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Giorno: 11/10/2016, 07:19:00
La gestione del tempo di riflessione.
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Nello sviluppo del mio motore Vitruvius ho avuto la fortuna di avere alcuni tester eccezionali, ossia dei GM in attività. Discutendo sui metodi per migliorare la gestione del tempo di riflessione del motore, uno di loro mi ha svelato un "segreto" davvero interessante che ritengo sia utile anche per i giocatori in carne ed ossa. Si tratta di cose all'apparenza scontate, ma che se applicate con una certa sistematicità permettono di migliorare significativamente la qualità del nostro gioco. Riporto di seguito il riassunto di ciò che mi ha detto.

Facciamo un esperimento: prendiamo una posizione qualsiasi e vi mettiamo davanti un forte giocatore ed uno più scarto, poi chiediamo alle nostre cavie di proporre la prima mossa che viene loro in mente. Il forte giocatore troverà sicuramente una buona mossa, mentre altrettanto sicuramente il giocatore più debole ne troverà una cattiva, spesso si tratterà di un errore tattico.
Se però concediamo al giocatore più debole un certo lasso di tempo per ragionarci sopra ed analizzare con calma, anch'egli arriverà a trovare una buona mossa, o perlomeno non proporrà una mossa cattiva o una svista. L'ideale quindi sarebbe quello di analizzare con cura ogni mossa, usando i metodi che insegnano i vari manuali e sicuramente il livello delle nostre mosse e delle nostre partite migliorerebbe. Perlomeno verrebbero eliminate le sviste e gli strafalcioni posizionali.
A scacchi però si usa l'orologio e questo complica parecchio le cose! Molti giocatori muovono troppo velocemente, mentre altri, al contrario, pensano per troppo tempo finendo sovente in zeitnot e stancandosi notevolmente. In sostanza però si tratta dello stesso problema, ossia di una cattiva gestione del tempo di riflessione.

Un primo approccio per risolvere il problema, potrebbe essere quello di calcolare il tempo medio che abbiamo a disposizione per ogni mossa, ad es. in una partita di due ore, supponendo prudenzialmente che una partita media duri circa un'ottantina di mosse, avremo a disposizione circa un minuto e mezzo per mossa (120/80=1,5).
Tenendo conto che le mosse di apertura vengono giocate abbastanza velocemente (sennò a cosa serve la teoria?) potremo aumentare questo tempo medio a due minuti.

Negli scacchi però non tutte le mosse sono uguali, alcune sono di pura routine e si giocano praticamente da sole, mentre altre possono decidere il destino della partita e richiederanno molto più tempo. Si tratterà quindi di trovare un metodo per identificare velocemente quali mosse potremo giocare velocemente e quali invece dovremo analizzare più profondamente. In pratica si tratta di riconoscere quelle che vengono definite "mosse critiche", cioè quelle che possono decidere il destino della partita o quanto meno il vantaggio dell'una o dell'altra parte. Non si dimentichi poi il vecchio adagio di Lasker (o era di Tarrasch?) che recita: "quando hai trovato una buona mossa, cerca ancora! Sicuramente ne troverai una migliore.", quindi una criticità può esserci dove abbiamo trovato una mossa discreta ma sospettiamo ve ne possa essere una molto migliore.

Questo può essere utile contro i forti giocatori, dove il più delle volte non sono poche mosse eclatanti a farci perdere la partita, ma una serie di mosse "leggermente inferiori" i cui effetti si sommano facendoci cadere in una posizione inferiore.
La criticità richiede prudenza, quindi sarebbe assurdo muovere velocemente in queste situazioni, eppure molti fanno proprio così, buttando alle ortiche la partita a causa di una mossa affrettata! E' quindi fondamentale saper riconoscere velocemente quali mosse siano critiche e quali no, quali possiamo fare velocemente e in sicurezza e quali invece dovremo trattare con attenzione e sistematicità.

Indipendentemente dal fatto che siamo troppo veloci o troppo lenti, per prima cosa si deve spendere un po' di tempo per fare alcune verifiche "elementari" che possono sembrare stupide ma che in realtà sono fondamentali:

- ho pezzi o pedoni in presa?
- sono minacciato di scacco matto?
- il mio avversario ha una minaccia tattica immediata (una forchetta, un attacco doppio, una scoperta, un'infilata, ecc.)?

Qualcuno sorriderà di questo, ma in realtà queste semplici verifiche eviterebbero la maggior parte dei disastri a cui vanno incontro moltissimi giocatori... Eppoi se le fanno anche i GM dovrà pur significare qualcosa!

Vediamo adesso quando si ha una "mossa critica":

- quando si devono prendere importanti decisioni strategiche;
- la maggior parte delle mosse nelle posizioni complicate;
- quando la mossa migliore può essere nettamente migliore della seconda "miglior mossa" (vedi l'adagio di Lasker!);
- la prima mossa di ogni partita in cui non si è più sicuri al 100% di trovarsi nel proprio repertorio di aperture;
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 18/10/2021, 07:09:43
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Giorno: 11/10/2016, 20:16:43
Questo è un argomento sicuramente interessante.
In particolare per i giocatori lenti come me, la gestione del tempo non è una questione secondaria.
Ho notato che i GM anche nelle lampo o semi lampo, spesso impiegano parecchio tempo a giocare una mossa, ostentando un'apparente calma all'inesorabile avanzamento dell'orologio.
Beh, anche l'autocontrollo è una caratteristica dei professionisti.

Vorrei segnalare un particolare sui tempi di riflessione riguardante le ultime olimpiadi.
In generale nella stragrande maggioranza delle partite disputate alle olimpiadi di Baku, le prime mosse sono state giocate lampo, riflettendo pochi secondi o addirittura zero. Mentre nei tornei individuali i GM sembra riflettano di più nella fase d'apertura, in particolare nelle primissime mosse.
Sembra quindi che nei tornei a squadre i maestri giochino l'apertura seguendo la teoria automaticamente, mentre nei tornei individuali dedicano più attenzione alla fase d'apertura.
Questo non so è dovuto al fatto che in un torneo a squadre ci siano delle indicazioni dell'allenatore da seguire, delle pre tattiche stabilite da rispettare, o perché i maestri affrontino le partite di un torneo a squadre con un'atteggiamento diverso, non dico più leggero ma.. O forse è una combinazione di entrambi i fattori.

La gestione del tempo poi non è una questione solo umana, ma è un fattore importante anche per i motori.
Ho sempre avuto l'impressione che i motori commerciali avessero una migliore gestione del tempo nelle partite online.
Le vecchie versioni di Stockfish difettavano un poco sulla gestione del tempo, ultimamente SF è migliorato anche sotto questo aspetto, ma mi pare che programmi come Komodo sappiano cogliere meglio i momenti critici della partita e dedicarci conseguentemente più tempo di riflessione.
Giorno: 12/10/2016, 18:08:56
Carotino, come sai della gestione del tempo nei motori si è parlato molto, nei vari forum dedicati. In Satana uso la versione "terra-terra" di dividere il tempo per circa 40 mosse, siccome non si sa quante ne mancheranno, a fine partita. In realtà, questo non cambia molto, perché la profondità cresce esponenzialmente ed il tempo viene gestito linearmente. Questo significa che allocare il doppio del tempo non permette di raggiungere il doppio della profondità (vedi branch-factor specifico dell'engine).

Nei tornei invece non attuo una vera e propria gestione del tempo e seguo un metodo "istintivo", che credo venga condiviso da tutti i dilettanti. Si inizia a pensare fin che si trova la mossa "giusta", in quel momento la tensione cala, si pensa un attimo ancora per conferma e poi la si gioca. In quell'attimo in più si compie spesso l'errore di vedere un'altra mossa, che sembra migliore, e la si gioca subito! Ho perso molte partite così...
Stefano Gemma www.linformatica.com www.scacchi.us
Giorno: 13/10/2016, 10:48:07
Si, il difficile della gestione del tempo (sia umana che dei motori) è quello di non sprecare tempo nelle mosse "di routine" e di dedicare, invece, tutto il tempo necessario alle posizioni critiche.

Provando ad applicare questo semplice metodo ho osservato un notevole miglioramento nella mia gestione del tempo a cui, tenendo conto anche dell'osservazione di Stefano, aggiungerei il consiglio di non fidarsi mai delle "brillantezze " che ci vengono in mente all'ultimo momento. Se non abbiamo il tempo di analizzare una mossa è meglio giocare quella precedente, ben analizzata, che giocare un'intuizione superficiale.

Come risulta dall'esperienza di Stefano (ma credo sia comune a tutti noi) queste "brillantezze" tattiche dell'ultimo momento sono quasi sempre un miraggio e rischiamo di buttare alle ortiche l'intera partita.

@Albitex: di solito nelle partite a squadre viene decisa una linea comune a tutti i componenti, per le aperture. Probabilmente è questo il motivo per cui vengono giocate più velocemente in questo tipo di competizioni.
Sono una carota in cerca di sè stessa...