Forum pubblico/privato: Pubblico
Permessi di scrittura: Utenti registrati
Giorno: 30/01/2020, 03:12:04
Prima muovi, poi pensa
Ciao a tutti,


Che ne pensate del libro? Chiedo perché ne ho letto qualche pagina e mi sembra che punti a ribaltare completamente molti punti di vista che si trovano nella maggior parte dei libri. In particolare, molti comportamenti mentali che faccio, e che ritenevo errati e semplicemente causa della mia inesperienza, verrebbero considerati come naturali e corretti. Mi riferisco principalmente al provare le varie mosse senza aver prima valutato la posizione.
Giorno: 23/10/2020, 23:09:04
Link sponsorizzati
Giorno: 30/01/2020, 16:26:40
Nel WEB ho rintracciato numerosi e diversi commenti al libro, e che riporto fedelmente:
- Che libro fantastico! Erano anni che non mi divertivo così a leggere un manuale. Diverse volte mi sono messo a ridere, perché oltre che molto istruttivo è anche spiritoso.
Steve Giddins, autore di “50 Ways to Win at Chess”


- Hendriks illustra il suo pensiero con molti nuovi esempi … Una lettura divertentissima e provocatoria. Sono sicuro che chi lo legge migliorerà il suo gioco.
MI Arthur van de Oudeweetering, ChessVibes


- Tra quelli pubblicati di recente, uno dei libri di scacchi più inusuali.
L’autore tratta la materia da un punto di vista filosofico, psicologico e pedagogico.
L’argomento principale è un attacco contro la didattica scacchistica convenzionale. Lo stile di Hendriks è umoristico e gli esempi utilizzati sono tutti da gustare!
I giudici del premio “Libro dell’anno 2011” della Federazione Scacchistica Inglese


- Faccio fatica a spiegare bene quanto ho apprezzato il nuovo libro di Willy Hendriks Prima muovi poi pensa!
Mark Crowther, TWIC[/]

- Un libro veramente fantastico, pieno di idee nuove e di ottimi esempi...
Dopo aver letto questo libro vi sentirete come Neo nel film Matrix, quando scopre che la sua vita fin lì era stata solo un’illusione e che la vita vera cominciava solo in quel momento”.
Martin Rieger, Europa Rochade [/]

- Gran parte del libro consiste in una critica ben fondata del “nonsense”, ma ci sono anche aspetti costruttivi di rilievo. … Si legge molto bene.
GM Luke McShane [/]

- Una boccata d’aria fresca. E’ diverso dai soliti libri didattici non solo per il metodo utilizzato, ma anche perché Hendriks presenta gli esercizi corredandoli di aneddoti e curiosità. Tutto ciò rende il libro vivace e di scorrevole lettura.
Remco Heite, Leeuwarder Courant


- Hendriks passa al vaglio gli insegnamenti spesso contraddittori dei libri di scacchi, mostrandone la frequente somiglianza con quelli dei libri per autodidatti.
Joe Petrolito, Australasian Chess Magazine[/]

Anche se ‘Prima muovi poi pensa!’ è strutturato come un manuale di scacchi, è prima di tutto un libro sulla mente scacchistica, ben scritto e divertente.
Marco Kamphuis, Filosofie Magazine


- Naturalmente Hendriks sa bene che ci sono regole che aiutano a trovare buone mosse; ma è tonificante come ci mostra (..) che in molti casi solo intuito e calcolo aiutano, e che un buon numero di istruttori, commentatori e giornalisti sono solo dei chiacchieroni.
Johan Hut, Gooi en Eemlander[/]

- Smontare assiomi, molto radicati ma privi di conferma scientifica, è il nucleo di Prima muovi poi pensa! (...) Scritto in tono umoristico.
Minze bij de Weg, Schaakmagazine[/]

- Il metodo di questo libro è diverso da quello di altri manuali. Tratta del PERCHE’ facciamo errori.
Hans Böhm, de Telegraaf[/]

- Un punto di svolta (..) un attacco provocatorio ma ben fondato alla didattica scacchistica classica.
Bab Wilders, Nederlands Dagblad


Raccomando vivamente questo libro per un insegnamento di alto livello.
Basato su presupposti presentati in maniera logica e razionale, offre tanti suggerimenti e metodi concreti per migliorare il vostro gioco (…).
Uwe Bekemann, German Correspondence Chess Federation


- Hendriks passa al vaglio della sua critica molti dei luoghi comuni e dei clichés scacchistici che troppo spesso prendiamo per buoni senza chiederci se lo sono veramente (…) e ci offre un’alternativa:un approccio per tentativi ed errori.
Edward Sci di studio.


[I- ]Prima muovi poi pensa! non si limita a mettere in discussione le teorie largamente accettate, ma mette in rilievo gli aspetti positivi di certi metodi
Richard Vedder, Scakers.infomia, About.com Chess


Autorevoli commenti, ma il libro offende la didattica scacchistica e chi ne concretizza anche con certi limiti, l'onesta divulgazione
Hendrks scrive:
Noi vediamo le caratteristiche di una posizione e le mosse corrispondenti allo stesso tempo, perché caratteristiche che non sono correlate a mosse concrete sono semplicemente irrilevanti.
Oppure:
E’ possibile che il principio di guardare prima le caratteristiche della posizione, e solo dopo cercare le mosse, si possa applicare a posizioni più tranquille, di carattere più posizionale?

La posizione del 1° esercizio:

You need Javascript enabled to view it.










Allenatore:
“Ora che hai analizzato bene la posizione, cosa ne pensi?
Quali sono le caratteristiche più importanti di questa posizione?
Che mi dici, Paul?”

Paul:
“Mmh, sì, giocherei Tc6 e se prende ho Cd5.”
Allenatore:
“Sì, tu parti subito con le mosse. Ma torniamo alle caratteristiche della posizione:
cosa mi dici a proposito?

Paul:
“Beh, oh, Tc6 minaccia di prendere in d6, non vedo cosa possa fare il Nero per opporsi: se prende, riprendo e Cd5 alla prossima, e lui che ci può fare?”[/]
Molti libri di scacchi sono scritti con lo stesso tono pedante usato dal nostro allenatore.
Sono basati sull’idea che non bisogna sparare mosse a caso, ma prima di tutto considerare bene le caratteristiche della posizione, su questa base formulare un piano generale
e solo allora cercare un “risultato” concreto nel senso della mossa effettiva da giocare.

Tutto ciò è privo di senso. Nessuno pensa così, nessuno ha imparato a giocare pensando in questo modo e nemmeno gli allenatori e autori di libri di scacchi pensano così.
In molti libri, comunque, ci viene proposto questo schema: se solo capiamo bene l’essenza della posizione, la mossa buona scaturirà da sé in maniera pressoché automatica.
Questi autori dimenticano spesso che essi stessi si comportano in tutt’altro modo: nella posizione
scelta per illustrare un concetto, sanno già qual è la mossa migliore.

Poi fanno finta che tale mossa sia la logica conseguenza della loro descrizione delle caratteristiche della posizione, quando invece stanno adattando questa descrizione alla mossa che sanno essere forte.
Come potrebbero le cose essere all’opposto?
Prenderemo la posizione summenzionata come esempio.
Molti giocatori dirigeranno subito l’attenzione sulle possibilità dei pezzi bianchi molto attivi contro il Re nero:

1.Cf5+ Axf5 2.Dxf5, mmh, buona e poi forse proseguo con 3.Tc6; 2…bxa4 attacca l’alfiere, fastidiosa, altre mosse 1.a5 lenta, aha 1.Axd6+ Rxd6 2.Dxf6+ è vinta per il Bianco,
quindi
1 …Dxd6 , segue 2 .Cf 5 +Axf5 3.Dxf5 minaccia 4.Tc6 ma non ci credo, aha 2.Tc6 subito, donna via, e ora 3.Dxf6 e su 2… Axc6, 3.Cf5+ vince, sì, dev’essere vinta, il Nero non ha abbastanza per la Donna, è tutto sospeso.
1.Axd6+ sembra buona.
Ehi, perché non 1.Tc6 subito? Sembra ancora meglio.
Dopo 1 …Axc6 2 . dxc6 a r r i v a 3.Cd5 (attacca f6 e anche Cc7 è a vista).

O 1.Axd6+ in fin dei conti?”
Questo è un modo di pensare comune . E ce ne sono tanti altri .
Qualcuno forse troverà 1.Tc6 senza aver prima visto la variante
1 . Axd6+. O non vedrà affatto né 1.Tc6 né Axd6+.
Se trovate mosse come queste siete già forti giocatori.


Ho letto sino al 3° esercizio.
Tutto molto semplice e che si sostanzia: vi indico "perchè" si sbaglia una mossa, ma mi attrezzerò di argomenti per dirvi il "perchè" didattico di una mossa.
Molto pittoresco.

Cordialità
Sapiens est, qui tacere novit.. Alibi
Giorno: 30/01/2020, 18:42:01
lo ha letto il mio ex istruttore e me ne ha parlato bene; prima o poi me lo farò passare xD