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Giorno: 20/06/2014, 11:07:47
catene di pedoni ed impedonature
Salve, sto leggendo il libro di Nimzowitsch, e lo trovo interessante, anche se a volte è un pò oscuro e non tanto facile.
Ad esempio ci sono due capitoli dedicati alle catene di pedoni ed alle impedonature

Sulla prima sappiamo tutti di che si tratta, sono una serie di pedoni che si difendono a "scala" + o - così
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Fen: 8/8/8/8/4P3/3P1P2/2P5/8 w - - 0 1


secondo Nimzowith è del tutto inutile attaccare il pedone avanzato (che verrebbe subito rimpiazzato) ma attaccare la base della scala, (il che era anche intuitivo) che però , qui non ho chiaro, identifica non con il primo pedone il più arretrato, ma il penultimo. E qui dò per scontato che sia così. Ovviamente attaccare tale pedone non è semplice, perché ci sono di mezzo i pezzi avversari etc. Consiglia la manovra di aggiramento.
Ma l'articolo più strano è sugli aggregati di impedonature che sono questi:
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abcdefgh
Fen: 8/8/8/8/6P1/2P2P2/P1PP4/8 w - - 0 1


l'aggregato sarebbero i pedoni c2 c3 d2.
Ora Nimzowitsch dice che questo aggregato ha una debolezza statica e dinamica. Statica perché si espone all'attacco ( da effettuare da parte dei pedoni), e dinamica perché le vere debolezze sorgono quando il bianco, in questo caso tenta di "avanzare" i suoi pedoni. In tal caso N. consiglia che il Nero dovrebbe adottare una tattica attendista, e far attaccare il bianco.
Però c'è un però. In talune circostanze gli aggregati impedonati si possono rvelare una forza e non una debolezza, e lo dimostra con una serie di esemplari partite.
cercando di mettere a frutto questi preziosi consigli ho ricavato una serie di sonore sconfitte biggrin.gif
Io sono Alekhine, campione mondiale di scacchi. Non ho bisogno di passaporto. (Il medesimo, alla frontiera)
Giorno: 16/09/2021, 21:03:54
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Giorno: 20/06/2014, 12:24:28
Una curiosità: Hai letto l'articolo di Averbakh che ho postato in questo forum?
Tra l'altro afferma:
"Il primo libro che mi capitò tra le mani fu “Il mio sistema” d’Aron Nimzowitsch. È però difficile pensare ad una scelta peggiore! Negli scacchi bisogna imparare prima ad attaccare, e solo dopo a difendersi. Occorre avere una certa maestria nella tattica e solo dopo nella strategia.
Il mio sistema è un ottimo libro, ma non per principianti. È un libro sul gioco di posizione, mentre occorre prima imparare le combinazioni."
Giorno: 20/06/2014, 13:35:27
non lo so... al momento sto leggendo questo, e sicuramente non è un libro per principianti, e ad esempio cura poco l'aspetto "combinatorio", e neppure le aperture, se non dei criteri molto generali.
Tuttavia non sono del tutto d'accordo. Complessivamente il mio gioco è notevolmente migliorato.
Il Nimzo è vero non segue il classico iter di apertura, il mediogioco, e finale . (anche sui finali si esaurisce in alcuni pochi principi) tuttavia trovo che dia una consapevolezza del gioco molto approfondita. E' vero, posso prendere un buon manuale e impararmi a menadito una serie di aperture, e così farla franca nelle prime 10 mosse in quasi ogni tipo di situazione (col Nimzo invece mi capita di prendere cantonate bestiali proprio in apertura), però poi hai una visione completamente mnemonica e meccanica del gioco.
punti di vista
Quindi quale libro o manuale consiglieresti come alternativa?
se mi metti online l'indirizzo vado a vedere l'articolo che hai citato.
ciao.gif
Io sono Alekhine, campione mondiale di scacchi. Non ho bisogno di passaporto. (Il medesimo, alla frontiera)
Giorno: 20/06/2014, 19:00:48
Concordo con Albitex, ti conviene partire prima con la tattica perché, specie se sei un principiante, è sulle combinazioni tattiche che si basa il grosso delle tue partite.

Ricordo che anch'io partii col libro di Nimzo e ricordo anche che, sebbene col senno di poi sia un libro abbastanza utile, non era utile nello specifico della mia situazione (principiante).

Il mio consiglio è il seguente: oltre alla praticaccia che non fa mai male, allenati sulla tattica, possibilmente trasponendo le posizioni sulla tua scacchiera e analizzandole senza muovere i pezzi (Un sito carino e gratuito dove trovare esercizi di tattica è ChessTempo, ma ce ne sono tanti altri).

Un altro consiglio che ti do una volta che cominci a riconoscere ad occhio i pattern della scacchiera è di usare Chess Vision Trainer, che trovi quiE' un programmino che mi ha aiutato enormemente a sviluppare le mie capacità di vedere la scacchiera nella mente, quindi va a braccetto con gli esercizi di tattica.

Infine analizza le tue partite, nota le tue debolezze e indirizza il tuo allenamento di conseguenza. smile.gif
Giorno: 21/06/2014, 12:16:32
-ARTICOLO-
Giorno: 23/06/2014, 10:06:59
Ringrazio tutti della risposta.
secondo me l'aspetto combinatorio, su cui si dà giustamente importanza ( perdere di vista una combinazione o una possibile combinazione significa perdere la partita), è un aspetto o meglio l'altra faccia della medaglia che è l'analisi posizionale. Secondo me i due aspetti vanno a braccetto, non è possibile escludere né l'uno né l'altro. Oltretutto l'aspetto combinatorio secondo me salta fuori spesso da un gioco di posizione, e viceversa.
Comunque adesso vedrò le vostre note.
Io sono Alekhine, campione mondiale di scacchi. Non ho bisogno di passaporto. (Il medesimo, alla frontiera)
Giorno: 24/06/2014, 08:23:39
Sì, ovvio, solitamente una combinazione esce fuori proprio da una posizione buona (quindi ottima strategia). Però mentre è più facile vincere una partita pur avendo una strategia mediocre ma un ottimo occhio tattico, non è possibile fare il contrario, o comunque è più raro.
Ecco quindi che conviene lavorare su entrambe le cose contemporaneamente, dando la priorità però alla tattica.
Giorno: 24/06/2014, 11:07:55
si vero quello che dici, ti confesso che ho una certa difficoltà a trovare o a immaginare le combinazioni. Cioè voglio dire che in una partita a tempo limitato, per esempio, prospettare una combinazione tattica con tutte le sue possibili conseguenze mi diventa arduo, oltretutto occorre una memoria visiva non da poco immaginare dopo anche 2 o 3 mosse la configurazione della scacchiera e tutte le sue possibili conseguenze... per questo mi affido più spesso (quando ci azzecco ovviamnete) all'analisi posizionale che mi dà indicazioni più sintetiche sul quadro generale. Quindi OK per la tattica combinativa a patto di disporre di una capacità mnemonica non da poco!
Io sono Alekhine, campione mondiale di scacchi. Non ho bisogno di passaporto. (Il medesimo, alla frontiera)
Giorno: 24/06/2014, 11:31:53
Forse sarà di qualche interesse questo articolo con un parallelo tra l'evoluzione della fisica teorica e la teoria degli scacchi:

http://it.hobby.scacchi.narkive.com/J7yxpflF/fisica-filosofia-e-scacchi
Io sono Alekhine, campione mondiale di scacchi. Non ho bisogno di passaporto. (Il medesimo, alla frontiera)
Giorno: 24/06/2014, 19:00:23
Beh, quel programmino che ti ho linkato (Chess Vision Trainer) serve proprio ad allenare la tua "memoria interna" della scacchiera in modo che puoi calcolare più profondamente e precisamente nella tua testa senza muovere i pezzi.

Per quanto riguarda invece la tattica ti consiglio di seguire un processo di pensiero organico.
Mi spiego meglio: dopo che l'avversario ha giocato la sua mossa chiediti cosa minaccia di fare con questa nuova mossa. Una volta che sei sicuro di cosa ha in mente l'avversario semplicemente prendi delle contromisure oppure passa ad analizzare le tue opportunità tattiche. Per fare ciò controlla prima quali sono le debolezze nel campo avversario (pezzi indifesi o poco difesi) e poi controlla quali mosse puoi fare che sfruttano queste debolezze, dando la priorità a scacchi e catture, seguite dalle minacce dirette tipo forchette o infilate.