In posizioni tattiche, all’opposto, la mossa migliore esiste quasi sempre ed è precisa cura dello scacchista cercare di trovarla col calcolo, proprio perchè da questa mossa può dipendere l’esito della partita. In questo tipo di posizioni niente è più azzeccato del famoso detto di Emmanuel Lasker: “Se trovi una buona mossa, cercane una migliore!”.
Bene, ma capito questo come bisogna procedere?
I sacri testi consigliano che la prima cosa da fare quando si ha il tratto è cercare mosse forzanti, ovverossia mosse che minacciano pezzi nemici. Il principale beneficio che si può ottenere giocando mosse forzanti è che si limitano le possibilità di controgioco dell’avversario e non gli si dà modo di minacciare a sua volta. Inoltre le mosse forzanti sono più facili da calcolare e ciò è di grande aiuto per il giocatore con problemi di tempo.
Se suddividiamo le mosse forzanti in 1) scacchi, 2) catture, 3) minacce di una sola mossa, 4) altri elementi tattici (inchiodature, forchette ecc.) sorge subito il problema di quale calcolare per prima a partire da una data posizione. Dare una priorità alle mosse forzanti da calcolare dovrebbe essere un problema di fondamentale importanza soprattutto al fine di evitare problemi di tempo e di affaticamento tattico. Qui i libri non ci dicono molto, perché consigli del tipo “quella che vi viene in mente per prima” oppure “quella che vi sembra adattarsi meglio alle necessità della posizione” o ancora “quella più intuitiva” non sembrano essere di grande aiuto in particolare per il giocatore principiante.
Nel tentativo di rispondere a questa domanda diamo una definizione più restrittiva di mosse forzanti e introduciamo il concetto di mosse forzanti “in senso stretto”. Le mosse forzanti “in senso stretto” sono quelle mosse che costringono l’avversario ad eseguire obbligatoriamente solo determinate mosse (le “mosse forzate”).
Ecco allora un importante indizio che ci indica quali mosse forzanti calcolare per prime. Quale mossa è più forzante di uno scacco! Ad uno scacco l’avversario non potrà rispondere liberamente ma sarà limitato a tre sole risposte possibili: spostare il Re, catturare il pezzo che dà scacco oppure interporre un proprio pezzo.
Sulla base delle considerazioni fatte in precedenza siamo ora finalmente in grado di dare una semplice regola ad uso del principiante su quali mosse calcolare per prime a partire da una data posizione. Eccola: “Calcola per primi “tutti” gli scacchi che hai a disposizione in “tutte” le varie ramificazioni”.
Vediamo un esempio pratico. La mossa è al Bianco.
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8 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 8 |
7 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 7 |
6 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 6 |
5 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 5 |
4 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 4 |
3 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 3 |
2 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 2 |
1 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 1 |
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Fen: 3rk3/p4brp/4P2b/3p1P2/q4n1Q/2B5/2R4P/2R4K w - - 0 1
Nella posizione del diagramma il Bianco ha 38 mosse legali e deve ponderare bene la scelta perché è sotto di un Cavallo e un Alfiere; il suo primo pensiero dovrebbe essere l’esigenza di ridurre il gap di materiale e ciò può essere fatto con mosse come 1. Axg7, 1. Dxh6 o 1. exf7+, per cui inizia a calcolarle.
Si accorge che dopo 1. Axg7 De4+ 2. Rg1 Ce2+ 3. Txe2 Dxh4 il Nero cattura la Donna e vince facilmente; anche dopo 1. Dxh6 De4+ 2. Tg2 Dxg2# il Nero vince dando addirittura matto. Ne conclude così che queste due prime mosse sono evidentemente da scartare perché non impediscono al Nero di portare avanti i propri piani con la devastante 1. … De4+, che rappresenta la principale minaccia di cui tenere conto.
Infine calcola 1. exf7+ cui potrebbe seguire 1. … Txf7 2. Te2+ Rd7 3. Dg4 d4 4. f6+ Rd6 5. Te4 Tc7 6. Txf4 Axf4 7. Dxf4+ Rd7 8. Dg4+ Rd6 con gioco più o meno pari e partita ancora aperta. Quest’ultima mossa è una mossa forzante, in quanto a causa dello scacco il Nero ha ora poche mosse tra cui scegliere e certamente non può muovere la Donna in e4: il Nero in altre parole è “forzato” ad eseguire solo determinate mosse. E’ questa costrizione del Nero la chiave di sopravvivenza del Bianco che in tal modo, mossa dopo mossa, impedisce al Nero di concretizzare le proprie minacce. Il solo fatto di essere rientrato in partita in una posizione che a prima vista sembrava disperata, potrebbe suggerire al Bianco di giocare questa mossa.
Ma si tratta veramente della mossa migliore?
Reindossiamo adesso i panni del Bianco, ma questa volta proviamo a seguire la nostra regoletta. Dunque quanti sono gli scacchi a disposizione da calcolare? La risposta è 3.
Il primo è 1. exf7+ già analizzato in precedenza. Il secondo è 1. De7+ ma dopo 1. … Rxe7 il Bianco non ha più niente e perde. L’ultimo scacco è 1. Dxd8+ (il caso della Donna “suicida”), cui il Nero è costretto a rispondere forzatamente con 1. … Rxd8. E ora? Ricordiamoci che la minaccia del Nero è sempre pronta a concretizzarsi, e in più il Bianco ha sacrificato la Donna per una Torre. Andando avanti a ricercare gli scacchi lungo questo ramo ci appare subito evidente che a nulla portano ora 2. e7+ oppure 2. Aa5+, ma giocando invece l’altra mossa forzante 2. Af6+ il Nero è costretto di nuovo a rispondere forzatamente con 2. … Re8, cui segue 3. Tc8#, ovvero il matto!
Il Bianco ha così trovato una combinazione di matto partendo da 1. Dxd8+, seguendo unicamente una semplice regoletta ovvero limitandosi solo a considerare preliminarmente gli scacchi che aveva a disposizione (cioè 3 mosse a fronte delle 38 mosse legali possibili).
Naturalmente l’applicazione di questa semplice regola non potrà dare sempre i suoi frutti in tutte le posizioni, ma potrebbe funzionare bene però in posizioni nelle quali sono presenti possibilità combinatorie. Oltretutto non richiede nemmeno uno sforzo di calcolo delle possibili varianti elevato perché considerando preliminarmente solo gli scacchi, il numero complessivo di possibilità (le famose diramazioni dell’albero delle varianti) si è drasticamente ridotto.
In aggiunta tale esercizio, oltre a consentirci sostanzialmente di muovere ignorando le minacce dell’avversario, può fare risaltare mosse (chi avrebbe mai pensato che la mossa migliore fosse un sacrificio di Donna?!) che sarebbero altrimenti trascurate a priori dal giocatore di basso livello.











