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Giorno: 15/04/2011, 11:09:05
Studio aperture vs. Studio tutto il resto (oh no, non ancora!)
Un saluto festoso a tutti tupitupi.gif

Come ben saprete (ma anche no), sto faticando non poco ad uscire dalla mia pubertà scacchistica e sto fronteggiando gravissimi dubbi esistenziali su come programmare il mio studio, cosa studiare, dove, come, quando, perchè. confused.gif

Aggiungiamo ordunque un nuovo tassello alla sempiterna discussione sulla necessità di studiare bene le aperture ad un livello amatoriale intermedio (che ne so, un esempio a caso, 2N) (sì, il mio biggrin.gif). Molti dicono che è inutile, che bisogna dare priorità a tattica, strategia, finali e blablabla. Sto lentamente imparando a diffidare di tutti quelli che impongono un'unica ricetta valida per tutti contrapposta a tutte le altre strade che diventano inutili perdite di tempo. Imho penso che ogni giocatore debba ascoltare i consigli dei maestri e anche quelli di chi maestro non lo è e non lo sarà mai, ma poi deve trovare la sua formula magica personale. Nel mio caso ho l'impressione che debba smettere subito di rimandare e iniziare a studiare per bene la fase dell'apertura, per crearmi un valido repertorio.

Perchè mai? Non sarà troppo presto?
Ho la fortuna di poter giocare spesso contro avversari parecchio più forti di me (ottime 2N, 1N, qualche CM) nei frequenti tornei di circolo a tempo lungo e contro di loro ho notato che raramente arrivo al finale. A parte i fortunatamente sempre meno frequenti casi risolti dalla fatidica cappella che sto imparando ad evitare con una tecnica molto efficace a base di frusta e cilicio, quando perdo perdo comunque molto prima del finale, perchè mi avventuro in aperture che l'avversario conosce molto meglio di me, per finire in medio giochi poveri quando mi va bene, totalmente passivi e privi di qualsiasi contro gioco nella maggior parte dei casi. A chi mi diceva che si deve dare maggior priorità ai finali perchè "a che ti serve vincere un pedone se poi non sai vincere il finale che ne scaturisce?" oggi risponderei "a che mi serve studiare il finale se non ci arrivo nemmeno o se ci arrivo in condizioni pietose?". Ben sapendo che abbiamo ragione tutti e due e che la verità come sempre sta nel mezzo e lo studio migliore è quello equilibrato.

Per questo penso che rivedrò il mio piano di dedicarmi esclusivamente ai finali e ritaglierò un po' di tempo per le aperture. E adesso viene il bello. Come???

Vedo 3 strade:
- Enciclopedia onnicomprensiva, non ha senso, per una visione d'insieme poco dettagliata c'è internet
- Repertori, in cui ci si focalizza su un tipo di partita, ma non ci si dedica esclusivamente ad un unico impianto. Del tipo: repertorio su d4 e si sviscera tutto su gambetto accettato, rifiutato, slava, semislava, catalana ecc. A quanto ho capito, hanno tutti un grande livello di dettaglio, un sacco di varianti principali e minori, ma ancora non molte indicazioni su piani strategici, tattica, finali.
- Monografia + database. Il non plus ultra per la comprensione di un impianto di gioco molto specifico.

L'ultima strada mi sembra la migliore, ma penso che ci dovrei arrivare un po' più in là. Il punto di partenza penso sia il repertorio, per avere un assaggio di un po' di tutto e per poi scegliere in seguito le monografie delle aperture che voglio approfondire.

Com'è fatto secondo voi un buon repertorio?
Deve avere indicazioni almeno generali e riassuntive su piani strategici, tattica e finali o devono concentrarsi maggiormente sulla quantità delle varianti presentate il più sinteticamente possibile?
Qualche titolo di buon repertorio tra i vostri scaffali?

Qualche titolo che mi attira:
- 1. d4 repertorio avanzato di Avrukh: ebbene sì, sempre lui, non l'ho ancora scartato!
- Starting out: 1 d4! di McDonald: molto di moda a quanto pare, ma non lo conosco.
- Repertorio di aperture per il bianco di Keene: sempre incentrato su d4, ottima fama.
- Repertorio di aperture per il nero di Marovic e Parma: anche questo ottima fama, ma per il nero andrei un po' più sullo specifico.
- Il labirinto siciliano Vol. I - Tecniche di apertura, di Polugaevsky e soprattutto Vol. II - Mediogioco e finale. Promette molto molto bene nonostante l'età (1991) ma non riesco a considerarle monografie data l'immensità della difesa siciliana.

Date libero sfogo alle vostre più costruttive opinioni! ciao.gif
Giorno: 22/01/2022, 09:34:12
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Giorno: 15/04/2011, 11:41:39
Il proprio repertorio di aperture secondo me va costruito in base al proprio stile di gioco.

E, secondo me, non deve essere troppo vasto, altrimenti si finisce per fare confusione.

Sei un giocatore posizionale? Allora gioca aperture che spingono il mediogioco su questo stile. Giochi aggressivo? Allora usa aperture di tipo aperto e varianti di cambio.

Valuta come preferisci aprire: 1. e4, d4 o c4? O altro (il resto è un po' un'avventura, ma tutto è giocabile!).

Scegli e4? Sicuro è meglio preparare uno o due controgiochi per la Siciliana e per la Caro-Kann e anche per la classica risposta 1. ... e5. Non dimenticare difesa francese e Philidor (un po' più rara, ma c'è ancora chi gioca 1. ... d6).
In risposta a e4 cosa preferisci? Siciliana? Francese? Preparati le risposte più comuni del bianco alla tua prima mossa!

1.d4: fondamentale imparare il gambetto di donna (accettato e rifiutato) e naturalmente le difese indiane (almeno le più comuni, Est e Ovest).
In risposta a d4 cosa giocare? 1. d5? 1. Cf3?

1. c4: sicuramente un'apertura poco comune, ma non meno efficace se giocata bene. Qui la teoria è ridotta se si fa presto a imparare a usarla.
Vuoi giocare la simmetrica o rientrare in una difesa indiana?

Poi impara a giocare per un certo periodo una stessa apertura: per capire se si adatta al tuo gioco o se ti mette solo in difficoltà.

Ma sicuramente difficilmente si giocherà sempre le linee che sai alla perfezione... O alla 3a mossa o alla 4a o poco più in là vedrai che il tuo avversario giocherà sempre qualcosa che non t'aspetti (magari sbagliando, ma spesso imboccando una linea che non conosci). Per questo ricorda sempre le regole generali in apertura:

1) Sviluppo dei pezzi: giocare sempre pezzi diversi a meno di evidenti vantaggi tattici/di posizione o varianti di cambio

2) Sviluppo dei pezzi senza che si imbriglino tra di loro

3) Sicurezza del re!

4) Attenzione allo sviluppo della struttura pedonale!

5) Possibilmente gioca la Donna solo nel mediogioco.

E, come sempre, ad un certo punto deve farsi strada un piano preciso (attacco ad una casa debole, attacco al re, alla donna o tentativo di guadagno di un pedone o realizzazione di un avamposto).
Memento Audere Semper
Giorno: 15/04/2011, 19:53:30
Se volete un esempio di come si può costruire un repertorio dovreste cercare su qualche database le vecchie partite di Svesnikov.

Siciliana: Var 2. c3 E' la spina dorsale del suo repertorio

Alechine: var. 1. e4 Cf6 2. e5 Cd5 3. c4 Cb6 4. c5 che in alcuni casi rientra nella Siciliana con 2. c3

Francese: var. di Spinta nella quale può anche rientrare da alcune linee della sua siciliana
con 2. c3

Caro Kann: attacco Panov ( nella quale rientra anche dalla Scandinava con 2.., Cf6) Lo schema è quello del PDI che è tipico anche di alcuni sistemi della Sicliana con 2. c3 nella quale si può ( ovviamente!) rientrare.

Apertura di Re: Scozzese ( prima di kasparov!)

Pirc, Moderna: Sistemi con Ae3 e h3

da notare gli intrecci di varianti apparentemente dissimili come Siciliana, Alechine Francese
Giorno: 15/04/2011, 20:01:02
Scrivi cose molto giuste e sono d'accordo con te sul fatto che a un certo punto bisogna scegliere e specializzarsi. Ma la questione molto semplice è: come fai a scegliere con cognizione di causa se prima non hai dato un'occhiata generale un po' a tutto? Ovviamente non mi metterò a studiare tutte le aperture esistenti, ma una visione generale approfondita di tutti gli schemi a partire della mia apertura preferita di bianco ad esempio (1 d4, penso che si sia capito smile.gif) penso che sia necessaria e piacevole, per poi specializzarsi poi. Potrei scegliere a caso e prendere la prima monografia sulla catalana, o quei repertori pratici di sistemi colle, londra, torre, trompovsky, 150, e probabilmente è la strada che darebbe i risultati più veloci, ma un'infarinatura generale di bestie slave, semi slave ecc. mi sembra innanzitutto molto interessante ed anche ciò che mi può dare i migliori risultati a lungo termine.
Per il repertorio di nero il discorso è un po' diverso perchè la prima mossa del bianco è già stata fatta ed ha un po' più di senso specializzarsi fin da subito.

Aggiorno la wishlist con altre 2 chicche:
- Capire le aperture Vol. 2, Tutto su 1 d4, partite di donna e indiane (Stefan Djuric, Dimitri Komarov, Claudio Pantaleoni): ho letto qualche pagina e sembra proprio quello che stavo cercando, repertorio completo e spiegazioni dettagliate dei piani da seguire. Risultato: 560 pagine!!! Un'opera mastodontica, ma per ora si porta in vantaggio su tutti gli altri repertori visti per ora. Della serie, non c'è fretta!
- Come vincere con l'Olandese (Robert Bellin): a parte il titolo odioso, sembra davvero ben fatto ed è un'apertura che mi ha sempre affascinato.

Impressioni anche su questi titoli?
Per ora vincono questi 2 e completerei la spesa con i 2 volumi sul labirinto siciliano. Mentre mi date le vostre opinioni (e mentre mi do da fare per trovare 100 € su qualche marciapiede) inizierò la mia solita opera di pedinamento dei titoli scelti in libreria e vi aggiornerò nel frattempo!
Giorno: 16/04/2011, 18:47:29
un saluto a tutti!
avrei un articolo sulla Benoni da proporvi, a chi lo devo mandare?
Giorno: 16/04/2011, 19:53:02
ciao bohemian
un festoso saluto anche a te ciao.gif

io sono uno di quelli che dice "generalmente aperture dopo" e soprattutto "saper concludere" eccetera smile.gif
(tra parentesi, la tua risposta è corretta, ecco perchè, sempre generalmente, tattica prima di finali e aperture ecc.... proprio perchè con la tattica si migliora un po' su tutto e si cerca di condurre più dignitosamente sia apertura che midiogioco che finale)
ma tutto ciò è sempre un "generalmente", una linea di massima
di certo non esiste una ricetta magica alla panoramix biggrin.gif
restano sempre i casi specifici

a parte tutto ciò hai fatto benissimo a
1 ascoltare tutti e indagare
e soprattutto
2 ragionare con la tua testa!
e decidere in base alle tue esigenze
non solo
anche in base ai tuoi gusti
non è nemmeno obbligatorio giustificare di anticipare lo studio di una cosa che in genere è posticipata solo per evidenti situazioni specifiche
ci può semplicemente essere la persona sfegatata super incuriosita e amante delle aperture
che ha una voglia matta di studiare le aperture senza sapere altro (esempio assurdo)
personalmente continuo a rimandare le aperture, ma questo è un hobby una passione
niente di più giusto che ognuno studi quello che piace o desidera o serve, altrimenti diventa una penitenza come la scuola! biggrin.gif

continuerò a seguire le tue interessanti indagini perchè un giorno comincerò anche io le aperture, prima o poi cool.gif
hihi biggrin.gif

un allegro augurio per il tuo studio
ciao ciao.gif

lan,
penso che tu possa inserirlo autonomamente (nel tuo pannello, colonna destra, sotto attività c'è manager articoli) ma chiedi conferma a nophiq o ai suoi collaboratori se hanno delle regole o prassi particolari (carota vic mix bin... quelli con scritto collaboratore in verde insomma smile.gif)
ciao ciao.gif
- Comandante Logar? C'è un oggetto in avvicinamento. - Quello è il nostro pianeta! Deficiente! Ma dove vivi?
Giorno: 18/04/2011, 10:14:34
Prima di dire la mia opinione sul metodo di studio delle aperture vorrei premettere pedantemente ciò che penso sull'ordine con cui studiare la scienza/arte scacchistica.

Sono profondamente convinto, basandomi sia su quello che ho sentito dire da giocatori anche forti sia sull'esprienza personale, che lo studio delle aperture sia l'ultima cosa, in ordine di importanza, per un giocatore sotto il livello di Maestro.

Il motivo è tanto semplice quanto spesso dimenticato: se non si hanno le necessarie "abilità" pratiche di gioco non si riesce né a comprendere a fondo l'apertura che si gioca (nonostante la si "impari" e si ascoltino le spiegazioni dei maestri) né soprattutto a cavarsela non appena l'avversario ci porta su un terreno sconosciuto.

Un giocatore che ha delle abilità tattiche e delle conoscenze strategiche sviluppate riesce a cavarsela benissimo (fino almeno a livello di Maestro) anche con una conoscenza superficiale delle aperture.

Molto, ma molto più importanti per la qualità del gioco sono gli esercizi di tattica e lo studio del finale (tra l'altro non fa niente se spesso non ci si arriva al finale; spesso il finale, nella sua linearità e chiarezza, ci aiuta a incamerare e comprendere delle manovre che poi utilizziamo anche nel mediogioco).

Detto questo, secondo me lanciarsi nello studio dei repertori precotti non è il massimo. Spesso sono superficiali, perchè pensati per il giocatore che non ha tempo da perdere, e ti dicono "su questa fai questa, su quest'altra fai quest'altra".
Altre volte (vedi Avrukh) sono ben più approfonditi ma richiedono uno studio molto lungo, che toglie tempo ad altre attività. Il metodo allora potrebbe essere questo. Innanzitutto scegli un repertorio abbastanza limitato, come ti hanno già consigliato, basandoti su ciò che ritieni si addica al tuo stile (poi eventualmente cambierai). Dopo di che, dopo ogni partita a tempo lungo, analizza bene l’apertura, con l’aiuto dei database e di libri di repertorio approfonditi. Se salvi le partite su un tuo database scrivi annotazioni su eventuali errori di apertura e su miglioramenti. In questo modo ti focalizzi di volta in volta su una variante, con il duplice vantaggio di non divagare troppo e di averci di recente “sbattuto la testa” nel gioco vivo. Facendo così sicuramente la volta successiva quella variante la conoscerai molto meglio, e sarà difficile che farai erroracci di apertura. È chiaro che si tratta di un work in progress che non termina mai, ma credo sia abbastanza fruttuoso e poco dispendioso in termini di tempo ed energia. Penso invece a chi magari si alza la mattina e dice “bene, oggi faccio la Grunfeld”, e si mette a studiare le varianti. Dopo due minuti sbadiglia e alla fine non so quanto gli resta.
Giorno: 18/04/2011, 13:28:14
@Somadai
Grazie del supporto smile.gif E' proprio vero, magari è dimostrato che un certo ordine o un certo metodo è più efficace di altri, ma è anche vero che se ci piacciono così tanto gli scacchi e nessuno ci ha obbligati a studiarli forse è meglio seguire la propria curiosità invece di reprimerla e studiare quello che è giusto studiare nell'ordine in cui è giusto studiarlo solo per velocizzare la scalata al milione. Magari si diventa dei veri esperti di apertura e si perde sistematicamente in finale, ma se ti sei studiato tutta quella roba sull'apertura con gusto magari ne vale la pena! O ancora meglio, si studia con equilibrio un po' di tutto, anche perchè le fasi della partita sono tutte molto affascinanti...

@mastroGiorgio
Sono d'accordo con te che i libri che ti dicono "se l'avversario fa questa mossa, tu fai questa e non farti domande" o ancora peggio "perchè è meglio" è noioso e inutile studiarli. Per questo mi faccio tanti problemi sulla scelta del libro giusto. L'ideale sarebbe trovare il libro che ti dice "se l'avversario fa questa e tu fai quest'altra, di solito succede questo". Il lavoro sulla memorizzazione delle varianti potrei farlo benissimo su internet. Mi sembra che si sia capito che di una certa apertura sono molto più interessato alle idee tattiche e strategiche tipiche e dai finali che ne scaturiscono, perchè nella mia inesperienza mi è capitato molte volte di paralizzare il mio medio gioco per un'apertura che l'avversario conosceva meglio o di scegliere il piano sbagliato al momento sbagliato o di non dare la giusta importanza a certi punti di forza/debolezza.
Io capisco che al mio livello si debba dare grande importanza a tattica e finali e lo faccio. Ciò che voglio fare però è anche approfondire la conoscenza teorica di un certo impianto di gioco, anche per poter scegliere il mio repertorio con condizione di causa e non perchè il mio avversario non ha visto che aveva 10 mosse migliori.
Ti faccio l'esempio sulla siciliana. La gioco spesso e abbstanza male. Tratto dragoni da najdorf, arrivo ad odiare il mio pedone arretrato con la scheveningen e soffro le pene dell'inferno con il sistema maroczy, senza essere in grado di trovare controgiochi decenti. Mi dicono: è normale, sono inesperto ed è un'apertura complicata e dalla teoria sconfinata. Ma mi dicono anche: lasciala stare e gioca qualcosa di più semplice. Io invece dico: se non la conosco, la studio, non la abbandono. Il metodo del "prova, sbaglia, correggi, riprova" senza studiare neanche mi convince, perchè devo sbagliare 1000 partite quando ne posso sbagliare 100 senza ripetere gli errori che un buon libro mi può aiutare a scovare?
Giorno: 28/04/2011, 14:50:20
Arieccomi con gli ultimi aggiornamenti.
In questi giorni ho pensato a fondo sulle questioni di cui sopra e mi sono sbattutto un bel po' per consultare tutti quei bei libricini che ho elencato ed altri nuovi, ovviamente senza comprare niente, mai sia biggrin.gif.
Ora penso di avere una comprensione migliore di ciò che offre il mercato e sono arrivato finalmente anche a delle conclusioni.
Ho cercato di scremare dalla mia scelta:
- libri vecchi: alcuni classici sono assolutamente godibili, ma per le aperture ha poco senso iniziare da ciò che è già stato superato (eccezione Il labirinto siciliano).
- libri avanzati: evito i repertori alla avrukh che contengono il meglio del meglio ma che richiedono un livello estremamente più alto del mio.
- libri "ricette miracolose": non cerco scorciatoie improbabili ma le migliori basi su cui costruire a lungo termine, del risultato immediato non mi importa molto.

La wishlist si è allargata a dismisura, soprattutto dopo la decisione (?) di rimandare lo studio dell'olandese a quando avrò la maturità per permettermela (per ora per me sarebbe un'apertura kamikaze). Per rispondere a 1.d4 vorrei invece prepararmi al meglio sulle sofisticate, solide e teoricamente enormi Nimzoindiana, Ovest-Indiana e Catalana, che mi affascina molto anche come bianco. Sono anche arrivato ad una biblioteca per ora virtuale che mi piacerebbe formare e studiare negli anni, che ovviamente cambierà milioni di volte ma in cui allo stato attuale mi pare ci sia il meglio per le necessità e preferenze mie e di quei giocatori amatoriali ambiziosi e abbastanza appassionati da cimentarsi in ore e ore di studio matto e disperatissimo che vogliono formarsi un repertorio simile.

Andiamo a vedere su cosa è caduta la scelta e perchè:
- Capire le aperture, Tutto su 1. d4, di Djuric, Komarov e Pantaleoni: difficile trovare qualcosa di più completo, chiaro, coinciso, istruttivo e... colorato cool.gif
- Play the Catalan, Nigel Davies: catalana finalmente alla portata di tutti, curioso che non sia riuscito a trovare niente di italiano sull'argomento ed anche in inglese non si vede la varietà che si vede per altre aperture.
- Play the Nimzo-Indian, Edward Dearing: la monografia introduttiva più aggiornata e completa sulle più conosciute varianti della nimzo. Chissà perchè in italiano non c'è niente di tradotto successivo al 1987. Grandi classici come miglior punto di partenza?
- The Queen's Indian, Yrjola e Tella: qui c'è tanta scelta ma questo mi ha impressionato per la maggior completezza ed efficacia didattica, davvero tante e chiare spiegazioni strategiche.
- Il labirinto siciliano Vol. 1 e 2: qui faccio un'eccezione e per introdurmi alla siciliana vado per gradi partendo dal grande classico che a quanto pare non è ancora stato superato in quanto a chiarezza ed efficacia espositiva. Da completare con qualcosa di più specifico ed aggiornato. Come ad esempio...
- Play the Sicilian Dragon, Edward Dearing, o qualche altra monografia specializzata sulla siciliana.

E questo è tutto sulle aperture! Mi sembra che ce ne sia per divertirsi un bel po'.
Anche se proprio non lo do a vedere, starò comunque molto attento a non incappare nella tipica febbre da apertura. C'è un sacco di lavoro da fare per crearsi un repertorio solido, aggiornato e che possa durare negli anni, ma mi piacerebbe svolgerlo a lunghissimo termine e per ora dare la priorità che si meritano alla tattica (chesstempo.com), finali (Il libro completo dei Finali, J. Silman) e medio gioco in generale (Teoria e pratica degli squilibri, J. Silman, coming soon).

Una pazzia studiarsi tutta sta roba? Forse, ma pazzia e passione vanno spesso di pari passo.
Per la serie: è solo un gioco un corno... biggrin.gif

ciao.gif