Ma cosa intendeva dire Philidor?
Gli scacchi sono spesso paragonati alla guerra. Nell'uno come nell'altro ambito esistono regole strategiche e tattiche ben precise: il combattimento si svolge in entrambi i casi osservando una serie di principi comuni: la mobilitazione delle forze, l'attacco e la difesa, le manovre. Se si lotta in spazi aperti, prevarranno manovre di accerchiamento ad ampio raggio oppure attacchi improvvisi condotti in massa, mentre in un terreno che impedisca questo genere di operazioni i generali ripiegheranno su scorrerie e incursioni laterali.
In ogni partita a scacchi il "campo di battaglia" è determinato dal piazzamento dei pedoni centrali.
Per struttura si intende generalmente la posizione dei pedoni di ogni schieramento, non considerando la situazione dei pezzi.
E' importante notare come la struttura condizioni tutte le decisioni strategiche che si vogliono prendere, in quanto i pedoni, con la loro posizione, formano un contenitore che può cambiare forma a seconda della situazione, e che sarà più o meno esteso su un'ala piuttosto che sull'altra.
Dalla loro precisa posizione dipendono tanto il carattere dell'incontro quanto i tempi scelti dall'attaccante per lanciare la sua offensiva.
La disposizione pedonale ci darà indizi su dove agire durante la partita poichè sarà ovviamente più semplice trovare una buona casa per un pezzo, se ve ne sono tante a disposizione. Se, ad esempio, il centro è bloccato da catene contrapposte di pedoni, i pezzi potranno avvicinarsi al campo nemico solo ricorrendo ad una rotta tortuosa che passa per le ali della scacchiera; ma se il centro è invece del tutto sgombro da pedoni i pezzi a lunga gittata come la Torre e l'Alfiere si scateneranno nel bombardare le postazioni nemiche dalle loro basi ben riparate.
Di conseguenza il giocatore che deve elaborare un piano di gioco e determinare la natura e l'andamento delle schermaglie successive non può ignorare la struttura pedonale che si è venuta delineando nelle case centrali. Chi volesse invece tentare, poniamo il caso, di sorprendere l'avversario manovrando sui bordi della scacchiera quando il centro è completamente libero si esporrebbe ad una vigorosa reazione centrale dell'avversario, che con ogni probabilità giungerebbe a destinazione in anticipo rispetto all'azione laterale.
Come scrisse ancora Philidor, i pedoni "creano da soli l'attacco e la difesa". Per cui, quando avviene un cambiamento nella struttura pedonale, i giocatori dovrebbero riesaminare tutta la loro strategia. Molti hanno la naturale tendenza a modificare con leggerezza le strutture pedonali mediante spinte e catture: è un'inclinazione che va contrastata. Ciò che spesso distingue il maestro dall'amatore è che il maestro sa per esperienza se e quando dispone di una struttura pedonale superiore che non deve essere alterata.
La morale è che una struttura pedonale è parte integrante della posizione, mai un elemento isolato. Avere una buona struttura pedonale significa avere una buona posizione, per cui è necessario riconoscere le differenti strutture pedonali per poter affrontare il mediogioco in maniera rispondente ad ogni struttura.
E' proprio la configurazione dei pedoni a stabilire se i pezzi avranno un buon gioco.