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Giorno: 27/08/2011, 00:43:28
Come studiare i finali
Salve a tutti,
Sono un vecchio giocatore che ha ripreso il gioco da poco. Mi sto cimentando con lo studio dei finali e avevo intenzione di approfondirli per cercare di ocmprenderli a fondo.
Mi trovo comunque un po' interdetto. Sto studiando dal Silman, e a livello teorico è perfetto. A livello pratico, però, i motori fanno relativamente schifo (Fritz riesce a pattare in 3 mosse finali in cui dovrebbe vincere) e non è facile capire, analizzando una posizione, se la via scelta per giocarlo è la migliore o se sfugge qualche contromossa.
Mi chiedevo quindi come consigliate di studiarli: giocarli e basta? analizzarli senza preoccuparsi troppo? o magari sapete consigliarmi dove trovare posizioni corredate da analisi con cui confrontare il proprio gioco?

Grazie :)
Giorno: 10/07/2020, 01:17:07
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Giorno: 27/08/2011, 01:17:56
Convidivo la tua scelta di riprendere a studiare gli scacchi a partire dai finali, è la stessa cosa che farei io.

Per iniziare io dedicherei un pò di tempo allo studio teorico dei finali elementare/di base, ma la maggior parte dello studio lo utilizzerei per analizzare e giocare (magari contro un motore) un finale preso da una partita vera.

Ogni analisi di posizione deve essere trascritta su carta, per vedere nel tempo i progressi. Un lavoro ostico, ma i finali sono questi ciao.gif
Hai letto il regolamento?
Giorno: 27/08/2011, 10:20:52
Confermo, è la stessa cosa che sosteneva uno scacchista di tanti anni fa, tale J.R. Capablanca... biggrin.gif

Per quanto riguarda i motori, concordo che Fritz li giochi male (e non solo quelli! cool.gif). Installati uno dei moderni motori liberi come: Houdini, Critter, StockFish o DeepSaros (http://deepsaros.jimdo.com/) o Fire e ti accorgerai che le cose cambieranno radicalmente!

Un buon metodo per usare il motore nello studio dei finali è il cosiddetto "allenamento interattivo" già illustrato nel corso M.A.A.G. :


a) si prende la posizione di un finale tipico;

b) si studiano i metodi e le manovre dei due colori in questa posizione;

c) si imposta il chess engine su una forza ridotta;

d) si prova a giocare e vincere (o pattare, se il finale lo richiede) contro il computer;

e) se la prova ha esito positivo si incrementa la forza del motore e si ritorna a d);

f) se la prova ha esito negativo, vuol dire che non abbiamo “fatto nostro” il metodo ed allora si
deve studiare meglio e ripartire poi dal punto b).

g) quando si arriva a vincere (o pattare, se il finale lo richiede) contro il computer alla massima forza, vuol dire che siamo "padroni" di quel finale e che lo abbiamo imparato perfettamente.

Carotino.
ciao.gif
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 27/08/2011, 10:23:02
Grazie per la risposta.
Ho trovato questa risorsa online: http://www.chessvideos.tv/endgame-training/endgame-simulations.php che permette di giocare un buon numero di finali, e per quel poco che ho testato l'engine non si suicida troppo facilmente.
Penso che lavorerò così: studio teorico, analisi di diverse posizioni e test giocato contro l'engine.

@Carotino: grazie anche a te!
Vorrà dire che proverò il tuo Deep Saros. Il metodo che suggerisci mi pare molto buono, grazie ;)
Giorno: 27/08/2011, 11:09:41
Che bello questo topic. Ci tengo a informarvi che sto studiando anche i finali, non è che mi sono fissato con le aperture e basta. Volevo chiedere una cosa al caro carotino: i punti che hai sintetizzato sono molto chiari (anche se poi ti chiederò come fare alcune cose). Ma mi chiedo: quando si passa da una posizione ad un'altra, non si rischia di dimenticare la prima? Cioè, io mi alleno su un finale Tizio, ma prima o poi, quando sarò in grado di pattare con il computer super sayan, dovrò passare a un altro finale. Ebbene, dopo una settimana, un mese, non avrò dimenticato via via? Spero di non suscitarti sentimenti spiacevoli.
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Giorno: 27/08/2011, 11:14:20
E' come le poesie chi si imparavano alle elementari, una volta imparate per bene, "somatizzate" se così si può dire, non le dimentichi mai più. Un altro esempio si può prendere dallo sport, il calciatore che si è allenato per anni sui fondamentali, quando arriva un pallone a mezz'aria non starà li a pensare: «adesso devo fare uno stop di petto» ma il movimento tecnico lo eseguirà automaticamente, prima ancora di avere il tempo di pensare.
E' come quando si ha imparato ad andare in bici. Se per vent'anni non ci vai più, vedrai che dopo un iniziale imbarazzo ci metterai poco a rimetterti in sella e a correre più veloce di Saronni! (Hem lo sò, i giovinastri non conosceranno questo vecchio campione delle due ruote)...

biggrin.gif
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Giorno: 27/08/2011, 11:19:53
Un altro metodo per studiare i finali con l'uso del computer potrebbe essere questo:

a) si seleziona da un libro o da un database un finale qualsiasi;

b) si sceglie casualmente il colore col quale giocarlo;

c) si imposta il chess engine alla massima forza di gioco e gli assegna l'altro colore;

d) si valuta la posizione e poi si individuano tutti i piani e le idee che si riescono a vedere per la nostra parte;

e) si gioca ogni piano contro il computer avendo la cura di provare non solo una, ma più mosse che corrispondono allo stesso piano.

Questo metodo di analisi dovrebbe essere utile per cercare di scoprire le risorse nascoste per il nostro lato, nonchè a farsi un'idea su quale potrebbe essere il piano di gioco corretto.

ciao.gif
Giorno: 27/08/2011, 11:25:39
Mi piacciono le tue risposte, sono incoraggianti. Però, se mi permetti, i fondamentali del calcio o di altri sport rappresentano un insieme limitato. E le poesie, che in effetti dopo una costante ripetizione assimiliamo, sono pur sempre un gruppo più o meno esteso, e comunque finito. Mi chiedo quindi: non è un po' diverso per gli scacchi, dove le posizioni variano continuamente? O alla fin fine anche nei finali di scacchi le cose veramente importanti da sapere sono poche, e vanno poi adattate alle molteplici situazioni?
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Giorno: 27/08/2011, 11:35:33
Hai intesto il nocciolo dei finali, i quali vanno trattati diversamente da apertura e mediogioco: occorre ragionare essenzialmente per posizioni obiettivo(e studiando capirai quali sono) più che per varianti.

Se sai qual è la posizione obiettivo per pattare o vincere, ti ingegni per raggiungerla, senza preoccuparti eccessivamente delle varianti che giocoforza vanno calcolate, ma con un fine ben precisociao.gif
"Signor Steiniz",disse un affarista milionario,"Voi partecipate ai tornei di scacchi solo per i soldi, mentre io ci vengo soltanto per l'onore!" "Ebbene",rispose il campione," Ognuno gioca per quello che non ha".
Giorno: 27/08/2011, 11:58:01
Diciamo che nei finali (e non solo) si deve puntare al metodo, al sistema... Poi come dici tu i metodi si possono applicare anche a diverse situazioni simili. In realtà la vera conoscenza è in realtà un misto di teoria e pratica, quindi devi imparare anche le sequenze di mosse e le particolarità di ogni posizione, se vuoi veramente imparare un finale.
Lo so, sono tantissime e, come dicevano i latini: Vita brevis, ars longa, occasio praeceps, experimentum periculosum, iudicium difficile.

Qualcuno dice che gli scacchi sono un gioco difficile, ma si sbaglia, gli scacchi sono un gioco MOLTO difficile! biggrin.gif
Sono una carota in cerca di sè stessa...