L'Attacco Greco.

» Apertura Bianco - Inserito da Carotino il 21/03/2012, 21:35:04

Dopo aver perso il il titolo mondiale Steinitz, nonostante i suoi 58 anni e i gravi problemi di salute, dimostrò al mondo che poteva ancora dire la sua vincendo brillantemente il grande torneo di New York del 1894. Il vecchio campione realizzò l'ottimo score di 8,5 punti su 10 partite, con 8 vittorie, una patta ed una sola sconfitta contro Albin ma per il tempo. Nel successivo torneo di Hastings del 1895 si classificò solo quinto, a causa dei suoi soliti problemi di salute, ma vinse il premio di bellezza grazie alla brillante partita giocata contro Von Bardeleben, ancor oggi riprodotta in innumerevoli libri. L'anno successivo si organizzò a San Pietroburgo un torneo-match dove vennero invitati i primi cinque classificati del Torneo di Hastings. Questo allo scopo sia di "verificare" il neo campione Lasker, sia per vedere quale potesse essere il suo miglior sfidante. Dopo la defezione di Tarrasch, per motivi di lavoro, presero parte al torneo Pillsbury, Cigorin, Lasker e Steinitz. Alla fine vinse Lasker, confermando così di essere il più forte giocatore del mondo, ma secondo risultò Steinitz che staccò di ben 1,5 punti il terzo classificato, Pillsbury. Alla luce di questi risultati venne quindi organizzato un match per il campionato del mondo fra Lasker e Steinitz che si sarebbe giocato a Mosca; data d'inizio: novembre 1896.
La salute del vecchio campione però andò sempre più peggiorando e nel tentativo di rimettersi in forma Steinitz si sottopose a delle cure a base di acqua fredda nella clinica del famoso dottor Kneipp. Il risultato di questa terapia intensiva fu che Steinitz perse gran parte del suo sovrappeso (aveva sempre avuto seri problemi di gotta), ma anche gran parte delle sue energie. Steinitz infatti arrivò alla data del match in condizioni fisiche pietose, tanto che questo si dovette interrompere dopo sole cinque partite, a causa delle preoccupanti condizioni di salute del vecchio campione.
Il match fu un vero e proprio calvario per Steinitz che al termine dovette essere ricoverato in una clinica di Mosca a causa di grave collasso nervoso, da cui fra l'altro non si riprese mai più. Il risultato finale fu una vittoria schiacciante a favore di Lasker (12,5 a 4,5) ma un attenta analisi delle partite rivela che in realtà Steinitz usciva sempre bene dalle partite ed otteneva ottime posizioni, ma ad un certo punto la qualità del suo gioco subiva un netto crollo, evidentemente causate dalle sue pessime condizioni fisiche durante il match. Un esempio eclatante della sua superiore concezione degli Scacchi, si ha proprio nella prima partita del match. Qui Steinitz riprese in chiave moderna l'antico Attacco Greco della Partita Italiana nella quale eseguì un interessantissimo sacrificio di pezzo. Dopo:

1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ac4 Ac5 4.c3 Cf6 5.d4 exd4 6.cxd4 Ab4+ 7.Cc3 (D)

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Fen: r1bqk2r/pppp1ppp/2n2n2/8/1bBPP3/2N2N2/PP3PPP/R1BQK2R b - - 0 1

Questa audace continuazione fu proposta da Gioacchino Greco nel lontano 1619. Alcuni decenni più tardi però si trovarono alcune continuazioni per il Nero che sembravano aver tarpato le ali al coraggioso tentativo d'attacco del Bianco e tutta la variante cadde nel dimenticatoio. Dopo due secoli d'oblìo, durante il periodo romantico la variante di Greco venne riesumata con alcuni interessanti tentativi di vivificare l'antico attacco, ma anche in questo caso vennero trovati degli efficaci antidoti. Dopo: 7... Ce4 8.O-O si rinunziò infatti ad 8... Cc3 e si propose 8... Axc3 9.bxc3 d5 dopo di chè il Nero non aveva più nulla da temere. Non c'è da sorprendersi dunque se quando Steinitz giocò la sua settima mossa si sollevò un mormorio di sorpresa e di curiosità.

7... Cxe4 8.O-O Axc3 9.bxc3 d5 (D)

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Fen: r1bqk2r/ppp2ppp/2n5/3p4/2BPn3/2P2N2/P4PPP/R1BQ1RK1 w - - 0 1

Lasker ha seguito la ricetta prevista dalla teoria e adesso il Nero non sembra più avere nessun problema. Dopo 10.Te1 O-O 11.Ad3, può terminare in sicurezza lo sviluppo con Te8 o Af5. Anche nel caso di 10.Ad3 O-O 11.Dc2 Te8 12.Te1 Af5 il Nero ha una posizione solida come una roccia, ma il vecchio leone aveva in serbo una sorpresina.

10.Aa3!!

Pur di impedire l'arrocco all'avversario, Steinitz sacrifica un pezzo netto. Tenendo conto dell'importanza della partita (stiamo parlando di un match per il campionato del mondo!) e del fatto che stava giocando contro uno dei più grandi difensori della storia degli scacchi (allora ventiseienne ed al massimo della sua forza scacchistica) non si può che provare una grande ammirazione per il coraggio del vecchio maestro boemo!
Questo sacrificio venne subito giudicato come coraggioso ma scorretto e questo giudizio si è mantenuto intatto fino ai giorni nostri. Significativo il commento di Giorgio Porrecca nel suo famoso "Manuale teorico pratico delle aperture":

...Lasker accettò il sacrificio e dopo 10... dxc4 11.Te1 f5 12.Cd2 Rf7 respinse l'attacco, furioso ma privo di concretezza del Bianco.

Laconico anche il giudizio di Pierluigi Passerotti nel suo "I campionati mondiali di scacchi":

...Lasker si difese efficacemente dall'apertura troppo avventurosa di Steinitz, che sacrificò un pezzo pur di evitare che il Nero arroccasse.

Ma è veramente così? Possibile che il capostipite della Scuola Posizionale si sia avventurato in una combinazione "romantica"? Veramente pensava di sorprendere Lasker? Non conosceva forse la sua forza scacchistica e le sue formidabili doti di difensore? Già queste domande mi hanno fatto "alzare le orecchie" e guardare con sospetto a questi sbrigativi giudizi. Steinitz era un professionista coscienzioso ed aveva una profondissima concezione posizionale, pari se non superiore allo stesso Lasker (nel titanico scontro decise solo la differenza di età e quindi di energie e resistenza nervosa) e credo che questa "avventurosa" continuazione debba essere giudicata con maggiore rispetto. Come minimo merita di essere analizzata per bene. Ai nostri giorni inoltre possiamo contare sull'aiuto di potenti strumenti hardware e software ed eseguire analisi molto precise ed accurate. Vediamo come continuò la partita.

10...dxc4 11.Te1 f5 12.Cd2!

Mantenendo la pressione. In cambio del pezzo il Bianco ha ottenuto non solo di bloccare il Re nemico al centro, ma anche altri vantaggi quali un miglior sviluppo, un miglior controllo del centro ed una sensibile iniziativa. La domanda fondamentale è questa: tutti questi piccoli vantaggi saranno sufficienti a compensare il pezzo in meno?
I vari motori assegnano al Nero un vantaggio valutato in circa un pedone e consigliano la seguente continuazione: 12...Ae6 13.Cxe4 fxe4 14.Txe4 Dd7 15.d5 O-O-O 16.Txe6 Dxd5. Lasker preferì invece togliere il Re dal centro, ma a questo punto il vantaggio del Nero scende e diventa circa di mezzo pedone.

22... Rf7 13.Cxe4 fxe4 14.Txe4 Df6 15.De2 Af5 16.Dxc4+ Rg6 17.Te3 Tae8 (D)

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Fen: 4r2r/ppp3pp/2n2qk1/5b2/2QP4/B1P1R3/P4PPP/R5K1 w - - 0 1

Fino a questo momento i due avversari hanno giocato le mosse migliori, fra l'altro tutte confermate dai vari motori d'analisi. Adesso questi consigliano la seguente continuazione: 18.Tg3+! Rh5 19.Db5 Te4 20.h3 g5! con sostanziale parità (quantificata in 0,5 pedoni).

18.Tae1?! 18... Txe3 19.Txe3

Qui Steinitz sbaglia, permettendo il cambio di una torre: riduce così il suo potenziale d'attacco ed indebolisce la prima traversa.

19... h5

Ancora migliore era Df7, ma nonostante ciò il vantaggio del Nero è quantificato in circa un pedone e mezzo.

20.h3 h4

Forse era migliore 20... Td8.

21.d5! Ce5 22.Dxc7 Cd3 23.Dxb7?! Ac8?! (D)

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Probabilmente era migliore la prosaica Dxc3. Adesso il Bianco ha buone possibilità di pareggio.

24.Dc6 Dxc6 25.dxc6 Cf4 26.Te7! a6 27.c4 Rf6 (D)

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Fen: 2b4r/4R1p1/p1P2k2/8/2P2n1p/B6P/P4PP1/6K1 w - - 0 1

28.Ta7?

L'errore che secondo me decide la partita. In primo luogo il Pa6 è ben difeso, quindi attaccarlo non serve a niente e in secondo luogo questo pedone non minacciava nulla. Molto più importante invece, era tener tagliato fuori il Re nemico, mantenendo lo sbarramento verticale con 28.Te3! In questo caso, complici anche gli alfieri contrari, il Bianco avrebbe avuto notevoli chances di patta... O no?
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