Giocareascacchi.it - Articoli Sito dedicato al mondo degli scacchi. http://www.giocareascacchi.it/ Fri, 18 Aug 2017 12:41:25 +0100 FeedCreator 1.7.2 http://www.giocareascacchi.it/images/icons/logo-140px.gif Giocareascacchi.it logo http://www.giocareascacchi.it/ Feed fornito da Giocareascacchi.it. Clicca per visitare. E adesso come continuo ? http://www.giocareascacchi.it/articoli/Analisi/765-E-adesso-come-continuo-.html Noi sappiamo che la tattica svolge un ruolo fondamentale nell’evolvere della partita, ma da sola non basta a raggiungere l’obiettivo primario della vittoria. Ad essa noi dobbiamo anche affiancare la capacità di "vivisezionare" una posizione nei suoi elementi strategici. Così facendo avremo creato la giusta rotta che ci consentirà di mettere in atto il piano più produttivo per noi.
Una metodologia che può rispondere a tutto questo è quella di imparare/assimilare dei criteri che ci consentano di mettere i pezzi in case ottimali atte a migliorare la nostra posizione.
Ma quali sono le case buone e come facciamo ad individuarle ? La risposta è valutare la posizione interessata prendendo in considerazione le caratteristiche della posizione stessa e determinare/scoprire ciò che è buono oppure no.
Il primo Campione del Mondo Wilhelm Steinitz, durante le sue analisi, espresse un certo numero di dettami/principi per trovare la mossa giusta nel medio gioco, ma senza farne mai una lista logica.
Più tardi uno dei suoi successori, Emanuel Lasker, resosi conto dell'importanza dei principi strategici scoperti da Steinitz, li fisso in una tavola diventata famosa e denominata "la tavola degli elementi di Steinitz" valida tutt'oggi.
Sulla scorta di questi principi divisi in due categorie, i Vantaggi permanenti e i Vantaggi temporanei, Karpov e Matsukevich nel loro libro, Find the right plan, individuarono sette criteri per "vivisezionare" una posizione e conseguentemente elaborare il piano di gioco.
Successivamente il Maestro Internazionale Herman Grooten ha fatto suo il metodo di analisi, perfezionandolo e raffinandolo in una essenza di cinque domande, a cui ne ha aggiunta una sesta inventata da Lui. Metodo che ha usato per diversi anni per l’allenamento dei suoi giovani giocatori ( fra tutti Loek van Wely e Jan Werle).
Le domande sono le seguenti:
1) Qual è l’equilibrio del materiale ?
2 ) Ci sono minacce dirette ?
3) Entrambi i Re sono al sicuro ?
4) Strutture pedonali :
- a) Dove sono le linee aperte e le diagonali?
- b) Ci sono avamposti e case forti ?
- c) Chi controlla il centro ?
- d) Chi ha più spazio ed in quale parte della scacchiera?
5) Quali pezzi sono attivi e quali no ?
6) Paragonate l’attività dei pezzi pesanti e leggeri tra se stessi. ( D.b / D.n, T.b / T.n ecc.)
La metodologia sopra esposta, condensata succintamente, si può studiare ed approfondire utilizzando autodidatticamente lo splendido il libro di Grooten " Il manuale della strategia scacchistica ".
Cinquecento pagine strutturate in un corso completo basato sui famosi Elementi di Steinitz, ricco di esempi istruttivi, spiegazioni fluenti e chiare . Adatto al giocatore da torneo ma anche amatoriale che vuole apprendere una tecnica semplice ma efficacie per trovare la risposta a " e adesso come continuo ?".

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Zaks.]]>
Giocareascacchi.it Analisi Wed, 30 Nov 2016 18:05:04 +0100
I campioni mancati http://www.giocareascacchi.it/articoli/Allenamento/764-I-campioni-mancati.html Tra questi, otto possono essere ragionevolmente considerati prodigi: Capablanca, Alekhine, Spassky, Fischer, Karpov, Kasparov, Short, Carlsen.
Ma molti giovani talentuosi giocatori, inclusi ex prodigi, per vari motivi non sono mai riusciti a giocare una sfida per conquistare il titolo mondiale. Alcuni esempi:

Reshevsky
Il gran maestro americano Samuel Reshevsky (1911-1992) era indubbiamente un prodigio, che ha cominciato a fare una vita da scacchista dall’età di 8 anni, girando l’Europa e gli USA giocando simultanee e partite d'esibizione. Ma quando aveva 13 anni smise di giocare a scacchi, al fine di ottenere il diploma e quindi l’educazione universitaria. Gli scacchi non fornivano uno stabile guadagno, e lui doveva diventare un ragioniere.
Reshevsky ritornò all’attività agonistica 11 anni dopo, attirando immediatamente l’attenzione del mondo scacchistico, sconfiggendo un altro ex prodigio, Capablanca, al torneo internazionale di Margate nel 1935.
In quegli anni il campione del mondo, Alekhine, non stava più ottenendo consistenti risultati, e le chance di vittoria contro di lui da parte di uno dei giovani GM emergenti del tempo, Reshevsky, Keres, Botvinnik e Fine, erano molto alte. Purtroppo la seconda guerra mondiale e la morte di Alekhine nel 1946, impedirono il tradizionale processo di sostituzione del campione del mondo.
Nel dopoguerra Reshevsky non era un giocatore professionista, ma mantenne sempre un elevato livello di gioco. Non arrivò mai alla sfida massima però. Nel 1948 non vinse il match/torneo per il titolo mondiale, e nel 1953 non ebbe successo al torneo dei candidati di Zurigo. Uno dei motivi di questi fallimenti era che i sovietici giocavano in team, con una strategia di squadra, e lui non si dedicava al 100% agli scacchi, avendo appunto la sua professione di ragioniere. Gli anni poi incominciavano ad avanzare anche per lui. Non riuscii mai ad arrivare alla sfida per il titolo iridato.

Stolberg e Junge
La seconda guerra mondiale impedì l'incontro e il possibile match per il Campionato del Mondo, tra due altri talenti degli scacchi, Mark Stolberg e Klaus Junge, che erano quasi coetanei e condivisero lo stesso identico tragico fato.
Nel 1939 Mark Stolberg (1922-1942) era il più giovane maestro nell’Unione Sovietica. Già nel 1940 giocò nella finale del Campionato Sovietico, raggiungendo il diritto a partecipare ad un evento di cosi alto livello, che è stato raggiunto a tale età solo da Botvinnik, Spassky e Kasparov. Sono gli unici tre giocatori che per diverse volte sono stati campioni del mondo (Carlsen escluso). Nel 1940 Mark venne chiamato alle armi, e morì in Crimea.
Klaus Junge (1924-1945) era il più talentuoso giovane giocatore in Germania, dopo Emanuel Lasker (vedi mio post su una sua famosa partita con Alekhine). Nel periodo 1940-42 aveva gareggiato con successo con Alekhine e Keres in tornei internazionali. Al torneo in Salzburg nel 1942 sconfisse il campione del mondo Alekhine nei loro incontri, all’età di 18 anni. Per circa 50 anni le sue vittorie contro un campione del mondo son state un record da raggiungere per un giocatore della sua età. Nel 1943 Junge era chiamato alle armi, e morì vicino ad Amburgo.

Kamsky
Dei prodigi della generazione contemporanea, dovrebbe essere menzionato Gata Kamsky (nato nel 1974), che nella sua gioventù raggiunse eccezionali successi.
A 12 anni divenne campione Junior dell’URSS, un obiettivo che nessuno precedentemente aveva raggiunto a quell’età precoce.
Nel 1989 la famiglia Kamsky decide di trasferirsi negli USA. Gata presto vince il campionato di quel paese e diventa un GM. Viene selezionato per i tornei internazionali e dopo la vittoria al super torneo in Tilburg nel 1990, entra a far parte dell’élite scacchistica mondiale.
Nel 1992, al torneo di Dortmund, Kamsky diviene l'autore di un, fino ad allora, insuperato record – non ancora 18 enne, sconfisse in una partita individuale il Campione del Mondo Kasparov. Questo era un miglioramento dello splendido risultato di Junge del 1942.
Nel 1993 Kamsky partecipò al torneo dei Candidati, sia al ciclo PCA (la nuova federazione fondata da Kasparov e Short dissidenti FIDE), sia al ciclo FIDE. Nel torneo PCA schiacciò il futuro campione del mondo Kramnik e il recente sfidante Short, ma per il match con Kasparov fu eliminato poi da Anand. Nel torneo FIDE sconfisse Van der Sterren, Salov e strappò la vittoria nel tie-break contro Anand. Il suo match per la versione FIDE del titolo mondiale si svolse a Elista nel 1996 e finì con la vittoria di Anatoly Karpov. Nonostante questo fallimento, era chiaro che Kamsky era uno dei top GM del momento che in un prossimo futuro avrebbero potuto avere la possibilità di giocare un match con Kasparov per il massimo titolo. Ma in quel momento, all’apice della sua carriera, smise di giocare regolarmente a scacchi e si concentrò sullo studio per ottenere la laurea. Il principale ruolo nella presa di questa difficile scelta, si suppone lo abbia avuto il padre di Gata, il Sig. Rustam, il quale era un conservatore con una forte influenza sul figlio, e voleva solo che diventasse un avvocato.
Kamsky ritornò al gioco agonistico ad alto livello intorno al 2004. Ma, nonostante isolati successi, non riuscì più ad ottenere una qualificazione al torneo dei candidati per sfidare i campioni del mondo – Kramnik, Anand e Carlsen che era 16 anni più giovane di lui.
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Le biografie esaminate indicano che il destino non garantisce a tutti i giovani talentuosi scacchisti, una tranquilla esistenza. Non tutti di loro sono riusciti ad avanzare continuamente nella carriera scacchistica e mantenersi in modo constante ai vertici, senza il supporto di parenti saggi, buon allenatori e sponsor.
Non sempre eccelse qualità di gioco bastano, da sole, per passare alla storia. Conta anche l'ambiente, la famiglia, il periodo storico.
Negli scacchi, come del resto in tutte le attività della vita, a volte il talento non è sufficiente per avere successo.

- Testo liberamente tratto da New In Chess.]]>
Giocareascacchi.it Allenamento Mon, 28 Nov 2016 03:03:37 +0100
L'ossessione dei vecchi verso i motori http://www.giocareascacchi.it/articoli/Allenamento/763-L-ossessione-dei-vecchi-verso-i-motori.html Al solo nominare tale diabolico istrumento, molti di loro si colorano di verde, schiumando di rabbia e sputando bile. Accumulano una pressione pazzesca e infine scoppiano con improperi irripetibili.

Pensandoci bene, per alcuni versi (pochi, molto pochi!) hanno ragione. Chi usa il motore come un oracolo infallibile e si limita a guardare l'odiato "numeretto" che "valuta" la posizione, non imparerà mai nulla, anzi!

I limiti attuali dei motori sono ben noti: non riescono a valutare correttamente le "fortezze", vanno in difficoltà in presenza di catene pedonali con blocco reciproco (quelle tipiche che si trovano in molte varianti della Francese e dell'Est Indiana), fanno fatica a valutare correttamente le posizioni bloccate, e diverse altre cosucce. Per contro sono praticamente infallibili nella tattica e nelle posizioni aperte e semi-aperte nonchè nei finali.

Un analista con un minimo di serietà conosce sia i limiti che i punti di forza dei vari motori e soprattutto usa la propria testa, usando lo strumento "motore scacchistico" in maniera critica ed adeguata.
Uno strumento di per sè è neutro ed è solo chi lo utilizza a renderlo buono o cattivo. Se lo usi male e in maniera superficiale ti renderà un pessimo servizio, se lo usi bene e cum grano salis diventerà un formidabile strumento analitico e persino creativo.

La definizione "i motori sono stupidi" non sta in piedi, quella corretta dovrebbe essere: "se i motori sono usati stupidamente sono stupidi". Questo semplice ragionamento rende assurda l'annosa polemica "motori si, motori no", semmai si dovrebbe puntare sull'utilizzo intelligente e sensato dei motori, non sulla loro eliminazione... E qui arriva il dramma degli "anziani"!
Questi "vecchi" (non per anagrafe, ma per mentalità irrigidita) non sanno un mazza di motori e non ne vogliono sapere. Sono come quei tristi figuri della Santa Inquisizione che si rifiutavano di guardare nel cannocchiale del povero Gallileo.

Nelle loro farneticazioni sostengono le loro assurde tesi dipingendo chi usa i motori come dei poveri cristi col cervello vuoto e senza arte ne parte. Li vedono come dei celebrolesi ipnotizzati dalla Macchina (Vade retro, Satana!!) che si limitano a leggere i numeretti forniti dal motore.
Sia chiaro, ci sono anche quelli! Ma nei loro giudizi, i "vecchi" evitano accuratamente di menzionare chi usa i motori in maniera appropriata, evitano di menzionare le centinaia di varianti di apertura PERDENTI corrette proprio grazie al computer, evitano di menzionare le "geniali combinazioni" demolite, i "brillanti piani" smontati senza pietà, l'introduzione di nuove varianti e nuovi sistemi, l'introduzione di nuovi piani difensivi e d'attacco per il medio gioco, la soluzione esatta di innumerevoli finali e la correzione di innumerevoli altri che erano sbagliati, ecc. ecc...

L'unica consolazione dei "vecchi": il trovare qualche singola posizione che sfrutta le debolezze dei motori, come pretestuosa "dimostrazione" del fatto che i questi sono "stupidi".
La cosa divertente è che queste eccezioni sono ogni anno sempre meno e il progresso dei software scacchistici è costante e inesorabile.
Ogni anno vengono risolte molte posizioni "irrisolvibili" e si trovano soluzioni sempre più sofisticate ai vari problemi posizionali.

Negare il software scacchistico è negare il progresso e la tecnologia ed è davvero esilarante leggere alcuni di questi Santi Inquisitori che definiscono "vecchi" coloro che usano la tecnologia.]]>
Giocareascacchi.it Allenamento Mon, 24 Oct 2016 00:43:22 +0100
L'AUTOANALISI http://www.giocareascacchi.it/articoli/Allenamento/762-L-AUTOANALISI.html
Perchè...

a) perchè in esse abbiamo confrontato le nostre idee e le nostre decisioni con la realtà;
b) perchè possiamo guardare in profondità dentro i nostri processi di pensiero;
c) perchè se analizziamo in maniera corretta impareremo qualcosa di più riguardo alle aperture, le strutture pedonali presenti in tali aperture, i piani per il medio gioco e i finali che non abbiamo mai avuto la possibilità di studiare. Se eseguiremo correttamente l'analisi avremo sicuramente trovato nuove idee ed avremo imparato qualcosa di più su noi stessi, sul nostro gioco e sui nostri difetti (conoscenze, processi mentali, errori ricorrenti) ed avremo posto le basi per la loro correzione. In questi casi il sudore speso per l'analisi verrà ripagato a peso d'oro!


L'Analisi in 12 punti.

Per analizzare il proprio gioco sono necessari alcuni passaggi, di cui i primi due vanno fatti DURANTE la partita.

1 - Annotare il tempo impiegato per effettuare ogni mossa.
Il fatto che si spendono più tempo su una mossa o su un'altra, o in una fase del gioco, o in certi tipi di posizioni, a volte può essere un'indicazione di lacune nella nostra conoscenza o tecnica o esecutiva. Una raccolta di questi dati nel corso del tempo può darci un idea di dove potrebbe esserci un difetto.

2 - Durante la partita usiamo dei segni sul formulario, per sottolineare i momenti critici della partita.
Quando il gioco ha cambiato fase eravamo disorientati? Abbiamo trascurato una combinazione tattica? Questi sono tutti i momenti critici. Per ulteriori informazioni, andare al punto sei.

3 - Subito dopo la partita, scrivere tutto quello che ci si ricorda di essa.
Si tratta di descrivere quello che ci è passato per la testa durante il gioco, le ragioni delle nostre decisioni, tutti i piani ed i calcoli fatti. Se si è fatto un "post mortem" con l'avversario, è importante cercare di evitare che questa "contagi" i pensieri, i piani e le varianti che abbiamo pensato durante la partita. E' bene includere anche l'analisi post mortem, ma badando bene che essa sia separata dalla linea dei pensieri che abbiamo avuto in partita. Questo ci aiuterà a eseguire correttamente il punto 9.

4 - Scrivere almeno tre cose che abbiamo imparato dalla partita appena completata.
Aargard, nel suo libro sul miglioramento posizionale, consiglia appunto tre cose nuove, ma se ne abbiamo imparate di più è ancora meglio! Facciamo uno sforzo e cerchiamo di estrarre alcune nuove idee. Abbiamo valutato correttamente la posizione? Quante volte abbimao dovuto farlo di nuovo perché ci siamo persi qualcosa, o perché ci siamo resi conto che i piani trovati non erano corretti? Ogni idea o variante che abbiamo avuto in partita e non abbiamo avuto il coraggio di tentare è un'opportunità per imparare nuove idee o nuovi piani oppure, se queste erano scorrette, impareremo ad evitarle. Altri punti importanti sono cose che abbiamo ritenuto corrette durante i calcoli iniziali, ma che poi abbiamo dovuto correggere nel corso del gioco.

5. Identificare i momenti critici della partita.
...E aggiungere ciò che si trova dopo la partita a quelli registrati, con i segni convenzionali, sul formulario (Punto 2). Questo è necessario perché sono punti di partenza da cui è possibile iniziare ad analizzare e possono offrire informazioni preziose sia per quanto riguarda prettamente gli scacchi che su quanto ci era passato per la testa durante la partita.
Molti autori insistono su questo punto ritenendolo, giustamente, molto importante, ma che cosa sono esattamente i momenti critici del gioco? Come fare a trovarli? Semplice: ogni cambiamento, sia che essa avvenga o meno (cioè che sia stato effettivamente eseguito sulla scacchiera oppure sia stato solamente visto durante l'analisi) è una posizione critica.

Il primo momento critico si verifica in apertura, quando il nostro avversario effettua una mossa inaspettata o che non conoscevamo. Non importa se era una "novità" o se era o meno corretta, la cosa importante qui è il nostro processo di pensiero. La mossa ci ha sorpresi? Che piano abbiamo adottato dopo la novità? Abbiamo valutato la posizione buona o cattiva per noi?

Dove possiamo identificare altri momenti critici? In realtà ogni cambiamento del gioco è un momento critico. E' possibile raggruppare questi cambiamenti in due gruppi: i cambiamenti di fase e i cambiamenti di stato.

I cambiamenti di fase sono quelli riportati su tutti i libri, ovvero:

a) dall'apertura al medio gioco;
b) dal medio gioco al finale.

I cambiamenti di stato invece sono i seguenti:

a) una partita tranquilla si trasforma in una battaglia tattica (o viceversa), o un finale pari che si trasforma in uno perso (o viceversa);

b) la conversione di un tipo di vantaggi in altri (o un cambiamento di programma, o quando la struttura pedonale cambia drasticamente, o uno scambio massiccio di pezzi);

c) quando il nostro umore cambia durante la partita (per svariati motivi, positivi o negativi);

d) e, ultimo ma non meno importante, le situazioni in cui ci troviamo "persi", vale a dire dove non siamo stati in grado di trovare un piano, o abbiamo dovuto trovarne uno nuovo perchè quello iniziato non andava bene, o abbiamo trascurato una continuazione, tattica oppure no.

Certo, ci sono un sacco di informazioni da raccogliere, ma più se ne raccolgono e meglio è! Pertanto è consigliabile farlo quasi immediatamente dopo aver finito la partita ("quasi immediatamente" perché prima è necessario analizzare la partita con l'avversario!). E' anche possibile raccogliere questi dati DURANTE la partita... "Ma come?" dirà qualcuno "Non posso usare la maggior parte del tempo a scrivere invece di pensare alla partita!" No naturalmente, non sto suggerendo di scrivere un romanzo, sto suggerendo di usare solo alcuni codici (qualcosa come "*" per la fine dell'apertura, o "+" per l'entrata in finale, "(?)" per quando siamo rimasti sorpresi da una mossa o da una continuazione che non ci aspettavamo, ecc.) per registrare ogni volta che troviamo un momento critico nella partita. Basta scrivere il codice (o il simbolo) accanto alla mossa. Sicuramente sarà difficile le prime volte, ma poi il processo sarà più facile, e non spenderanno più di un secondo o due. Questo importantissimo e ci permetterà di identificare con precisione e velocità i momenti più importanti della partita, quelli in cui dovremo dedicare molto più tempo all'analisi e soprattutto a "ri-tarare" la nostra mente e adattarla aulla nuova situazione che si è creata sulla scacchiera.

6 - Dopo aver stabilito i punti critici, è possibile iniziare ad analizzarle.
In questa fase dobbiamo sudare! Non si devono assolutamente usare "aiuti" qui (un altro giocatore o un motore scacchistico). Ricordatevi sempre di separare ciò che avete visto durante il gioco con le cose che avete scoperto. Ciò è di importanza enorme e vi aiuterà nel Punto 8.

7 - Verificare la propria teoria delle aperture.

Questo va fatto a partire dal momento in cui l'avversario ha fatto una mossa che non vi aspettavate, oppure quando non vi ricordavate la continuazione teorica, oppure ancora quando avete fatto semplicemente una mossa sbagliata.

Può sembrare una cosa facile: ci si siede computer, si apre un database, si cerca la mossa giusta oppure la novità, e poi si inserisce la nuova variante nell'apertura che abbiamo giocato. La si impara per bene e... Finito! La prossima volta sappiamo che dovremo di dover muovere "b" piuttosto che "a".
In realtà, il VERO lavoro è un po' più difficile: non basta trovare il punto dove abbiamo sbagliato, bisogna invece capire PERCHE' abbiamo sbagliato. Chiediamoci se si conoscono (o si conoscevano) i piani principali dell'apertura usata, e il tipo di medio-giochi che derivano da tali apertura. Questo punto non dev'essere visto solo in senso negativo (non deve essere una punizione!), in questo modo si possono anche scoprire nuove varianti, nuove idee o nuovi seguiti che ci porteranno in particolari tipi di medio gioco a noi congeniali.

8. Ricerca degli schemi posizionali (patterns).

Questo è un passaggio intermedio dal quale si può imparare STRAORDINARIAMENTE e il nostro gioco può fare un vero e proprio salto di qualità. Fate attenzione:

Immaginiamo che, come molti, abbiate raggiunto certe posizioni in partita in cui non si è riusciti a trovare un piano corretto, perché non non siamo stati in grado di capire i principi essenziali di quella posizione. Anche dopo aver analizzato non siete stati in grado di ricavare niente di concreto. Mettiamo inoltre che non siate riusciti a "decifrare" la posizione nemmeno con l'avversario, nell'analisi post mortem... Questo è il momento in cui il database può svolgere la parte del gigante ed aiutarvi a svelare il mistero.

Prestare attenzione soprattutto alla struttura pedonale e ai pezzi rimanenti ed eseguite una ricerca mirata nel vostro software (Scid, ChessBase, Aquarium o altri). Non dimenticare di selezionare le partite da giocatori con punteggio più alto attraverso la selezione della valutazione, altrimenti si otterranno migliaia di posizioni inutili e improduttive, giocate da scacchisti mediocri e che non hanno sicuramente trovato la strada giusta. Selezionando solo le partite da un certo ELO in su (almeno 2400), otterremo posizioni di grande valore che vi aiuteranno a capire come giocare quel tipo di posizioni. Di solito una complessa posizione di medio gioco non ha mai un unico piano disponibile (a meno che non presenti qualche continuazione forzata) e sarà possibile scegliere così il piano a noi più congeniale.
Dopo aver visto alcune partite, cerchiamo di riassumere "a parole" il piano utilizzato, riassumiamolo per fasi, verifichiamone i tatticismi, i tipici finali, ecc. Usiamo praticamente il metodo delle Schede Posizionali.

9 - Analizzate la partita da soli! (e in alcuni casi anche con l'aiuto di un motore).

Questo è importante perché se ci si abitua ad usare sistematicamente i motori no si imparerà mai nulla! Il computer vi indicherà le mosse tattiche che non avete visto ma non è in grado di insegnarvi qualcosa sul gioco di posizione o sulle strategie. Non è sicuramente in grado di spiegarvi il motivo per cui una mossa è cattiva, o perchè avete sbagliato e così via.

Quando usare il software? Bene, oltre per la verifica della teoria aperture e gli altri casi descritti al punto 8, è necessario utilizzare il computer solo quando abbiamo già fatto la nostra analisi (scrivere tutte le varianti e descrivere verbalmente tutto ciò che è accaduto). Solo allora si può andare un qualsiasi motore per vedere ciò che vi siete perso. :)
I motori più moderni inoltre, possono essere d'aiuto anche per proporre degli interessanti piani strategici, ma ripeto, solamente DOPO aver eseguito le nostre analisi "a manina".

Tuttavia la cosa più importante, quella che conta veramente, è che quando il motore trova un errore tattico nel nostro gioco (e l'analisi delle varianti che abbiamo fatto NON ha considerato) dobbiamo cercarne i MODELLI, i "pattern tattici". cerchiamo sul data-base o su internet un certo numero di posizioni simili ed alleniamoci a trovarne le continuazioni tattiche corrette.
Oltre alla ricerca dei Modelli Tattici, è utile anche prendere la posizione "incriminata" e analizzare un certo numero di mosse a ritroso, fino a dove abbiamo commesso un grave errore. Questo ci aiuterà a determinare il vostro "effetto orizzonte". Se ad esempio si scopre che commettiamo spesso un errore di calcolo dopo 4 mosse, allora dovremo allenarci con esercizi tattici che vanno oltre le 4 mosse (5 o 6 mosse), oppure possiamo decidere di non entrare in analisi che superano le 4 mosse. Questo dipenderà dal tempo che abbiamo disponibile per allenarci e dalla nostra capacità di concentrazione.


10 - Reports e diagnostica.

Ringraziamo Aargard per questo prezioso consiglio! Semplicemente consiste nel fare un elenco degli errori commessi in partitq e descriverli a parole. Allo stesso tempo, aggiungiamo i modelli tattici riscontrati dalle analisi del motore (vedi punto precedente) e la compilazione in un rapporto completo con la diagnosi delle nostre debolezze più importanti, in modo da poter cercare un rimedio per ciascuna di esse.


11. Pubblicare e discutere l'analisi.

Ci sono diversi modi per farlo: in un forum come il nostro, con un gruppo di studio, con un giocatore più forte di noi, o con un compagno abituale di partite. L'obiettivo è quello di verificare l'analisi con le persone, non i motori! Anche se si pensa di avere sotto mano l'analisi perfetta, bisogna essere umili e accettare le eventuali critiche.

"Perché avrei ​​bisogno di controllare con altri scacchisti?", può chiedere qualcuno, "Se ho già analizzato a fondo con Houdini?" (o con quel meraviglioso capolavoro della tecnica che è Vitruvius!)

Il cervello è un organo molto complesso e fra i tanti "scherzi" che ci può giocare ci sono la compiacenza e la stanchezza. raggruppando questi due otteniamo la "ricorsione". Ricorsione è quando il nostro pensiero corre sempre lungo lo stesso percorso per raggiungere lo stesso luogo. Nel caso degli scacchi, il compiacimento e la stanchezza che dà una lunga analisi possono portare alla convinzione che la nostra analisi sia perfetta. A volte lo è, ma a volte controllandola in due o più persone, possiamo arrivare alla conclusione che la nostra analisi faceva in realtà acqua in diverse parti e che in molte posizioni sbagliano anche i motori!


12 - E' il momento di concludere e verbalizzare le conoscenze acquisite.
Abbiamo imparato qualcosa di più di quello che abbiamo scritto al punto 4? In tal caso, aggiungiamolo. Proviamo a descrivere, dal punto di vista pratico, come "in questa variante di apertura, sto meglio se scambio l'Alfiere X col Cavallo Y", oppure "in questo tipo di mediogioco ce on questa struttura pedonale la colonna aperta al centro è inutile e dovrei cercare per aprirne un'altra", o" in questo finale è importante mantenere questo pezzo piuttosto che l'altro"...
Questo tipo di conoscenze sono infinite, come gli scacchi, ma almeno quelle che avremo imparato saranno nostre per sempre.


Difficile? Nessuno ha detto che era facile! Ma vi assicuro al 100% che, applicando questi consigli per analizzare le vostre partite, potrete compiere un importante salto qualitativo nel vostro gioco.
Troppo lavoro ...? Certo che lo è! Ecco perché fra i milioni di giocatori di scacchi che calcano la terra solo pochi riescono a raggiungere le vette dell'eccellenza. L'analisi corretta delle partite è una delle tante cose che separano i dilettanti dai maestri, gli scarponi dai virtuosi... Avendola imparata ci saranno uno o due gradini in meno da percorrere!

Carotino.]]>
Giocareascacchi.it Allenamento Tue, 11 Oct 2016 06:24:56 +0100
Vaolorizzazione di una maggioranza http://www.giocareascacchi.it/articoli/Allenamento/761-Vaolorizzazione-di-una-maggioranza.html Anche nel caso si esca dall'apertura con una struttura pedonale simmetrica, è sempre possibile arrivare al caso precedente in seguito al cambio, più o meno forzato, di pezzo postato centralmente, la cui ripresa avvenga con un pedone.

A questo punto è molto importante (direi fondamentale!) poter stabilire il valore delle reciproche maggioranze nei restanti stadi della partita, in modo da poter regolare i nostri piani. I pedoni, infatti, sono l'anima della partita e interpretarne correttamente la loro struttura è una questione vitale.
A tal proposito la Tecnica Scacchistica ci viene incontro dandoci alcune regole generali che possono semplificarci la vita ed aiutarci a preparare i nostri piani.

Regola nr.1
In finale una maggioranza di pedoni "sana" (capace cioè di produrre un pedone libero) è assai più vantaggiosa di una compromessa (cioè incapace di produrre un pedone libero).
In centro partita, invece, questo vantaggio è meno tangibile in quanto con l'aiuto dei pezzi è possibile sbloccare una maggioranza compromessa.

Regola nr.2
Una maggioranza sana è più efficace se è sul suttore opposto a quello in cui si trova il Re avversario. Questo in conseguenza del fatto che il Re nemico dovrà percorrere una strada più lunga per intercettare il pedone libero prodotto da tale maggioranza.
Questa regola vale sia per il medio gioco che ancor più per il finale.

Regola nr.3
Sia centro partita che nel finale, una maggioranza sana è capace di produrre un pedone libero tanto più rapidamente quanto minore sarà il numero dei pedoni che la compongono.

Corollario alla regola nr.3: in finale, il minor rapporto numerico di una maggiornaza (per es. 2-1 rispetto a 4-3) porta di solito al vantaggio di disporre di un potenziale pedone libero più laterale di quello avversario.

Regola nr.4
In centro partita una maggioranza sana è più efficace se si trova sul lato opposto a quello del nostro Re. In caso contrario la mobilitazione della maggioranza equivarrebbe allo scoprire pericolosamente posizione del Re.

Regola nr.5
La mobilitazione di una maggioranza NON deve avvenire in una fase della partita che non sia in sintonia con le specifiche caratteristiche della maggioranza stessa e di solito deve avvenire tanto più rapidamente quanto più transitorio è il vantaggio presente nella maggioranza stessa.

Cinque semplici regole, dunque, ma fondamentali.
Ecco un esempio pratico della loro occupazione:

Timman - Kasparov
Belfort, 1988.


abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: rn6/pp1bppkp/6p1/8/8/1Br1PN2/P4PPP/R3K2R w - - 0 1

Il Bianco ha giocato un'apertura senza pretese, con un precoce cambio delle Donne. Il suo scopo era infatti quello di limitare al massimo le possibilità del Nero nel centro partita (un Kasparov al massimo della forma!).
Un'analisi della posizione ci da un verdetto di assoluta parità, con il Bianco in leggero vantaggio di sviluppo ma la partita, naturalmente, è ancora tutta da giocare.
Se analizziamo la struttura pedonale con le nostre 5 regole possiamo notare che:

a) il Nero ha una maggioranza ad ovest che è più vantaggiosa di quella bianca ad est, sia perchè il suo rapporto numerico è inferiore (2-1 rispetto a 4-3) sia perchè essa si trova sul lato opposto del suo Re.

b) la maggioranza bianca è inoltre svalutata dal fatto che si trova sul lato dove si trova il Re (regola nr.4) e se è vero che le Donne sono state cambiate, restano pur sempre le due Torri e due pezzi leggeri e per il Bianco sarà piuttosto delicato e pericoloso mobilitare la sua maggioranza.

c) Il vantaggio del Nero è duraturo.

Quali piani, dunque, per i due giocatori?

Per il Nero, dato che il suo vantaggio è duraturo non dovrà affrettarsi a mobilitare la sua maggioranza, ma dovrà invece cercare di semplificare il più possibile la posizione (l'ideale, per lui, sarebbe un finale di Re e pedoni) e considerare la sua maggioranza come un piccolo investimento a lungo termine.

Per il Bianco, invece, sarà di fondamentale importanza portare il suo Re sull'ala di Donna. In questo modo coglierebbe due piccioni con una fava e cioè:

a) si porterebbe sul suo lato debole, in modo da contrastare direttamente la maggiornaza avversaria;

b) essendosi portato sull'ala di Donna, potrà mobilitare senza problemi la sua maggioranza sul lato opposto.

Così facendo al Nero rimarrebbe ancora un piccolo vantaggio (rapporto numerico 2-1, più favorevole di quello bianco di 4-3) ma probabilmente questo non sarebbe sufficiente per vincere, A PATTO di non rimanere con i soli Re. Il Bianco dovrà perciò cercare di mantenere in gioco i pezzi, puntando ad arrivare ad un finale di Re, Torre e Pedoni, le cui probabilità di patta sono molto concrete.

Alla luce di quanto abbiamo visto, la mossa giusta sarebbe stata 18... Rd2! 19.Tc7 Thc1! con parità virtuale, invece Timman giocò meccanicamente: 18... O-O? e si trovò ad affrontare un finale pressochè compromesso.]]>
Giocareascacchi.it Allenamento Thu, 11 Jun 2015 07:01:06 +0100
Il vantaggio dei due Cavalli http://www.giocareascacchi.it/articoli/Gioco-di-posizione/760-Il-vantaggio-dei-due-Cavalli.html Sono pochi, però, quelli che conoscono il vantaggio della coppia dei Cavalli! A dire il vero molti scacchisti, anche forti, ritengono che la coppia equina non dia nessun vantaggio.
Il Cavallo però è un pezzo infido e col suo particolare movimento può superare qualsiasi ostacolo. E' inoltre significativo che i grandi giocatori di posizione abbiano sempre avuto una particolare predilezione per questo pezzo imprevedibile. Due nomi a caso: Nimzovic e Petrosjan!

Che cosa possano combinare due Cavalli centralizzati lo si può vedere in questa partita.

Beliavsky-Larsen. Tilburg, 1981.

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Con la sua ultima mossa 14... a5-a4? Larsen ha rinviato ulteriormente di arroccare, con chiaro intento provocatorio, ma ha tirato troppo la corda e soprattutto ha sottovalutato la potenza della coppia dei Cavalli, così Beliavsky da il via ai fuochi d'artificio!

5.Cg6!? Cd5? 6.Cf5!! Af8

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( 16...Af6 17.Cd6# )
( 16...fxg6 17.Cxg7+ Rf7 18.Dxg6+ Rg8 19.Cxe6# )
( 16...exf5 17.Cxe7 Cxe7 18.Ad6 O-O 19.Axe7 Dc8 20.Axf8 )

17.Ad6!!

E il Nero, ai tempi uno dei più forti GM al mondo, fu massacrato senza pietà. Credo che il povero Larsen abbia sognato per molte notti quei due terribili equini bianchi!

Un altro esempio di come la coppia dei Cavalli possa essere un'arma temibile, a volte superiore alla coppia degli Alfieri, lo vediamo nella seguente partita che riporto senza commenti.

Psakhis - Speelman.
Hastings, 1987.


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Giocareascacchi.it Gioco di posizione Sun, 31 May 2015 10:57:33 +0100
Zugzwang... In aperura! http://www.giocareascacchi.it/articoli/Gioco-di-posizione/759-Zugzwang-In-aperura-.html Gli effetti di un rapido sviluppo sono di solito così benefici che il vantaggio di un solo tempo può portare alla vittoria. A tale scopo sono stati ideati principi e stratagemmi dove uno dei due colori sacrifica del materiale (di solito uno o due pedoni, a volte persino un pezzo!) pur di avvantaggiarsi nello sviluppo. Ciò è vero specialmente nei giochi aperti.
Non bisogna quindi sorprendersi se il geniale Aaron Nimzovic attirò su di sè gli strali dei critici dell'epoca dopo questa sua apertura, giocata contro Vidmar al prestigioso torneo di Karlsbad del 1907:

1.Cf3 d5 2.d3 Cc6 3.d4!? Cf6 4.a3!?

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Ora, se in una partita "da caffè" o fra anonimi spingilegno questa sequenza di mosse può apparire normale, in una partita fra due professionisti d'altissimo livello è invece alquanto strana.
Il Bianco ha violato per ben due volte il principio di non perdere tempi in apertura, dapprima spingendo il pedone in d4 in due tempi (quando ne bastava uno solo) e in seguito con la "dilettantesca" a2 a3.

In realtà dietro queste mosse, specialmente nell'ultima, c'era un'idea molto profonda e originale:

"Il Bianco vuole forzare il Nero a un chiarimento: dopo 4... e6 l?alfiere rimane chiuso, se invece 4... Af5 allora 5.c4 ed eventualmente 6.Db3. Contro 4... Ag4 seguirebbe 5.Ce5" (Nimzovic)

In pratica Nimzovic ha applicato il principio dello zugzwang, tipico dei finali di partita, nella fase di apertura!
Si tratta di una finezza che ad alcuni può apparire pretenziosa, ma che in taluni casi può rivelarsi vantaggiosa e comunque darà più varietà e profondità al nostro gioco.

Ai nostri giorni l'idea di Nimzovic è stata ripresa e messa in pratica da alcuni forti GM quali Morozevic e Seirawan, i quali hanno proposto delle interessanti innovazioni nella Difesa Francese.

L'idea di Morozevic la troviamo nella variante Tarrasch. Dopo: 1.e4 e6 2.d4 d5 3.Cd2, Morozevich ha proposto la "strana" 3... Ae7!?

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Qual'è lo scopo di questa mossa? Il Nero non attacca nulla. Il suo scopo è quello di perdere un tempo e "passare palla" al Bianco, cercando di dimostrare che qualsiasi continuazione egli scelga, questa avrà degli svantaggi!

Ad es. dopo: 4.Cgf3 Cf6 5.e5 Cfd7; si enta nella variante classica, ma giocando Cf3 il Bianco si è "bruciato" la possibilità di puntellare il suo avamposto centrale con f2-f4.
Se invece il Bianco gioca 4.Ad3, dopo: 4... c5! 5.dxc5 Cf6! Il Nero ha gioco comodo e arioso.
Infine, se il Nero spinge in e5, dopo: 4.e5 c5 5.Dg4 Rf8! 6.dxc5 Cc6; il Nero ha nuovamente buon gioco e quantomeno la parità!

L'idea di Seirawan la troviamo nella variante classica. Dopo: 1.e4 e6 2.d4 d5 3.Cc3, anche qui il Nero perde tempo con 3... Ae7!? Con gli stessi scopi della Variante Morozevic.

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Ad es.: 4.e5 c5 5.Dg4 Rf8! 6.Cf3 h5!; oppure: 4.Cf3 Cf6 5.e5 Cfd7; e nuovamente il Bianco si è precluso l'utile f2-f4. Oppure ancora: 4.Cf3 Cf6 5.Ad3 c5!; e nuovamente il Nero ha una posizione comoda e attiva.

Un'altra applicazione dello zugzwang in apertura è data dalla variante: 1.e4 e6 2.d4 d5 3.Cd2 h6; anch'essa patrocinata da Morozevich, che ha dato buoni risultati pratici.

Infine non si può dimenticare la Variante Petrosjan dell'Ovest Indiana, con la quale Karpov ha ottenuto strabilianti vittorie e messo in crisi per diverso tempo i partigiani di questa solida difesa:

1.d4 Cf6 2.c4 e6 3.Cf3 b6 4.a3

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Il Nero perde un tempo "prezioso", ma impedisce l'idea di base dell'Ovest Indiana (l'inchiodatura dell'Ab4!) e cerca di dimostrare che qualsiasi mossa scelga il Nero, questa avrà degli svantaggi.

Come abbiamo visto, l'applicazione del principio dello zugzwang in apertura è un'idea molto sofisticata ma niente affatto pretenziosa e risultati pratici non possono che essere benefici per la qualità del nostro gioco.
Nel contempo si apre un "universo" di possibilità di ricerca e sperimentazione a chiunque voglia migliorare il suo gioco e, soprattutto, voglia evitare le soluzioni noiose e stereotipate.]]>
Giocareascacchi.it Gioco di posizione Sun, 15 Feb 2015 09:40:07 +0100
Tigran vartanovic Petrosjan http://www.giocareascacchi.it/articoli/Personaggi/758-Tigran-vartanovic-Petrosjan.html
Oltre ad applicare metodicamente i principi illustrati da Nimzowitsch nel Mein System (principalmente la profilassi, cioè il prevenire capacità offensive dell'avversario), Petrosian ha sviluppato una sua particolare strategia generale della partita che consisteva nel piazzare tutti i suoi pezzi sulle case bianche e da quelle controllare le case nere.
Petrosian teneva un sacco di pedine sulla scacchiera e scambiava il suo Alfiere bianco, o entrambi, con i cavalli avversari. Dopo di chè i suoi cavallli venivano sistematicamente piazzati sulle case bianche ed usati per dominare le case nere. Questa strategia è gli stata molto utile specialmente quando apriva con l'Apertura Inglese o giocava contro l'Est Indiana.
Allo stesso modo Petrosjan utilizzava la sua strategia anche con il Nero ed infatti utilizzava varianti chiuse e posizionali, con pochissimi scambi di pedone, come la Francese e la Caro-Kann che aveva adattato al suo stile con varianti particolari.

Un'altra delle caratteristiche peculiari del suo sofisticatissimo stile di gioco erano i sacrifici di qualità eseguiti con l'unico scopo di migliorare la posizione e di ottenere vantaggi a lunghissimo termine. Prima di Petrosjan, nessuno aveva mai studiato questo tipo di sacrifici ed anche ai nostri giorni possiamo contare pochissimi fuoriclasse che riescono ad impiegarli in maniera così sistematica, tranne, forse, Garry Kasparov.
Nelle posizioni di Petrosjan il fattore "tempo" che tanta importanza aveva nella strategia tradizionale (si pensi alle partite di Alekhine o di Tal) non ricopriva praticamente nessun ruolo e questo disarmava completamente forti giocatori d'attacco come Tolush, Stein e Tal, ma anche fini strateghi come Botvinnik e Bronstein. Lanciarsi lancia in resta contro le posizioni di Petrosjan era come buttarsi contro le pale di un aereo: si finiva a tagliati fettine!
Quando veniva attaccato Petrosjan si "gasava" e diventava estremamente creativo ed efficace, e questa sua incredibile abilità difensiva non calò nemmeno in età avanzata, come provò sulla sua pelle il giovane Kasparov, l'allora campione mondiale Karpov e molti altri fortissimi Grandi Maestri che "rischiarno" l'attacco diretto contro la sua posizione e finirono "arrostiti"!
La formidabile e costante abilità di Petrosjan di evitare la sconfitta anche nelle posizioni più disperate, gli valse i nomignoli di "Iron Tigran" e di "Il GM che non perde mai". Nomignoli più che azzeccati se si pensa che in gioventù Petrosjan partecipò a 5 Campionati dell'URSS e in ben 4 terminò imbattuto! Considerando l'altissimo livello tecnico di quei campionati e il gran numero di fuoriclasse che vi partecipavano, l'impresa è davvero strordinaria. Ancor più straordinari furono i suoi risultati sportivi, visto che di Campionati dell'URSS ne vinse ben quattro: nel 1959, nel 1961, nel 1969 e nel 1975!
Un altro record sportivo di Petrosjan fu conseguito alle Olimpiadi scacchistiche, in cui conseguì un ruolino di marcia che non ha tutt'oggi uguali: 79 vittorie, 50 pareggi ed una sola sconfitta! Incredibile.
Significativo il commento di Botvinnik dopo la sua sconfitta nel match mondiale del 1963:

Petrosjan possiede uno straordinario talento scacchistico: al pari di Tal cerca di giocare nello spirito della posizione, ma mentre Tal ricerca posizioni dinamiche, Petrosjan crea situazioni dove gli avvenimenti si sviluppano quasi al rallentatore. Aggredire i suoi pezzi è difficile: i pezzi mattaccanti avanzano lentamente e affondano come se attorno alla posizione di Ptrosjan ci fosse una palude. E quando alla fine si riesce magari a mettere insieme un qualche attacco, o il tempo a disposizione è troppo poco oppure si è troppo stanchi per l'affondo. Non si può infine dimenticare la sua impareggiabile tecnica nella concretizzazione del vantaggio posizionale

A cui si aggiunse, qualche anno più tardi, quello di Fischer:

"Petrosjan sa fiutare una possibile minaccia avversaria anche venti mosse in anticipo!"

Il suo stile particolarissimo e profondamente posizionale gli procurò la reputazione di arido giocatore posizionale, tanto che qualcuno gli affibbiò il disprezzante nomignolo di "Il coniglio più forte del mondo", eppure, solamente nel suo primo match contro Spassky (1966), Petrosjan eseguì ben 9 sacrifici di pezzo, di cui uno prevedeva il sacrificio della Donna in un angolo della scacchiera! Lo stesso Spassky confessò in un'intervista: "Tigran è prima di tutto un tattico dotato di una forza terrificante."

Petrosjan morì di cancro a soli 50 anni. Era il 1984, l'anno della famosissima sfida fra Karpov e Kasparov.]]>
Giocareascacchi.it Personaggi Sun, 25 Jan 2015 21:36:45 +0100
Moderna Philido'r: cambio immediato http://www.giocareascacchi.it/articoli/Allenamento/757-Moderna-Philidor-cambio-immediato.html La moderna Philidòr si sviluppa nelle seguente sequenza di mosse:

1.e4 d6 2.d4 Cf6

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Questa sequenza è perfettamente uguale a quelle della Difesa Pirc ed infatti sono frequenti i "travasi" dalla Pirc alla Philidòr e viceversa.
Qui il Bianco può proteggere il Pe4 in diversi modi, ad es. con le moderne 3.f3, 3.Ad3 o 3.Cd2 (una continuazione molto usata dal nostro Godena), ma la più conusciuta e "naturale" è senz'altro 3.Cc3, a cui il Nero risponde con l'immediata 3... e5 che caratterizza la Philidòr (dopo 3... g6 si entra nella Pirc).

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In questa posizione sembra allettante il cambio in e5, con successivo scambio delle donne che costituisce un immediato banco di prova per la "tenuta" della Philidòr.

4.dxe5 dxe5 5.Dxd8+ Rxd8

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Questa continuazione sembra ottima per il Bianco: ha privato il Nero dell'arrocco, può attaccare il Pe5 e il Pf7 e infine può arrocare lungo (previo sviluppo dell'Ac1) dando scacco, ottenendo una crescente iniziativa.
Ad es. è buona 6.Ac4 che sviluppa un pezzo con guadagno di tempo (attacca il Pf7). Anche 6.Ag5 è buona: prepara l'arrocco lungo (con scacco!) e poi il Bianco può continuare con f2-f4 per minare il Pe5. Infine, il dominio della colonna "d" e la possibilità di mosse come Cb5, Cd5 e Cg1-f3-g5 possono fornire favorevoli occasioni tattiche... Ma allora perchè nessuno cambia in e5?
Perchè la pratica ha dimostrato che le cose non sono così semplici!

Prima di tutto lo scambio delle regine ha ridotto fortemente le possibilità d'attacco di entrambi i giocatori (e questo va a vantaggio di chi si difende, dunque del Nero!).
In secondo luogo, è vero che il Nero ha perso l'arrocco ma, proprio a causa del cambio delle donne, il suo Re non sta affatto male al centro (il finale è imminente!).
In terzo luogo, se il Bianco arrocca lungo (o corto) allontanerà il suo Re dal centro e dovrà poi sprecare diverse mosse per riportarvelo.
Infine, non solo il Nero non ha debolezze, ma la struttura pedonale è fortemente simmetrica ed elastica, in quanto ambedue i colori, hanno 6 pedoni su 7 alla casa di partenza. Questo permette al Nero una comoda difesa contro tutti i tentativi d'attacco del Bianco.
In aggiunta, se osserviamo l'unico pezzo sviluppato dai due colori, noteremo che il Cf6 attacca il Pe4, mentre il Cc3 è costretto sulla difensiva e non può attaccare niente. Al Nero, inoltre, basterà giocare la mossa chiave c7-c6 per inibire le case b5 e d5 al Cc3 rendendolo così completamente passivo.

Ad es. dopo: 6.Ag5 il Nero può restringere immediatamente le possibilità avversarie con 6... c6!? e se 7.O-O-O Re8! Il Re protegge la casa f7 e prepara l'uscita dell'alfiere in e7. Dopo:

8.f4 Cbd7 9.fxe5 Cg4! 10.e6 fxe6 11.Ch3 Ae7; il Nero sta benissimo.]]>
Giocareascacchi.it Allenamento Thu, 15 Jan 2015 07:54:09 +0100
I pezzi sospesi cadono! http://www.giocareascacchi.it/articoli/Allenamento/756-I-pezzi-sospesi-cadono-.html Il tema tattico prevalente, in questo caso, è una delle più efficaci armi tattiche a disposizione degli scacchisti e cioè l'attacco doppio.
Di solito l'attacco doppio ha un effetto psicologico devastante perchè sembra nascere dal nulla e ci porta istantaneamente alla rovina!

L'attacco doppio consiste nell'attaccare, contemporaneamente, due obiettivi diversi e quasi sempre il difensore è in grado di difenderne uno solo.
La coppia degli obiettivi può essere formata da due pedoni o da un pezzo e un pedone, ma non sono rari i casi uno degli obiettivi è "immateriale", come ad es. la minaccia di scacco matto o di conseguire una posizione molto vantaggiosa.

Se è vero che l'attacco doppio colpisce soprattutto i dilettanti, in realtà nessuno è immune ad esso e non è difficile trovare esempi in cui le vittime sono fortissimi giocatori o addirittura campioni affermati, come nella "Christiansen - Karpov. Wijk aan Zee, 1993":

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Il Bianco ha appena giocato l'interessante 10. Af4! che contende al Nero le case d6 e c7 con l'intenzione di soffocarne il gioco e rompere la coordinazione dei suoi pezzi.
Karpov decise subito di "interrogare" il molesto alfiere con 10... Ch5, ma dopo 11.Ae3, commise un serio errore tattico con 11... Ad6??

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Come si può facilmente vedere, il Ch5 e l'Ad6 sono "sospesi", cioè non protetti e il Bianco decise subito la partita con 12.Dd1! che guadagna un pezzo netto senza pagare alcun dazio.
Karpov, fulminato, abbandonò immediatamente.

Ora, se può cascarci un fuoriclasse mondiale come Karpov, la cosa può capitare a tutti!

La nostra mente non è una macchina, ed è impossibile evitare errori tattici per il 100% del tempo. Ma la maggior parte errori derivano da inconsapevolezza tattica, cioè dall'incapacità di identificare un potenziale tema tattico, il più probabile dei quali è l'attacco doppio.

In uno dei suoi libri, il GM John Nunn ha coniato un interessante principio che ha sintetizzato con un acronimo e cioè lo LPDO che sta per: Loose Pieces Drop Off cioè: i pezzi sospesi (non protetti) sono destinati a cadere.

Questo principio è un importantissimo aiuto nell'evitare il rischio di subire un attacco doppio.
Qualsiasi pezzo indifeso nel nostro campo deve far scattare un allarme, un bel lampeggiante rosso che ci dice: "Attenzione!!" e ci fa alzare le orecchie.

Prima di spostare un secondo pezzo su una casa indifesa, sarà necessario controllare attentamente, e continuare il controllo fino a quando ci saranno parti indifese e quindi pericolosamente esposte agli attacchi doppi.

Se nella posizione precedente Karpov avesse applicato il controllo LPDO non sarebbe incorso in quella tragica "cappella".]]>
Giocareascacchi.it Allenamento Sat, 13 Dec 2014 06:43:17 +0100