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Giorno: 03/03/2015, 11:21:30
SCACCHI NELLE SCUOLE
A prescindere dalle proprie idee politiche, una delle prossime proposte di questo governo è la riforma scolastica.

Chissà che non inseriscano gli scacchi come materia d'obbligo come hanno fatto in Spagna ?!?

L'idea nasce il 15 marzo 2012 il Parlamento Europeo ha approvato la “Dichiarazione Scritta 50/2011” nella quale si invitano formalmente le Nazioni che fanno parte dell’Unione Europea ad inserire gli Scacchi tra le materie curriculari della Scuola.

CIT
A livello legale la “Dichiarazione Scritta” del Parlamento Europeo non equivale a un tipo di legge (come i regolamenti e le direttive) e nemmeno ad una “raccomandazione” (nel senso formale del termine Art. 288 TFUE). É invece una esortazione ai parlamenti nazionali che prendano provvedimenti a seguito di essa e, soprattutto, é un modo per richiedere ad altre istituzioni europee (Commissione in primis, ma anche lo stesso Parlamento) di guardare al tema e, magari, proporre nuova legislazione al riguardo. La Dichiarazione Scritta non é nemmeno da considerarsi un atto del Parlamento Europeo, ma rappresenta solamente la posizione dei suoi autori e firmatari.
Giorno: 12/04/2021, 03:08:00
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Giorno: 03/03/2015, 21:33:30
Non potrei essere che favorevole, a patto di qualificare gli insegnanti. Mi spiego, non vorrei le scuole fossero prese d'assalto da individui con più o meno acclarate competenze scacchistiche, ma con nessuna competenza didattica e culturale in senso lato. Queste persone, indipendente dal grado scacchistico magistrale (obbligatorio e 'attivo', cioè non risalente ad anni o decenni prima), dovranno conseguire dei corsi di studio e cultura generale, possibilmente brevi, bene articolati e facenti capo a istituzioni statali (scuole medesime, università), e non alle accademie, per evitare scenari vergognosi.
Supporta anche tu i progressi scacchistici di Qfwfq. È gratuito. Commenta le sue valutazioni delle posizioni, tratte da partite che hanno fatto la storia del Nobil Giuuooco. Un piccolo gesto per te, un futuro grande passo per la FSI.
Giorno: 03/03/2015, 21:38:21
Ma dai, Qfwfq, se si pretendesse questo anche dagli insegnanti di qualsiasi materia avremmo ridotto del 50% le spese del personale della scuola. Se poi ci aggiungessimo i dirigenti scolastici arriveremo senz'altro ad un buon 85%.

IMHO, naturalmente.
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 03/03/2015, 21:44:07
Capisco il tuo sarcasmo e in parte lo condivido. Ma che le università sfornino anche dei caproni e che molti insegnanti e dirigenti abbiano un bagaglio culturale penoso, non deve essere un alibi per fare entrare nelle scuole chiunque.
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Giorno: 03/03/2015, 22:06:11
Ricordo ancora l'insegnante di Greco e Latino di mia figlia. Una persona piacevole, con una cultura vasta e profonda, con un alto senso civico e morale, ma specialmente con una grande passione per l'insegnamento ed un fine senso dell'ironia... Il professore ideale, quello che tutti vorrebbero avere.
Per contro, un altro insegnante, suo collega, era il classico parassita. Fortemente raccomandato, univa la sua ignoranza abissale e la sua profonda incompetenza ad un'arroganza che rasentava la patologia.
Vanesio all'inverosimile e sensibile per questo all'adulazione, portava avanti in maniera sfacciata un gruppetto di adulatori (che negli ambienti popolari, a cui appartengo, sono altresì conosciuti come lecca-culo) e i figli di alcuni "capoccia" che potevano spianargli la strada.
Per far ottenere il massimo dei voti ad alcuni di questi zucconi, arrivò al punto di dare delle votazioni altissime (diede persino dei 20, quando il massimo era 10!).

Ebbene, il buono fu sottoposto ad un mobbing bestiale e fu costretto ad andarsene, mentre il raccomandato è diventato preside.

Ora, se sono questi i personggi che devono giudicare l'idoneità di un istruttore di scacchi per i ragazzi (volontario, non dimentichiamolo), siamo messi bene!
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 03/03/2015, 23:53:40
Di quei parassiti ne conosco molti, infestano non soltanto le scuole, ma anche le università. Alcuni diventano dottorandi, poi cultori della materia e infine, un bel giorno, non si sa come e senza particolari meriti, vincono un assegno di ricerca e mettono radici.

Ciò, tuttavia, non ci deve indurre a generalizzare. Se vogliamo rialzarci come Paese, dobbiamo ripartire proprio dalle scuole e dalle università. Gli atenei sono anche pieni di studenti modello e professori coscienziosi e con tanta voglia di cambiare un sistema collassato perché marcio fin dalle fondamenta.

Nelle scuole non può entrare chiunque solo perché abile al tavolino. Allo stesso modo non basta essere appassionati di storia e letteratura, conoscere a memoria teoremi e leggi fisiche, per sedersi dietro una cattedra. La formazione delle generazioni future, nella quale penso gli scacchi meritino di poter ricoprire un ruolo, è una cosa troppo seria e importante per essere affidata alle mani di chiunque.

A parte ciò, voi come insegnereste gli scacchi a dei ragazzini di prima media? O meglio, cosa rispondereste alla domanda che tutti, immediatamente avanzerebbeto: "perché"?
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Giorno: 04/03/2015, 07:16:15
Comprendo e condivido il tuo punto di vista, ma in Italia c'è troppa enfasi sul "pezzo di carta", sull'ufficializzazione, sulla burocrazia, mentre la meritocrazia è solo una parola che usano politici e burocrati per sciacquarsi la bocca. Non c'è speranza per questo paese, è marcio fino alle fondamenta. Se ci riprenderemo non sarà per merito nostro ma perchè saremo "trascinati" dalla crescita di paesi come gli USA e la Germania. Abbiamo eccellenze in tutti i campi, ma sono frenate (quando non sono apertamente osteggiate) da questo sistema nepotista e parassita, basato su una burocrazia che al confronto quella kafkiana è una barzelletta.

Senza andar troppo lontani dagli scacchi, ti ricorderai di Don Daley, il defunto autore di Komodo. Nella vita Don era responsabile del sistema informatico del MIT di Boston e... Forse nessuno sa che Don non aveva nessun titolo accademico nè una laurea o un diploma, a parte quello di terza media.
In seguito il suo amico Larry Kaufmann riuscì a convircelo a frequentare un corso serale di elettricista (due anni di scuola professionale), ma al MIT questo non interessava, fu solo uno "sfizio" personale.
Ti immagini cosa avrebbe potuto fare il povero Don in Italia? Quali opportunità avrebbe avuto?
Sai le risate che si sarebbero fatte se si fosse presentato a proporsi, non dico in un'università, ma in una qualsiasi, scassata, scuola media di periferia.

Un'amica di mia moglie, mentre lavorava come ricercatrice in una clinica universitaria italiana (ad 800 euri al mese!) ha scoperto la cura per una particolare forma di leucemia infantile. Come ringraziamento, il suo "capo-bastone" stava tentando di soffiargli il merito e passare per sua la nuova cura. Si è trasferita negli USA con la sua famiglia.
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 04/03/2015, 09:13:07
Sono molto più ottimista rispetto a voi, il marcio c'è senz'altro: dappertutto! non solo in italia!
Mentre il buono, come gli insegnanti validi o i presidi capaci, sono la maggioranza.

Tornando a ruota sull'argomento, ci saranno senza dubbio dei percorsi di preparazione. Si è fatto per l'inglese alle elementare consapevoli che ancora non è pienamente a regime, ma ci arriveremo.
La federazione ha anch'essa già fatto dei protocolli di preparazione. Parecchi scacchisti sono istruttori, inoltre data l'esperienza accumulata in questi anni si stanno migliorando i metodi di scelta e di preparazione degli futuri istruttori.
Certamente quando partiremo (e se partiremo!) saremo ancora in fase sperimentale, ma son certo che in una decina d'anni troveremo una buona macchina organizzativa.