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Giorno: 24/11/2014, 19:23:59
Rallentare!
Il principio fondamentale dei veri scacchi è: rallentare! - Prima Parte.

Molte persone si avvicinano agli scacchi giocando qualche partitella con un amico o un conoscente e in seguito, se poi sboccia la passione, proseguono su qualche sito internet (di solito scacchisti.it). Questo si accompagna all'acquisto dei primi libri e piano piano, con il tempo, il nostro scacchista in erba comincia già a masticare termini come: centro e sviluppo, pedoni deboli, colonne e diagonali, attacco di minoranza, forchette e infilate.

Con l'avanzare dell'abilità e dell'esperienza arriverà la voglia di giocare un po' più seriamente con delle partite a tempo regolamentare, magari iscrivendosi a un club ed iniziando così l'attività agonistica, ma ecco che iniziano i problemi! I progressi cominceranno a rallentare e si cominceranno a perdere partite in maniera a dir poco scoraggiante. La frase tipica è:

"Ero in posizione superiore, avevo una buona iniziativa, quand'ecco che con una stupida svista ho..."
perso un pezzo, preso matto, perso un pedone, perso la Donna, sottovalutato un attacco...


Mettete voi la vostra risposta!

Quante mosse ci vogliono per perdere una partita a scacchi? Cento? Cinquanta? Dieci?... Credo che tutti saranno d'accordo nel dire che ne basta una sola!

In questi casi si parla di esperienza, di pattern-recognition, di visione tattica e di molti altri concetti veri e giusti, ma la causa principale degli errori dei principianti è quasi sempre la cattiva gestione del tempo di riflessione.

Le partite lampo (o semi-lampo) aiutano a sviluppare colpo d'occhio e velocità, ma sono cattive maestre per quanto riguarda gli scacchi "veri", cioè quelli giocati a tempo regolamentare.
Tipicamente, un dilettante gioca le prime 20 mosse col ritmo di una lampo, per ritrovarsi ad iniziare un medio gioco da incubo, spesso con un pedone o addirittura un pezzo in meno, oppure, se gli va bene, con delle serie tare posizionali.
Cosa serve, allora, avere due ore a disposizione quando ormai la nostra posizione è già persa in partenza?

La maggior parte dei giocatori, nelle situazioni in cui hanno da scegliere fra varie alternative, di solito non scelgono la mossa migliore (od una altrettanto buona).

Ho fatto una piccola statistica non-scientifica per determinare qual'è il minimo punteggio ELO necessario al fine di trovare la mossa migliore (od una altrettanto buona) quando ci si trova a dover fare una scelta.
I risultati suggeriscono che è necessario un punteggio di almeno 1900, 2000 punti ELO. Tuttavia, solo il 4% dei giocatori di torneo hanno questo punteggio (o un punteggio superiore), in modo che il restante 96% di essi non farà le scelte migliori.
Pertanto, rallentate! E prendetevi tutto il tempo che ci vuole, in particolare su qualsiasi mossa che che potrebbe essere “critica”, in questo modo si può evitare oltre il 90% dei tipici errori commessi dai principianti (il primo dei quali è “il regalo” di un pezzo!)

Non dimenticate mai i proverbi del dott. Tarrash e cioè:

“Quando vedi una buona mossa, cerca ancora! Sicuramente ce n'è una migliore.” e
“Sedete sulle mani! Così eviterete di fare mosse inconsulte.”.


Ogni giocatore di scacchi sembra conoscere questi principi ma, stranamente, sono pochi quelli che fanno un serio tentativo di applicarli in maniera coerente. Quando si ha il tempo e si deve scegliere fra varie alternative, sarà raramente corretto muovere rapidamente e sarà molto più facile commettere un grave errore!

Se stiamo giocando solo per divertimento, “tanto per vedere che cosa succede se...”, o semplicemente per passare il tempo, possiamo fare ciò che vogliamo, ma se vogliamo veramente migliorare i nostri risultati e diventare dei buoni giocatori, la mentalità del "proviamola e poi vedremo come va a finire..." va evita come la peste!

Tenete a mente che una mossa è buona solo quanto la risposta del nostro avversario gli permetterà di esserlo. Quindi, se si fa una mossa senza un serio tentativo di scoprire se il nostro avversario potrà confutarla e in che modo, allora dovremo essere disposti ad accettarne le conseguenze... Senza poi piangere sul latte versato!

Se, dunque, basta una sola mossa per perdere la partita, significa che ogni mossa è potenzialmente perdente, dalla prima all'ultima, pertanto si dovrà trattare ogni mossa in quanto tale.

Come minimo, si dovrebbe prendersi un po' di tempo per assicurarsi che la mossa dell'avversario non abbia portato delle minacce tattiche evidenti, come lo scacco matto, una presa, o un qualsiasi altro tatticismo (attacco doppio, infilata, forchetta, ecc.) e nel caso dovremo prendere le opportune misure per neutralizzarle. Lo stesso controllo andrà fatto sulla nostra mossa "candidata" e, in caso, si dovrà allora scartarla e trovarne un'altra.

Questo semplice controllo tattico richiede del tempo, in maniera proporzionale alla nostra abilità ed esperienza. Ovviamente un giocatore più bravo ed esperto di noi impiegherà meno tempo a fare questi controlli.

Eseguire il controllo tattico con diligenza e costanza ci permetterà di evitare molti errori e sviste grossolane, farà rallentare in maniera spontanea il nostro ritmo di gioco e ci accorgeremo che aumenterà anche la qualità delle nostre partite e di conseguenza i risultati.

[Fine Prima Parte]
ciao.gif
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 23/10/2020, 22:55:33
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Giorno: 25/11/2014, 07:13:08
Al controllo tattico del precedente post, si potrà poi aggiungere un controllo strategico “di base” e cioè:

- Quale pezzo voglio muovere e perchè?
- Cosa sto cercando di realizzare? Quali sono i piani ragionevoli?
- Da dove viene questo pezzo (sia esso nostro o dell'avversario) e dove vuole andare?
- Data questa struttura pedonale, dove dovrei mettere i miei pezzi?
- Come voglio organizzare i miei pedoni?

Dopo di che si potranno aggiungere delle considerazioni generali, come ad es.: “sto muovendo troppo in fretta o troppo lentamente?”.

Infine, ci saranno alcuni momenti (in genere uno o due per partita) in cui si dovranno prendere delle Grandi Decisioni e cioè:

a) Mantenere la posizione chiusa o aprire il gioco?
b) È conveniente cambiare le Donne oppure no?
c) Mi conviene scambiare tutto ed arrivare ad un finale di Re e pedoni?
d) Quando attaccare?
e) Dove attaccare?
f) Dove mettere il Re?
g) Come devo modificare la mia strategia per quanto riguarda il materiale?
h) Ricevo abbastanza compenso per uno scambio/sacrificio speculativo?
i) Conviene difendersi passivamente oppure è meglio sacrificare qualcosa in cambio di un gioco attivo?

Vediamole nel dettaglio:

a) Mantenere la posizione chiusa o aprire il gioco?
In molte posizioni un giocatore deve decidere se utilizzare i pedoni (o, meno comunemente, sacrificare del materiale) per aprire o chiudere il gioco in una data zona (ala di Donna, Centro, ala di Re).
Ci sono diversi fattori strategici che ci aiutano in questa scelta:

Siamo in vantaggio di sviluppo?
Aprire il gioco.

Siamo indietro nello sviluppo?
Mantenere chiuso.

Vuoi attaccare da quella parte?
Aprire il gioco.

Vuoi difenderti?
Mantenere chiuso.

Il nostro re in quella zona?
Mantenere chiuso.

Il Re dell'avversario è in quella zona?
Aprire il gioco.


b) È conveniente cambiare le Donne oppure no?
Ogni volta che c'è un potenziale scambio può essere una decisione cruciale, ma due tipi di scambi distinguono per il fatto di essere quasi sempre critici: lo scambio delle Donne e la liquidazione di tutti i pezzi per arrivare ad un finale di Re e Pedoni.
Quando è possibile scambiare le Donne un giocatore deve sempre chiedersi: "Sto meglio con le Donne sulla scacchiera o senza?"
Questo è fondamentale perché ci sono molti tipi di posizioni in cui si ha un vantaggio dinamico (vantaggio di tempo, maggior sicurezza re, maggiori probabilità di attaccare) e può essere meglio mantenere le Donne sulla scacchiera, ma seabbiamo delle debolezze strutturali (debolezze statiche) allora sarà meglio scambiare subito le Donne! Ecco alcune delle considerazioni generali:

Stai attaccando?
Non cambiare.

Hai un finale migliore?
Cambiare.

Sei in vantaggio di materiale?
Cambiare.

Sei in svantaggio di materiale
Non cambiare.

Hai il Re più sicuro di quello nemico?
Cambiare.

Hai il Re più esposto?
Non cambiare.

Hai debolezze strutturali?
Cambiare.

Se nel finale abbiamo D+C e l'avversario ha D+A
Non cambiare.

Se l'avversario ha la D più attiva o minaccia di diventarlo.
Cambiare.


c) Mi conviene scambiare tutto ed arrivare ad un finale di Re e pedoni?
Per la maggior parte delle posizioni in cui il risultato è poco chiaro, la valutazione umana è spesso soggettiva, come ad esempio "Il bianco sta un po 'meglio" o "il Nero sta decisamente meglio" ma i finali di Re e Pedoni contro Re e Pedoni sono completamente diversi perché per essi è necessaria un'analisi dettagliata. Qui la valutazione sarà solo: “vittoria, pareggio o sconfitta". Non ci sono sfumature, c'è solo calcolo concreto.
Pertanto, è estremamente importante effettuare una valutazione corretta quando si decide di entrare in un finale di Re e Pedoni. Ad esempio, se si dispone di Torre e Pedone contro Torre, non si dovrebbe mai scambiare le Torri se il finale di Re e Pedone risultante è banalmente patto, è meglio mantenere la Torre attiva perché l'avversario avrà molte più possibilità di sbagliare. Allo stesso modo, se avete la Torre contro Torre e Pedone, non si dovrebbe mai scambiare le Torri se il finale di Re e Pedone è banalmente vinto dall'avversario.


d) Quando attaccare?
Delle domande, "chi, cosa, dove, quando, come, e perché?", le tre che più si applicano per attaccare sono "quando, dove, e in che modo". Ma "come" è una domanda difficile, degna di riempire libri interi . Quindi, "come" non è una questione strategica una tantum, ma una questione di tecnica, conoscenza e abilità.
D'altra parte, "quando attaccare" è legittima. Tutti dovrebbero conoscere il famoso detto: un attacco prematuro è destinato al fallimento, ma molti non riescono a prestare attenzione a quel consiglio.

Applicando gli adagi: "non attaccare se non si ha un vantaggio" e "non iniziare una lotta fino a quando il tuo esercito non è pronto" vi aiuterà ad evitare di attaccare troppo presto.
Infine, se si ha un vantaggio, si deve agire per sfruttarlo perché ritardare l'azione significherà farlo sfumare. Si richiedono esperienza e buone conoscenze tecniche per imparare tutte le sfumature di come e quando attaccare ma, in generale, se evitiamo gli attacchi prematuri abbiamo già percorso l'80% della strada.

e) Dove attaccare?
Questa è un'altra domanda pertinente all'attacco.
Supponendo che il materiale sia pari, la risposta è di solito:

1) Dove l'avversario ha una debolezza sfruttabile;
2) Dove si ha la predominanza delle forze;
3) Dove si dispone di una maggioranza pedonale;
4) Dove risiede il Re avversario (ammesso che possa essere attaccato),;
5) (In un centro chiuso) Nei casi in cui il vostro bloccato 'd ed e' punto di pedine, e / o
6) (In altre posizioni di pedone bloccate) Nei casi in cui la base di risiede della catena di pedone del tuo avversario.

Usando questi semplici principi ci si accorgerà di poter raggiungere risultati spesso inaspettati e comunque eviteremo di commettere grossi errori strategici. Ad esempio, se si arrocca su lati opposti, il n°4 ci dice di sul lato dov'è il Re avversario, non il nostro!


f) Dove mettere il Re?
Le cinque possibilità disponibili sono:

1) Sul lato di Re.
2) Sul lato di Donna.
3) Al centro.
4) Sullo stesso lato del Re avversario.
5) Sul lato opposto del Re avversario.

Ad esempio, supponiamo di aver guadagnato un pedone in apertura e il nostro avversario non abbia alcun compenso. Partendo dal presupposto che nessuna delle due parti ha arroccato e la posizione sia approssimativamente pari, dove si dovrebbe arroccare?
Facile, seguendo il n°4: sullo stesso lato Re avversario. Dunque il nostro piano consisterà nel ritardare l'arrocco fino a quando arroccherà l'avversario ed arroccare dalla stessa parte. Qualora, invece, fossimo noi in svantaggio, il nostro piano sarà diverso e dovremo applicare il n°5. Pertanto si dovrebbe arroccare sul lato opposto ed iniziare a complicare il gioco perché in questo caso il deficit di un pedone non sarà più così importante.
Il giocatore in vantaggio, invece, dovrebbe fare tutto il possibile per evitare una tale situazione (entro i limiti del possibile), e cercare di rendere il gioco più semplice e tranquillo possibile, arroccando sullo stesso lato e semplificando il gioco.
Questo "senso comune" delle decisioni strategiche renderà il vostro lavoro molto più facile!

Domanda: "Quando sarebbe inutile prendere una decisione strategica di questo tipo?"
Risposta: “Quando si tratta di una mossa prevista dalla teoria!”

Ad esempio, si supponga di aver scelto di giocare la Spagnola come Bianco e il nostro avversario entri nella Variante Chiusa: 1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 a6 4.Aa4 Cf6;

Se abbiamo studiato quella variante è inutile fare qualsiasi considerazione strategica sul lato dove si deve arroccare perché la teoria prevede 5.O-O che è considerata la mossa migliore. Naturalmente ci potrebbe essere l'esigenza di dover complicare il gioco ad ogni costo, ma allora questo si dovrà studiare PRIMA della partita, durante la preparazione delle aperture e non DURANTE.


g) Come devo modificare la mia strategia per il materiale?
Questa è un'altra considerazione strategica importante che si verifica solo quando un lato sta giocando con un vantaggio di materiale. Quando si è in vantaggio la strategia dell'intera partita deve cambiare radicalmente e la si dovrebbe regolare secondo la seguente tabella:

1) Pensate prima alla difesa, ma senza mettersi troppo sulla difensiva o giocare passivamente!
2) Scegliete la semplicità: le complicazioni favoriscono chi è in svantaggio.
3) A parità di condizioni: cercate di scambiare pezzi, ma limitate al massimo lo scambio di pedoni.
4) Assicurarsi che tutti i pezzi siano attivi.
5) Non preoccupatevi delle piccole cose, e
6) Non entrare in problemi di tempo, in cui è possibile fare enormi errori .

Molti giocatori fanno il grosso errore giocando posizioni irregolari utilizzando gli stessi principi anche in posizioni, ma il n°5 stabilisce che questo è spesso inutili o controproducente. Ad esempio, se si è guadagnato un Cavallo, allora si dovrebbero scambiare le Donne anche se questo ci crea una debolezza pedonale, perché una debolezza nei pedoni non è molto importante rispetto al beneficio di scambiare le Donne e ridurre fortemente il contro gioco dell'avversario (principio n°5: non preoccuparsi delle piccole cose!)

Allo stesso modo, quando si è in svantaggio, è necessario usare le sei regole al contrario: Pensate prima all'attacco, cercate di complicare il gioco, non scambiate i pezzi, ma, se possibile, scambiate più pedoni che potete, ecc...


h) Ricevo abbastanza compenso per uno scambio/sacrificio speculativo?
La decisione di sacrificare qualcosa per ottenere dei vantaggi a lungo termine è di solito interessante.
Il sacrificio potrebbe essere di piccola entità, ad esempio si potrebbe rinunciare alla coppia degli Alfieri per creare una debolezza pedonale o per ottenere un forte avamposto in cui piazzare un Cavallo.
Più radicalmente, si potrebbe fare un “grande investimento”, per esempio sacrificando un pezzo per un attacco a lungo termine, anche se in questi casi è impossibile calcolare in anticipo se il gioco vale la candela.
In ogni caso, una decisione di genere strategico è di solito critica, in modo che dovremo prenderci un bel po' di tempo ed usare tutta la nostra esperienza e tutte le nostre conoscenze per decidere se il rischio è accettabile.

Si noti che la nostra valutazione di quanto buona sarebbe la posizione se NON facciamo il sacrificio è importante. Per esempio, supponiamo di poter sacrificare un Alfiere per quello che sembra un attacco poco chiaro. Se dall'analisi risulta che senza sacrificio la posizione sarebbe pari, allora il sacrificio è probabilmente un opzione ragionevole o perlomeno un'idea istruttiva. Ma se si fosse già in vantaggio e si potesse vincere facilmente anche senza il sacrificio, allora scartatelo. Perché andare a cacciarsi inutilmente in una posizione poco chiara?

La considerazione strategica sui sacrifici materiali “reali” non include gli “pseudo-sacrifici”, dove si rinuncia temporaneamente a del materiale per poi recuperarlo in maniera forzata poche mosse più tardi. Tali "sacrifici" non comportano alcun rischio né richiedono giudizio, ma semplicemente un'analisi tattica concreta.

Domanda: "Giocare passivamente e difendere una debolezza, oppure sacrificare del materiale per contrattaccare?"

Risposta: Questo è quasi l'opposto del punto "h". In questo caso è il nostro avversario che sta minacciando di guadagnare del materiale. Dovete decidere se posizionare passivamente i vostri pezzi per difenderlo o se “scaricare” rapidamente una piccola quantità di materiale (di solito un pedone, ma a volte lo scambio di un pezzo attivo o addirittura un pezzo) per mantenere il vostro esercito attivo.

Ad esempio, nei finali di Torre Pedoni è quasi sempre meglio sacrificare un pedone e giocare con una pedina in meno ma con la torre attiva, piuttosto che proteggere passivamente tutti i nostri pedoni e finire in posizione “incravattata” senza alcuna speranza di contro gioco.

Fine Seconda Parte.
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Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 25/11/2014, 16:24:14
Ottimo secondo me, questo, va aggiunto al MAAG.

Cordialmente. biggrin.gif
Giorno: 25/11/2014, 17:07:01
Niente di chè, Antonio, sono solo un po' di consigli che ho raccolto su libri e forum e che mi sono tornati utili in molte occasioni, comunque grazie per l'apprezzamento.
Ecco la Terza Parte, ovvero:

La corretta gestione del tempo di riflessione, ovvero:
Il Super-Principio del dott. Otto Schmidt: "1 + 1 = 3"
biggrin.gif

Prendiamo due principi importanti:

1) Se vedi una buona mossa, cercane una migliore; ovvero: si sta cercando di trovare quella migliore dati i vincoli di tempo, e

2) Corretta gestione del tempo:
2a. Provate ad utilizzare quasi tutto il tempo disponibile in ogni partita .
2b. Prendetevi più tempo sulle mosse critiche e meno tempo nelle mosse non critiche.


Ora combiniamo i punti 1 e 2b in un Super Principio in cui la combinazione di questi risulterà maggiore della somma delle singole parti (1 + 1 = 3!)

Se vogliamo veramente migliorare e diventare dei buoni scacchisti, è indispensabile imparare a riconoscere le Posizioni Critiche e, quando si verificano, rendersi conto che ci può essere una grande differenza tra la “mossa migliore” e la “seconda migliore”.

Pertanto, nelle posizioni critiche è indispensabile giocare con molta attenzione e, quando si vede una buona continuazione, di solito è abbastanza redditizio (e saggio!) prendersi tutto il tempo necessario per assicurarsi che non ce ne sia una migliore.

Al contrario, è completamente sbagliato sprecare del tempo nelle posizioni non critiche perché in questi casi la differenza fra “la mossa migliore” e la “seconda migliore” o addirittura la “terza migliore” sono praticamente ininfluenti. Naturalmente questo non significa giocare superficialmente ed un minimo controllo non va trascurato!
Vediamo un esempio pratico di posizione non critica.

Dopo le mosse: 1.d4 Cf6 2.Cf3 b6 3.Cbd2 Ab7 4.e3 c5

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: rn1qkb1r/pb1ppppp/1p3n2/2p5/3P4/4PN2/PPPN1PPP/R1BQKB1R w - - 0 1

Qui il Bianco può giocare diverse mosse logiche, quali 5.Ad3, 5.Ae2, 5.c3, 5.b3, ma non sono da escludere del tutto altre mosse, come ad es.: 5.dxc5 o 5.Ab5. Siamo in una posizione critica? Niente affatto! Un giocatore esperto lo capirà immediatamente, ma vediamo di fare una verifica con l'aiuto di un motore d'analisi, vedendo come valuta ogni alternativa (in questo caso ho usato Komodo, analizzando per un minuto a mossa):

a) 5.Ad3 : +0.00
b) 5.Ae2 : -0.06
c) 5.c3 : -0,03
d) 5.b3 : +0.00
e) 5.dxc5: -0,01

Come si può vedere, una mossa vale l'altra e sarebbe perfettamente inutile e controproducente perdere del tempo a fare considerazioni strategiche o ad analizzare lunghe varianti.
La scelta della mossa dipenderà solo dalle nostre preferenze personali e andrà fatta alla velocità della luce!

Ben diversa, invece, è la situazione del diagramma seguente, tratto dalla partita “Miles – Sale. Srdjan, 1994”.

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: 2q1nk2/p3ppb1/1p4pp/2pQN3/P3PB1P/2P3P1/1P3P2/6K1 b - - 0 1

Qui il Nero ha diverse alternative logiche, le cui principali sono: 32.Axe5, 32.De6, 32.e6, e 32.Cd6, ma questa volta la loro scelta non è indifferente! Qui scegliere “la seconda migliore” al posto della “mossa migliore” può significare perdere la partita invece di pattarla. Vediamole con l'aiuto del motore (il segno “+” indica vantaggio del Bianco, il segno “-” vantaggio del Nero):

a) 32.Axe5 : +1.41
b) 32.De6 : +3.43
c) 32.e6 : +0.50
d) 32.Cd6 : +2.02

È dunque evidente che con “la mossa migliore” (32.e6!) il Nero può limitare lo svantaggio a mezzo pedone e sperare di pareggiare nel finale, mentre con la “seconda migliore” lo svantaggio sale drasticamente a quasi un pedone e mezzo che è semplicemente incolmabile.
Si tratta quindi a tutti gli effetti di una Posizione Critica e come tale andrà trattata. Il Nero dovrà prendersi tutto il tempo necessario per una seria analisi sia strategica che tattica, analizzando in maniera approfondita tutte le possibili varianti e le loro implicazioni sia a breve che lungo termine (leggi: in quale tipo di finale devo entrare per avere le maggiori possibilità di patta).
Non sempre è facile identificare le posizioni critiche, ma con il tempo si imparerà a conoscerle “a pelle”.


Pianificare il tempo a tavolino: la Regola di Botvinnik.
Come ultima indicazione, prenderemo una regola empirica dettata dal mitico campione leningradese che afferma: “È bene dedicare all'apertura non più del 20% dell'intero tempo a disposizione.”.

Tradotto in numeri, significa che in una partita a tempo regolamentare (due ore, cioè 120 minuti) si dovranno dedicare all'apertura non più di 25 minuti (sarebbero 24, ma possiamo arrotondare).

“...non più del 20%” non significa che dovremo usarne di meno, ma al contrario dovremo sfruttarli tutti. Sarebbe desolante risparmiare sul tempo dedicato all'apertura per poi ritrovarsi con l'85% del tempo a disposizione per dover difendere una posizione già persa!

Usiamo dunque tutti i 25 minuti a disposizione, ma badando bene a non sprecarli in analisi approfondite delle posizioni non-critiche, dedicandosi invece con solerzia e precisione a quelle critiche.

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P.S. Un particolare ringraziamento al dott. Otto Schmidt, scienziato, esploratore antartico e... Autore di chess engines (biggrin.gif) per aver donato all'Umanità il suo fantastico Super Principio.
Sono una carota in cerca di sè stessa...