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Giorno: 26/11/2020, 18:28:00
Le rubriche di Qfwfq: Consigli per acquisti
Alcune sere fa ero alla guida e ascoltavo un programma di Radio3. Non perché interessato. Ai semafori il motore dell'automobile si spegne. Alzo il volume, abbasso i finestrini e permetto ai miei vicini di ascoltare. Non mi aspetto consenso. Ci mancherebbe! Lo faccio per educarli al buon gusto. Un frammento oggi, uno domani, e un bel giorno la loro sensibilità sarà più fine. Rendo il mondo un posto migliore con leggiadria. Si trattava di un'intervista a Fiorella Mannoia. Ha pubblicato un altro album. Le note sono le solite quattro riarrangiate, e i testi adattati a tematiche attuali, come la pandemia e il rapporto tra gli individui. La Mannoia mi è sempre stata indifferente. Ma un suo brano mi piace: "Il tempo non torna più". I contenuti sono insensati (che significa "il tempo non torna più?", ditelo a Michael Burnham che ha potuto riabbracciare l'adorato comandante Philippa Georgiou e poi addirittura la madre creduta defunta). Musicalmente, però, non è male. Insomma la Mannoia parlava ed esponeva le sue idee con garbo e una sorprendente acutezza di visione. Ho quindi parcheggiato e chiuso in fretta entrambi i finestrini. Presentivo un'imminente rivelazione e non volevo rischiare di condividerla prima di averla elaborata in solitudine. Eccola: il male di questa epoca è l'odio. Perdonate l'allitterazione: la Mannoia m'aveva illuminato d'immenso. Darle torto non si può. Quella notte non ho dormito. Ho iniziato un lunghissimo esame di coscienza. Mi sono concentrato solo sugli ultimi anni della mia secolare esistenza, cui ho guardato provando a essere giudice severo e imparziale. Volevo suicidarmi! Che uomo orrendo. Quanta mediocrità. Un pusillanime. Un egoista. Peggio: un individualista! In tutti i campi, scacchi compresi. E questo forum non fa eccezione. Basti pensare a tutte le volte che ho scritto per parlare di opere bibliografiche dedicate al Nobil Gioco. Critiche distruttive. Irrisioni. Sarcasmi. Non che non sia lecito criticare. Continuerò infatti ad aggiornare quel topic. Ma è anche necessario lodare, costruire, congratularsi, ringraziare coloro i quali hanno dedicato tempo e passione alla stesura di opere con il solo fine di rendere un servizio. God bless chess writers. Inizio allora la mia personale ricerca dell'encomio perduto, proponendo libri che ho concluso (due o tre), sfogliato (il 90%) o di cui ho letto la quarta di copertina ritenendola degna di considerazione (tutti).

Voglio iniziare dal seguente:

Autore: Herman Grooten
Titolo: Il manuale della strategia scacchistica. Trova il piano giusto e le buone mosse arriveranno da sole.
Prezzo: 38 euro (l'erudizione costa).

Innanzi tutto l'autore non è un GM ma un MI. Non è quindi uno che vive di scacchi giocati. E poi un conto è giocare, un altro è spiegare agli altri come si gioca. Secondo voi Nakamura potrebbe mai essere un buon istruttore? Siate onesti. In secundis Herman ammette di essere salito sulle spalle di un gigante, Wilhelm Steinitz, il padre degli scacchi moderni, lo sdoganatore del gioco posizionale. La trattazione verte su concetti teorici che non possono prescindere dall'apertura e che hanno ripercussioni decisive sul finale, ma che tornano utili soprattutto nel mediogioco, quella fase della partita in cui viene fuori il reale valore di un giocatore. E qui mi tocca contraddire De Gregori. Negli scacchi un giocatore non lo vedi dal coraggio, né dall'altruismo o dalla fantasia. Bensì dalla sua preparazione tattica e posizionale. Tattica e strategia sono lo yin e yang del forte giocatore. È nel mediogioco che i duri, se duri sono, devono battere un colpo. Altrimenti è fuffa. In conclusione è un testo che non ho ancora iniziato. Sto cercando di contrattare uno sconto con un noto rivenditore online. In più mi sembra vicino a un altro caposaldo della formazione dello scacchista moderno, il Trattato di scacchi di Max Euwe, attualmente in lettura e di cui darò conto nel Diario o altrove. Ma lo consiglio caldamente a chi, come il sottoscritto, non considera gli scacchi una variante eccentrica di Dungeons & Dragons, e preferisce andare al sodo, sbattere la testa là dove bisogna sbatterla: nel mediogioco.
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Giorno: 19/09/2021, 15:53:58
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