La regola della combinazione

» Sacrificio - Inserito da bini il 20/01/2009, 19:43:48

Per la maggior parte dei giocatori, le combinazioni sono cose tanto belle quanto misteriose.

Trovare piacere nel seguirle ma avere la convinzione di non poter mai riuscire a realizzarle è un sentimento piuttosto diffuso.

Diffuso ma sbagliato!

Ogni combinazione può essere sezionata in segmenti elementari e può così essere resa comprensibile ad ogni scacchista.

Ma come?

La prima cosa di cui rendersi conto è che se in una determinata posizione non vengono soddisfatte certe condizioni, la combinazione non può esistere.

La regola vuole che almeno una delle seguenti condizioni venga soddisfatta perchè la combinazione funzioni.

1) Re in posizione esposta o indebolita (o anche in posizione di "stallo").

2) Pezzi non difesi (pedoni esclusi però!).

3) Pezzi non sufficientemente protetti.

Tutti siamo in grado di trovare una combinazione di matto in due quando sul libro appare il sottotitolo "Il Bianco muove e dà matto in due mosse".

In partita vera, però, non c'è nessuno a darci il colpetto di gomito e a bisbigliarci: "Hai una vittoria forzata. E' lì, cercala!"

Dobbiamo forse cercare la combinazione ad ogni mossa?

Naturalmente no. Tutto quello che bisogna fare è tenere gli occhi aperti e controllare se una o più condizioni della combinazione sono presenti.

Se ne vedi soddisfatta almeno una in una data posizione, allora (e solo allora) cerca la possibile combinazione!

fonte: "Teoria e pratica degli squilibri" - Silman
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Commenti

  1. Utente: krikko1989

    21/01/2009, 09:17:59

    Esatto! giustissimo bini!
  2. Utente: Elista

    21/01/2009, 13:03:57

    Carissimo Bini,
    innanzitutto ti ringrazio per il prezioso contributo che dai a tutti noi!
    Volevo solo dire che l'argomento è affrontato molto bene nel celebre "Il centro partita" di Romanovskij in cui l'autore afferma che la "lampadina" che deve accendere in noi la ricerca di una combinazione sta nei "motivi" che sono dati dalla posizione del Re (Re esposto, re bloccato, arrocco debole) dei pezzi (pezzi indifesi o insufficientemente difesi, pezzi a salto di cavallo o a doppio di pedone, pezzi disposti in maniera tale da subire una infilata, ecc..), dei pedoni (pedone avanzato). L'esistenza di questi motivi, immediatamente rilevabili sulla scacchiera, fa nascere in noi la fissazione dell'obiettivo finale da raggiungere (c.d. tema) : scaccomatto, guadagno di materiale, promozione, ecc..., permettendoci di figurarci nella nostra mente la posizione finale da raggiungere. Se essa non è immediatamente raggiungibile dobbiamo chiederci perchè (ad es. il matto non è possibile perchè un pezzo avversario controlla la casa in cui noi possiamo dare matto) ed ecco che entra in gioco la combinazione propriamente detta : se non posso dare matto perchè un pezzo controlla la casa chiave, allora devo , ad es., deviare il pezzo. La deviazione, in questo caso, è l' "idea".
    Cordialmente
    Elista
    P.S.
    A proposito Bini, com'è finita in quella partita per la quale avevi chiesto un aiuto poco tempo fa? Ti ha convinto il mio suggerimento Txe4?
    A presto
  3. bini

    21/01/2009, 19:52:58

    Carissimo Elista,
    non ho il libro di Romanovskij, ma non posso che concordare con tutto quello che dici.
    Un'altra cosa utile potrebbe essere quella di raccogliere in un archivio tutti gli schemi di matto, in modo che possano diventare così familiari, da riuscire a individuarli all'interno delle posizioni più complesse che li precedono, senza dover calcolare.
    Così facendo, sapendo che questi schemi esistono, ed avendoli fatti propri, sarà necessario sapere solo che ci sono per elaborare le varianti più complesse che conducono agli schemi in questione.
  4. bini

    21/01/2009, 20:19:31

    Caro Elista,
    dimenticavo, il tuo suggerimento Txe4, non mi sembra riguardi una mia partita.
    A presto
    Bini
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