L'iniziativa ..... vista con gli occhi del software!

» Altro - Inserito da bini il 25/08/2010, 18:20:38

Il termine iniziativa indica il controllo della partita da parte di un giocatore. Possedere l’iniziativa significa avere la possibilità di attaccare e di esercitare pressione sull’avversario, che ovviamente sarà costretto a difendersi.

Lo scopo dell’iniziativa è chiaro: indirizzare la partita verso una direzione voluta fino alla vittoria.

Non è assolutamente detto che avere l’iniziativa significhi essere in vantaggio, perché si può avere l’iniziativa anche in posizioni pari o svantaggiose, tuttavia negli scacchi la strategia più efficace si basa quasi sempre sulla lotta per l’iniziativa in ogni fase della partita e non è un mistero che i giocatori più forti facciano sempre di tutto pur di ottenerla.

La dinamica dell’iniziativa può essere spiegata per mezzo di una frase rivelatrice di Siegbert Tarrasch, il quale sosteneva che “ogni mossa che non tenda al matto indebolisce la posizione da qualche parte”. Così, uno dei due colori attacca creando una minaccia e costringe l’avversario a pararla con una mossa difensiva. Quasi sempre però questa mossa difensiva creerà nuove condizioni sulla scacchiera (per esempio la perdita del controllo di alcune case importanti) e consentirà all’attaccante di portare nuove minacce. Attaccando continuamente e portando minacce mossa dopo mossa, generalmente il gioco arriva ad un punto in cui il difensore non riesce più a pararle tutte, anche a causa della mancanza di coordinazione tra le sue forze, e resta privo di risorse fino a subire perdite di materiale decisive.

Poiché entrambi i contendenti in partita lotteranno per l’iniziativa, in posizioni equilibrate il gioco ha di solito l’andamento di una reazione a catena: il Bianco tenta di sfruttare l’ultima mossa del Nero il quale, a sua volta, replica con una mossa che prova a ricavare un vantaggio dall’ultima mossa del Bianco, e così di seguito. Ognuno dei giocatori sceglie un piano con uno scopo e tutte le mosse che vengono giocate successivamente sono rivolte ad incrementare la nostra iniziativa o a bloccare quella dell’avversario quando tocca a noi muovere.

Questo è quello che dovrebbe avvenire in partita ….. almeno in teoria!

Vediamo un bell’esempio che ci aiuta a spiegare alla perfezione la dinamica dell’iniziativa (le analisi sono di Andrew Soltis).

Sutovsky – Zapata, Mosca 2001

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: 1rb2rk1/2q2ppp/5n2/2p1p1B1/1p2P3/6P1/1PP1QPBP/R4RK1 b - - 0 1


“Con la sua ultima mossa 1. Ag5 il Bianco minaccia di indebolire il lato di Re con Ag5xf6.

1. … Tb6

Sembra migliore rispetto a far ripiegare il Cavallo, ma ha il suo punto debole.

2. Ta5!

Una mossa impossibile prima di Tb8-b6. Il Bianco si prepara ad accerchiare il pedone c5 con De2-c4 o a raddoppiare le Torri sulla colonna “a”.

2. … Ce8

Ora 3. Dc4 Tc6 e poi Ac8-e6 permetterebbe al Nero di difendersi.

3. Ae3!

Visto che dopo 2. … Ce8 il Nero non può più proteggere il pedone “e” con Cf6-d7.

3. … Tc6 4. Tfa1

Gli scacchi sembrano un gioco facile quando tutto quello che hai bisogno di chiederti è: quale debolezza ha creato l’ultima mossa avversaria? Grazie a mosse forzanti di routine il Bianco ha qui una promettente iniziativa e sta considerando Ta5-a7, ora che 3. … Tc6 ha tolto al Nero la possibilità di difendersi con Tb6-b7.

4. … Cd6 5. f4!

Il Bianco volge la sua attenzione al pedone “e”, lasciato senza protezione dall’ultima mossa del Nero. Ora 5. … f6 creerebbe problemi sul lato di Re (6. Ta8 Ab7? 7. Txf8+ Rxf8 8. fxe5 fxe5 9. Dh5).

5. … Te8

Il Nero finalmente gioca una mossa che non sembra creare nuove debolezze.

6. fxe5!

Ma la Torre è un ben misero difensore visto che la si può minacciare facilmente. Per esempio 6. … Txe5 7. Af4 (7. … Te8 8. e5).

6. … Cb7 7. Ta8 Dxe5 8. Db5!

E il Bianco fu ben avviato verso la vittoria (8. … De6 9. T1a6! Txa6 10. Txa6 De5 11. Ta8 h6 12. Dc6 Cd6 13. Dxc5).

Nella posizione del diagramma il Nero era così passivo che dopo 1. Ag5 non fu più in grado di lottare.”

A partire dal diagramma iniziale ho provato a far analizzare la posizione al mio amico Fire 1.31, ed ecco cosa vede.

1. … Td8!

Della minaccia 2. Axf6 il computer se ne fa un baffo!

Ecco alcuni seguiti trovati dal software:

a) 2. Axf6 gxf6 3. Af3 (3. De3 c4 4. Dh6 Tb6! 5. Tfd1 Txd1+ 6. Dxd1 Td6 7. Txd6 Dxd6 = oppure 3. Tfd1 Txd1+ 4. Dxd1 Ae6 =) c4 4. Tfd1 Txd1+ 5. Dxd1 c3 6. bxc3 Dxc3 =.

b) 2. Tfd1 Txd1+ 3. Dxd1 (3. Txd1 Ta8 4. b3 Ae6 = oppure 4. c3 bxc3 5. Axf6 gxf6 6. bxc3 Ae6 =) Ae6 4. Ta6 (4. Dd2 Ce8 =) Td8 =.

Che cosa si può evincere da tutto questo?

Innanzitutto che, con ogni probabilità, la minaccia 2. Axf6 è soltanto una minaccia velleitaria; è pur vero che il lato di Re del Nero ne risulta indebolito, ma ciò non appare molto importante agli occhi del software dal momento che tale debolezza non può venire efficacemente sfruttata. Per il software risulta invece fondamentale lottare immediatamente per l’iniziativa con la forte 1. … Td8! che consente di controllare l’importante colonna aperta “d” con la Torre. In secondo luogo a giudizio del software, e a differenza di quanto rilevato da Soltis nelle analisi e da Zapata in partita, la posizione del Nero non è così passiva come potrebbe sembrare a prima vista; infatti i cambi dell’Alfiere per il Cavallo e delle Torri lungo la colonna “d” rendono più semplice la difesa. Infine, cosa più importante, il nostro amico al silicio ci permette di rilevare come il Nero, giocando la debole 1. … Tb6? non abbia fatto altro che agevolare in tutto e per tutto l’avversario nella realizzazione del suo piano.

Se in altri articoli ho tanto bistrattato i poveri software scacchistici evidenziando alcuni dei loro limiti principali, in questo devo invece rilevare uno dei loro punti di maggiore forza: la capacità che hanno di giocare per l’iniziativa in ogni tipo di posizione per portarsi in vantaggio.

A meno che non siano strettamente necessarie, difficilmente vedremo i software perdere tempi con inutili mosse profilattiche tipo h3/h6, a3/a6, Rh1/Rh8. In egual misura quasi mai un software ritirerà i pezzi con mosse lente del tipo Cf1, Cd1 ecc. se una tale manovra non riesca a sortire qualche effetto.

Per noi umani è invece molto complicato riuscire a lottare per l’iniziativa ad ogni mossa, come fanno i computer: spesso, se non si capisce la posizione, si risponde troppo meccanicamente non scegliendo la mossa più forte e nel giro di qualche tratto il nostro controllo della partita sfuma. Ciò è abbastanza chiaro tatticamente quando non sferriamo il colpo del KO semplicemente perché ... non lo abbiamo visto; ma anche in posizioni strategiche, fra quattro o cinque mosse possibili non è detto che tutte siano equivalenti: la prima può essere ottima, mentre le altre solo buone.

Una volta compreso che muovere senza legare la mossa alla lotta per l'iniziativa è il miglior modo di sprecarla, diventa di fondamentale importanza affinare l'esperienza per capire quando l'iniziativa è reale o è soltanto nella nostra testa analizzando per bene le nostre partite col computer dopo averle giocate.
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Commenti

  1. Utente: vic fontaine

    25/08/2010, 18:55:09

    Bellissimo articolo, caro Bini!
    E torniamo così all'eterno dilemma tra l'"avere idee chiare sul dove collocare i pezzi" da una parte, e il "calcolare (in senso lato: doppi attacchi, PP inchiodati su pezzi o su case chiave ecc.) senza perdere troppi controlli e senza che il tuo calcolo rischi effetti-orizzonte" dall'altra. Come poter risolvere a tavolino questo dilemma? Ciao e grazie.
  2. Utente: bini

    25/08/2010, 19:08:28

    Carissimo Vic Fontaine, bella domanda, ma penso che aspetterò a risponderti quando sarò diventato Grande Maestro ..... (cioè mai!)
  3. Utente: Carotino

    25/08/2010, 20:27:32

    Sciocchini, io sono già GM (Giovane Marpione) così vi concedo una mia perla di sapienza...

    Salta subito agli occhi, ad ogni mossa il computer cerca SEMPRE di attaccare qualcosa e se gli minacciamo qualcosa lui non cerca la difesa, se possibile, ma una decisa contro-minaccia!
    Ho provato ad applicare questo metodo nella pratica, ma non è proprio così facile da mettere in atto!
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