Alcuni, come toccare i pezzi mentre il suo orologio gira o parlare ad alta voce con il pubblico non sono leciti, altri sono solo fastidiosi e forse un tantino maleducati, come battere le dita sul tavolo in segno d'impazienza, tossire, soffiarsi il naso in continuazione, fissarlo mentre deve muovere, altri ancora sono addirittura pittoreschi come portare una bionda dal seno prorompente, vestita in maniera provocante e farla sedere accanto a sè.
Ma il comportamento a cui ho assistito, e che considero il più subdolo di tutti, è quello legato ad un certo tipo di personaggio che si incontra di tanto in tanto nelle sale dei tornei e che ho deciso di battezzare col nome di "illusionista".
Dunque, vi sarà capitato, almeno qualche volta, di trovarvi in una posizione talmente vantaggiosa, se non addirittura completamente vinta e di non capire come mai il vostro avversario, che ritenete non possa ormai più salvare la partita, non abbandoni.
Bene, è proprio in circostanze come questa che l'illusionista potrebbe manifestarsi.
Se, subito dopo aver mosso, vedete il vostro avversario portarsi la mano alla fronte, come per dire: ".... come ho potuto giocare una mossa così stupida ed accorgermene solo ora ....", oppure lo vedete scuotere ripetutamente il capo in segno di diniego e parlare col pubblico esordendo con un laconico ".... ormai non c'è più niente da fare!", o, peggio ancora, piegare il formulario e alzarsi dal tavolo come se non vedesse l'ora di abbandonare al più presto la sala per fuggire da quella sofferenza che per lui è ormai diventata la partita, ebbene cari amici, in tutti questi casi raddrizzate le orecchie e insospettitevi perchè, novanta volte su cento, avete di fronte a voi l'illusionista.
Invece come vi comportate in questi casi ?
Nel modo più scontato ovviamente; tendete a congratularvi con voi stessi per quanto avete giocato bene e vi rilassate. Non analizzate a fondo la posizione e, certi che la vittoria non possa ormai più sfuggirvi, giocate la mossa più ovvia e naturale, quella che considerate il colpo del KO e che ritenete il vostro avversario si aspetti.
Ed ecco che si compie, come per incanto, l'illusione.
Senza pensarci neppure un secondo il vostro avversario si risiede, si illumina in viso e con ghigno soddisfatto gioca una mossa micidiale chiamando a raccolta gli astanti per mostrare loro la posizione.
Così, ancora increduli, guardate la scacchiera e finalmente diventa tutto chiaro!
Il bieco trucco del vostro avversario è andato a buon fine, ci siete cascati! Il suo comportamento post mossa vi ha indotto a giocare quel tratto sì ovvio ma sbagliato e solo ora vi rendete conto che non c'è proprio più niente da fare, siete voi che dovete abbandonare adesso!
Morale della storia, sempre in guardia e mai rilassarsi perchè, ricordatevi che una partita di scacchi si vince solo per scacco matto o per abbandono!
Anche i grandi sono stati vittima dell'illusionista.
Sentite cosa racconta Kotov:
"Nella mia lontana giovinezza, a Tula, raggiunsi la seguente posizione in una partita di torneo.
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8 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 8 |
7 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 7 |
6 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 6 |
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4 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 4 |
3 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 3 |
2 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 2 |
1 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 1 |
| a | b | c | d | e | f | g | h |
Fen: 5r2/4kBpp/2p5/BpPpN1q1/p2P4/P3P3/1P3PP1/6K1 w - - 0 1
Non posso essere sicuro dell'esatta dislocazione di tutti i pezzi, ma gli elementi essenziali sono chiari nella mia mente, dato che non li ho mai dimenticati.
Io avevo il Nero, ed una posizione completamente vinta. Ero infastidito dal fatto che il mio avversario, un certo Golubev, non abbandonasse, sebbene avesse praticamente un Torre in meno. Era il mio turno di muovere, e decisi che la gioia della vittoria non poteva più essere rimandata. Il mio avversario aveva già piegato il suo formulario in due, dopo averci scritto "Abbandona", e lo aveva messo in tasca. Con aria di infelicità guardava la scacchiera, e sembrava esprimere, con il suo intero comportamento, che non appena avessi eseguito la mossa avrebbe abbandonato.
Così giocai senz'altro la mossa più ovvia possibile, catturando il suo Alfiere con la mia Torre. Immediatamente, l'altro Alfiere guizzò nell'aria e si abbattè come un fulmine in d8. Quindi, con gesto concitato, il mio avversario mise in moto l'orologio e guardò trionfante la gente che seguiva la partita. Tirò fuori il formulario, scrisse in basso la sua mossa, e mise la parola "Abbandona" nella mia colonna. Ero io, quello che doveva abbandonare!"









Utente: vic fontaine
16/07/2009, 13:13:07