Perchè studiare i finali ?

» Finali - Inserito da bini il 20/01/2010, 19:27:49

“Sarebbe un grave errore studiare l’apertura senza avere in mente i successivi mediogioco e finale. Allo stesso modo sarebbe sbagliato studiare il mediogioco senza considerare il finale. Questo ragionamento prova chiaramente che, per migliorare il vostro gioco, dovrete innanzitutto studiare il finale; inoltre, mentre i finali vanno studiati e padroneggiati di per se stessi, il mediogioco e l’apertura vanno studiati in relazione al finale.”
Josè Raul Capablanca

Dalle parole di Capablanca si evince subito quanto importante sia lo studio del finale. Se paragoniamo il gioco degli scacchi ad una casa, si potrebbe dire che il finale sono le fondamenta, il mediogioco i muri esterni e il tetto l’apertura; non possono esistere i muri senza fondamenta, così come non può esistere il tetto senza i muri. Negli scacchi non si può quindi studiare un’apertura senza conoscere le strutture pedonali e i piani a cui dà origine nel mediogioco, così come non si può assimilare il mediogioco senza considerare le debolezze pedonali e i possibili finali che ne possono derivare.

I giocatori meno esperti, invece, hanno paura di addentrarsi nel finale e solitamente nutrono la speranza di poter concludere la partita nel mediogioco, magari con un brillante attacco al Re nemico. Non conoscendo bene i finali, preferiscono evitarli ad ogni costo e così rovinano di continuo posizioni nelle quali avrebbero potuto forzare l’ingresso in un finale lievemente inferiore, patto o peggio ancora favorevole.

Ma perché il finale è così poco amato ?

Uno dei più diffusi e radicati pregiudizi per cui molti giocatori non lo apprezzano vuole che lo studio del finale sia noioso perchè in questa fase della partita l’aspetto scientifico del gioco prevale su quello creativo. Così per molti il finale non permette di esprimere il proprio talento artistico dal momento che gli aspetti tattici e dinamici che caratterizzano le posizioni del mediogioco scompaiono per la natura stessa del finale.

Niente di più falso ! Chi si accosterà allo studio del finale con lo spirito giusto si renderà presto conto che anche questa è un’arte.

Tutti i più forti giocatori, compresi i campioni dell’attacco quali Alekhine, Tal, Fischer e Kasparov sono stati fortissimi finalisti, sempre pronti ad adeguare lo stile del loro gioco alle necessità oggettive della posizione e non viceversa.

Alekhine scriveva: “Giocare per complicare ha senso solo quando non è possibile trovare una continuazione chiara e logica.”

Ecco perché il finale non è solo un inutile prolungamento della partita: al contrario, cambiare i pezzi è, in molti casi, il sistema più sicuro e implacabile per realizzare un vantaggio di posizione o di materiale acquisito nel mediogioco. Se si vuole eccellere nel gioco degli scacchi bisogna quindi possedere una solida tecnica del finale.

A mio modo di vedere lo studio dei finali andrebbe fatto per gradi.

Innanzitutto si dovrebbe cercare di assimilare la teoria del finale, cioè quelle posizioni teoriche fondamentali del finale con un numero molto limitato di pezzi. In questo caso la cosa più importante non è la memorizzazione di centinaia di posizioni, ma la comprensione approfondita di pochi principi generali, procedimenti standard e idee basilari di un numero limitato di posizioni tipiche importanti, che ricorrono con maggiore frequenza, spiegate e analizzate esaurientemente. Le letture consigliate sono “Il manuale dei finali” di Dvoretskij e il CD-ROM “Cosa bisogna sapere sui finali” di Averbakh.

Successivamente si può passare ai finali tattici, la maggioranza dei quali sono noti sotto forma di studio, per poter apprezzare anche l’aspetto tattico-artistico del finale, senza mai perdere di vista la possibilità di applicare in partita le suggestive idee che si sono apprese. Si consiglia qui la lettura di “La tattica nel finale” di Nunn.

Infine ci si dovrebbe dedicare allo studio dei finali più complessi, quelli che iniziano con un maggior numero di pezzi, al fine di padroneggiare la tecnica del finale attraverso l’analisi minuziosa di finali commentati, tratti da partite di famosi giocatori. Nello specifico i testi consigliati riguardano il modo di pensare nel finale e sono “La strategia nel finale” di Shereshevskij e “Lezioni tecniche per diventare maestro di scacchi” di Dvoretskij.

Come per tutte le discipline, infine, è poi essenziale mettere alla prova quanto si è studiato esercitandosi contro un valido avversario, anzi è indispensabile altrimenti non si ha modo di verificare nella pratica quanto si è appreso. Ovviamente il valido avversario è il computer. Il concetto dunque è questo: studiate per bene un finale sul libro, lo caricate poi in un programma e lo giocate contro tutti i motori che avete. Non vi dico la soddisfazione che proverete quando, dopo aver perso un paio di volte, riuscite ad applicare il metodo letto e a vincere il finale contro i motori con facilità irrisoria perché avete afferrato “il concetto” che sta alla base di tutto.
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Commenti

  1. Utente: ghiceda

    21/01/2010, 09:34:19

    Bravo Bini, condivido in pieno tutto quello che hai scritto!!!!!!!!
  2. Utente: Nophiq

    21/01/2010, 11:50:02

    Hai ragione bini soprattutto quando parli che studiare i finali è noioso. Qualche mese fa avevo intrapreso lo studio specifico dei finali di torre e devo dire che a metà del libro ho abbandonato lo studio perchè troppo ripetitivo e noiso. Probabilmente ho solo sbagliato metodo di studio (oppure libro su cui studiare)..

    Sono comunque convinto di quanto ha detto Capablanca, pertanto se volessi fare un salto di qualità lo farei a partire dai finali.

    Grazie per l'articolo :)
  3. Utente: OrsoYoghi

    21/01/2010, 19:44:37

    Da giocatore principante "colpito e affondato". Infatti mi rendo conto che, magari inconsciamente, cercavo in tutti i modi di evitare il finale anche al costo di improbabili sacrifici che funzionano magari, solo con giocatori ancora peggiori di me.
    Ti ringrazio della riflessione che mi sta portando in questo mondo: probabilmente così si può giocare in mediogioco più tranquillo se si è fiduciosi nelle proprie capacità nel finale. Grazie ancora!
  4. Utente: bini

    21/01/2010, 19:48:30

    Io quando giocavo a tavolino non ho mai intrapreso un serio studio dei finali.
    Ho incominciato a studiarli veramente solo da quando gioco per corrispondenza. All'inizio l'ho fatto un po' di controvoglia, solo perchè ero costretto, ma in seguito me ne sono veramente innamorato e adesso il finale è la parte della partita che preferisco.
    Il finale mi piace perchè, a differenza del mediogioco può essere "controllato". Nel mediogioco, anche dopo un'accurata analisi, non sei mai sicuro di aver giocato la mossa più forte, perchè qualcosa può esserti sfuggito. Nel finale puoi invece calcolare tutto e capire con chiarezza se vincerai, patterai oppure perderai.
  5. Utente: ytoong

    22/01/2010, 10:00:11

    ciao Fabio complimenti per il meraviglioso articolo molto chiaro ed esaudiente.
    Io stò iniziando adesso a studiare i finali quindi farò tesoro dei tuoi consigli.
    Una precisazione che magari interessa anche altri dici "studiate per bene un finale sul libro, lo caricate poi in un programma e lo giocate contro tutti i motori che avete" come si fà' sarebbe interessante un articolo che spieghi l''uso di questi programmi.
    Giacomo
  6. Utente: vic fontaine

    22/01/2010, 13:30:03

    Ciao carissimo,
    conosci il libro del GM Edmar Mednis "Dall'apertura al finale" (Mursia)? L'autore lo ha pensato per tutti coloro che vorrebbero saltare a piè pari il mediogioco per passare direttamente - come dice il titolo - dall'apertura al finale, e questo anche per le ragioni che tu hai così ben spiegato, esaminando vari casi di aperture che lo consentono (Ovest-Indiana variante principale, Spagnola-variante di cambio con 5.0-0, Est-Indiana-variante di cambio con d4xe5 ecc.) e sviscerando varie idee che possono andar benone contro certi iper-tattici che finiscono per trovarsi a malpartito senza le loro adorate complicazioni tattiche. E' un tipo di strategia assolutamente interessante e per nulla rinunciataria (come ad una prima inaccorta occhiata potrebbe sembrare).
  7. Utente: bini

    23/01/2010, 12:13:37

    @ytoong
    Se per es. hai Fritz vai su File-Nuovo-Imposta posizione dopodichè imposti sulla scacchiera la posizione che ti interessa e dai OK. Per partire col gioco fai Strumenti-Analisi-Analisi profonda posizione. Io lascio pensare il motore dai due ai tre minuti e se non ha ancora mosso lo costringo a muovere subito con l'apposito tasto.
    Per cambiare motore fai Motore-Cambia motore principale e scegli il motore che ti interessa.

    @vic fontaine
    Il libro di Mednis non l'ho mai letto ma mi sembra possa essere certamente molto interessante. La tattica di scegliere aperture che ti consentano di saltare il mediogioco e di passare presto al finale mi sembra possa funzionare soprattutto tra i giocatori di categoria nazionale. Conoscevo un tale (non classificato) che era molto restio a studiare le aperture. Giocava 1.d4 e dopo 1. ... Cf6 o 1. ... d5 rispondeva con 2.Cd2!? (che se non erro è la neo-battezzata apertura Santa Rosa). Poi con dei cambi scialbi giungeva subito al finale dove era fortissimo (ottimo colpo d'occhio e velocità d'esecuzione). Nei tornei semilampo a cui partecipava l'ho sempre visto fra i primi sei classificati e una volta l'ho anche visto sconfiggere un Maestro. Era certo un giocatore atipico, ma questa tattica gli ha di sicuro fruttato molti punti.
  8. emilio

    26/01/2010, 12:38:07

    Qualcuno è in grado di darmi informazioni sugli scacchi 960.Grazie
  9. Utente: Nophiq

    26/01/2010, 14:09:37

    @emilio:

    ciao, considerando il bianco, la posizione iniziale negli scacchi960 comporta un ordinamento casuale dei pezzi della prima riga (torri, cavalli, alfieri, donna e re) con due sole regole:

    a) Gli alfieri devono essere su case diverse

    b) Il re deve essere in mezzo alle due torri (per permettere l'arrocco).

    Il nero dispone i propri pezzi a specchio.

    Disposti i pezzi si gioca normalmente con le regole classiche. Da fare attenzione è l'arrocco che è un pò particolare, per il quale ti rimando ad un articolo presente nell'archivio:

    http://www.giocareascacchi.it/articoli/Altro/417-L-arrocco-negli-scacchi-960.html

    Ciao

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