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Giorno: 01/06/2015, 23:20:50
Un finale da studio
Il più delle volte anche nei finali apparentemente più facili si trovano particolarità e finezze che li rendono molto interessanti.

Miles - Jusupov.
Vrbas, 1980.

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Fen: 4r1k1/5ppp/1p1p1n2/3p4/2rP4/4PNP1/1P3P1P/R3RK2 w - - 0 1

Dopo una complessa lotta nel medio gioco, si arrivò a quest'interessante finale.
La chiave di questa posizione sta nella struttura compromessa dei pedoni centrali neri. Se il Pedone si trovasse in e6, ince che in d6, la situazione sarebbe di assoluta parità. Probabilmente in un finale di sole torri il Bianco avrebbe ben poche chances di vincere ma la presenza dei cavalli gli permette, invece, di provare a vincere.
Per contro il Nero non è senza speranze ed ha la possibilità di intraprendere un controgioco attivo.

Mossa al Bianco.
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 10/07/2020, 22:02:19
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Giorno: 01/06/2015, 23:34:29
Posizione molto più insidiosa di quanto si possa pensare. Il pedone h si trova sulla sesta traversa!
"Niente è più curativo di un gesto umano!" - Bobby Fischer
Giorno: 02/06/2015, 07:12:31
Grazie Riddick. In effetti, controllando il mio data-base ho trovato che il Pedone h7 è in realtà in h6. Si tratta di un piccolo errore del libro "La strategia del finale" di Shereshevskij (pag.226) che provvedo subito a correggere. Ecco il diagramma corretto.

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Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 02/06/2015, 12:50:46
Ottimo esempio anche per spiegare un concetto legato alla forza del giocatore.
Per la posizione siamo senza dubbio d'accordo: il bianco ha più chances.

Ma se mi trovassi in una situazione simile a questa di bianco contro un Gm, egli non accetterebbe mai la patta poiché la disposizione dei pezzi permette ancora di proporre complicazioni anche di nero.

Per questo potrei anche vincere se mi trovassi con un giocatore scarso, ma la stessa posizione molto probabilmente la perderei contro un GM.
Giorno: 02/06/2015, 13:42:20
In partita Miles ideò (e portò a termine) il seguente piano:

- Raggruppare i pezzi in modo da ridurre al minimo gli effetti delle torri nere sulla colonna "c" (Te2, Ce1, f3, Rf2);

- Rimanere sulla colonna "a" con l'altra Torre per infastidire il Nero e costringerlo a cambiare una coppia di torri e ridurre così il suo potenziale difensivo;

Cosa può fare il Nero per contrastarlo?
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 02/06/2015, 15:48:08
Il nero ne ha di piani possibili per creare confusione e forse nella mischia ricavarne qualcosa contro giocatori pù deboli...

Ad esempio spingere i perdoni f,g,h, cercando di cambiarli e creando nuove colonne aperte. Centralizzare re e cavallo meglio del bianco... ecc..
E, come hai fatto nottare, ovviamente evitare di cambiare le torri e cavalli!

Poi un GM di nero contro un Gm o IM di bianco, probabilmente alla fine non darebbe nulla e il bianco vincerebbe lo stesso. Ma contro un M o Cm forse un GM di nero troverebbe una variante di patta. Mentre contro di noi, per un Gm sarebbe partita vinta al 99% anche di nero! biggrin.gif

Se qualcuno fosse andato al circolo delle mimose a vedere la lezione del MI Mario Lanzani il mese scorso, avrebbe avuto modo di comprendere meglio questo concetto.
Giorno: 02/06/2015, 16:07:36
Non metto in dubbio che un giocatore forte vincerà quasi sempre contro un giocatore debole, ma se affrontiamo le partite con questo spirito possiamo abbandonare appena il tabellone ci assegnerà un avversario con un ELO più alto del nostro... noncisiamo.gif

Lo scopo alla base di queste posizioni è di imparare in primo luogo ad analizzarle per trovare i piani e le relative mosse migliori, capire quali punti sono essenziali e quali no, questo al di la di chi ci sta di fronte.

Non credo che concetti come "per far confusione" o "per cercare di ingannarlo" siano delle buone basi per imparare a giocare bene, se troviamo un buon piano e lo applichiamo in maniera corretta, non vedo cosa ci possa importare il rating di chi ci sta di fronte... Insomma, ce la giochiamo con onestà!
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 02/06/2015, 17:14:46
Creare confusione significa creare "problemi".
Non capisco il voler non capire un messaggio alquanto banale.
Negli scacchi viene fatta una mossa e l'altro deve rispondere.
Per semplificare faccio esempio. Inizia la partita, la posizione è pari, eppure sta al bianco muovere. Muovendo 1. d4, ho già creato un problema, la situazione non è più nulla statica.
Così via man mano la partita continua, ogni mossa necessita un pensiero ed una reazione.
Il giocatore più sarà forte più risponderà correttamente risolvendo il problema e a sua volta cercando di crearne un altro.
"adesso muovo e poi sta a te rispondere". se sarai bravo allora risponderai correttamente a tutte le mosse e forse vincerai, altrimenti perderai.
Nessun inganno! ciao.gif
Giorno: 02/06/2015, 18:27:58
Un altro piano possibile per il nero.
portare il cavallo in c4, e premere contemporaneamente sui pedoni b e e.
Ma anche in questo caso il bianco replicherà, ad esempio con la semplice b3 oppure cercando di cambiare il cavallo che era stato spostato in e1 con la manovra Ce1.c2.a3.
Ancra una volta il giocatore forte ci metterà 2 secondo a capire la sequenza migliore di mosse, mentre un giocatore debole dovrà fare i suoi adeguati calcoli.
Giorno: 02/06/2015, 18:57:45
Giusto Ciack, qui volevo arrivare. Perchè il giocatore più forte ci mette due secondi, mentre quello più scarso deve calcolare?

Perchè quello forte ha già incontrato (e risolto) molte posizioni analoghe, mentre quello scarso no... Insomma, è l'ormai inflazionato (ma sempre valido!) concetto del Pattern Recognition.

Credo che un programma di studio basato su una serie di posizioni "chiave" (e i relativi piani, tatticismi, ecc...) porti a drastico salto di qualità nel cosiddetto "giocatore medio".
Col maturare dell'esperienza ci arriverebbe comunque, ma con un programma mirato penso che si potrebbero accorciare notevolmente i tempi.
Sono una carota in cerca di sè stessa...