Il Gambetto

» Gambetto - Inserito da bini il 06/05/2009, 13:42:20

Chi avrebbe mai detto che tra gambetti e controgambetti esistono più di 250 varianti principali? Eppure in torneo può accadere a chiunque, almeno una volta, di dover fronteggiare una di queste armi che spesso si rivelano tremende quando utilizzate da un giocatore d'attacco che conosca le linee più forti che ne derivano. Trovarsi impreparati può voler dire perdere una partita in poche mosse oppure sprecare parecchio tempo prezioso nel tentativo di demolire e punire sulla scacchiera la temerarietà dell'avversario, cosa non sempre facile.... Oppure magari si può desiderare di sorprendere i propri avversari ed utilizzare una linea di apertura poco nota, un gambetto dimenticato...

La storia del gambetto

La parola "gambetto" viene dall'italiano: dare il gambetto, fare lo sgambetto. Non a caso: i primi esempi di aperture con gambetti si devono alla scuola italiana del '500 rappresentata da Ponziani ed in seguito, da Gioacchino Greco, detto Il Calabrese, nato nel 1600 e scomparso prematuramente a soli 34 anni nel 1634. La caratteristica della scuola italiana era la ricerca dell'apertura precoce della partita, dove le forze dei due contendenti si scontrano sin dalle prime mosse. Per forzare lo sviluppo dei pezzi, si utilizzava il gambetto: un sacrificio di uno o due pedoni, talvolta anche di un pezzo minore, nelle prime mosse della partita. Dopo un periodo di perfezionamento della teoria alla fine del '700 dovuto al francese Philidor, il primo vero stratega degli scacchi e valorizzatore dell'importanza del pedone, il gambetto viene alla ribalta in seguito alla grande pubblicità data al famoso torneo di Londra del 1851: il mondo scacchistico cadde sotto l'influenza del Movimento Romantico, la scuola combinativa di Adolf Anderssen e Morphy. Si trattava in pratica di un perfezionamento delle idee già accennate dalla Scuola Italiana, su basi nuove e tecnicamente più solide. Willhelm Steinitz, il fondatore della Scuola Posizionale, fu anche il primo campione ufficiale del mondo; egli adottò e adattò alcune varianti del gambetto di Re contribuendo ad accreditarlo.

I protagonisti del gambetto

Tra gli altri giocatori dell'800 che contribuirono alla diffusione del gambetto, merita una menzione particolare il geniale Paul Morphy, senz'altro all'altezza dei giocatori tattici più recenti quali Alekine, Bronstein, Tal, Spassky, Fischer e Kasparov. Tra i giocatori di altissimo livello che usano attualmente il gambetto, menzioniamo: Kasparov, Short, Shirov, Timman, Nunn, Sokolov, Ivanchuk, Geller, Kamsky, Beliavsky. Tra gli italiani che usano con successo il gambetto, ricordiamo: Sergio Mariotti, Tatai, Lanzani, Lotti, Fabiano. Tra gli autori che hanno contribuito maggiormente allo sviluppo della teoria con le loro pubblicazioni, meritano principalmente una menzione: Bilguer, Gunderam, Pachman, Diemer, Keres, Berliner (campione del mondo per corrispondenza), Estrin (campione del mondo per corrispondenza). Inoltre vorrei ricordare l'importanza per lo sviluppo della Teoria dei Tornei tematici, purtroppo abbastanza rari. Si tratta di Tornei, sia a tavolino che per corrispondenza, impostati su una particolare variante predisposta di apertura su cui i giocatori si cimentano in turni sia col B che con il N. Essi si rivelano particolarmente utili per lo sviluppo della teoria, specialmente per le varianti altrimenti rare solo perché passate di moda...In effetti, taluni gambetti portano a posizioni talmente complesse che pochi giocatori si azzardano a tentarle a tavolino e preferiscono trattarle nelle partite per corrispondenza. Come in altri campi, anche negli scacchi il coraggio non è una qualità condivisa da tutti...

Il concetto del gambetto, energia contro materia

Con il gambetto, si applica negli scacchi un principio diventato popolare nella fisica con la Teoria della relatività di Einstein. Ovvero la possibilità di trasformare la materia in energia. E' ciò che avviene sulla scacchiera quando, scomparso il pezzo (la materia) offerto col gambetto (e quando questi viene accettato) si crea una posizione in cui la minor quantità di pezzi (materia) viene compensata da una maggior dinamicità della posizione, da un maggior sviluppo dei pezzi con conseguenti maggiori possibilità combinative (energia). In alcuni casi, la supremazia raggiunta nella posizione si ritrasforma in materia, per esempio quando viene forzato il controsacrificio da parte dell'avversario al fine di ristabilire l'equilibrio.

Il controgambetto e la trasposizione di mosse

Nel caso l'avversario, invece di accettare il materiale offertogli col gambetto, sacrifichi egli stesso del materiale effettuando a sua volta un gambetto, si parla di "controgambetto". Normalmente è effettuato dal nero. Quando un gambetto tipicamente effettuato dal B, venga effettuato dal N, qualora questo gambetto non abbia già un suo nome, si parla di gambetto in contromossa (es. Gambetto di Donna in contromossa). Un esempio tipico può essere dato dal B che, muovendo 1.a3, come talvolta faceva Anderssen, può rientrare in posizioni di gambetto tipiche del N.

Attenzione particolare deve essere data alla possibilità di effettuare una trasposizione nelle prime mosse. Questo anche al fine di reperire i gambetti nell'indice contenuto alla fine del libro. Ad esempio, il gambetto Blackmar-Diemer 1.d4 d5 2.e4 de4 3.Cc3 Cf6 4.f3, può anche arrivare dalla Caro-Kann: 1.e4 c6 2.d4 d5 3.Cc3 de4 4.f3 ef3 5.Cf3 Cf6, oppure dalla Scandinava: 1.e4 d5 2.d4 de4 3.Cc3 Cf6 4.f3, oppure dalla Alekine: 1.e4 Cf6 2.Cc3 d5 3.d4 de4 4.f3, oppure dalla Veresov: 1.d4 Cf6 2.Cc3 d5 3.Ag5 e6 4.e4 de4 5.f3, dalla Francese: 1.e4 e6 2.d4 d5 3.Cc3 de4 4.f3. Qualora quindi non si trovi un gambetto che comincia con ad es. 1.d4 b5 2.e4, si tenti la ricerca in: 1.e4 b5 2.d4.

Fonte: www.underworld.fortunecity.com
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Commenti

  1. Utente: Arroccolo

    01/06/2010, 15:22:54

    Riguardo il concetto del gambetto, energia contro materia, potremmo quindi teorizzare una piccola modifica alla famosa formula:

    E = KGA

    :-)

    Sempre interessantissimi questi articoli! Peccato che mi perdo nelle lunghe sequele delle mosse... :(
  2. Utente: Carotino

    02/06/2010, 07:23:18

    Aaargh!!! Bini, ti prego, non dimenticare uno dei miei idoli, il grande Mikhail Ivanovic Cigorin. Se nel periodo della sfida con Steinitz (cuba 1891) non si fosse ammalato, probabilmente la storia degli scacchi sarebbe diversa!
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