Quindi una parte importante nel migliorare le vostre capacità tecniche è imparare a capire quando la posizione sta diventando un finale e a comportarvi di conseguenza.
Uno dei punti secondari che poi ne emergono è il principio del Non aver fretta, risultato di un atteggiamento mentale diverso da quello richiesto per il mediogioco.
Il punto è che di solito il finale si svolge attraverso due fasi tutte sue, a volte anche tre. Ogni fase ha una propria natura e di solito richiede un atteggiamento mentale e un metodo di gioco specifico.
La prima è la fase puramente tecnica; qui le caratteristiche statiche sono di primaria importanza. Il giocatore in vantaggio è in cerca del momento migliore per entrare nella seconda fase.
La seconda fase comincia nel momento in cui uno dei giocatori cerca lo scontro, spesso con una corsa alla promozione o una rottura pedonale. Può essere anche una torre che tralascia le responsabilità difensive nella speranza di guadagnare qualcosa attivandosi. In questa fase gli aspetti tattici della posizione sono di capitale importanza e quando vi si entra è necessario calcolare correttamente.
La terza fase si verifica occasionalmente: si tratta dei finali teorici con pochissimi pezzi e pedoni, ovvero quelle posizioni che possono essere controllate con le tablebases e con esempi analoghi tratti dai manuali sui finali.
Il principio del Non aver fretta si applica alla prima fase: il giocatore in vantaggio non deve cercare di farlo valere prima del momento migliore in assoluto.
Inoltre, a livello psicologico, a volte paga manovrare qua e là per un pò prima di cercare lo scontro. Molto spesso il difensore peggiora servizievolmente la sua posizione; quando ero più giovane notai che, in posizioni che probabilmente non avrei potuto vincere, mi succedeva spesso di vincere comunque se cambiavo la mia strategia da tentare di vincere a lasciare che l'avversario tentasse di pattare. Capitava che nel momento in cui non forzavo il mio vantaggio, peraltro insufficiente, e mi limitavo a manovrare qua e là, la posizione dell'avversario crollava velocemente.
A volte quando siamo in vantaggio, ma ci disperiamo perchè abbiamo la sensazione di non poter vincere, dovremmo ricordarci del compito dell'avversario.
Se non riusciamo a trovare una vittoria forzata dopo una certa mossa, l'avversario deve continuamente assicurarsi che nessuna linea perda: la difesa deve continuamente essere a posto in tutte le varianti; alla vittoria ne basta una. Ecco perchè in finale chi difende è sottoposto a una pressione molto più elevata: molti giocatori non riescono a sopportarla e crollano, oppure trascurano semplicemente un dettaglio, di colpo la loro posizione si fa difficile e la sconfitta è sempre dietro l'angolo.
Questo è un modo per ottenere la vittoria in posizione patta.
Un aspetto importante del Non aver fretta è che quando si è in possesso di un vantaggio statico significativo (un pedone in più, un alfiere più forte di un cavallo coadiuvato da un pedone passato laterale ecc.) per trasformarlo in punto intero è buona norma impedire all'avversario di crearsi delle contropossibilità; se per esempio abbiamo un pedone in più, non c'è alcun bisogno di andare a caccia di un ulteriore guadagno di materiale se ciò offre all'avversario possibilità attive.
Come per molti altri aspetti del finale, si tratta sopratutto di atteggiamento mentale: lo studio dei finali di giocatori tecnici come Karpov, Andersson e Capablanca e così via (tutti bravissimi nell'arte della profilassi) non potrà che essere d'aiuto.
fonte: "Questione di tecnica" - Aagaard