Intanto, è già abbastanza difficile imparare a giocare bene in situazioni "normali", studiare poi posizioni in cui uno dei due colori ha obiettivamente una partita persa è frustrante.
Come si fa a formulare principi generali? Che lezione possiamo trarre, se non quella che, con un po' di buon senso ad opera della parte in vantaggio, tanti esempi di miracolosi recuperi sarebbero finiti nel cestino della carta straccia?
Inoltre uno stratagemma che ha funzionato in un caso specifico avrebbe potuto fallire miseramente contro un altro avversario, o anche contro lo stesso ma in circostanze diverse.
A dire il vero l'esame di come trattare le posizioni inferiori dovrebbe essere una delle basi di ogni buona tecnica e, ahimè, non mancheranno di certo le occasioni di doverla utilizzare.
Ancora più importante è saper impedire agli avversari di esibire a nostro danno le loro doti in materia.
Nonostante tutto ciò, però, possiamo cercare di individuare in questi salvataggi "fortunosi" alcuni temi comuni.
Vi proporrò alcune medicine per cercare di curare le posizioni "malate". Potreste anche aggiungerne altre alla lista. Come tutti i consigli, anche questi andranno presi con beneficio d'inventario. Ad esempio, le posizioni già in prognosi riservata potrebbero richiedere trattamenti più drastici.
1.Continuate a lottare.
Quanto più il vostro avversario è costretto a trovare mosse forti, tanto maggiore saranno per voi le possibilità di approfittare delle sue umane debolezze. Vi capiterà quasi sempre almeno un'opportunità di rientrare in partita.
2.Create problemi al vostro avversario.
Identificate i punti forti della vostra posizione e cercate di trovare il modo di sfruttarli. Sforzatevi soprattutto di rimanere attivi e di centralizzare le vostre forze; è davvero sorprendente quanto si possa resistere a lungo soltanto grazie a questi due semplici elementi strategici.
3.Conquistate l'iniziativa, anche a costo di perdere materiale.
Il punto di svolta di una partita si verifica spesso quando il giocatore in vantaggio è costretto a ripiegare in difesa. Quando siete in difficoltà, lo spettro della sconfitta dovrebbe almeno liberarvi psicologicamente; la pressione su di voi diminuisce, mentre il vostro avversario ha sempre più da perdere. Qualunque problema gli poniate può solo metterlo in imbarazzo.
4.Prolungate la resistenza.
I bluff della serie "o la va o la spacca" e le trappole da quattro soldi hanno senso solo quando la vostra posizione è sostanzialmente matura per l'abbandono; nella maggior parte dei casi, invece, agitarsi servirà solo a peggiorare le cose e ad accelerare la sconfitta. Specialmente in partite a carattere strategico, è molto più saggio lottare pazientemente per migliorare poco a poco la propria posizione: le complicazioni tendono ad aumentare le possibilità di chi si trova in svantaggio, ma solo se basate sugli aspetti positivi della posizione (ammesso che ce siano!) e non sull'oscura speranza di pescare qualche jolly. In poche parole, non fatevi del male da soli. Ricordo bene di quando, nei tornei, guardavo giocare i MI e i GM: una volta andati in svantaggio, non avevano nessuna voglia di deporre le armi e continuavano a lottare. Invece i giocatori più deboli, arrivati in posizioni inferiori, si deprimevano, commettevano ulteriori errori e si lasciavano prendere dal panico.
La capacità di limitare i danni e di fare semplicemente del vostro meglio per salvare il salvabile potrebbe rivelarsi estremamente scoraggiante per il rivale.
5.Non cadete nella routine.
Quando una partita si avvia verso la sua conclusione apparentemente scontata, anche l'agonista più esperto incontra grandi difficoltà a mantenere la concentrazione. Tenersi sempre pronti e vigili, in modo da poter sfruttare ogni imprevista finezza tattica, può dare risultanti sorprendenti. Quindi ricordatevi sempre di questa semplice regola d'oro: mai rilassarsi!
fonte: "Migliora subito il tuo livello di gioco" - Tisdall
Utente: krikko1989
31/01/2009, 19:56:28