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Giorno: 28/12/2012, 11:18:47
La Top Ten di Bobby Fischer
Il campione americano Bobby Fischer, uno tra i giocatori più forti e più discussi della storia degli scacchi moderni, nel lontano 1964, otto anni prima di diventare campione del mondo, pubblicò su una rivista la sua lista dei dieci giocatori più forti di tutti i tempi.

Curiosamente restarono fuori Emanuel Lasker e Mikhail Botvinnik.

Eccovi la lista dettagliata con brevi commenti (a volte molto acidi e pungenti) dello stesso Fischer:

1. Paul Morphy. Forse il giocatore più accurato mai vissuto. Secondo me vincerebbe contro chiunque anche ai giorni nostri, in un match diretto. Raramente sbagliava anche se effettuava le sue mosse molto rapidamente. Sono sempre estasiato dalla bellezza delle sue partite, ogni volta che le rivedo.

2. Howard Staunton. Il suo stile era molto moderno ma poche partite sono brillanti. Aveva compreso i dettami del gioco posizionale e li applicava con grande naturalezza.

3. Wilhelm Steinitz. Cercava sempre le linee di gioco più originali e non gli importava di finire in posizioni inferiori, purchè fossero adatte al suo stile di gioco e vi si sentisse a suo agio.

4. Siegbert Tarrasch. Seguiva delle regole tutte sue, e a dispetto della sua supposta devozione ad un metodo scientifico, il suo stile di gioco era intelligente, creativo e luminoso.

5. Mikhail Tchigorin. Il primo grande giocatore russo e uno degli ultimi della scuola Romantica. Alle volte continuava a giocare una linea considerata attiva anche dopo che era stata confutata.

6. Alexander Alekhine. Non è mai stato un mio idolo. Aveva uno stile che funzionava bene per lui, ma che difficilmente poteva adattarsi ad altri giocatori. Sviluppò molte idee innovative e persino sconvolgenti ed è difficile trovare degli errori nelle sue partite. Però considero il suo metodo di gioco sbagliato nell’insieme.

7. Josè Raul Capablanca. Aveva la reputazione (ingiustificata) di miglior giocatore vivente dei finali. Il suo trucco consisteva nel seguire varianti di apertura semplici e poi piazzare delle giocate brillanti nel mediogioco, così che il finale era già deciso. Con la sua tecnica poi li vinceva facilmente.

8. Boris Spassky. Può perdere un pezzo e tu non sei mai sicuro se si sia trattato di un errore madornale o di un fantastico e profondo sacrificio. Siede alla scacchiera con la stessa espressione inespressiva sia che stia dando scacco matto oppure che sia lui sotto scacco matto.

9. Mikhail Tal. Anche dopo aver perso quattro volte di fila contro di lui, considero il suo stile
di gioco poco valido. E’ sempre alla ricerca di qualche sacrificio spettacolare, un colpo, un brillante colpo di scena che gli dia la vittoria.

10. Samuel Reshevsky. Dal 1946 al 1956 probabilmente il miglior giocatore del mondo, sebbene fosse il più debole nella conoscenza delle aperture (fra i top players mondiali). Era abilissimo a trovare sulla scacchiera le migliori mosse, ma finiva spesso per avere enormi problemi con il controllo del tempo.

Cosa ne pensate?

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Giorno: 05/02/2023, 22:36:40
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Giorno: 28/12/2012, 15:06:19
Trovo quanto meno originale che non citi rubinstein e smyslov, a favore di gente come staunton e chigorin...
Se poi mi metti in classifica reshevsky e non lasker o botvinnik, beh...
Robertino, dai sù fai il bravo!
Giorno: 28/12/2012, 15:55:31
Concordo pienamente!

L'inserimento di Lasker, Rubinstein, Botvinnik e Smyslov al posto di Staunton, Tarrasch, Chigorin e Reshevsky avrebbe dato alla lista maggiore giustizia.

Ma, evidentemente, già allora il buon Bobby voleva stupire. biggrin.gif

ciao.gifciao.gif
Giorno: 28/12/2012, 23:25:39
Più che stupire si può affermare che Bobby volesse dare credito ad una sua linea di pensiero che, come di consueto, seguiva tracce visibili solo al suo credo; non a caso nell'immediato futuro molte delle sue " situazioni preferenziali" hanno rasentato l'assurdo.
Diciamo che già allora la stabilità mentale di questo eccelso campione iniziava a dare segni di squilibrio.
Senza nulla togliere ad uno dei miti della scacchiera credo che Bobby abbia stupito il mondo anche in molte altre situazioni il più delle volte non proprio legate alle 64 caselle. Ad ogni buon conto resta uno dei miei giocatori preferiti; iconoclasta, geniale, e purtroppo incomprensibile nel lato umano. mmmm.gif
Giorno: 29/12/2012, 00:06:02
Beh, il mio idolo è al terzo posto quindi non posso criticare pienamente la classifica... biggrin.gif
Anche se proprio non riesco a vedere Howard Staunton al secondo posto! confused.gif
Sono una carota in cerca di sè stessa...
Giorno: 29/12/2012, 12:28:19
Non entro nel merito della graduatoria,che risente anche delle personali simpatie,ma sento di convidere i giudizi singoli sui vari giocatori(ripeto,non l'ordine in cui stanno nella top ten).Credo che Bobby voglia sottolineare i meriti di chi è venuto prima ,non a caso, forma la sua lista quasi in ordine cronologico.E' innegabile che, le generazioni successive, abbiano avuto il compito semplificato dalle ricerche eseguite dai primi pionieri del gioco;per lui gli scacchisti di epoche successive sono solo dei parassiti che sfruttano le conoscenze pregresse:non mi sorprendono, in quest'ottica i caustici giudizi su Capablanca ed Alekhine e,in epoca successiva su Kasparov (definito un cane).Non oso pensare come giudicherebbe Carlsen ....
Giorno: 30/12/2012, 19:09:37
Al netto delle personali quanto opinabili simpatie di Fischer, è comunque molto difficile comparare campioni appartenenti ad epoche diverse per ragioni agevolmente comprensibili come evoluzione teorica, accesso a più o meno tornei, inflazione del punteggio ELO.
A quest'ultimo proposito, il sito Chessmetrics ha tentato di stilare una classifica all-time fra tutti i maggiori campioni (ne sono stati computati 20) prendendo in considerazione il loro migliore triennio e il livello dei partecipanti affrontati, con il seguente risultato:
1) Garry Kasparov (periodo 1989-91, ELO 2874);
2) Bobby Fischer (1971-73, 2867);
3) Josè Raul Capablanca (1919-21, 2857);
4) Emanuel Lasker (1894-96, 2855);
5) Mikhail Botvinnik (1945-47, 2852);
6) Alexander Alekhine (1930-32, 2841);
7) Anatoly Karpov (1988-90, 2833);
8) Viswanathan Anand (1997-99, 2822);
9) Vladimir Kramnik (2000-02, 2815);
10) Harry Nelson Pillsbury (1900-02, 2806),
seguiti nell'ordine da Maroczy, Korcnoj, Tarrasch, Ivanchuk, Steinitz, Smyslov, Petrosjan, Tal, Rubinstein e Reshevsky (fonte: Wikipedia).
Naturalmente l'analisi di Chessmetrics risale a qualche lustro fa dato che mancano supercampioni, come ad es. Carlsen e Aronian, che con gli stessi parametri di analisi utilizzati conseguirebbero di sicuro un eccellente piazzamento; inoltre la maggiore difficoltà di intraprendere viaggi, tipica delle epoche passate, penalizza alquanto i supercampioni del passato (a parte Capablanca), per non parlare del fatto che un campionissimo riconosciuto da tutti come Paul Morphy non può non trovare posto in una ideale classifica all-time.
ciao.gifciao.gif
Conquistare intero e intatto l'esercito nemico è prova di suprema abilità (Sun Tzu, L'arte della guerra)