L'influenza dei fattori soggettivi nel gioco

» Altro - Inserito da bini il 07/11/2009, 16:09:27

Noi siamo convinti che il nostro giudizio di una posizione si basi su rigorosi standard di oggettività e razionalità per cui la scelta di una mossa avverrà dopo che ci siamo convinti, col calcolo, della bontà della candidata analizzata.

Di fatto spesso optiamo invece per una mossa, piuttosto che per un'altra, facendoci influenzare da dubbi, paure, incertezze, in altre parole dallo stato d'animo con cui guardiamo alla candidata.

Si tratta di criteri soggettivi di scelta che non sono negativi in quanto tali, dopotutto è un nostro diritto fidarci del nostro discernimento quando facciamo mosse alla scacchiera.

Per esempio, potremmo non fidarci del calcolo per paura di incorrere in una svista. Oppure, a dispetto di tutte le motivazioni oggettive che ci indicano una certa candidata, decidiamo che è meglio sceglierne una diversa che ci faciliterà il compito di trovarne altre, oppure renderà più difficile al nostro avversario prendere una buona decisione.

Un giocatore come Botvnnik, prima della sua seconda partita nel match via radio del 1945, scrisse a suo uso e consumo "Fare la mossa solo in caso di assoluta chiarezza", intendendo che avrebbe continuato ad analizzare ciascuna mossa finchè non avesse raggiunto il massimo grado di certezza.

L'assoluta chiarezza è un'astrazione, quindi non aspettatevi di raggiungerla ogni volta che calcolate e neanche nella maggior parte delle situazioni.

Ma al momento di confrontare le varie candidate, tendere alla maggiore chiarezza possibile è un criterio irrinunciabile. E se vi sembrerà più chiara una candidata piuttosto che un'altra, sarete più portati a giocare la prima, anche se la seconda è oggettivamente superiore.

Se passate più di 15 minuti su una candidata senza venirne a capo, è il caso di chiedervi: E' possibile arrivare alla chiarezza ? Se la risposta è no, allora dovete decidere fino a che punto potete fidarvi della vostra intuizione.

Molti dei grandi sacrifici di Mikhail Tal si basavano su scelte viscerali. Percepiva alcune linee chiave, forzanti, e giungeva alla conclusione che la candidata era di suo gusto. Non cercava di analizzare tutto, e qualche volta ne pagava lo scotto perchè gli sfuggiva una replica tranquilla ma forte alla seconda o terza mossa.

Sul versante opposto, molti giocatori non amano prendere una decisione che assomigli più ad una scommessa. Quando fiutano il pericolo di annegare in un mare di complicazioni, scelgono un'alternativa di buon senso, e anche se non riescono a vedere oltre la prima mossa, ritengono che la sua solidità ne giustifichi la scelta.

Altri ancora, che hanno grande fiducia nella propria capacità d'analisi, spesso si trovano ugualmente a decidere per candidate che sembrano rischiose.

Come fare a conciliare criteri così soggettivi come sicurezza e certezza ?

Argomento straordinariamente difficile questo; non esiste infatti una regola affidabile al cento per cento, ma è possibile seguire un'indicazione di massima che è la seguente.

Quando si ha una scelta tra due candidate promettenti, è bene cercare di stabilire quanto l'una sia più rischiosa dell'altra, poi tentare di appurare quanto le implicazioni dell'una siano più chiare di quelle dell'altra: alla fine dare la preferenza alla candidata con il maggiore divario tra i due criteri.

Per esempio, se le candidate sembrano essere all'incirca simili in termini di rischio, giocate quella che riuscite a calcolare più in profondità. La candidata che potrete analizzare quattro mosse in avanti, risulterà più affidabile di quella per la quale non riuscirete ad andare oltre la seconda mossa.

Se invece riuscite a calcolarle entrambe fino a quattro mosse in avanti con in pratica lo stesso grado di chiarezza, allora scegliete quella meno rischiosa.
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