In questo articolo tratteremo un ulteriore caso, il sacrificio posizionale di qualità, e dimostreremo come questo sia un altro degli aspetti del gioco nel quale i software evidenziano tutti i loro limiti.
Movsesian – Kasparov, Sarajevo 2000
Dopo le mosse
1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.Ae3 e6 7.f3 b5 8.Dd2 Cbd7 9.0-0-0 Ab7 10.g4 Cb6 11.Df2 Cfd7 12.Rb1 Tc8 13.Ad3
ci troviamo nella posizione del diagramma sottostante
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
8 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 8 |
7 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 7 |
6 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 6 |
5 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 5 |
4 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 4 |
3 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 3 |
2 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 2 |
1 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 1 |
| a | b | c | d | e | f | g | h |
13. … Txc3!?
Un sacrificio per così dire standard! Quando, come in questo caso, l’equilibrio materiale viene alterato quel che conta sono sempre i fattori di natura posizionale. Poiché il sacrificio di qualità è fatto con la prospettiva di sfruttare il proprio vantaggio posizionale a media-lunga scadenza, viene da sé che il cedente materiale deve trovare per forza un compenso che tenda a dargli iniziativa, nella speranza che questa iniziativa possa essere tale da consentirgli di conseguire un miglioramento stabile della propria posizione.
Che cosa ha ottenuto il Nero in cambio della qualità?
Beh, innanzitutto un indebolimento della posizione del Re bianco, in secondo luogo dei pedoni doppiati isolati su colonna semiaperta e un generale indebolimento della struttura pedonale dell’ala di Donna, infine ottimi avamposti per il Cavallo in c4 ed a4.
Parecchi GM hanno fatto notare come questa mossa dovrebbe essere una delle prime candidate ad essere prese in considerazione, ed invece …..
I programmi non la giocano! La cosa è abbastanza tipica dei sacrifici di qualità. Ho provato a far analizzare la posizione ad alcuni dei più forti motori in circolazione: Houdini 1.02, Rybka 3, InvanHoe T57, Fire 1.31, Stockfisch 1.8 e tutti quanti giocano 13. … Ae7 con una valutazione che varia da – 0,32 =+ di Stockfish a 0,00 di Fire. E’ inoltre singolare che per nessuno dei software la scelta di sacrificare la qualità venga collocata tra le prime 5 opzioni.
Forzando manualmente il sacrificio e lanciando l’analisi profonda ecco la valutazione dei motori:
Houdini 1.02: = (+ 0,09)
Rybka 3: += (+ 0,35)
Ivanhoe V57: = (+ 0,11)
Fire 1.31: = (+ 0,01)
Stockfish 1.8: += (+ 0,48)
Neppure tanto male se si considera che, via via che la partita prosegue, la valutazione che i software fanno della posizione del Nero tende a migliorare.
Eppure nessun motore gioca il sacrificio di qualità. Nel tentativo di trovare una spiegazione, prendiamo come punto di riferimento la valutazione del materiale proposta da Porreca.
Pedone = 1
Cavallo = 3
Alfiere = 3
Torre = 5
Donna = 10
Diventa subito chiaro che ci vuole un enorme compenso posizionale per arrivare ai due punti (pari a due pedoni) che mancano, prima che un programma si decida a sacrificare una qualità. La valutazione di questo compenso è evidentemente al di fuori della portata degli attuali software scacchistici.
Di solito, quando uno scacchista deve decidersi a sacrificare la qualità, la sua maggior difficoltà è di ordine puramente psicologico. Quando viene il momento di scegliere la mossa da eseguire, la conoscenza del valore dei pezzi e dei pedoni può fungere da freno poiché lo scacchista ha imparato, come prima regola, di non mettere a repentaglio la tutela dei pezzi più forti. In realtà non bisogna lasciarsi ipnotizzare dalle considerazioni sul valore numerico dei pezzi quale espressione della forza che hanno una Torre ed un pezzo leggero, perché l’esatto valore dei pezzi e dei pedoni dipende dalle loro potenzialità dinamiche e da una realistica valutazione della posizione.
A tal proposito è molto interessante il commento alla posizione di Kasparov, che la dice lunga circa la sua capacità di prendere decisioni corrette alla scacchiera.
(Da L’Italia Scacchistica n. 7 - 2000)
“Il sacrificio è ovvio, evidente, naturale; si prende in c3, poi si piazza il Cavallo in a4 e il Nero sta bene. Non si deve aver fretta: si prosegue con l’arrocco, si porta l’altro Cavallo in e5, si mette la donna in c7 o in a5. A questo punto si hanno varie alternative, si può spingere in d5 o in f5, l’importante è che tutti i pezzi giochino: la qualità in meno non è determinante, perché entrambi abbiamo un attacco e la quantità dei pezzi coinvolti spesso è più importante del loro valore. Anzi sovente il Cavallo è più forte della Torre. E il contrattacco del Bianco non preoccupa, il Re nero è ben difeso. Mi ha stupito che Movsesian non capisse questo concetto: se non cambi le Donne giochi con materiale pari, per di più la struttura pedonale nera è migliore e il Re bianco è più esposto”.
Si tratta di un commento molto istruttivo, che mette in luce di quali capacità di comprensione del gioco siano dotati i più forti giocatori. Il Bianco viene a trovarsi in vantaggio dal punto di vista strettamente materiale, mentre il Nero ha solo un compenso posizionale per la qualità sacrificata volontariamente, ma l’esperienza ha insegnato a Kasparov che, nel lungo termine, posizioni come questa sono molto difficili da giocare per il Bianco. Stupisce il fatto che non dia varianti perché, come dice lui stesso, è una questione di “cultura scacchistica” frutto di una lunga tradizione.
Ecco come è proseguita la partita
14.bxc3 Dc7 15.Ce2 Ae7 16.g5 0-0 17.h4 Ca4! 18.Ac1?! Ce5 19.h5 d5! 20.Dh2 Ad6 21.Dh3 Cxd3 22.cxd3 b4! 23.cxb4 Tc8 24.Ra1 dxe4 25.fxe4 Axe4! 26.g6 Axh1 27.Dxh1 Axb4 28.gxf7+ Rf8 29.Dg2 Tb8! 30.Ab2 Cxb2 31.Cd4 Cxd1! 32.Cxe6+ Rxf7 0 – 1
In conclusione possiamo dunque affermare che, se da un lato i software scacchistici sono degli instancabili analisti, dall’altro sono tremendamente unidirezionali perchè capiscono solo ciò che sono in grado di calcolare. E’ vero che sono capaci di macinare miliardi di posizioni, di segnalarci gli errori tattici e talvolta di suggerire anche varianti interessanti, ma posizionalmente non capiscono proprio un accidente: l’unica cosa che sono in grado di fare è assegnare un valore numerico alla fine di ciascun ramo dell’albero che sono stati in grado di calcolare in base al quale scelgono la mossa da giocare.
I casi di sacrificio posizionale di qualità dimostrano quanto a volte l’intuizione e l’esperienza umana superino ancora il calcolo mero e proprio fatto dai software.













Utente: Carotino
07/08/2010, 17:51:31