In occasione della primavera di ogni anno, nel mio paese si tiene ormai da tempo una festa cittadina della durata di una settimana, con bancarelle e stands di tutti i tipi sparsi per la città; uno di questi è sempre stato quello del Circolo di scacchi di un paese vicino.
Un pomeriggio di qualche anno fa, in occasione di questa festa, mi soffermai a guardare alcune partite a scacchi tra due anziane persone, caratterizzate da un'ostilità particolarmente marcata tra i due contendenti.
Sebbene giocassero ad un ritmo che consentiva loro di terminare ogni partita in meno di venti minuti, non tralasciavano mai di accompagnare ogni presa con occhiatacce cariche di gioia maligna.
Anche un pedone rubacchiato era l'occasione per un sogghigno ironico.
Ossessionati dall'idea di catturare sempre e comunque dei pezzi, trascuravano il matto in una mossa per precipitarsi su un pedone avversario intrappolato macchinosamente.
Ebbene ricordo che memorizzai una di queste posizioni, nella quale mi pareva che il Bianco potesse giocare per un forte attacco contro il Re avversario, (mentre in partita era stato catturato un insignificante pedone sul lato di Donna) e a casa la sottoposi a Fritz, che mi confermò addirittura che il Bianco aveva il matto.
Quando, il giorno dopo, per caso riuscii ad avvicinarmi al giocatore che guidava i pezzi bianchi, non potei non fargli notare cosa consigliava Fritz in quella posizione.
Stizzito, per tutta risposta sentenziò: "Non mi interessa che cosa dice il tuo amico tedesco!".
Sono questi gli episodi che rendono bello il nostro gioco!
La regola di aumentare il proprio vantaggio materiale è intuitiva, immediata e nota a tutti.
Ci sono giocatori dotati di spiccate attitudini difensive e che non soffrono la pressione dell'avversario che applicano la regola del materiale in maniera sistematica e spesso la loro strategia funziona: anche se le concessioni fatte (arretratezza dello sviluppo, pessima struttura pedonale, scoordinamento dei pezzi ecc.) sono troppe, l'avversario non riesce ad approfittarne e perde le partite perchè a un certo punto il disavanzo materiale fa sentire tutto il suo peso.
La cosa è abbastanza nota a chi gioca con programmi scacchistici di medio-basso livello: catturano tutto, ma per un giocatore di non eccelsa forza sono comunque molto difficili da battere.
Il giocatore più evoluto ragiona in modo diverso e sa che guadagnare un pedone o un pezzo è un indubbio vantaggio .... a meno che non intervengano delle controregole e si debba concedere qualcosa all'avversario in cambio del materiale guadagnato.
La regola del guadagno di materiale funziona se non si perde l'iniziativa. Se guadagniamo una qualità e conserviamo l'attacco, saremmo poco saggi nel non farlo (ammesso ovviamente che il guadagno della qualità sia il massimo vantaggio conseguibile con la prossima mossa).
Se invece l'iniziativa passa totalmente o parzialmente all'avversario ecco che dobbiamo chiederci se saremo in grado di fronteggiare tale iniziativa. Ovviamente la risposta passa attraverso la posizione e in genere si mettono in pratica contromosse che tendono a smorzare l'attacco avversario come, per esempio, cambiare i suoi pezzi attivi, mettere al sicuro il Re, restituire una parte del materiale guadagnato ecc.
La regola del materiale è tanto più importante quanto più è alto il valore dei giocatori.
Fra due principianti perdere una qualità (o persino un pezzo netto) non è certo garanzia di vittoria, perchè la partita può comunque subire cambiamenti di valutazione a causa di grossolani errori.
Fra giocatori molto quotati, se è vero che il materiale può essere tranquillamente controbilanciato dall'iniziativa, è pur vero che se tale iniziativa non porta nel breve tempo a risultati concreti (come può accadere contro i fortissimi attuali software scacchistici), alla fine il vantaggio materiale peserà in modo decisivo.