Questi testi si rivolgono generalmente a due categorie di persone: a giocatori, principianti e non, che intendono muovere i primi passi su un’apertura specifica, oppure a forti giocatori già esperti di un sistema, che hanno bisogno di varianti e concetti più avanzati.
Mi ha sempre stupito il fatto che solo pochi di questi manuali integrino, in un capitolo a parte, uno schema della struttura pedonale indicando quali siano le spinte tipiche per entrambi i colori e come prevenirle, nonché i piani e i contropiani per i due colori nel mediogioco.
In realtà è proprio la struttura pedonale che ci suggerisce come sviluppare i nostri pezzi in apertura, in modo da farli cooperare al meglio con i pedoni, ed è sempre la struttura pedonale che ci dà indizi su quale parte della scacchiera agire durante la partita.
Con questo articolo ovvieremo almeno in parte a questo inconveniente parlando di una struttura pedonale che mi sta molto a cuore, la struttura Caro, e cercheremo di evidenziare le principali idee strategiche, per entrambi i colori, che la contraddistinguono.
La prima parte dello studio consiste nel prendere visione della sola struttura pedonale, senza i pezzi, perché questa semplificazione ci consente di capire meglio il movimento dei pedoni e gli scopi che tale movimento si prefigge.
La struttura Caro
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Fen: 8/pp3ppp/2p1p3/8/3P4/8/PPP2PPP/8 w - - 0 1
Come si può vedere dal diagramma il Bianco possiede un pedone centrale in d4, mentre il Nero ha ceduto il proprio pedone “d” per quello avversario in “e” e questo è l’unico cambio di pedoni centrali ad aver avuto luogo.
Nella maggior parte dei casi è il Nero a cedere il centro con dxe4 per cui questa popolare struttura può derivare non solo dalla difesa Caro-Kann, ma anche dalla Difesa Francese quando il Nero cede il centro giocando dxe4, dalla Difesa Scandinava e da varie forme del Gambetto di Donna rifiutato e della Partita Catalana (quando il Bianco gioca e4 e il Nero risponde con d5xe4).
Riesaminando il diagramma che la illustra, vediamo che il Bianco dispone di eccellenti avamposti in corrispondenza delle case e5 e c5. L’avamposto in e5 è particolarmente importante perché se il Nero volesse sgomberarlo dai pezzi avversari, sarebbe costretto a indebolire seriamente il proprio lato di Re con f7-f6.
Anche il Nero dispone di avamposti in d5 e f5, che non superando la linea mediana della scacchiera sono meno forti di quelli del Bianco. In particolare l’avamposto nero in d5 è molto più fragile di quello bianco in e5, perché il tratto c2-c4 rientra spesso nei piani del Bianco per il mediogioco.
La struttura del Nero è comunque molto solida e non è facile per il Bianco aprire il centro senza andare incontro a rischi. Il mediogioco ha di solito un ritmo lento ma il Bianco parte con un vantaggio grazie al suo pedone “d” che gli garantisce un maggiore controllo del centro, migliori avamposti per i pezzi e l’opportunità di effettuare l’importante spinta di rottura d4-d5.
Il principale obbiettivo strategico del Bianco è installare un forte cavallo in e5 e poi attaccare sul lato di Re. Trovandosi inoltre in vantaggio di spazio deve cercare di evitare eccessive semplificazioni.
Il Nero ha un po’ meno spazio a disposizione, ma è comunque difficile che i suoi pezzi finiscano per pestarsi i piedi tra loro. Per dare vitalità ai propri pezzi deve cercare di effettuare le tematiche spinte liberatorie in c5 oppure in e5 non appena se ne presenterà l’occasione.
Studiamo ora i piani per i due colori considerando anche le interazioni dei pezzi con la struttura.
Piani del Nero
A) La strategia della spinta in c5
E’ la mossa più sicura per garantire al Nero un controgioco per il semplice motivo che è più facile da preparare che non la spinta in e5, avendo il Nero un maggiore controllo sulla casa c5. Il suo principale punto di forza è che conferisce libertà ai pezzi minori, mettendo in particolare a disposizione dell’Alfiere camposcuro una promettente lunga diagonale (a7-g1). Se poi dopo c5xd4 il Bianco riprende con un pezzo, il Nero disporrà anche delle case c5 ed e5 per i Cavalli. Nel caso invece il Bianco riprenda in d4 di pedone (cxd4), allora il Nero può bloccare il pedone isolato “d” piazzando un Cavallo in d5. Il suo principale neo è che dopo d4xc5 il Bianco viene ad avere una maggioranza pedonale sul lato di Donna di tre pedoni contro due, fattore che può rivelarsi importante se non addirittura decisivo in finale, meno in mediogioco dove la maggioranza più centralizzata del Nero di quattro pedoni contro tre sul lato di Re fa spesso sentire il suo peso.
Le strategie del Bianco contro la spinta in c5
Per contrapporsi alla spinta del Nero in c5 il Bianco ha le seguenti opzioni:
1) la più comune è il cambio immediato di pedoni d4xc5, che gli assicura l’uso della colonna “d” appena aperta e della grande diagonale a1-h8. Inoltre il Bianco può ottenere la casa d4 per un pezzo minore (di solito un Cavallo), e ritrovarsi con un pedone semilibero sulla colonna “c”. Infine, come abbiamo già detto, nel lungo periodo il tratto d4xc5 dà al Bianco il vantaggio di una maggioranza sul lato di Donna;
2) spingere in d5. Esistono due casi nei quali questa spinta è efficace: a) se il Nero non ha preso le dovute precauzioni, il Bianco può avanzare e mantenere un pedone in d5, che sarà ancor più forte di quello in d4. Questa eventualità è per lo più abbastanza rara; b) molto più frequente è il caso in cui, malgrado il Nero abbia preso delle precauzioni contro la spinta d4-d5, il Bianco spinge ugualmente in d5 con l’idea di sacrificare il pedone per aprire le diagonali e le colonne centrali a beneficio dei propri pezzi;
3) impedire la spinta in c5 drasticamente con la spinta c4-c5. Questa spinta ha pro e contro. Avanzando il pedone in c5 il Bianco cede la casa d5 ai pezzi neri, trasforma il proprio pedone “d” in un pedone arretrato, nonché in obiettivo permanente d’attacco, e consente al Nero di aprire le linee con b7-b6. I vantaggi di questa spinta sono che il Bianco tiene saldamente sotto controllo il centro e può pensare all’attacco sul lato di Re. Nella pratica non è facile valutare quando i vantaggi superino gli svantaggi.
B) La strategia della spinta in e5
Se il Nero ha la possibilità di scegliere tra le due spinte liberatorie c6-c5 e e6-e5, ha un ottimo motivo per optare per quest’ultima. Infatti, mentre la spinta di rottura in c5 sottolinea la maggioranza del Bianco sul lato di Donna, la spinta in e5 la neutralizza. Inoltre se la spinta in c5 aiuta il Nero a liberare il proprio Alfiere campochiaro, quella in e5 gli spalanca le porte. La spinta in e5 è però più difficile da realizzare rispetto alla spinta in c5 perché la casa e5 è di solito ben controllata dal Bianco, mentre capita raramente che un pezzo bianco controlli la casa c5 (a parte l’Ae3 che però blocca la colonna “e”). Inoltre l’Alfiere camposcuro del Nero viene sviluppato di solito in e7, da dove tiene d’occhio la casa c5, ma non quella in e5.
Le strategie del Bianco contro la spinta in e5
Poiché il Nero con la spinta in e5 può ottenere uno gioco libero, e a volte anche più della semplice parità, il Bianco ha tutto l’interesse di frenare tale spinta e può farlo in vari modi:
1) controllando più volte la casa e5 con i pezzi con lo scopo di prevenirla (set – up: Cf3, Torre oppure Donna sulla colonna “e”);
2) impedendola drasticamente portando un Cavallo in e5. Se il Nero cattura il Cavallo rischia di trovarsi costretto a giocare in spazi ristretti (nelle sue prime due traverse).
Piani del Bianco
A) La strategia della spinta in d5
La strategia più aggressiva per il Bianco consiste nel preparare d4-d5 con la spinta c4. Di solito questa spinta è di difficile attuazione e richiede, da parte del Bianco, un’attenta pianificazione. Può però risultare molto remunerativa in particolare se il Bianco possiede un miglior sviluppo.
Le strategie del Nero contro la spinta in d5
Il Nero deve cercare di mettere sotto tiro il pedone d4 del Bianco, rimasto senza il sostegno del suo vicino che si è portato in c4, e lo può fare con la spinta tematica in c5 e portando una Torre lungo la colonna “d”. Poiché ha meno spazio a disposizione, deve inoltre cercare di cambiare i pezzi, in particolare quelli minori, dopodiché i problemi del pedone “d” del Bianco si amplificano perché il Nero può impedire d4-d5 attaccando il pedone debole “d” con il raddoppio dei pezzi pesanti lungo la colonna “d”.
B) Punire il gioco passivo del Nero
Abbiamo già detto che la principale strategia del Nero consiste nelle spinte liberatorie c5 o e5 che vanno pensate già a partire dalla 7^ mossa. Se però il Nero …. se ne dimentica i suoi pezzi non potranno prendere parte attiva alla lotta per il centro; se poi il Bianco riesce a sfruttare questa sbagliata politica attendistica da parte del suo avversario e a impedire una volta per tutte queste due spinte ecco che si ritroverà ad avere mano libera nel mediogioco in virtù della sua forte centralizzazione: una volta impedito qualsiasi iniziativa e controgioco avversario potrà iniziare un decisivo attacco sul lato di Re di solito usando la casa e5 come trampolino di lancio per i propri pezzi.



Utente: Lupin
12/05/2011, 22:10:56