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Giorno: 24/06/2013, 14:25:33
abilità difensiva
io vorrei migliorare la mia abilità difensiva,cioè capire meglio come respingere un attacco avversario,c'è qualcuno registrato su questo sito con spiccate abilità difensive,potreste consigliarmi esercizi da fare,o altro materiale.grazie in anticipo
Giorno: 29/01/2022, 05:25:08
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Giorno: 24/06/2013, 15:04:22
Studia mle partite di Lasker, che era un genio della difesa, ma anche in quelle di Korchnoj c'è molto da imparare.

Un buon metodo per imparare metodi difensivi è quello di usare un motore scacchistico: impostare una posizione d'attacco e far giocare il motore in difesa.

Buono anche il libretto: "Difesa e contrattacco" di Tibor Florian, dove illustra con dovizia ed esempi molto azzeccati la Nobile Arte della Difesa.
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 24/06/2013, 18:58:42
grazie carotino.se qualcuno ha altri suggerimenti sappia che sono bene accetti
Giorno: 24/06/2013, 21:58:13
Possiedo anch'io "Difesa e contrattacco" di Florian (che all'epoca era "sponsorizzato" dal MI Paoli): pur essendo un po' datato e non avendo tantissime pagine, è davvero un ottimo testo!

ciao.gifciao.gif
"TB or not TB..."
Giorno: 29/06/2013, 14:34:16
Il Manuale di Scacchi di Lasker è una perla rara in questo senso. Riguardo al discorso delle "abilità difensive" da coltivare/allenare e sviluppare, voglio riportarti un passaggio del libro che potrebbe esserti utile:

IL PRINCIPIO DI DIFESA

Come rovescio della sua teoria dell'attacco, Steinitz enunciò un principio di difesa. Chi è in svantaggio deve accettare di difendersi, deve accettare di fare una concessione. Ma la sua stella guida deve essere il principio dell'economicità. Perciò, egli deve cercare di fare la minor concessione, quella che basta appena, non un'oncia di più, non il puntino di una "i" di troppo. Questo è, per così dire, l'ordine etico che va dato ad un difendente. Steinitz indica pure la strada al difendente che si chieda come giungere a questo scopo. Consiglia: migliorate volontariamente la peggiore debolezza. L'ideale di una posizione difensiva è che non deve avere una linea minoris resistentiae, che tutte le sue linee di resistenza devono essere ugualmente forti, che la catena deve contenere soltanto punti di congiunzione di ugual forza. Ma questo ideale non si può mai ottenere. Andateci vicino, per quanto potete! Tale è il test, come cioè dovete svolgere il vostro compito di difendente, In questo modo voi servite bene la vostra causa, persino se perdete la partita. Questa successione di pensieri è manifestamente una logica conclusione derivante dal principio di attacco. Lo sforzo che l'attaccante deve fare è inversamente proporzionale al livello della debolezza, perciò il difendente forza l'attaccante a compiere il massimo sforzo per far si che l'attacco ci rimetta il meno possibile. In altre parole, dal momento che la stabilità di una posizione si valuta a partire dal suo punto più instabile, cercate di raggiungere lo stesso livello di stabilità in ogni punto.

Dalla teoria alla pratica. :-D
Di seguito le prime due posizioni (e note) che Lasker utilizzò, tra le altre, per esemplificare il Principio di Difesa.

Morphy - Anderssen

abcdefgh
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abcdefgh
Fen: r1br2k1/ppq2ppp/5n2/6N1/1Q6/3B4/P1P2PPP/1R2R1K1 b - - 0 1

Qui Anderssen giocò 1. ... a7-a5; la risposta fu Db4-e7 e il pedone "f" nero cade; il pedone b7 restò debole e il Bianco vinse rapidamente. Una mossa ragionevole sarebbe stata 1. ... b7-b6, che elimina la minaccia della Torre di Donna bianca e in più mobilita l'Alfiere nero e indirettamente la Torre di Donna nera. Allora se 2. Te1-e7, Dc7-d6 oppure se 2. Ad3-c4 Td8-d7. La partita proseguirebbe e il Nero, sebbene sempre sotto pressione - per esempio 3. Cg5xf7 Ac8-a6; 4. Cf7-h6++ Rg8-h8; 5. Ac4xa6 g7xh6 - farebbe del suo meglio per difendere la posizione inferiore e seguirebbe l'etica della difesa. Se anche perdesse, potrebbe usare le parole di un famoso sconfitto: "Tutto è perduto fuorché l'onore".

La mossa 1. ... a7-a5, che perde rapidamente, è contraria agli insegnamenti di Steinitz. La mossa è aggressiva, per quanto il Nero, ovviamente, abbia meno forze in azione. Lascia il pedone b7 quasi indifeso, forza la Donna bianca a incrementare la sua efficacia, sciupa gli scarsi mezzi di difesa.

Steinitz - Golmayo

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Fen: 2kr3r/ppp2ppp/1bn2n2/8/3qPQ2/2NN4/PPPPK1PP/R1B4R w - - 0 1

Il Re bianco è esposto, ma il Bianco ha un pedone in più. Quale deve essere la strategia del Bianco ? RInforzare le peggiori debolezze, c2 e g2, e rimuovere il blocco del pedone "d", la cui funzione è di proteggere il prezioso pedone "e". Indubbiamente, quindi, la mossa da fare è la difensiva 1. Cd3-e1.

Il Nero, che voleva impedire l'avanzata del pedone "d", giocò 1. ... Cc6-b4. Se ora 2. d2-d3, Cb4xc2; Steinitz replicò 2. a2-a3, Th8-e8; 3. a3xb4, Cf6xe4; ma ora il Bianco trovò lo scacco salvatore 4. Df4-f5+ e vinse la partita con ampio margine.
Giorno: 29/06/2013, 23:50:53
Si i principi della difesa, messi a punto da Steinitz e perfezionati da Lasker (anche se in verità non ci ha aggiunto granchè) sono validi anche ai giorni nostri.
Steinitz (e pure Lasker, nello stesso manuale del post precedente) sottolineava l'importanza di riconoscere la minaccia principale e contrastarla efficacemente.

Ecco un esempio pratico:

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Fen: 6rk/ppp4p/1b3q2/4p1p1/4Pr2/2P2B2/P4PPP/R2Q1RK1 w - - 0 1

Partita "Cigorin-Steinitz".

Qual'è la minacia principale del Nero?
A prima vista si potrebbe dire che qui è diretta contro il Pf2. Il Nero minaccia 1... g4; dopo di chè il Pf2 sarebbe conquistato.
Ma un ulteriore e più profonda analisi ci dimostra che in realtà la perdita del Pf2 non sarebbe poi così dannosa. Si avrebbe infatti una semplificazione sulla colonna "f" (cambio di almeno un paio di torri) e, a causa degli alfieri contrari, sarebbe molto difficile vincere per il Nero.
Egli dispone però di una minaccia assai più pericolosa: con l'aiuto del Pf2 intende aprire tutte le linee nell'ala di Re, mettendo a nudo il povero monarca bianco.
Se toccasse al Nero potrebbe vincere così:

1... g4 2.Ae2 g3! 3.hxh3 Axf2+ 4.Rh2 Dh4+ 5.gxh4 Txh4#

La giusta difesa quindi, consisterà nell'impedire l'apertura di un'altra linea nell'ala di Re, per cui rimuoverà subito l'inchiodatura del Ph2:

1.Rh1! g4 2.Ae2 Axf2 3.g3!

Con cui l'attacco del Nero è respinto. Difatti 3... Dh6 non va a causa di 4.Dd5! (non però 4.gxf4? g3!) oppure: 2... Txf2 3.Txf2 Dxf2 4.Axg4, oppure ancora: 2... h5 3.Ac4! ecc.

In partita il Bianco non riuscì a cogliere questa sottigliezza e vide solo la minaccia più apparente, ma dopo:

1.h3? g4! 2.hxg4 (oppure 2.Axg4 T8xg4! 3.hxg4 Txf2 4.Txf2 Dxf2 5.Rh2 Dh5#) 2... h5! 3.g5 (se gxh5 segue, naturalmente, Txf3!) 3... Txg5 4.Rh2 Th4+5.Rg1 Dxf4 6.Te1 Txg2+!

prese matto in due mosse.
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 30/06/2013, 09:06:58
Mi piace questo topic. :-)
E' vero Carotino, Lasker non aggiunse nulla a molte delle teorie già sviluppate da Steinitz. E non era sua intenzione farlo, in realtà sua era l'intenzione di valorizzare le teorie di Steinitz sostenendo prima la persona, poi il pensatore e infine il giocatore che fu con l'idea di dargli il giusto valore che, ancora all'epoca in cui scrisse il suo libro, non era riconosciuto.

Ciò che aggiunse alla Teoria di Steinitz, sia criticamente che analiticamente, fu di estenderle in (e nel farlo creare) principi che fino a quel momento non erano stati considerati o considerati solo marginalmente da Steinitz. Non per noncuranza o supponenza ma per motivi che Lasker tratteggio molto bene in quelle pagine di storia ed evoluzione del pensiero scacchistico.

Il Principio di Difesa così come quello di attacco, quello di economicità e ancora altri offrono solo spunti, non regole fisse inderogabili, per un approccio concreto alla posizione.

La forza delle loro opere, così come quelle di Alekhine e ancora di un Fischer, di un Botvinnik oppure di un Kasparov ma perfino di uno Znosko-Borovsky, sta proprio in questo: offrono a chi ha la pazienza e l'interesse di leggerli, strumenti di approccio utili per una comprensione pratica (e non fondata su assiomi teorici) di una posizione.

La spinta di un pedone, lo sviluppo di un pezzo, e salti in giro di un Cavallo quando ancora la valorizzazione estrema di pezzi apparentemente fuori gioco, dipendono esclusivamente dalle funzioni che tali pezzi assumono in una data posizione e nella loro valorizzazione nel cercare il modo di ottimizzarne la coordinazione vuoi da un punto di vista combinativo piuttosto che da uno posizionale.

A tal proposito è interessante la definizione di falange che Lasker assegna ai gruppi di pezzi.

Partendo dalla classica definizione di falange, introdotta da Steinitz, relativamente ai pedoni affiancati, Lasker passa poi a descrivere gli assetti in "falange" di pezzi e pedoni in formazioni difensive, aggressive o di equilibrio, a seconda che una posizione sia valutabile come equilibrata o meno. Così il Cavallo e il Pedone, l'Alfiere e il Pedone, il Cavallo e l'Alfiere eccettera. La falange allora diventa una bussola interpretativa con cui iniziare a porre le basi per la coordinazione delle forze vuoi per rafforzare un punto debole della "catena" difensiva, vuoi per migliorare l'azione concertata (la minaccia di azione) contro un punto chiave della posizione avversaria (non necessariamente punto debole) e così via.

Appena posso, libro alla mano, metto un diagramma e note d'autore a seguire su un'altra posizione relativa alle abilità difensive, che Lasker condivide relativa a un'altra partita tra Steinitz e Cigorin. La bellezza di questa posizione, nonché l'interesse che potrebbe suscitare, sta nel fatto che i critici dell'epoca dichiararono che se Cigorin avesse giocato una tal mossa allora avrebbe vinto. La posizione di Lasker a riguardo (nel suo valorizzare l'importanza di un approccio critico alle analisi di terzi)è invece che Cigorin aveva visto la tal mossa e dopo aver considerato tutto ciò che ne poteva seguire decise opportunamente di non giocarla.

Una considerazione a margine: Così come Steinitz, anche il pensiero di Lasker (la sua Teoria della Lotta) non è una "scuola" per tutti. Nel senso che tutto dipende dalla visione che ognuno di noi da' a una contesa scacchistica quando non al gioco degli Scacchi in generale. Così un Manuale di Lasker o uno di Steinitz o le 60 partite di Bobby Fischer, o un libro di Kasparov o le memorie di Tal, oppure l'opera di Shirov e via elencando, fino al Mio Sistema di Nimzowitsch, possono giovare a una persona ma involverne un'altra.

Personalmente ritengo Steinitz, Lasker e Alekhine tre capisaldi di formazione prima di passare ad altre letture. Ma chiaro questo è ok per me, vale a dire è considerazione soggettiva.
Giorno: 30/06/2013, 10:00:20
Già, il Filosofo, il Giocatore e il Genio. L'evoluzione del metodo dalla formulazione dei principi, alla loro applicazione ed evoluzione nella pratica, fino ad arrivare alla violazione consapevole degli stessi, non per negarli, ma per il fatto di conoscerli così perfettamente e profondamente da poterne cogliere ogni sfumatura e particolarità.

Non dimentichiamoci però del pragmatismo attuale che a partire dai vari Fischer, Karpov, Timman, Kasparov & compagni, arriva a toccare il culmine con la generazione dei "computer boys" di cui Carlsen è il riferimento.
Quest'ultimo, con tutte le discussioni e polemiche (spesso feroci) sul suo stile è indicativo della rottura e della crisi che sono in atto nel pensiero scacchistico di questi ultimi anni. Buon segno comunque, vuol dire che l'evoluzione è in corso.
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 30/06/2013, 10:07:11
La falange allora diventa una bussola interpretativa con cui iniziare a porre le basi per la coordinazione delle forze vuoi per rafforzare un punto debole della "catena" difensiva, vuoi per migliorare l'azione concertata (la minaccia di azione) contro un punto chiave della posizione avversaria (non necessariamente punto debole) e così via.

Ah! jRogue mi ha ricordato questo che potrebbe andare in "Aforismi" di Albitex o nell'articolo di Carotino "Dirty fighting", ma visto che si nomina Lasker e Nimowitsch...

fonte: Kasparov - corso completo di scacchi vol.7
Erano proverbiali i sigari che fumava Lasker, tanto quanto l'odio di Nimzowitsch per il tabacco; si dice che una volta, prima di iniziare una partita fra di loro, Nimzowitsch chiese cortesemente a Lasker di astenersi dal fumare durante il gioco. Questi accettò gentilmente, ma a metà del gioco tirò fuori uno dei suoi celebri sigari e, senza accenderlo, cominciò a giocherellare con esso."Maestro, disse Nimzowitsch nervoso, "mi aveva promesso che non avrebbe fumato"." Non sto fumndo, maestro" rispose lasker con un sorriso. " Ma lei tiene in mano il sigaro e ciò mi rende nervoso" protestò Nimzowitsch; " infatti, maestro" sentenziò Lasker sornione " come vede, la minaccia vale più dell'esecuzione".

perdonate l' O.T.
@Carotino ho inavveritamente coperto il tuo commento che sarebbe stato un ottimo spunto per il prof Artemisio Filiberti a rilasciare un giudizio sulle moderne tecniche di difesa/attacco che il prof riporta nel suo già noto "Understanding chess engine move by move - cap.XII 'la difesa/attacco vista da un chess engine'"
Giorno: 30/06/2013, 12:38:01
grazie a tutti