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Giorno: 17/07/2013, 14:10:05
Libri che vi hanno condizionato
Spesso uno legge un libro di scacchi, magari lo trova interessante ma la lettura non ha influenza alcuna sul suo modo di giocare (quanto meno a livello cosciente).

Quali sono invece i libri che hanno veramente influenzato il vostro modo di giocare?

Da parte mia ho fatto una lista dei libri che penso che abbiano influenzato veramente la mia capacità di giocare (ovvero di prendere sonore batoste):

Finali:
Il libro completo dei finali, Jeremy Silman

Mediogioco:
Scuola di scacchi, Pietro Ponzetto
Dal mediogioco al finale, Edmar Mednis
Come entrare in un finale vincente, Gennady Nesis

Aperture:
L'Indiana di Nimzowitsch mossa dopo mossa, John Emms
The Sicilian Taimanov: move by move, John Emms
The Ragozin complex, Vladimir Barsky
Il Sistema, Hans Berliner

Partite commentate:
Zurigo '53, David Bronstein
Alla ricerca dell'armonia, Vasilij Smyslov
Capire gli scacchi mossa dopo mossa, John Nunn
Giorno: 29/01/2022, 05:34:24
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Giorno: 18/07/2013, 19:19:19
per l'apertura:la moderna difesa philidor e gioca la francese poi per il finale finali di scacchi di grigoriev o come si scrive,per le partite commentate c'è stato sia mosca '35 e anche san pietroburgo 1909,ricordo con piacere anche 300 partite di tarrasch,e poi per il mediogioco e stato l'imtramontabile IL MIO SISTEMA di aaron nimzowitsch
Giorno: 19/07/2013, 00:01:17
A proposito di Francese, quando gioco mi piace scimmiottare il più possibile quelle aperture che sembra che vadano alla ricerca del perfetto equilibrio fra attacco e difesa e in questo senso trovo che la Francese sia una delle aperture più valide se non fosse per quelle varianti 'noiose' tipo quella di cambio o la variante di spinta.

In questo senso ho l'impressione che la Siciliana Taimanov possa essere una sorta di Francese senza varianti particolarmente 'scoccianti'.
Giorno: 19/07/2013, 03:08:22
naturalmente la serie "I miei grandi predecessori" di kasparov mi ha davvero appassionato e condizionato ciao.gif
Giorno: 19/07/2013, 07:19:58
http://www.caissa.it/203-il-mio-sistema.html

Se c’è un tempo dell’ingenuità e un tempo della consapevolezza negli scacchi, Il mio sistema è lo spartiacque che divide l’uno dall’altro.

Da generazioni la lettura del manuale di Aron Nimzowitsch segna un punto di non ritorno in chi si avvicina al gioco: quello oltre il quale gli scacchi cominciano a rivelare i loro segreti.

La celebre suddivisione in due parti, una prima in cui si individuano ‘gli elementi’ del gioco e la seconda in cui questi si combinano a disvelare il ‘gioco di posizione’, è il frutto più alto della sistematizzazione operata dall’ingegno rivoluzionario e filosofico del grande lettone.


E nel rivolgersi ai suoi discepoli, il maestro Nimzowitsch (gioverà ricordarlo, uno dei più grandi giocatori di sempre) non manca di usare un linguaggio colorito e ricco di metafore, al quale schiere di lettori non cessano di appassionarsi.

Questa nuova edizione, che celebra l’ottantesimo anniversario dell’uscita del libro, reca molte innovazioni: una nuova e moderna traduzione, che ha restituito molte metafore e pensieri originali; il sistema di lettura facilitato, che favorisce l’assimilazione anche senza bisogno della scacchiera; una nuova introduzione storica, al passo con le ultime conoscenze sulla vita dell’autore; una parodia inedita e infine un’appendice con la più completa esposizione della carriera scacchistica di Aron Nimzowitsch finora pubblicata.
Giorno: 19/07/2013, 12:57:45
Come studiare gli scacchi di Matthew Sadler

Matthew Sadler è uno dei più forti Grandi Maestri non professionisti al mondo. Dopo una folgorante carriera giovanile, che lo ha portato a vincere due volte il Campionato britannico nel 1995 e 1997 (a soli 21 e 23 anni), avrebbe infatti lasciato gli scacchi per dedicarsi a una non meno brillante carriera da dirigente in Olanda.

Nel 2010 però il tarlo degli scacchi ha cominciato a rodere di nuovo e Matthew, che non giocava ad alto livello ormai da anni, ha ripreso a vincere tornei internazionali, stavolta da dilettante puro!
In questo libro pieno di humour e intelligenza, Sadler espone le difficoltà che ha incontrato nel rimettersi a studiare gli scacchi per tornare a un livello di gioco che fosse soddisfacente: con la prospettiva di chi deve farlo pensando ogni giorno anche e soprattutto al lavoro. E propone una ricetta concreta, basata su elementi gestibili anche da chi di lavoro non fa lo scacchista:
come trovare nuove idee in apertura; come adottare nuove aperture rapidamente e con fiducia; come risolvere i problemi pratici in mediogioco; e come pensare in finale. Il tutto con esempi personali, istruttivi e di grande efficacia.

Un libro illuminante, di gradevole lettura e altamente istruttivo: senza dubbio uno dei pezzi forti del catalogo Caissa Italia.
Giorno: 19/07/2013, 14:06:12
Avevo aperto un topic simile in cui parlare, al contrario, dei libri che per un motivo o per l'altro non siamo riusciti a reperire o a finire di leggere.

In questa discussione posso dire ben poco: ho letto 0 libri di scacchi in vita mia.

Mi sono fatto la seguente idea: leggere va bene, ma solo da un certo livello in poi. Voglio dire: fino alle categorie magistrali o immediatamente pre-magistrali, il momento decisivo della partita e´ per lo scacchista il mediogioco. Ovvio, un minimo di repertorio in apertura serve, per arrivarci, almeno, al mediogioco. Idem sui finali. Ma tutto si concentra nel mediogioco: preparazione tattica.

Ora: si puö migliorare la preparazione tattica leggendo? No! La tattica si migliora con esercizi e abituando l'occhio e la mente alle situazioni di volta in volta diverse. Si migliora analizzando le proprie partite con un giocatore piü forte, si migliora anlizzando qualche partita importante da un punto di vista tattico e, soprattutto, si migliora giocando alla scacchiera, senza tempo, ragionando sulle mosse quanto serve.

Leggere i libri di mediogioco e´ divertente ma secondo me fa perdere un sacco di tempo. I concetti di sviluppo e controllo non sono infiniti. Sono una manciata, e si seguono in modo pressoche´ simile in infinite situazioni. Mi spiego: occupare una colonna aperta, creare i presupposti per una impedonatura, occupare un avamposto nelle file nemiche, piazzare un alfiere su una diagonale importante, cambiare un alfiere con un alfiere e aumentare il controllo dei propri pedoni sulle case del colore dell´alfiere nemico rimasto, ecc. Questi e molti altri sono i concetti chiavi: non sono pochi, ma nemmeno moltissimi. Bisogna conoscerli e metterli in pratica. Un libro ti aiuta a conoscerli (ma oggi e´ piü facile trovarsi un istruttore, anche solo per un mesetto, e risparmiare un sacco di tempo).

Ma per metterli in pratica, nemmeno l´istruttore puö niente. Una volta conosciuti, deve scattare qualcosa, altrimenti hai voglia a leggere libri e a pagare maestri.
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Giorno: 19/07/2013, 14:38:37
Ma infatti se ci fai caso, nella mia lista, l'unico libro che parla veramente di mediogioco è quello di Ponzetto ed ha il pregio di farlo in modo molto riassuntivo.

I libri di Mednis e Nesis fanno semplicemente da corollario alla mia convinzione che per migliorare si debbano studiare per bene i finali oltre a fare esercizi di tattica e tanta pratica sul campo.

Infine i libri sulle aperture e le partite commentate dei propri eroi si leggono più che altro per alimentare la passione.
Giorno: 19/07/2013, 14:50:14
Prendete questo libro:

Amateur to IM: Proven Ideas and Training Methods di Jonathan Hawkins

c'è un po' di tutto, ma è tutto legato da un particolare focus sui finali.

D'altronde lo diceva anche Smyslov che era diventato un campione anche perché il padre aveva iniziato ad insegnargli gli scacchi dalle posizioni più semplici con pochi pezzi.
Giorno: 19/07/2013, 14:52:36
No smislov no,non mi cadere così in basso.la variante di cambio della francese non è scialba,al contrario e ricca di idee e strategie,e se i nero o il bianco vogliono giocare per vincere lo possono benissimo fare,se vuoi dai un'occhiata alle partite di Kasparov