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Giorno: 25/11/2020, 16:04:32
Ritorno agli scacchi
Buongiorno a tutti! Mi presento.

Avete in mente quei racconti in cui uno esce dall’ibernazione e trova tutto cambiato?
Ecco, a me con gli scacchi è successo proprio questo.

Li ho scoperti durante il match Spassky-Fischer. E mi sono subito molto appassionato.

Poi… il lavoro, la famiglia e delle attività sportive mi imponevano una forte riduzione del tempo dedicato a questo gioco.
Ma niente da fare. Per quanti sforzi facessi, gli scacchi continuavano a divorarsi gran parte del mio tempo.
E allora un giorno ho preso coraggio, ho chiuso del tutto la porta a questi tiranni, e li ho tenuti lontani dalla mia vita.
Si muore un po' per poter vivere.

Da allora sono passati molti anni. Ma recentemente mi hanno chiesto di insegnare gli scacchi a un nipote. Ho quindi riaperto la porta, e sono subito rientrati con prepotenza.

Sono veramente cambiate moltissime cose.

Il cambiamento più notevole è senz’altro dovuto alle applicazioni informatiche.
In internet si trova veramente di tutto. E chi inizia ora a giocare non è più obbligato a comprarsi una biblioteca di libri.

Incredibile anche la facilità con cui si può trovare un partner con cui giocare. Il partner può essere un programma di un computer, o un umano collegato on-line in ogni parte del mondo.

Un tempo giocare era un vero problema. Andavo al circolo, aperto una sera alla settimana. Se non c’era il torneo lampo, si giocava sempre con gli stessi, che facevano sempre le stesse mosse.
Certo… il rapporto umano, le amicizie, tanti bei ricordi. Però il gioco attivo era limitato a quella serata.

Una cosa che ho osservato giocando con i programmi è che per vincere bisogna giocare strategico. Il computer non fa sviste e non cade in tranelli di apertura. Inutile tentare l’apertura non strategicamente migliore, ma spesso decisiva perché confonde l’avversario.
Al circolo invece, più che vincere, era l’avversario che perdeva per un proprio grossolano errore. E viceversa.

Un’altra cosa che ho notato, è che il computer, a differenza di molti giocatori, non si affeziona ad aperture, schemi e stili di gioco. Ma rintuzza ogni mossa senza preoccuparsi di dover cambiare ogni volta tattica e strategia. Un gioco a 360°. Io su questo avrei moltissimo da imparare.

Però, a fronte di queste infinite attuali possibilità di gioco, mi chiedo che fine hanno fatto i vari circoli. Mi dispiacerebbe che siano stati chiusi.
Giorno: 05/02/2023, 21:30:47
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Giorno: 25/11/2020, 18:19:21
Carissimo signor Acarlo, condivido la sua disamina velata di malinconia. Il mondo scacchistico è invecchiato male. I circoli si sono svuotati. I programmi hanno imparato a simulare la psiche umana. Lo aveva previsto con lungimiranza una colonna portante di questo forum, il dottor Orcodituapse, nonché cosviluppatore di Lucaschess, motore che un decennio fa era già in grado di simulare la psiche degli animali (hanno fatto storia i personaggi del camoscio alpino - caratterizzato dal non utilizzare mai la Regina, in ossequio alla segregazione sessuale tipica dell'organizzazione sociale della sua specie - e della foca monaca, su cui non mi dilungo). Circa 15-16 anni fa mi trovavo in una bellissima regione del sud Italia. Precisamente nel capoluogo, una città in cui la focaccia e gli "arricciatori" di polpi godono di ottima reputazione. Qui c'era un'accademia di una certa importanza ma già poco frequentata. Conobbi così il sigonor Leone. Si occupava dell'amministrazione del posto e a lui chiesi dei consigli bibliografici per progredire e diventare in men che non si dica terza nazionale, per aprire un mio sito internet e intraprendere senza partita iva la mia attività di istruttore. Il signor Leone mi apparve un uomo tutto d'un pezzo. Serio e di poche parole. Masticava una sigaretta dopo l'altra e sputava catrame. Competente. Mi disse che il segreto degli scacchi sta nel mediogioco: "Prevali nel mediogioco e diventerai in breve tempo Candidato Maestro". Mi indicò un volume di Romanovskij, "Il centro di partita". Lo conservo ancora. Mai finito. Ma so a memoria la quarta di copertina, compreso il prospetto biografico dell'autore, e la prefazione. E' uno di quei libri che ti insegnano ad analizzare i punti di debolezza dell'arrocco avversario o, se non ce ne sono, a crearli. Ammetto che alla lunga fa passare la voglia di arroccare. Perché in fondo l'arrocco è l'atto di nascita del mediogioco, e al tempo stesso l'inizio della sua fine.
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Giorno: 26/11/2020, 12:01:59
Carissimo Qfwfq,

mi rattrista sapere che i circoli scacchistici sono in sofferenza.

Però bisogna guardare avanti! Altrimenti siamo finiti.
Consideriamo le cose positive, che ce ne sono.

Anch'io conservo il Centro Partita di Romanovskij.
Però le App sul centro partita, interattive, da usare anche su smart, sono molto più divertenti.

Sul fatto che essere eccellenti sul centro partita ti spalanca le porte al successo è verissimo, ma non è una condizione da poco.
Le aperture e i finali si studiano. Il centro partita ti richiede tutto degli scacchi.
E' come dire che per avere successo come ciclista basta essere un ottimo scalatore.
O basta essere un ottimo matematico per essere un bravo fisico.
Giorno: 26/11/2020, 13:53:57
I finali sono purtroppo imprescindibili. È un peccato non riuscire a concretizzare un vantaggio per difetto di tecnica. Mi succede spesso, infatti, di abbandonare partite in cui sono in vantaggio (posizionale o materiale), proprio per non dovermi barcamenare in un finale tecnico. Diciamo pure che gli avversari in svantaggio hanno il dovere morale di abbandonare, e non di sperare in svarioni miracolosi che possano riabilitarli. Chi non abbandona è meschino e merita le peggiori delusioni scacchistiche. Ma il mediogioco è il campo di battaglia fondamentale per i dilettanti. Per dilettanti intendo giocatori al di sotto della categoria magistrale. Soprattutto le terze, seconde e prime nazionali. Costoro sono i clienti più affezionati degli store online. Un libro alla settimana. Vincere con la Spagnola. Vincere con la Siciliana Svešnikov. Vincere con la Scandinava. Spadroneggiare con 1. a2-a3. Ma sono soprattutto i maggiori esperti di cappelle nel mediogioco. Nel mediogioco tutti i pettini vengono al nodo. Qui si decide il 99% delle loro partite. Una miriade di tatticismi ignorati. Altro che teoria delle aperture. Piuttosto teoria delle forchette e inchiodature. Mi dedico infatti al solo mediogioco. All'inizio mi affido ai precetti generali di uno sviluppo naturale. E dopo l'arrocco punisco senza pietà.

A quali applicazioni per esercitare il mediogioco ti riferisci?
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Giorno: 26/11/2020, 18:49:58
L'App "Chess Middlegame", o "Scacchi Mediogioco", (ce ne sono di vari livelli) mi sembra ottima.

Sul fatto che a un livello non altissimo lo studio delle aperture sia più che altro una perdita di tempo, e non serve affatto a vincere le partite, sono perfettamente d'accordo.
Però... però... le aperture sono la parte più divertente del gioco degli scacchi. E cambiare ogni tanto apertura è utilissimo per continuare con rinnovato entusiasmo.
In fondo non si gioca solo per vincere!
Giorno: 26/11/2020, 20:06:45
Assolutamente. Quando si tratta di rinfocolare una passione calante tutte le armi sono permesse, anche sortite nei meandri della teorie delle aperture. Ho scaricato l'applicazione italiana. Davvero ben fatta. La utilizzerò.
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Giorno: 01/12/2020, 13:34:36
Qfwfq, mi avevi parlato che in questi ultimi decenni, con l'avvento del computer e collegamenti online, i circoli si sono svuotati. E vedo che molti hanno chiuso.
Però leggo da regolamento FSI che non è tuttora permessa la partecipazione ai tornei come indipendente. Ma bisogna essere iscritto a un circolo. Come pure per iscriversi alla FSI.
Quindi, chi non ha più un circolo vicino, deve per forza trovarne uno a cui iscriversi, anche se non lo frequenta?
Giorno: 02/12/2020, 22:56:00
Rispondo in ritardo per cause maggiori che mi hanno tenuto lontano dagli scacchi e dal forum. Ho affrontato tante volte i problemi che riguardano i circoli scacchistici, proponendo analisi da prospettive diverse e anche soluzioni. Ad esempio in questo topic del gennaio 2014. Sembra ieri, eppure sono successe tante cose e molto è cambiato. Mannaggia a Marisa Laurito...

Hai dedotto correttamente. Al posto dell'accademia dovrebbe esserci una "segreteria" dove poter tesserarsi. Ti consiglio di cercare in rete i contatti cui rivolgerti.

Come procede la tua rimpatriata con il Nobil Giuuooco?
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Giorno: 03/12/2020, 13:44:35
Insegno a mio nipote. Cerco di capire chi ero, riscostruendo le mie partite di quasi 40 anni fa. E mi sto aggiornando su quanto è avvenuto a livello internazionale da Kasparov in poi.

Volevo chiederti una cosa. Nel tuo primo intervento avevi detto:

"a lui chiesi dei consigli bibliografici per progredire e diventare in men che non si dica terza nazionale, per aprire un mio sito internet e intraprendere senza partita iva la mia attività di istruttore"

Per fare l'istruttore occorre una categoria nazionale?