Devo dire che quella discussione mi ha fatto riflettere a lungo e ancor oggi spesso ci ripenso. Sembra una cosa banale ma provate a pensare quanti punti potremmo raggranellare se nelle nostre partite fossimo in grado di scovare anche solo la metà dei tatticismi che continuamente ci sfuggono e che i computers prontamente sono in grado di trovare facilmente.
Mi sono sempre chiesto: “Ma che cosa dobbiamo imparare dai computers ? In cosa dobbiamo cercare di emularli ?”. Charles Hertan, un Maestro FIDE americano individua due qualità principali che fanno di un chess engine un così forte giocatore.
La prima è la loro straordinaria forza di calcolo. Essendo fatti per analizzare tutto sono in grado di calcolare a fondo con incredibile semplicità e in un tempo relativamente breve, milioni di varianti prima di tirare le conclusioni su una data mossa. Le nostre capacità di calcolo sono invece, per forza di cose limitate ed è per questo che i più forti Grandi Maestri si affidano spesso all’intuito quando si tratta di valutare il livello di rischio di un sacrificio e le sue possibili conseguenze. Nella posizione del diagramma
Polugaevsky - Nezhmetdinov, Sochi 1958
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Fen: r5k1/ppp2r1p/3p3b/3Pn3/1n2PPp1/1P2K1P1/PBB1N2q/R2Q3R b - - 0 1
il grande attaccante, nonché straordinario tattico di epoca sovietica Rashid Nezhmetdinov giocò la stupefacente 1. … Txf4!! e vinse una brillante partita. In seguito candidamente ammise: “Inutile dire che era impossibile calcolare alla scacchiera tutte le possibili continuazioni. La combinazione era intuitiva ed ecco perché non è stato facile decidersi”. Ma per IvanHoe 1 … Txf4 è il tipo di mossa che io chiamo “da zero secondi”, nel senso che viene scoperta in tempo reale, grazie alla potenza di calcolo di forza bruta. Sono stati scritti interi libri su come migliorare le nostre capacità di calcolo, per cui non ha senso soffermarci più di tanto su questo argomento: basta leggerli per imparare! Ma i computers ci insegnano che vale comunque la pena lavorare sodo in sede di analisi per cercare di essere in grado di calcolare un numero di varianti sufficiente a valutare le probabilità di successo di un sacrificio e a non trascurare nessun’ovvia confutazione.
Meno conosciuta, ma molto più interessante è la seconda qualità fondamentale che i computers hanno, ossia l’oggettività, cioè la capacità di vedere la posizione così come si presenta realmente sulla scacchiera. Su questo punto è stato scritto ben poco anche se, a mio avviso, questa seconda qualità è ancor più importante della prima perché ha a che fare con la selezione delle mosse candidate, un processo che viene prima del calcolo delle varianti. Noi umani non siamo in grado di analizzare tutte le mosse legali come fanno i computers e abbiamo perciò la necessità di sfrondare drasticamente l’albero delle varianti per restare con quelle due o tre candidate che ci sembrano buone e che poi andiamo a calcolare. Il nostro metodo di selezione ci porta quindi a concettualizzare prima la posizione utilizzando idee quali pedone debole, colonna aperta, migliore sviluppo ecc, ma così facendo tendiamo a scartare certe mosse, etichettandole come cattive ancor prima di averle calcolate, solo per effetto dei pregiudizi della nostra mente quali per esempio “è troppo passiva”, “mi doppio i pedoni”, “sono obbligato a ricatturare per mantenere la parità di materiale” e via discorrendo; in definitiva è una caratteristica propria dell’essere umano la tendenza a trascurare automaticamente mosse chiave vincenti (mosse che sembrano impossibili, forti minacce, intermedie, ripiegamenti forzanti ecc.) che non rispettino però i canoni posizionali ai quali lo studio dei libri ci ha abituato. Il computer invece analizza la posizione in modo distaccato e non rinuncia mai a calcolare una mossa solo perché “mi distrugge la struttura pedonale”: prima calcola e poi tira le conclusioni.
In tutta onestà, nella posizione del diagramma che ho presentato, quanti di voi in partita sarebbero in grado di trovare la mossa giocata da Nezhmetdinov ? Lo confesso, io al posto del Nero avrei abbandonato! Eppure 1. … Txf4!! non solo è la mossa migliore ma è anche l’unica corretta, perché tutte le altre sono perdenti (ah, per inciso, se volete vedere come si vince scatenate la potenza del vostro motore preferito!?).
Mi sembra inutile portare altri esempi perchè ognuno di noi può trovarne quanti ne vuole analizzando post-mortem le proprie partite col computer. La storia è sempre la stessa: continuamente non ci accorgiamo di mosse killer vincenti che sono proprio lì, sotto i nostri occhi in attesa di essere giocate e che i computers individuano con sorprendente facilità.
In conclusione poniamoci finalmente il domandone da 100 milioni di dollari: “Queste due qualità dei computers sono imitabili per noi umani ?”
Probabilmente no, perché la nostra mente non è programmata per giocare come un software. Tuttavia se teniamo presente che il 95% delle partite disputate tra giocatori di circolo vengono decise non da chi è più preparato nelle aperture o da chi è in grado di pianificare più correttamente, ma da chi sa meglio calcolare le varianti e riesce ad evitare le fatidiche sviste, capiamo subito che il segreto per diventare giocatori tatticamente più forti implica:
- di imporsi di imparare a calcolare correttamente
- di sforzarsi di guardare alla posizione con maggiore obiettività, liberi da preconcetti
proprio come fanno i computers!
fonti:
Nezhmetdinov’s Best Games of Chess - Nezhmetdinov
Mosse forzanti - Hertan













Utente: Carotino
13/11/2010, 10:39:52