| Giorno: 23/08/2011, 11:14:02 | |
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Il grosso problema di un principiante nello studio delle aperture - vi prego di essere pazienti e comprensivi Cari amici, amiche e aMitchBuchannon, sono un appassionato di scacchi che vi vuole tanto bene. Vi voglio tanto bene perché sono certo che saprete aiutarmi con tanti consigli e che mi tirerete su il morale con calorose pacche sulle spalle. Sì, qualche snobbetto non esiterà a scagliarmi contro le sue frecce avvelenate, a far battutine e a minimizzare le mie aspirazioni, ma io porgerò sempre l'altra guancia.
Scusate se sono logorroico, è solo che ho tante cose da dire e la fregola di dirle me ne fa venire in mente altre e così sto punto e a capo. Ho un problema che riguarda le aperture (apro una piccola parentesi per dirvi questo: Sono un appassionato di scacchi, non classificato, non proprio principiante ma siamo lì, che ha deciso di dedicarsi al gioco con costanza. E difatti ho subito acquistato 24 libri di testo, italiani e stranieri. Scherzo. C'è la biblioteca di mio padre: 24 libri italiani e stranieri già sottolineati [così posso leggere subito le parti più importanti, senza perderci troppo tempo]. Scherzo di nuovo. Cioè, è vero che ho un padre e che questo padre ha una discreta biblioteca scacchistica, ma non è vero che leggo i suoi libri, sono cose grosse. Calma: mio padre è vivo e vegeto. Se non pongo le domande a lui è perché sono decenni che non gioca più, lo batto facilmente [da ragazzo era seconda sociale]); dicevo, ho un problema che riguarda le aperture. Ecco: - Ho deciso di approndire le aperture. Ho comprato il libro di Pantaleoni. Veramente ben fatto. Non mangerò per una settimana per via dei 34 euro ma fa niente, per gli scacchi questo e basta (anche perché solo un mese fa ho comprato Vincere con la spagnola di Kasparov che propone le varianti quasi sempre dopo le prime 7 mosse: E IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE è PROPRIO QUESTO!). Ma procedo con ordine: come dice il caro Pantaleoni, ho scelto una apertura: l'Italiana (in realtà l'autore consiglia un'apertura a piacere in base allo stile, possibilmente non particolaramente ricca di varianti e sottovarianti; ma io non sapevo comunque che scegliere, e alla fine ha vinto il patriottismo). Sull'italiana il volume è molto chiaro. In effetti le varianti che propone sono essenzialmente due: o difendo lo scacco col cavallo (dando luogo a tutto l'ambaradan che conduce a quella fighissima colonna con due torri e la donna), oppure con l'alfiere. Conscio, anzi, pseudoconscio che si tratti dei botta e risposta più corretti, mi chiedo: MA CHE SUCCEDE QUANDO IO PARTO CONVINCO DI GIOCARE L'ITALIANA E UNO MI GIOCA 1...c5? ----> Pantaleoni dice: non imparate a memoria ma capite l'idea dietro l'apertura. Io mi metto sull'attenti e dico va bene. Ma se uno mi risponde 1...c5 (oppure anziché 3...Ac5 un'altra cosa) io devo sempre perseguire l'idea che c'è dietro l'italiana (ossia puntare a un rapido avanzamento verso il centro, che mi dovrebbe consentire uno sviluppo dei pezzi più agevole e il controllo del gioco)? E, indifferentemente che si risponda sì o no a questa domanda, ha ancora senso parlare di apertura italiana? INSOMMA: da bravi vecchi volponi super forti quali siete (lo so perché ogni tanto vi leggo), ma per non farvi arrossire riformulo dicendo: da semplici giocatori un tempo principianti ora più preparati ma comunque consapevoli dell'impossibilità di non avere dubbi quali siete, avrete certamente capito la tipologia di ostacolo che sto incontrando nello studio dell'apertura. C'è poi un altro discorso, relativo al tesseramento, ma preferisco parlarne più avanti. Vi ringrazio di cuore per la pazienza, la comprensione, la tenerezza. |
| Giorno: 23/05/2012, 17:53:30 | |
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Il grosso problema di un principiante nello studio delle aperture - vi prego di essere pazienti e comprensivi
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| Giorno: 23/08/2011, 11:30:02 | |
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Mmmh...il tuo approccio non mi piace tanto
![]() Innanzitutto tu dici: "ho scelto una apertura: l'Italiana ecc..", beh, in un certo senso, non sei tu che scegli l'apertura, ma è l'apertura che sceglie te (tutta una questione di stile di gioco). Per questo motivo, se giochi da poco, conviene provare una vasta gamma di aperture e capire quale si adatta di più al tuo modo di giocare. Puoi usare il libro di Pantaleoni come referenza visto che tratta più o meno tutte le aperture, ma non entrare nei dettagli, semplicemente cerca di capirne le idee base.![]() I love London! |
| Giorno: 23/08/2011, 11:42:10 | |
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Ciao. Grazie della risposta. Ma se ho scelto un'apertura è proprio perché Pantaleoni consiglia di fare così: al massimo una d'attacco e una di difesa per cominciare. Ma il punto è: se sto studiando l'Italiana e uno mi risponde con la Siciliana, come faccio a continuare con l'Italiana? Dopo 1...c5 devo immediatamente archiviare l'idea Italiana o devo archiviare solo la messa in pratica canonica dell'Italiana (2.Cf3,3.Ab4,4.c3), salvaguardando invece il fine che c'è dietro l'apertura - ossia di guadagnare rapidamente il centro della schacchiera? Ma se vale la seconda ipotesi, ha ancora senso parlare di Italiana?
Spero di non sembrare uno psicopatico. |
| Giorno: 23/08/2011, 12:06:22 | |
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Il messaggio è stato nascosto dai moderatori
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| Giorno: 23/08/2011, 17:40:23 | |
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Da quello che ho capito dalla tua introduzione (un po' "contorta" a dire il vero) sei agli inizi nello studio degli scacchi. Ora, penso che tu abbia frainteso quello che ha scritto Kasparov. Ovvero se hai deciso di studiare la Partita Italiana (ottima per iniziare!) limitati, per il momento, a quella soltanto. Cerca di far tue le idee che ci sono dietro (rapido sviluppo dei pezzi, occupazione del centro, attacco contro f7, ecc.) e i mezzi tattici utilizzati per metterle in pratica.
In seguito potrai allargare i tuoi orizzonti con altre aperture, ma per il momento ti consiglio di non aver fretta. Poi, per carità, qui siamo tutti dilettanti (più o meno smaliziati) e nessuno pretende di avere la bacchetta magica... Se invece hai fretta di migliorare e ritieni di avere le potenzialità di un campione, ti consiglio di rivolgerti ad un allenatore professionista. Sono Lando, lo sciupafemmine! |
| Giorno: 23/08/2011, 18:01:53 | |
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Grazie per la risposta. Cercherò di spiegarti meglio la mia situazione.
- Ho imparato a giocare a scacchi quando non avevo ancora dieci anni. Nel senso che giocavo partite sporadiche contro mio padre (da ragazzo 2 sociale, ma che allora, quando mi insegnava, aveva già abbandonato il gioco). Per partite sporadiche intendo una ogni morte di papa. - Fino ai 18 anni ho continuato a giocare una tantum, sempre con mio padre o con qualche amico (giocavamo a soldi: un giorno (il mio amico) mi fece uno scacco imparabile ed io mi salvai arroccando, lui, che fino a quel giorno ignorava l'esistenza dell'arrocco, si arrabbiò: non credeva che esistesse una mossa simile. Io, naturalmente, non gli dissi che l'arrocco non si può attuare quando si è sotto scacco, ma questi sono dettagli, in fondo avevo solo 12,13 anni ed ero povero). - A 18 anni ho ripreso a giocare con una certa continuità. No, vabbè, mi sto dilungando di nuovo. Allora: il mio attuale livello è il seguente: se mi impegno e sono in vena vinco contro Josh 8 anni punti 1600 a Chessmaster (partita di 90 minuti con 30 secondi di rilancio per mossa). Non vado oltre perché voglio prima assicurarmi di poter vincere contro Josh quando voglio. Il punto è che ad oggi vince più lui. Ma sono pieno di impegni e quando gioco non sempre esprimo il meglio delle mie possibilità. Studio su tre libri (vi scrivo solo gli autori tanto capite): Pantaleoni, Romanovskij e Averbach. Ho cominciato a studiare questi libri una settimana fa. Il punto è che non so come studiare le aperture. Non so, insomma, che caspita intende Pantaleoni (sempre sia lodato) con principiante. Comunque, carotino, il punto è: se parto con l'idea di giocare l'Italiana e mi rispondono c5, che faccio? Se il nero risponde c5 non è già inutile continuare a pensare all'Italiana? Mi sono spiegato? |
| Giorno: 23/08/2011, 18:21:40 | |
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Per lo studio della Partita Italiana, o Giuoco Piano, io seguo i principi illustrati dall'Autore Modenese (Ercole dal Rio) nel suo bellissimo "Il Giuoco Incomparabile degli Scacchi". In uno degli ultimi capitoli ho trovato finalmente la risposta al tuo quesito e te la giro "pari pari".
Molti nel rispondere ai primi tre tiri, scansano il Giuoco Piano, o per non aver in pronto le difese occorrevoli, o per implicare chi fortì il primo tratto, o anche per un semplice genio di novità. Occorrendo pertanto saper contenersi con giuocatori di simil tempra, perciò si presentano in questa terza Apertura i principlai giuochi provenienti da risposte irregolari dell'avversario; dove si additeranno i lacci più coperti, e le vie più sicure per evitarli. E perchè parecchi giuocatori superfiziali stimano, che certe risposte possano sostituirsi con indifferenza alle prime tre del Giuoco Piano; avranno qui motivo di di viepiù illuminarsi, col riscontrarne le conseguenze; e così nell'apprendere la qualità di questi medesimi giuochi, verranno insieme a conoscere più intimamente la ragione de' primi. Declinando il Nero dal Giuoco Piano già nel tratto primo. 1. il B. muove la pedona di Re quanto va; (ovvero: 1.e4; n.d.r.) Quì il N. può declinare in tre modi, cioè: a) 1. la Pedona di Donna quanto va; (1... d5) b) 1. la Pedona di Re di una casa; (1... e6) c) 1. la Pedona di del Cavallo di Donna un passo; (1... b6) Purtroppo il Venerabile Autore non include fra le risposte alternative la Siciliana... Ma cercherò ancora! Carotino ![]() P.S. Lo so, il libro è un po' vecchiotto... Sono Lando, lo sciupafemmine! |
| Giorno: 23/08/2011, 18:27:11 | |
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Scherzi a parte, i libri che hai citato non mi sembrano l'ideale per chi inizia. Ti consiglio (naturalmente è solo un parere personale) di farti prima le ossa con:
"Scuola di Scacchi" di Pietro Ponzetto (Ed. Mursia) Che ti chiarirà un po' le idee sullo scopo e sugli obiettivi dell'apertura e del medio gioco. Probabilmente esisteranno decine di trattati simili, ma questo mi sembra molto ben fatto, semplice e chiaro. Carotino. ![]() Sono Lando, lo sciupafemmine! |
| Giorno: 23/08/2011, 18:47:03 | |
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Non serve a niente studiare le aperture a questo livello, o come dici tu una singola apertura: occorre capire i principi generali che governano ogni apertura(occupazione/controllo centro, duo pedonale centrale, apertura linee quando il re è al centro ecc. ecc.) che sono temi strategici, studia quelli, aggiungici lo studio dei finali di base e di un pò di tattica e incomincerai a progredire pian piano: quando sarai 1N allora inizia pure a studiare le aperture
![]() ![]() "Signor Steiniz",disse un affarista milionario,"Voi partecipate ai tornei di scacchi solo per i soldi, mentre io ci vengo soltanto per l'onore!"
"Ebbene",rispose il campione," Ognuno gioca per quello che non ha". |
| Giorno: 23/08/2011, 18:55:54 | |
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Grazie per le risposte. Ma questi temi strategici come si studiano? Voglio dire: quando Pantaleoni scrive, a proposito dell'Italiana, che l'idea è quella di avanzare centralmente con i due pedoni, a me risulta chiaro. Il punto è che non so nemmeno io a che livello sono. :(
ps: kid, ma allora xkè Pantaleoni dice che il suo libro va bene anche al principiante? Solo per vendere? Qua ognuno ha un'idea propria, avrò chiesto a 20 persone e ognuna mi dice una cosa diversa: il tempo serve/non serve; studiare l'apertura serve/non serve; studiare libri serve solo da un certo livello in poi /non è vero; babbo natale esiste /non è vero. :( |