.Ce7+ Rh8 13.Ae3! Te8 14.Cxc8 Taxc8 15.c5 regala al B. un chiaro vantaggio di spazio
11. ... c6 12.b4! a5 13.a3 Te8!
Sgombrando la casa f8 per consentire il trasferimento del CD con Cd7-f8-e6
14.Rb2 Cf8 15.c5 Ce6 16.Axf6
Cambio giustificato dalla configurazione dei PP bianchi ad Ovest su case nere e dalla conseguente limitazione dell'attività dell'A camposcuro
16. ... Axf6 17.Cc4 axb4 18.axb4 Cd4 19.Cb6 Tb8 20.Ac4 Ad8!

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Al fine di cambiare l'A sul Cb6
21.Ta1! Axb6 22.cxb6 Ae6! 23.Axe6 Cxe6 24.Thd1 Ted8!

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Dopo il cambio delle TT il B. ha un piccolo vantaggio per la leggera debolezza del Pb7, anche se comunque la posizione nera è perfettamente difendibile

D) La linea recentissima: 9. ... c6

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In realtà questa mossa è nota da decenni alla teoria, ma negli ultimi tempi è diventata il seguito più usato dal N. contro la variante di cambio. I suoi lati positivi sono evidenti: viene impedita una volta per tutte la mossa Cc3-d5 e la TR del N. rimane padrona della colonna "d"; anche gli svantaggi sono altrettanto palesi: il Pe5 rimane privo di protezione.
10.Cxe5
Non c'è chiaramente altro modo per sperare di ottenere un vantaggio
10. ... Te8 11.0-0-0 Ca6!

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E' stato proprio questo piano posizionale, introdotto nella pratica ad alti livelli dal GM William Watson nel 1986, a dare nuovo impulso alla linea con 9. ... c6: invece di riprendere immediatamente il P, il N. intende farlo solo alle proprie condizioni. I tratti "ingordi" sono decisamente insoddisfacenti per il N.:
a) 11. ... Txe5? 12.Td8+ Te8 13.Axf6 Txd8 14.Axd8 lascia il N. con un P (e molti tempi di sviluppo) in meno;
b) 11. ... Cxe4?! 12.Cxe4 Axe5 13.Cd6 (è pure buona 13.The1 Cd7 14.Cd6 con vantaggio) 13. ... Axd6 14.Txd6 Ca6 15.Ae3, e il B. possiede una miriade di vantaggi, ossia il controllo della colonna "d", il possesso della coppia degli AA in una posizione aperta e prospettive di attacco contro l'indebolita ala di Re del N.: ad es. 15. ... Ae6 16.a3 Rf8 17.h4! Re7 18.Thd1! Ad5!? (18. ... Cb8?! 19.Ac5 Ca6 20.Td7+ Rf6 21.Ad4+ Rf5 22.Txb7 e v.) e qui sia 19.c5, sia il sacrificio di qualità 19.T6xd5 cxd5 20.cxd5 con ottimo compenso, regalano netto vantaggio al B.
12.Td6!

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Il B. approfitta del vantaggio di sviluppo per premere immediatamente contro la posizione avversaria; il N. otterrebbe eccellente controgioco dopo 12.f4 h6 13.Ah4 g5! 14.Ag3 Cc5 15.Af3 g4, oppure 14.fxg5 hxg5 15.Ag3 Cc5
12. ... Ae6!
Altri due seguiti buoni per il N. sono 12. ... Af8 13.Txf6 Txe5 14.Ae3 Cc5 e 12. ... Ch5 13.Cd3 Af8 14.Td8 Txd8 15.Axd8 Ae6 16.Ag5 Axc4. E' invece inferiore 12. ... Txe5?! a causa di 13.Axf6 Axf6 14.Txf6 Cc5 15.Td6! (la mancanza dell'A camposcuro nero consente grande libertà di azione alla T bianca) 15. ... Cxe4 16.Td8+ Rg7 17.Cxe4 Txe4 18.Af3! Txc4+ 19.Rd2! e la posizione nera è pressochè paralizzata (Tal-Smirin, Urss 1990).
Dopo 12. ... Ae6 il piano di controgioco sul Pe4 e il possesso della coppia degli AA. assicurano al N. un buon compenso per il P, ad es. 13.f4 Cc5 14.Af3 Cfxe4 15.Cxe4 Cxe4 16.Axe4 f6 17.Axf6 Axf6 con posizione in equilibrio dinamico. Se il B. difende il Pc4 con b2-b3, il N. potrà spingere in profondità il P "a" per aprire la colonna e legare la posizione del Re bianco ai PP b3 e c4; il B. deve inoltre considerare se sia meglio raddoppiare le TT per premere sulla colonna "d", oppure piazzare l'altra T sulla colonna "e" per contendere al N. il controllo del centro: un'ulteriore sperimentazione di questa linea nella pratica di gioco chiarirà se il plus-P del B. potrà essere fatto valere decisivamente in finale, oppure se la posizione attiva degli AA neri permetterà in ogni caso di mantenere la parità.

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Giocareascacchi.it Apertura Bianco Thu, 12 Aug 2010 15:15:17 +0100
Difesa Est-Indiana: la variante di cambio http://www.giocareascacchi.it/articoli/Apertura-Bianco/535-Difesa-Est-Indiana-la-variante-di-cambio.html 1.d4 Cf6 2.c4 g6 3.Cc3 Ag7 4.e4 d6 5.Cf3 0-0 6.Ae2 e5
Comincia così la variante principale della Est-Indiana, i cui seguiti principali sono la variante Petrosian (7.d5) e soprattutto la super-teorizzata main-line 7.0-0 Cc6 8.d5 Ce7, che porta a seguiti complicati in cui il B. cerca di sfruttare il suo vantaggio di spazio ad Ovest restando tuttavia esposto ad attacchi selvaggi sull'ala di Re ove il proprio monarca solitamente arrocca.
C'è però un'altra possibilità perfettamente ragionevole, ossia la variante di cambio con
7.dxe5
che ha il vantaggio di condurre a posizioni semplici da capire, da curare molto in senso strategico e che offrono al tatticomane celato in ogni giocatore di Est-Indiana minori prospettive di controgioco. Un altro vantaggio è dato dall'essere un seguito meno comune, per cui un giocatore ben preparato tenderà a conoscerlo sicuramente meglio dell'avversario; inoltre può rivelarsi una buona arma contro giocatori più forti tatticamente o che devono vincere a tutti i costi per ragioni di classifica: è allora più utile trovarsi in posizioni tranquille e caratterizzate da una struttura simmetrica di PP, in cui per l'avversario forzare il gioco potrebbe costare molto caro, piuttosto che andare incontro ai suoi desideri giocandogli appunto la main-line
7. ... dxe5 8.Dxd8 Txd8

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Qui non è buono per il B. il guadagno di un P con 9.Cxe5?!, a causa di 9. ... Cxe4 10.Cxe4 Axe5 11.0-0 Cc6, e il N. ha posizione leggermente migliore per la maggiore attività dei suoi pezzi; è innocua pure 9.Cd5 Cxd5 (è stata tentata anche l'interessante 9. ... Td7!?) 10.cxd5 c6 11.Ac4 b5 12.Ab3 Ab7 13.Ag5 Tdc8! e parità.
Se si osserva la posizione del diagramma dopo il cambio delle DD, sembra che il N. abbia risolto molti dei suoi problemi dato che ha completato lo sviluppo della sua ala di R, ha arroccato, controlla la colonna "d" e può aggiungere subito un controllo su d5 con la spinta in c6, mentre il B. ha solo sviluppato tre pezzi minori e si ritrova con una casa debole in d4. Invece c'è una mossa che consente al B. di mantenere il caratteristico vantaggio di apertura:
9.Ag5!
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Questa attiva mossa evidenzia subito i difetti della posizione nera: il Cf6 è fastidiosamente inchiodato e il B. minaccia sia 10.Axf6 Axf6 11.Cd5, sia direttamente 10.Cd5, con guadagno di materiale in ambo i casi. Le stesse opzioni immediate a disposizione del N. sono limitate: ad es. dopo 9. ... h6?, 9. ... Cc6? e 9. ... Ag4? è sempre buono 10.Axf6 Axf6 11.Cd5 con guadagno e vantaggio di posizione.
Le possibilità più soddisfacenti per il N. sono quattro: 9. ... Te8, 9. ... Ca6, 9. ... Cbd7 e 9. ... c6.
A) La linea normale: 9. ... Te8

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Questo tratto ha due evidenti vantaggi, ossia protegge e5 e schioda il Cf6: quindi 10.Axf6 Axf6 11.Cd5 non sarebbe più da temere poichè 11. ... Ad8 difenderebbe tutto. C'è però il rovescio della medaglia: cede al B. il controllo della colonna "d" e non rappresenta un tratto di sviluppo; la posizione nera è tuttavia molto solida e, se il B. non cerca di sfruttare subito il vantaggio di sviluppo, le prospettive di iniziativa potrebbero ben presto svanire. Ad es. è troppo lenta 10.h3 c6 11.0-0-0 (come si vedrà più avanti, l'arrocco lungo è immediatamente giocabile, e quindi questa linea costa già un tempo in meno), e se 11. ... Ca6 12.Ae3 Af8 13.Cd2 Cc5 14.g3 a5 la parità è già raggiunta (Kozlovskaja-Ciburdanidze, Urss 1976). Sembra migliore 10.Td1 occupando la detta colonna "d", ma in realtà il fatto che il B. non ha ancora arroccato è uno svantaggio dato che gli elementi riguardanti lo sviluppo hanno ancora grande importanza: ad es. 10. ... h6 - oppure 10. ... Ca6 11.0-0 Cc5 12.Cd5 Cxd5 13.exd5 Ca4 14.Td2 Ad7 e parità (Shamkovic-Stein, Urss 1969) - 11.Axf6 Axf6 12.Cd5 Ad8 13.Cxe5!? Txe5 14.Cb6 axb6 15.Txd8+ Rg7 16.Txc8 Txa2! 17.Txb8 Txe4 (min. 18. ... Ta1+) 18.Td8 Txb2 19.Td2 Tb1+ 20.Td1 Tb2 e patta per ripetizione (Kociev-Dvoretski, Urss 1976).
Le due opzioni migliori per il B. sono indubbiamente 10.Cd5 e 10.0-0-0.
A1) 10.Cd5

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con cui ha piazzamento un po' più attivo dei pezzi, specie dell'A camposcuro
10. ... Cxd5 11.cxd5 c6!
Il fine è di minare il forte Pd5 e di sottrarre il Pc7 da un possibile attacco dopo Ta1-c1
12.Ac4 cxd5
E' stata poco esplorata 12. ... b5!?, con gioco molto a doppio taglio: un possibile seguito è 13.Ab3 Ab7 14.Tc1 Tc8 15.Ae3 a5!, anche se il B. può ancora giocare attivo con 16.Cg5! a4 17.dxc6
13.Axd5 Cd7
Preferita dalla teoria, anche se è perfettamente giocabile pure l'altro sviluppo del CD 13. ... Cc6: danno qui gioco pari sia 14.Axc6 bxc6 15.0-0 Ae6 (oppure 15. ... h6 16.Ae3 Ae6 17.Tfe1 Teb8=, Panno-Browne, Madrid 1973) 16.Tfc1 Teb8 17.b3 a5!, sia 14.0-0 Ae6 15.Axe6 Txe6 (Flohr-Bronstein, Budapest 1950). Dopo 13. ... Cc6 il tratto più forte per il B. appare essere 14.Re2!:
a) 14. ... Ae6 15.Axe6 Txe6 16.Thd1 Af8 17.Td7 f6 18.Ae3 Te7 19.Tdd1! Rf7 20.Tac1 e il B. ha miglior gioco grazie al buon piazzamento delle TT e alla superiorità del suo A camposcuro (Knezevic-Ungureanu, Timisoara 1979);
b) 14. ... Ag4 15.Tfc1! con posizione molto attiva, mentre sembra inferiore il seguito 15.Ae3 a causa di 15. ... Cd4+ 16.Axd4 exd4 17.Tac1 Tac8 18.Rd3 Axf3 19.gxf3 Ah6 20.Tc4 Txc4 21.Axc4 Te7 22.Te1 Ag7 23.h3 Ae5 e patta (Dzindzikashvili-Keene, New York 1980)
14.Cd2!
Trasferisce il C verso Ovest ove potrà essere più attivo, e protegge il Pe4 da una possibile minaccia Cd7-f6: dopo 14.Tc1 h6! 15.Ae3 Cf6! 16.Ab3 Cxe4 17.Tc7 Ae6 18.Axe6 Txe6 19.Txb7 Ta6 20.a3 Cd6 21.Tb4 Tc6 22.0-0 f5 la posizione è pari (Teschner-Fischer, Stoccolma 1962)
14. ... Cc5!
La migliore: dopo 14. ... Cb6? il gioco del C è molto più ristretto, ad es. 15.Ab3 Ae6 16.Re2! Af8 17.Thc1 Ad6 18.Axe6 Txe6 19.Ae3! e il B. ha molti vantaggi, come l'A più attivo, il controllo della colonna "c" e il R centralizzato (Andersson-Browne, San Paolo 1979).
Su 14. ... Cc5! sono state investigate due linee di gioco:
a) 15.0-0-0 Ce6 16.Ae3 Cf4 17.Axf4 exf4 con gioco equilibrato (Andersson-Panno, Palma de Majorca 1972);
b) 15.Ae3 Cd3+ 16.Re2 Cf4+ 17.Axf4 exf4 18.Rf3 Ae6 19.Cc4 Axd5 20.exd5 Ted8 con posizione tra il pari e il leggero vantaggio del N. (Nikolac-Kavalek, Wijk aan Zee 1977).

A2) 10.0-0-0!

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Che differenza rispetto all'8^ mossa nera! Se dopo 8. ... Txd8 si poteva pensare che il N. era in vantaggio di sviluppo, ora è chiaro che una valutazione in tal senso spetta sicuramente al B.: egli controlla la colonna "d", ha il R al sicuro e tre pezzi minori in posizione attiva. Il N. dispone qui di una mossa perdente, una inferiore e altre invece più ragionevoli:
a) 10. ... Cbd7? (la perdente) 11.Cb5! c6 12.Cc7 Tb8 13.Cxe8 e il vantaggio di materiale decide (Pribyl-Ryc, Cecoslovacchia 1976);
b) 10. ... Ag4?! è ritenuta buona dai teorici, ma appare invece inferiore da un punto di vista puramente strategico, dato che mira a cambiare l'A campochiaro (che è un A "buono") con il Cf3 o con il collega omologo del B. previa Cf3-g1: ad es. 11.Cd5! Cxd5 12.cxd5 f5 - sono inferiori sia 12. ... Cd7 13.h3 Axf3 14.gxf3! e, dopo Rc1-b1 per lasciare la casa c1 a una T, il B. ha il vantaggio dei due AA (Ritov-Perasinov, Tallin 1975), sia 12. ... h6 13.Ae3 Cd7 14.h3 Axf3 15.gxf3! Af8 16.Rb1 Rg7 17.Ab5! Ted8 18.f4! con pressione su tutti i fronti (Ritov-Kotkov, Kiev 1967) - 13.Cg1! Axe2 14.Cxe2 Cd7 15.Cc3 e si è già entrati sostanzialmente in un finale dove il B. ha posizione più attiva;
c) 10. ... h6 11.Ae3! (più attiva di 11.Ah4) 11. ... c6 (11. ... Cg4?! 12.Cd5 Ca6 13.c5!+/-) 12.Ce1! Ae6 13.Cc2! con il piano di raddoppio Td2-Thd1;
d) 10. ... Cc6 mirando alla casa d4: se 11.Cd5 Cxd5 12.cxd5 Cd4 13.Cxd4 exd4 14.f3 con leggero vantaggio del B., mentre se 11.h3 Ae6 12.Ae3 a6 13.Cg5 Cd4! 14.Ad3 Tad8 15.Cxe6 Txe6 con posizione pressochè equilibrata;
e) 10. ... Ca6 mira a proteggere il punto c7 e mette sotto tiro il punto c5: ad es. 11.Ce1! c6 12.Cc2 Cc5 (12. ... Ae6?! 13.b4! Cd7 14.a3 Cb6 15.Ce3! con vantaggio) 13.f3 a5 14.Ae3 Af8 con posizione di equilibrio dinamico;
f) 10. ... Cg4!? mira a guadagnare un tempo, grazie all'attacco al Pf2, utile ad incrementare i controlli su d5 ed e5: ad es. 11.Cd5!? Ca6 12.Ah4 c6 13.Ce7+ Rf8 14.Cxc8 Taxc8 15.Td6 Ch6 (il B. è in leggero vantaggio, ma il campo nero è privo di debolezze), oppure 11.Ah4 c6 12.Ce1 Ca6 13.Cc2 h5 14.h3 Cf6 15.Td6 Ch7 16.Thd1 Ae6 17.Td8 Tfxd8 18.Axd8 Af8 19.Ah4 f6 20.f3 Ae7 21.Af2 Cf8 22.a3 Af7 23.b4 Cc7 24.Rb2 con posizione pari (Benko-Vukcevic, USA 1975);
g) 10. ... c6 rientra per trasposizione in una linea che sarà esaminata al punto D) con l'ordine 9. ... c6 10.Cxe5 Te8 11.0-0-0.

(1-continua)]]>
Giocareascacchi.it Apertura Bianco Tue, 10 Aug 2010 11:02:38 +0100
Philip du Chattel http://www.giocareascacchi.it/articoli/Personaggi/534-Philip-du-Chattel.html La discussione sull'utilizzo del cavallo sul bordo è molto vivace e dibattuta,naturalmente i puristi bollano tale utilizzo molto spesso a torto,un esempio per tutti le partite vinte dal GM Zvjagintsev contro nientepocodimeno che il GM Khalifmann Mosca 2005 superfinale russa utilizzando la linea 1.e4 c5 2.Ca3!(per ulteriori dettagli vedere la rivista gratuita scaricabile on line in pdf Nuovi Orizzonti n.9 e 10QUI)Tornando su du Chattel per una esaustiva parata del suo sistema vi rimando a partite e commenti su UON (Unorthodox openings newsletter) la rivista a cadenza semestrale nei nn.16-18-21-26,scaricabili in pdf e gratitamenteQUI Naturalmente il consiglio è scaricate e date un'occhiata anche agli altri numeri di UON il Ch6 non è l'unica chicca!!]]> Giocareascacchi.it Personaggi Sun, 08 Aug 2010 22:25:13 +0100 Valutazioni numeriche e comprensione posizionale: il caso del sacrificio posizionale di qualita' http://www.giocareascacchi.it/articoli/Analisi/533-Valutazioni-numeriche-e-comprensione-posizionale-il-caso-del-sacrificio-posizionale-di-qualita.html
In questo articolo tratteremo un ulteriore caso, il sacrificio posizionale di qualità, e dimostreremo come questo sia un altro degli aspetti del gioco nel quale i software evidenziano tutti i loro limiti.

Movsesian – Kasparov, Sarajevo 2000

Dopo le mosse

1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.Ae3 e6 7.f3 b5 8.Dd2 Cbd7 9.0-0-0 Ab7 10.g4 Cb6 11.Df2 Cfd7 12.Rb1 Tc8 13.Ad3

ci troviamo nella posizione del diagramma sottostante

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: 2rqkb1r/1b1n1ppp/pn1pp3/1p6/3NP1P1/2NBBP2/PPP2Q1P/1K1R3R b - - 0 1


13. … Txc3!?

Un sacrificio per così dire standard! Quando, come in questo caso, l’equilibrio materiale viene alterato quel che conta sono sempre i fattori di natura posizionale. Poiché il sacrificio di qualità è fatto con la prospettiva di sfruttare il proprio vantaggio posizionale a media-lunga scadenza, viene da sé che il cedente materiale deve trovare per forza un compenso che tenda a dargli iniziativa, nella speranza che questa iniziativa possa essere tale da consentirgli di conseguire un miglioramento stabile della propria posizione.

Che cosa ha ottenuto il Nero in cambio della qualità?

Beh, innanzitutto un indebolimento della posizione del Re bianco, in secondo luogo dei pedoni doppiati isolati su colonna semiaperta e un generale indebolimento della struttura pedonale dell’ala di Donna, infine ottimi avamposti per il Cavallo in c4 ed a4.

Parecchi GM hanno fatto notare come questa mossa dovrebbe essere una delle prime candidate ad essere prese in considerazione, ed invece …..

I programmi non la giocano! La cosa è abbastanza tipica dei sacrifici di qualità. Ho provato a far analizzare la posizione ad alcuni dei più forti motori in circolazione: Houdini 1.02, Rybka 3, InvanHoe T57, Fire 1.31, Stockfisch 1.8 e tutti quanti giocano 13. … Ae7 con una valutazione che varia da – 0,32 =+ di Stockfish a 0,00 di Fire. E’ inoltre singolare che per nessuno dei software la scelta di sacrificare la qualità venga collocata tra le prime 5 opzioni.

Forzando manualmente il sacrificio e lanciando l’analisi profonda ecco la valutazione dei motori:

Houdini 1.02: = (+ 0,09)
Rybka 3: += (+ 0,35)
Ivanhoe V57: = (+ 0,11)
Fire 1.31: = (+ 0,01)
Stockfish 1.8: += (+ 0,48)

Neppure tanto male se si considera che, via via che la partita prosegue, la valutazione che i software fanno della posizione del Nero tende a migliorare.

Eppure nessun motore gioca il sacrificio di qualità. Nel tentativo di trovare una spiegazione, prendiamo come punto di riferimento la valutazione del materiale proposta da Porreca.

Pedone = 1
Cavallo = 3
Alfiere = 3
Torre = 5
Donna = 10

Diventa subito chiaro che ci vuole un enorme compenso posizionale per arrivare ai due punti (pari a due pedoni) che mancano, prima che un programma si decida a sacrificare una qualità. La valutazione di questo compenso è evidentemente al di fuori della portata degli attuali software scacchistici.

Di solito, quando uno scacchista deve decidersi a sacrificare la qualità, la sua maggior difficoltà è di ordine puramente psicologico. Quando viene il momento di scegliere la mossa da eseguire, la conoscenza del valore dei pezzi e dei pedoni può fungere da freno poiché lo scacchista ha imparato, come prima regola, di non mettere a repentaglio la tutela dei pezzi più forti. In realtà non bisogna lasciarsi ipnotizzare dalle considerazioni sul valore numerico dei pezzi quale espressione della forza che hanno una Torre ed un pezzo leggero, perché l’esatto valore dei pezzi e dei pedoni dipende dalle loro potenzialità dinamiche e da una realistica valutazione della posizione.

A tal proposito è molto interessante il commento alla posizione di Kasparov, che la dice lunga circa la sua capacità di prendere decisioni corrette alla scacchiera.

(Da L’Italia Scacchistica n. 7 - 2000)

“Il sacrificio è ovvio, evidente, naturale; si prende in c3, poi si piazza il Cavallo in a4 e il Nero sta bene. Non si deve aver fretta: si prosegue con l’arrocco, si porta l’altro Cavallo in e5, si mette la donna in c7 o in a5. A questo punto si hanno varie alternative, si può spingere in d5 o in f5, l’importante è che tutti i pezzi giochino: la qualità in meno non è determinante, perché entrambi abbiamo un attacco e la quantità dei pezzi coinvolti spesso è più importante del loro valore. Anzi sovente il Cavallo è più forte della Torre. E il contrattacco del Bianco non preoccupa, il Re nero è ben difeso. Mi ha stupito che Movsesian non capisse questo concetto: se non cambi le Donne giochi con materiale pari, per di più la struttura pedonale nera è migliore e il Re bianco è più esposto”.

Si tratta di un commento molto istruttivo, che mette in luce di quali capacità di comprensione del gioco siano dotati i più forti giocatori. Il Bianco viene a trovarsi in vantaggio dal punto di vista strettamente materiale, mentre il Nero ha solo un compenso posizionale per la qualità sacrificata volontariamente, ma l’esperienza ha insegnato a Kasparov che, nel lungo termine, posizioni come questa sono molto difficili da giocare per il Bianco. Stupisce il fatto che non dia varianti perché, come dice lui stesso, è una questione di “cultura scacchistica” frutto di una lunga tradizione.

Ecco come è proseguita la partita

14.bxc3 Dc7 15.Ce2 Ae7 16.g5 0-0 17.h4 Ca4! 18.Ac1?! Ce5 19.h5 d5! 20.Dh2 Ad6 21.Dh3 Cxd3 22.cxd3 b4! 23.cxb4 Tc8 24.Ra1 dxe4 25.fxe4 Axe4! 26.g6 Axh1 27.Dxh1 Axb4 28.gxf7+ Rf8 29.Dg2 Tb8! 30.Ab2 Cxb2 31.Cd4 Cxd1! 32.Cxe6+ Rxf7 0 – 1

In conclusione possiamo dunque affermare che, se da un lato i software scacchistici sono degli instancabili analisti, dall’altro sono tremendamente unidirezionali perchè capiscono solo ciò che sono in grado di calcolare. E’ vero che sono capaci di macinare miliardi di posizioni, di segnalarci gli errori tattici e talvolta di suggerire anche varianti interessanti, ma posizionalmente non capiscono proprio un accidente: l’unica cosa che sono in grado di fare è assegnare un valore numerico alla fine di ciascun ramo dell’albero che sono stati in grado di calcolare in base al quale scelgono la mossa da giocare.

I casi di sacrificio posizionale di qualità dimostrano quanto a volte l’intuizione e l’esperienza umana superino ancora il calcolo mero e proprio fatto dai software.]]>
Giocareascacchi.it Analisi Sat, 07 Aug 2010 14:14:36 +0100