Mai come oggi la cosiddetta “teoria delle aperture” è stata in costante fermento e trasformazione. Torneo dopo torneo scacchisti di tutto il mondo mettono di continuo sotto osservazione le partite dei giocatori di vertice attraverso l’utilizzo sempre più massiccio che si fa del computer per l’analisi, e nuove idee e piani vengono ininterrottamente scoperti, controllati, catalogati e memorizzati in database ed enciclopedie per essere portati facilmente a conoscenza di tutti; si potrebbe tranquillamente affermare che l’apertura è diventata ormai un vero e proprio “laboratorio” di ricerca e la “teoria delle aperture” una scienza.
Negli scacchi moderni i più forti GM tendono a favorire un gioco aggressivo, sempre alla ricerca di posizioni più complesse, privilegiando l’idea dell’”attacco-contrattacco” immediato, nel tentativo di mettere in atto le proprie idee anziché limitarsi a contrastare quelle dell’avversario. Per questo adottano spesso aperture aggressive e rischiose anche col Nero, ritenendo “fuori moda” l’idea di dover prima adoperarsi per neutralizzare il vantaggio del tratto del Bianco.
Questo stile di gioco “attacco-contrattacco”, devo ammetterlo, dà spesso vita a belle partite.
Ma nonostante tutto, come oggi hanno dovuto sottolineare anche molti GM, a gioco corretto gli scacchi rimangono un gioco che porta comunque alla patta; basti vedere l’elevato numero di ½ - ½ nelle partite per corrispondenza tra giocatori di un certo livello, dove l’uso del computer è diventato una costante. Ovviamente come ci può essere un vincitore quando due eserciti sono ugualmente armati in termini di tattica e di materiale?
Attualmente l’Enciclopedia delle aperture contiene circa 50 grandi sistemi di gioco, ognuno dei quali con centinaia di varianti. La domanda dunque è questa? Come può un semplice giocatore di scacchi che non sia un GM e che non può giocare tornei ogni settimana, ricordare anche solo la metà di questi metodi di gioco?
E’ questo il motivo per cui voglio proporvi un originale sistema di apertura messo a punto dal giocatore di scacchi per corrispondenza rumeno Paul-Lucian Constantin; si tratta di una linea di gioco sempre valida per un colore a prescindere dalle mosse che l’avversario giocherà e, per quel che ne so, si tratta di uno dei sistemi che “regalano” il maggior numero di mosse.
Tutto il lavoro parte da un semplice postulato iniziale: è necessario mettere da parte lo stile “attacco-contrattacco” (in cui ciascuno dei due giocatori gioca per vincere) e concentrarsi invece sulla strategia esattamente opposta, cioè di “attacco-difesa”. Più esattamente si è cercato di costruire un sistema di difesa atto a scoraggiare qualsiasi attacco nemico attraverso la costruzione di una fortezza inespugnabile evitando, se possibile, qualsiasi tentativo di cambiamento, realizzabile da parte dall’avversario solo tramite sacrifici: solo in seguito ci si potrà dedicare ad un eventuale contrattacco.
Il sistema
La fortezza, o per meglio dire la posizione obiettivo, si raggiunge dopo le mosse 1. b3, 2. g3, 3. Ab2, 4. Ag2, 5. a3, 6. h3, 7. e3, 8. d3, 9. Ce2, 10. c3, 11. Dc2, 12. Cd2 a prescindere dalle mosse del Nero, con a seguire 13. 0-0 o 13. 0-0-0 a seconda di cosa giochi l’avversario. (vedi diagramma)
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
8 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 8 |
7 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 7 |
6 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 6 |
5 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 5 |
4 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 4 |
3 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 3 |
2 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 2 |
1 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 1 |
| a | b | c | d | e | f | g | h |
Ho usato la parola “sistema” perché lo stesso schema può essere utilizzato anche col Nero (in questo caso si parlerà di difesa).
Considerazioni generali
La prima mossa deve essere sempre 1. b3 per due motivi: se il Nero gioca 1. … e5 si gioca 2. Ab2 attaccando subito il pedone indifeso e poi si prosegue con 3. g3 ecc.; se si giocasse invece come prima mossa 1. g3 il Nero potrebbe proseguire simmetricamente con 1. … g6 (cosa non rara nella pratica!) e tutto salterebbe, mentre è molto improbabile che giochi 1. … b6.
L’ordine delle mosse successive può anche essere cambiato, se necessario, e nuove mosse possono essere inserite.
L’idea alla base dell’impianto è quella di rinunciare a ogni tentativo di attacco immediato in cambio di una solida posizione, il che si può ottenere solo evitando i cambi, bloccando la posizione e dirottando gli attacchi dei pezzi avversari con i pedoni.
In termini pratici ciò significa che il Bianco contrasterà la mossa d4 con e4 seguita dal contrattacco f4 e la mossa e4 con d4 seguita dal contrattacco c4.
Le mosse 5. a3 e 6. h3 mirano ad impedire l’accesso in b4 e in g4 agli Alfieri avversari e possono essere giocate anche nell’ordine inverso.
Il sistema si basa su molte idee strategiche dell’Apertura Tartaruga (la Difesa Ippopotamo giocata col Bianco), per cui in risposta ad a4 e b4 da parte del Nero si proseguirà rispettivamente con b4 e a4, mentre ad h4 e g4 si risponderà rispettivamente con g4 e h4.
L’arrocco deve essere ritardato il più possibile al fine di non dare indizi all’avversario circa il lato della scacchiera sul quale attaccare e non deve mai essere giocato prima della 13esima mossa; una volta che l’avversario ha arroccato potremo scegliere noi stessi su quale lato della scacchiera arroccare dando vita, perché no, ad un contrattacco sull’altro lato.
Vantaggi
a) effetto sorpresa: considerando che questa apertura non è nota, molti avversari saranno sorpresi dalle mosse giocate;
b) si costringere l’avversario a pensare con la propria testa sul momento, senza consentirgli di giocare le varianti preparate nell’analisi casalinga;
c) si evitano i cambi per le prime 13 mosse, cosa che può dare fastidio a molti giocatori;
d) dopo la 13esima mossa il gioco può anche diventare complicato, ma prima si saranno ridotte al minimo il numero di varianti da memorizzare;
e) il sistema può essere giocato sia col Bianco che col Nero;
f) è un ottimo sistema anti-computer e da utilizzare contro un giocatore molto più forte col quale non ci dispiacerebbe pattare.
Svantaggi
a) sistema delicato: un solo errore nel gioco può far crollare subito l’intera posizione portando ad un’inevitabile sconfitta;
b) è un sistema passivo che lascia totalmente l’iniziativa nelle mani dell’avversario.
Cosa c’è da fare?
a) testarlo in partite su internet o contro il computer, in particolare quando il Nero non spinge in e4, d4, a4, b4, h4 e in g4 nelle prime 12 mosse, altrimenti valgono le considerazioni sulla Difesa Ippopotamo;
b) catalogare i piani e le varianti dopo la 12esima mossa;
c) elaborare una statistica sui risultati dell’apertura sia per il Bianco che per il Nero.
Un sentito “in bocca al lupo” a quanti vorranno cimentarsi in quest’impresa.







Utente: Carotino
13/05/2010, 22:42:47