L'importanza di riconoscere gli schemi: un caso pratico

» Analisi - Inserito da bini il 24/08/2010, 18:34:56

Uno degli strumenti di cui noi umani siamo dotati per risolvere i problemi della vita è il riconoscimento degli schemi. In sostanza siamo in grado di prendere decisioni in tempi brevissimi e in ogni tipo di situazioni semplicemente confrontandole con le esperienze passate.

Ciò avviene anche negli scacchi. Molto spesso l’ultima mossa del nostro avversario crea sulla scacchiera una posizione che ci sembra vagamente familiare e nella quale riconosciamo uno specifico schema: se quella posizione caratteristica la abbiamo già analizzata e studiata in precedenza ecco che non dobbiamo fare altro che richiamare alla mente, più o meno consciamente, i piani e le mosse evidenziati e applicati in precedenza, attingendo a quella misteriosa capacità che definiamo intuizione.

Se poi teniamo presente che il “database” di ogni Grande Maestro è composto da centinaia di queste posizioni caratteristiche, capiamo subito come mai, nel processo che porta alla selezione di una mossa, i loro calcoli siano così veloci e precisi: semplicemente “sanno” che cosa bisogna analizzare e dove vanno piazzati i pezzi.

Ovviamente non si può analizzare correttamente senza prestare attenzione alle particolarità della posizione presente sulla scacchiera, ma una delle più importanti qualità che distinguono un forte giocatore da un semplice dilettante è senz’altro l’abilità di riconoscere rapidamente in una posizione gli elementi più rilevanti. Così quando un Maestro sa che una mossa funziona in quel genere di posizione, non ha problemi a scegliere candidate che altrimenti non si sognerebbe mai neppure di considerare, come nel seguente esempio.

Kaidanov – Rohde, Philadelphia 1992

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: r4rk1/1b3ppp/1qn1p3/p2p4/8/P4NP1/1PRQPPBP/2R3K1 w - - 0 1


Il Bianco vorrebbe giocare Cf3-d4 o attaccare il centro con e2-e4 e trova il modo di realizzare entrambe queste esigenze.

1. De3!

Più promettente di 1. e3 a4 2. Cd4 Ce5 e poi Ce5-c4, per esempio 3. Db4? Dxb4 4. axb4 Cd3.

1. … Dxe3 2. fxe3

Il Bianco ha il coltello dalla parte del manico, a dispetto dei pedoni doppiati e isolati sulla colonna “e”. Minaccia infatti 3. Txc6 e può rispondere a 2. … Ce7 con 3. Tc7.

2. … Tfc8 3. Cd4

Ora 3. … cxd4 4. exd4 Txc2 5. Txc2 favorirebbe leggermente il Bianco, poiché dopo 5. … Tc8 6. Txc8+ seguita da 7. e4 potrà crearsi un pedone passato sulla colonna “b”.

3. … Ce5 4. Txc8+ Txc8 5. Txc8+ Axc8 6. e4

In posizione difficile il Nero si lasciò sfuggire la migliore possibilità (6. … Cc4) che aveva di crearsi del controgioco, e si ritrovò perduto dopo 6. … Ab7? 7. exd5 exd5 8. b3. Non potè infatti impedire al Re bianco di affiancare il pedone “b” nella sua marcia verso la promozione.

Ma difficilmente 1. De3! è il genere di mossa che viene in mente, a meno che non si conosca una certa partita di Mikhail Botvinnik …… “Ho preso questa mossa dalla partita Botvinnik – Sorokin, Campionato sovietico 1931” scrisse Kaidanov su Inside Chess.

Botvinnik – Sorokin, Campionato sovietico 1931

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: r1b2rk1/1p3pp1/pn3n1p/2q1p3/P3P3/2N2N2/BP1RQPPP/3R2K1 w - - 0 1


1. De3! Dxe3 2. fxe3

Il Bianco, correttamente, valutò che era la Donna a tenere insieme la posizione nera e che quindi il Nero, cambiandola, avrebbe avuto problemi a difendere il pedone “e”. La doppiatura del pedone “e” del Bianco non ha “alcuna importanza significativa”, scrisse Botvinnik. Il Bianco, a ragione, concluse che i pedoni “e” doppiati non erano così significativi quanto il controllo della colonna “d” e la debolezza di e5.

2. … Ag4 3. a5

Il Cavallo nero è privo di buone case (3. … Cbd7 4. h3 Axf3 5. gxf3 Cc5 6. b4).

3. … Cc8 4. Tc1

Il Nero parò la minaccia Cf3xe5 con 4. … Axf3 ma dopo 5. gxf3 Ce7 6. Cd5 stava già perdendo. Non sarebbe ugualmente servita a molto 4. … Te8 5. h3 Ah5 6. Ch4 e poi 7. g4, o anche 5. … Ad7 6. Tcd1 Ac6 7. Td8.

Le due posizioni prima di 1. De3 non si assomigliano molto. L’unica cosa che sembra accomunarle è che il Bianco ha la sua più grande risorsa nelle Torri raddoppiate e che le difese del Nero sono tenute insieme dalla Donna.

Ma Kaidanov intuì che da soli questi due elementi suggerivano un esame più approfondito di 1. De3.
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Commenti

  1. Utente: Carotino

    24/08/2010, 21:08:23

    Grande Bini! Dietro questo metodo si nasconde l'essenza della conoscenza scacchistica...
  2. Utente: Vega

    25/08/2010, 11:46:12

    Anche secondo me questa è una delle differenze tra un giocatore entro i 2000 di ELO e un IM o un GM.
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