La bella e grande nave è adagiata sul fianco, come una balena arenata e ferita a morte. Mai immagine potrà essere così allegorica dell'Italia attuale come la tragedia della Costa Concordia. Il pusillanime che la comandava se l'è svignata con la prima scialuppa messa in mare insieme al gruppetto dei suoi fedelissimi mentre il resto dell'equipaggio, senza ordini e senza direttive, faceva quel poteva per salvare i passeggeri. In altri tempi e in altre nazioni i vigliacchi li fucilavano alla schiena e quelli del plotone di esecuzione sputavano per terra dopo aver eseguito la sentenza ma oggi la viltà, l'opportunismo e l'egoismo estremi sembrano diventati la norma, tanto che viene chiamato eroe chi semplicemente fa il suo dovere. Tutta l'Italia sta dalla parte del comandante De Nardo, dopo quella drammatica telefonata che impietosamente sta facendo il giro del mondo. De Nardo è stato dipinto come un eroe mentre in realtà ha dimostrato "solamente" di essere un ufficile serio, preparato, competente e che fatto il suo dovere. L'eroe fa altre cose, arriva a sacrificare la sua vita per il bene comune ma i dirigenti seri, preparati e che fanno il loro dovere sono così pochi che quando li scopriamo li chiamiamo eroi.
Adesso tutti scaricano la loro rabbia sul poverello che "comandava" la nave ma in realtà è anche lui una vittima, vittima di un intero sistema e di una mentalità oramai diffusa e comune, "normale" per l'appunto: il nepotismo. Se io, uomo di potere, voglio controllare un ente, un servizio, un ufficio, una nave(!), devo assicurarmi di mettervi a capo un mio fedelissimo. Non importano nulla le capacità o la professionalità, conta solo che sia fedele come un cane e soprattutto che sia avido e opportunista in modo da poter sfruttare queste sue "qualità" per controllarlo meglio. Non dev'essere nemmeno troppo sveglio altrimenti correrei il rischio di ritrovarmi una serpe in seno.
Con una felice definizione, un politico del secolo scorso chiamò questi personaggi "utili idioti", ma si usa anche il termine "teste di legno" o, all'inglese, yes-men. La sua direzione sarà solo formale visto che dovrà eseguire le mie volontà, mentre il lavoro vero lo eseguirà il suo staff. Quelli si che dovranno essere preparati e professionali. Il guaio è che vorrò essere rieletto dovrò "piazzare" anche altra gente negli enti (o servizi od uffici) che controllo e dopo un po' di tempo mi ritroverò con una preoccupante inflazione di teste di legno e di conseguenza la qualità del servizio (o ente, o ufficio o quant'altro) ne risentirà in maniera proporzionale... Ma che me importa? Se per fare un determinato lavoro bastano due persone, io ce ne metterò dieci, compensando la qualità con la quantità e poi in questo modo avrò molta più gente che mi deve un piacere. Tanto paga Pantalone!
Questa mentalità, normale e diffusa nel servizio pubblico, ha messo radici anche nel mondo privato e nella vita di tutti i giorni. Serve una laurea? Si compra. Serve una patente o una particolare specializzazione? Si compra. Devo superare degli esami? Si comprano. Voglio un posto da Primario o da direttore? Basta pagare. Serve qualcuno che garantisca per noi? Non c'è problema, si compra pure quello! Ecchediamine, siamo in un libero mercato o no?
Già, libero mercato, quello che spinge i nostri imprenditori a chiudere le fabbriche in Italia per aprirle nei paesi "emergenti", dove l'operaio costa dieci volte di meno e le tasse sono un optional. Poi ritornano in Italia a vendere il loro prodotto con un guadagno decuplicato... Ma a chi? A quelli che hanno licenziato e non hanno più un centesimo? Per fortuna che c'è l'Europa che manda i suoi aiuti copiosi... Alle banche! Io non sono un economista ma c'è qualcosa di "storto" in tutto questo sistema. Una cosa del genere non può stare in piedi per molto... E per come stanno andando le cose vedo che non ho sbagliato di molto nelle mie previsioni.
In questi ultimi anni sono nati tanti bei neologismi pittoreschi con cui riempirsi la bocca e sentirsi Grandi Esperti come: la globalizzazione, la delocalizzazione, il gioco in borsa, il trend, i contratti elastici, la finanza creativa... Adesso c'è anche lo spread. Quante puttanate, mio Dio!
Molti si scandalizzano di fronte a tutto ciò ma dobbiamo ricordarci una cosa: la classe dirigente di un paese non è altro che la sua espressione. Il male è in noi, nella nostra mentalità e nel nostro modo di fare. E' nello scarso senso civico, nell'egoismo, nella mentalità dell'orticello, nel qualunquismo.
"Fin che la barca va, lasciala andare, fin che la barca va, tu non remare..." così cantava Orietta Berti negli anni '60, ma adesso la barca non va più, anzi va, ma a fondo!
Fanno riflettere anche i commenti idioti e razzisti che ho visto su molti siti: "Era un napoletano, un meridionale. Tutti uguali... Secessione!". Peccato per loro (i razzisti) che anche il comandante De Nardo era napoletano, come napoletano era il pompiere che in piena notte si è fatto calare dall'elicottero sulla nave, durante le operazioni di soccorso e un'altro napoletano c'è nel gruppo dei sub che a rischio della vita si infilano da giorni nel relitto, alla ricerca di chi manca all'appello. Due facce opposte del meridione, due facce opposte dell'Italia. Una che ci fa cascare le braccia ed una che ci fa sperare che non tutto è perduto, ma ricordiamoci che se non cambieremo noi, singolarmente, nella vita di tutti giorni, nelle piccole e grandi cose, nel nostro modo di pensare e in quello di porci di fronte agli altri, nulla di tutto ciò potrà cambiare.
Utente: harmon
20/01/2012, 16:01:12