Sergio Mariotti: the Italian fury

» Personaggi - Inserito da bini il 31/01/2010, 22:05:43

Sergio Mariotti nasce a Firenze il 10 agosto 1946 ed impara a giocare a scacchi abbastanza tardi, all'età di 14 anni.

Ha però la fortuna di giocare spesso con un vecchio principe russo in esilio a Firenze, un certo Obolenskij, che ne scopre il talento e gli insegna parecchi trucchi e tranelli, oltre alle basi per migliorare il proprio gioco.

Nel 1963, al torneo di Imperia, ottiene il titolo di Candidato Maestro.

Nel 1965 a Torino vince il Campionato Italiano Giovanile.

L’anno più importante per Mariotti è però il 1969, che lo vede iniziare come Candidato Maestro e concludere addirittura come Maestro Internazionale.

In quell’anno vince il torneo di Napoli con oltre l’80% dei punti e quello di La Spezia dove ottiene il titolo di Maestro.

Nello stesso anno a San Benedetto del Tronto si laurea Campione Italiano assoluto e questa vittoria gli offre la possibilità di partecipare al torneo Zonale di Praia de Rocha (Portogallo) dove ottiene 3 punti su 4 affrontando 4 Grandi Maestri. Grazie a quest’ultima prestazione ottiene il titolo di Maestro Internazionale. In quell'occasione vince una brillantissima partita contro Glicoric, considerata una tra le migliori partite di quell'anno. Due sconfitte in posizione vinta con giocatori di bassa classifica gli impediscono di qualificarsi.

Nel 1970 Mariotti vince il Torneo di Capodanno a Reggio Emilia.

Nel 1971 nuovamente il Campionato Italiano a San Benedetto del Tronto.

Nel torneo di Venezia del 1971 arriva secondo, conquistando la prima norma di Grande Maestro.

Alle Olimpiadi di Nizza del 1974 è premiato con la medaglia di bronzo individuale come prima scacchiera dietro a Karpov e Torre e, con essa, ottiene la norma definitiva per il titolo di Grande Maestro, diventando così il primo italiano a potersene fregiare a partire dal 1950, cioè dall’istituzione ufficiale del titolo stesso.

Nel 1974 la rivista inglese British Chess Magazine, per il suo gioco brillante, lo soprannominò the Italian fury.

La sua carriera continua ancora positivamente portandolo a qualificarsi nel 1975 per l'Interzonale, battendo il portoghese Durao.

Nel 1976 a Manila gioca molto bene dimostrando uno stile fantasioso, uno spirito combinativo ed inusuali schemi strategici. Si classifica al 10° posto al pari del grande Spassky e di altri importanti Grandi Maestri.

In quegli anni in Italia era oggettivamente difficile intraprendere una carriera esclusiva da scacchista professionista, così Mariotti, per motivi di lavoro, diminuisce la partecipazione ai tornei e il suo gioco perde via via lo smalto dei tempi migliori.

Nel 1976 vince comunque ancora il Torneo di Rovigo.

Nel 1977 è secondo al Ciocco.

Nel 1978 Mariotti partecipa al Torneo Zonale dove si classifica al 4° posto, primo degli esclusi.

Nel 1979 vince il Torneo di Lugano.

Nel 1986 vince il torneo di San Giorgio su Legnano.

Nel 1988, alle Olimpiadi di Salonicco, ottiene un ottimo 50% dei punti.

Ritiratosi dall'attività agonistica, diede ancora il suo contributo nell'organizzazione del mondo scacchistico italiano: dal 1994 al 1996 fu infatti presidente della Federscacchi Italiana.

Dal 2005 al marzo 2009 è stato membro del consiglio direttivo federale e ha ricoperto la carica di Commissario tecnico della squadra azzurra, non disdegnando di tanto in tanto il gioco attivo: nel 2005 ha infatti vinto in solitudine l'importante torneo semilampo "Città di Rocca di Papa” davanti, tra i molti altri, all'allora campione italiano Michele Godena.

Per quanto riguarda la sua carriera scacchistica ci piace ricordare una frase di Tal: "Peccato - disse il campione sovietico - che non abbia avuto il coraggio di fare lo scacchista professionista. Se non avesse scelto la banca, sarebbe diventato uno dei più forti giocatori del mondo".

L'esattezza di questa frase è stata confermata da numerose interviste rilasciate da Mariotti, nelle quali afferma di non essere mai stato un giocatore professionista e di tenere molto al suo lavoro in banca, sostenendo che dedicare troppo tempo agli scacchi, come richiede un'attività ad altissimo livello, avrebbe ostacolato troppo la sua carriera lavorativa.

Noi appassionati di scacchi accettiamo questa decisione, ma lasciateci dire che è un peccato.

Probabilmente, infatti, avremmo potuto vedere Mariotti tra i primi dieci scacchisti del mondo!
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Commenti

  1. Utente: kid

    19/04/2010, 18:08:32

    Bell'articolo, è stato un onore per me stringergli la mano e giocarci contro in simultanea.

    Una cosa: forse è stato meglio così, gli scacchi sono stati per lui una grande passione, ma non si è dedicato completamente ad essi, svolgendo anche una attività lavorativa e ciò gli fa onore.
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