Pensare per schemi nel finale

» Finali - Inserito da bini il 22/02/2009, 15:05:01

Una buona tecnica nel finale richiede la capacità di pensare per schemi, il che significa essere in grado di ricercare in una data posizione delle specifiche configurazioni o sistemazioni di pezzi e cercare poi di raggiungerle tramite il calcolo.

I grandi specialisti del finale tendono a pensare nel modo che segue: quando vedono una posizione di finale non pensano in termini di "se questa, allora questa, poi questa, ecc.", ma vanno alla ricerca del piazzamento ottimale per i loro pezzi.
Ciò potrebbe assimilarsi a un piano, ma c'è una differenza, per quanto lieve. Il piano è un modo di procedere in una posizione: farò questo e poi quello. Pensare per schemi avviene quando vedo, per esempio, che se il mio cavallo andrà qui e il suo alfire là, allora vincerò in questo modo oppure otterrò quest'altro. E'dopo che si elabora un piano per eseguire in qualche modo tutto questo. Pensare per schemi viene prima di pianificare. Una fortezza è segno inconfondibile di ragionamento per schemi: se i pezzi sono piazzati in questo modo, allora non posso perdere.

L'eccellente finale che segue illustra come il Bianco, in alcune posizioni, abbia pensato per schemi e impiegato poi un semplice piano per portare avanti i suoi programmi.

DANIELSEN - A. PETROSJAN (Schwerin 1999)

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: 8/8/8/4Bp1k/4b3/7P/2p5/2N3K1 w - - 0 1

La situazione in questo finale è subito chiara: il Bianco ha il vantaggio di un cavallo per un pedone passato, nonchè un pedone passato a propria volta. Ciò nondimeno, vincere il finale non sarà facile e, come vedremo, richiede ciò che alcuni chiamerebbero elaborare "posizioni fantasia" e altri semplicemente pensare per schemi. Nel tentativo di vincere il bianco manovrerà i suoi pezzi su case specifiche, mentre il Nero tenterà di costruire una fortezza. Risulta che il Bianco un modo di abbattere questa fortezza ce l'ha ed è uno spettacolo tutto da vedere ....

57.Af4

Il Bianco deve formulare un piano per non perdere qualunque possibilità di vittoria che ancora mantenga qui. Il piano corretto si svolge come segue: portare il pedone in h4 e il cavallo in f4, che insieme formano così una barriera contro il re nemico. Nel frattempo l'alfiere bianco terrà d'occhio il pedone "c" e il Nero non sarà in grado di fare alcunchè di costruttivo sulle case bianche.

Quella che segue è la posizione da raggiungere. Il Bianco inizia ora le sua manovre.

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: 8/8/7k/5p2/2b2N1P/6K1/2p5/2B5 w - - 0 1


57.....Rh4 58.Rh2 Ad5 59.Cd3 Ac4

Il Nero non si illude di poter bloccare il pedone "h": dopo 59....Ac6 60.Ce5 Ae4 61.Ac1 Ab7 62.Cg6+ Rh5 63.Cf4+ Rh4 64.Ab2, la minaccia di 65.Af6 matto forza il Nero alla ritirata con 64.....Rg5 dopodichè il Bianco porta a termine la prima fase del piano con 65.Rg3 e 64.h4+.

60.Ce1 Ab3 61.Cf3+ Rh5 62.Rg3 Ad5 63.Cd4 Ae4 64.Ac1 Ad3 65.Ce6 Ac4 66.Cf4+ Rg5 67.h4+ Rh6

La prima parte è stata portata a termine. Il bianco ha impedito ogni forma di controgioco sul pedone "h" e può ora impiegare il re in chiave attiva piuttosto che difensiva. Qual è dunque il piano vincente del bianco? Diamo un'occhiata alla posizione a mente fresca: il cavallo sta benissimo in f4, l'alfiere gli tiene dietro continuando a tenere d'occhio il pedone "c", mentre il pedone "h" è pronto a marciare al primo segnale (che potrebbe essere un qualche tentativo del re nero di rientrare in gioco). L'alfiere nero non può controbattere le ambizioni del Bianco, dato che questi le può perseguire sulle case nere.
Il Nero, tuttavia, non ha necessariamente bisogno di un controgioco attivo: se il Bianco avanza il pedone "h" questo sarà difficile da difendere. Per esempio, se 68.h5? il Nero gioca istantaneamente 68....Rg5!, dopodichè non esiste difesa adeguata contro ....Af7xh5 con patta immediata. Il Bianco potrebbe starsene semplicemente sulle sue e gironzolare con il re nella speranza che accada qualcosa prima che la partita sia dichiarata patta in base alla regola della cinquanta mosse. Ma cosa potrebbe accadere? Il concetto di non aver fretta non può certo essere applicato a questa posizione: il Nero non subisce alcuna particolare pressione se il Bianco non fa nulla o se la prende comoda; in ogni caso non può far altro che muovere l'alfiere qua e là senza scopo.

Cosa vuole ottenere dunque il bianco? Fondamentalmente, spezzare il blocco sul pedone "h", ma come? Se il cavallo se ne va, il re nero viene in h5. Se l'alfiere si spinge fino a f8, allora il re bianco dovrebbe restarsene indietro con il pedone "c" e sarebbe difficile far arrivare il pedone "h" fino all'ottava traversa.

E' qui che torne utile, ancora una volta, il ragionamento per schemi: se il re bianco fosse in h8 allora Ag7 sarebbe scacco matto. Poichè il Nero non può fare nulla, il bianco vince semplicemente portando il re in h8.

68.Ab2 Aa6 69.Rf2 Ab7 70.Re3 Ac6 71.Rd4 Ab7 72.Re5 Ac8

Se il re nero non protegge il pedone "f" (stabilendo di tenere il re bianco lontano da g8 e piazzando l'alfiere sulla diagonale a2-g8) il bianco vince semplicemente catturando il pedone "f", tornando alla volta del pedone "c" e promuovendo il pedone "h" (poichè il suo alfiere ha il colore giusto per l'angolo h8).

73.Rf6 Ad7 74.Rf7 Ac8

74....Rh7 era un tentativo, sempre con l'intenzione di impedire al re di andare in h8, ma dopo 75.Ch5 Rh6 76.Cf6 f4 77.Ac1 il Nero in ogni caso non può salvare la partita. Egli potrebbe ancora porre all'avversario alcune difficoltà pratiche con 77.....Ae8+!? 78.Cxe8 Rh5 79.Axf4 Rxh4 80.Cf6, dopodichè il Bianco deve dimostrare di saper dare matto con re, alfiere e cavallo contro re. Naturalmente non ci sarebbe stata alcuna incertezza da parte di Danielsen, ma contro un giocatore di circolo sarebbe stato un tentativo ragionevole.

75.Rg8 Ae6+ 76.Rh8 1 - 0

La posizione finale merita un diagramma: il nero non ha difesa contro Ag7 matto alla mossa successiva.

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: 7K/8/4b2k/5p2/5N1P/8/1Bp5/8 w - - 0 1

Pensare per schemi fa molto spesso la differenza tra un buon giocatore, che nel finale si sente perso, e un grande finalista, che esercita la sua superiorità.

fonte: Questioni di tecnica - Aagaard
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