Novità teorica .... in un finale teorico!

» Finali - Inserito da bini il 28/05/2011, 11:08:32

Ogni volta che si sente parlare di novità teorica negli scacchi, la nostra mente automaticamente la associa a una qualche variante d’apertura.

Questo è quello che ho sempre pensato anch’io … almeno fino a quando non ho letto, su www.chess.com, di un interessantissimo articolo riguardante un finale di partita giocato da Vassily Ivanchuk nel quale si mostrava come il campione ucraino fosse stato in grado di trovare un nuovo piano di gioco in un vecchio finale teorico.

Di solito si pensa che le idee e i piani tipici nei finali teorici siano stati sufficientemente analizzati e sviscerati nei manuali sui finali e che, in proposito, ci sia ben poco altro da aggiungere se non l’esigenza di studiarli con cura per carpirne la necessaria tecnica.

Evidentemente non sempre è così, almeno non per Ivanchuk! Alcuni hanno addirittura ipotizzato che egli non fosse a conoscenza delle analisi sui libri della posizione e che avesse dovuto elaborare il suo piano direttamente sulla scacchiera durante la partita. Conoscendo il livello di gioco di Ivanchuk, la sua erudizione e la memoria fenomenale, sono più portato a credere che lo conoscesse ma avesse voluto sperimentare qualcosa di diverso.

Oltretutto il nuovo piano ideato da Ivanchuk è risultato, alla prova dei fatti, più promettente rispetto alla tradizionale difesa passiva che era comunemente usata in questo tipico finale di partita.

Ma vediamo come è andata.

Aronian – Ivanchuk, Wijk aan Zee 2008

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Fen: 8/1R3p2/4k1p1/1P5p/7P/6P1/1r3PK1/8 b - - 0 1


Nella posizione del diagramma, dopo le mosse 1. … Tb3 2. Rf1 Tb2 3. Re1

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Fen: 8/1R3p2/4k1p1/1P5p/7P/6P1/1r3P2/4K3 b - - 0 1


si raggiunge una nota posizione teorica. Nel suo manuale dei finali Mark Dvoretsky ci illustra i principi generali per affrontare simili finali complessi. In buona sostanza ci insegna che l’esito dell’incontro dipende dalla posizione attiva dei Re (per ambo le parti è meglio averli centralizzati: nella posizione del diagramma quello Nero è più attivo del suo collega Bianco) e dalla collocazione della Torre nera (nella posizione del diagramma essa occupa la miglior casa possibile, dietro il pedone passato del Bianco e in seconda traversa per tenere sotto tiro il pedone “f”). Per quanto riguarda i piani, il Bianco deve spingere il proprio pedone passato in sesta e poi portare il suo Re sul lato di Donna dove dispone di un riparo dagli scacchi verticali. Nel frattempo la Torre nera, dopo aver eliminato uno o due pedoni bianchi sul lato di Re si sacrificherà sul pedone passato “b”, dando vita ad un tagliente finale di Torre contro pedoni, il cui esito dipenderà dalla capacità del Re bianco di fare tempestivamente ritorno sul lato di Re. Rispetto alle posizioni nelle quali il pedone passato è sulla colonna “a”, qui il Bianco dispone di un importante vantaggio: possiede infatti il pedone “b” invece di quello “a” e ciò gli concede un vantaggio di due tempi: infatti il Re bianco, nella corsa verso il proprio pedone passato, lo raggiunge con una mossa d’anticipo e risparmia un ulteriore tempo nel tornare indietro dopo aver guadagnato la Torre per il pedone.

Nella nostra posizione i pro e i contro per i due colori si equivalgono e il finale è notoriamente patto. Vediamo ora tre possibili piani buoni per pattare: i primi due sono i vecchi piani indicati finora dalla teoria, il terzo è il nuovo piano ideato da Ivanchuk.

I° piano: il piano rischioso di Florian: nella partita per corrispondenza Hollis – Florian, 1972, dopo le mosse 3. … Rf6 4. b6 Re6 5. f3 Tb3 6. Re2 Rf6 7. Rd2 Florian giocò l’attiva ma rischiosa 7. … Txf3

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cui seguì 8. Rc2 (con la minaccia 9. Txf7+ Rxf7 10. b7). Qui Florian optò per la debole 8. … Tf5? ed il suo avversario vinse meritatamente dopo una splendida prestazione tecnica. In seguito Hollis pubblicò i suoi commenti e affermò che la vittoria del Bianco era comunque del tutto naturale anche dopo 8. … Tf2+?, la radicale 8. … Txg3 e 8. … Te3. Analisi successive di Yuri Averbakh hanno comunque dimostrato che dopo 8. … Te3!

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(la mossa migliore), con un gioco perfetto il Nero può salvarsi: segue infatti 9. Tc7 Te8 10. b7 (10. Tc3 Tb8 11. Tb3 Re6 =) 10 … Tb8 11. Rd3 Rf5! 12. Txf7+ (12. Re3 f6 13. Rf3 g5 14. Te7 Td8 15. Te3 Tb8 16. Tb3 Re5 17. Re3 Rd5 = permette al Nero di difendersi senza troppi problemi) 12. … Rg4 13. Tf4+ Rxg3 14. Tb4 g5!

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(il Nero deve giocare attivamente: qui Hollis prese in considerazione solo la passiva 14. … Rh3, che perde perché il Bianco può fare uso dello zugzwang per trasferire il proprio Re oltre la quarta traversa, senza permettere al Nero di catturare il pedone h4) 15. hxg5 h4 16. g6 h3 17. g7 h2 18. Tb1 Rg2 19. Re4 h1=D 20. Txh1 Rxh1 la posizione sarebbe vinta se i pedoni fossero più vicini, ma così è solo patta 21. Rd5 Rh2 22. Rc6 Tg8! =.

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II° piano: la difesa passiva di Kantorovich: un importante contributo alla comprensione di questo finale è stato portato da Kantorovich, il quale ha proposto un nuovo piano difensivo dai contorni puramente posizionali. Dopo 3. … Rf6 4. b6 Re6 5. f3 Tb3 6. Re2 Rf6 7. Rd2 Kantorovich propone 7. … Re6! (invece di 7. … Txf3).

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Fen: 8/1R3p2/1P2k1p1/7p/7P/1r3PP1/3K4/8 w - - 0 1


Il fatto che il pedone “b” sia più vicino al Re rispetto al pedone di Torre ha un aspetto positivo per il Nero: rinunciando alla gara di velocità, egli può adottare una strategia completamente inattesa e accingersi alla costruzione di una fortezza! Il suo Re può lottare su due fronti, difendendo il pedone f7 e allo stesso tempo impedendo al Re avversario di penetrare nel suo territorio. Segue 8. Rc2 Tb5 9. Rc3 Tb1 10. Rc4 Tc1+ 11. Rb5 Tb1+ 12. Rc6 Tc1+ = e il Re deve retrocedere.

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Se invece 10. Tb8 (liberando la casa b7, ma togliendo l’attacco al pedone f7), secondo Kantorovich si può giocare 10. … Rd6 11. Rc4 Tb2! (ancora una volta il Re bianco non può avanzare) 12. Tb7 Re6 oppure 10. … Rd5!? senza temere 11. b7 Rc6 12. Tc8+ Rxb7 13. Tf8 Tg1 14. Txf7+ Rc8 =. Kantorovich non ha fornito ulteriori analisi a supporto del suo magistrale piano difensivo ed anzi non era nemmeno sicuro che il piano fosse sufficiente per pattare. In effetti la lotta non è ancora conclusa e il Bianco ha a disposizione numerose altre risorse: ad esempio, può manovrare con il Re o avanzare i pedoni g3-g4 oppure f3-f4-f5. Successive analisi di Dvoretsky hanno comunque dimostrato che, a gioco corretto, il Nero si salva anche dopo 10. g4, 10. Tb8 e 10. Rc4 Tc1+ 11. Rb3 Tb1+ 12. Ra2!? Tb5 ecc.

III° piano: il nuovo piano attivo di Ivanchuk: nella partita in questione Ivanchuk dimostra quanto sia importante per il giocatore in svantaggio attuare l’immediato controgioco basato sulle spinte di pedoni f6-g5 e poi h4 e sulla rapida attivazione del Re. 3. … f6!? 4. Rf1 Rf5 5. b6 Re6 6. f3 (6. Tb8 Rf7 7. Re1 g5! 8. hxg5 fxg5 9. b7 Rg7 10. f4 h4! =) 6. … Tb1+ 7. Rf2 Tb3 8. Re2 g5!

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9. hxg5 (9. Tb8 gxh4 10. b7 Rf5! 11. g4+ hxg4 12. fxg4+ Rf4 13. g5 f5 14. g6 Te3+ 15. Rf2 Te7 =) 9. … fxg5 10. Tb8 Rf7 11. b7 Rg7 12. f4 (12. Rf2 Tb2+ 13. Rg1 Tb1+ 14. Rg2 Tb2+ 15. Rh3 Tb3 =) 12. ... h4!

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13. f5 h3 14. f6+ (14. Rf2 Tb2+ 15. Rg1 Tb1+ 16. Rh2 g4 17. f6+ Rf7 18. Th8 Tb2+ 19. Rg1 Tb1+ 20. Rf2 h2 21. Txh2 Rxf6 22. Th7 Tb3 =) 14. … Rf7 15. Th8 h2 16. Txh2 Rxf6 17. Th7 Rf5 18. Rd2 Rg4 19. Td7 Rh3 1/2 - 1/2

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Ritengo che in questo finale Ivanchuk abbia creato un vero e proprio capolavoro di tecnica e mi auguro che il suo nuovo piano sia degno di entrare in tutti i manuali sui finali che verranno stampati da qui in futuro!

fonti:
www.chess.com
Il manuale dei finali
Enciclopedia essenziale dei finali
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