Sebbene Alekhine fosse temuto e ammirato per la sua incredibile fantasia nel gioco combinativo, egli mise da parte il proprio talento naturale per adottare lo stile logico e conservatore di Josè Raul Capablanca, cui strappò il titolo a Buenos Aires nel 1927.
Alekhine dovette certo compiere un tremendo sforzo per adottare uno stile di gioco a lui non congeniale: perchè lo fece ? Si trattava di una scelta obbligata: prima di quell'incontro Capablanca lo aveva battuto sei volte senza subire alcuna sconfitta.
Nella loro ultima partita prima di quell'incontro, nel grande torneo di New York del 1927, lo spegiudicato gioco d'attacco di Alekhine era stato smantellato dalla logica e rigorosa difesa del cubano.
Nel frattempo Alekhine aveva avuto modo di studiare le partite di Capablanca, e vi aveva scoperto disattenzioni e manchevolezze dovute ad anni di facili successi e di superiorità incontrastata.
Di conseguenza Alekhine doveva "solo" imparare e adottare quella superba tecnica che il suo avversario aveva lasciato appassire.
E la cosa funzionò, anche se Alekhine ebbe bisogno di trentaquattro partite per vincere le sei necessarie per aggiudicarsi il titolo, contro le tre vinte da Capablanca.
Da quel momento è diventata una pratica comune quella di adattare il proprio gioco a quello dell'avversario, anche se questa strategia non è certo sempre infallibile.
Paul Keres, il Grande maestro estone, raccontava invece di come preferisse giocare con uno stile opposto a quello dell'avversario.
Contro gli strateghi posizionali egli avrebbe fatto ricorso al proprio notevole talento tattico; contro i tattici, avrebbe puntato sul lato posizionale del suo gioco e sulla sua abilità nei finali.
Modificando il proprio gioco, Keres assecondava il suo desiderio di continui cambiamenti e di confronti brillanti, e non c'è dubbio che questi obiettivi fossero davvero importanti per lui.
Ma è solo un caso che tutta questa sua autoindulgenza gli fosse poi utilissima allo scopo essenzialmente pragmatico di vincere le partite ?
L'astuto Keres è sempre stato giustamente ammirato per la sua capacità di mettere l'avversario nella situazione a lui meno favorevole.
Non c'è dubbio che sia una buona strategia, anche se richiede la conoscenza approfondita delle predilezioni di centinaia di avversari.
Ognuno di noi ha un approccio, un modo di giocare e uno stile molto diverso e spesso simile ad un campione piuttosto che ad un'altro.
"A che campione somigli ?" è un test sullo stile di gioco che avevo presentato qualche tempo fa nel forum.
Ora lo ripropongo sotto forma di articolo, affinchè anche i nuovi iscritti possano prenderne visione.
Questo test valuta le tue risposte e ti dice a quale campione di scacchi ti avvicini per tipologia di gioco e modo di interpretare la partita.
Annota le risposte su un foglio di carta, poi leggi i risultati a fondo pagina.
A cosa serve capire che tipo di gioco abbiamo? Ovvio, Più ci conosciamo, più sappiamo dei nostri limiti e più il nostro allenamento sarà orientato a colmare le nostre lacune e migliorare i nostri punti forti.
DOMANDE:
1) Il mio pezzo preferito è:
a) la Donna
b) la Torre
c) il Cavallo
d) l'Alfiere
e) il Pedone
f) il Re
2) In partita preferisco avere:
a) un vantaggio di spazio
b) la coppia degli Alfieri
c) un Pedone in più
d) il controllo del centro
e) un solido avamposto
f) il dominio di una colonna
3) Do il meglio di me stesso giocando contro:
a) un avversario più debole
b) un avversario più forte
c) un pari categoria
d) uno sconosciuto
e) chiunque
f) il mio peggior nemico
4) Offro la patta:
a) qualche volta
b) spesso
c) mai
d) dipende dall'avversario
e) dipende dalla posizione
f) dipende dal mio umore
5) Accetto la patta se:
a) la posizione è obiettivamente pari
b) non c'è verso di forzare la vittoria
c) sono stanco di continuare a giocare
d) il mio avversario è più forte di me
e) solo se ho poco tempo a disposizione
f) mi basta per vincere il torneo o passare di categoria
6) Dopo aver perso una partita penso che:
a) ho giocato male
b) il mio avversario ha giocato meglio di me
c) devo vendicarmi subito
d) non sono in forma
e) devo riposarmi
f) farei meglio a cambiare gioco!
7) Dopo aver vinto una partita penso che:
a) sono un campione
b) il mio avversario ha giocato peggio di me
c) non sono poi così pollo
d) ho giocato bene
e) gli dèi sono dalla mia parte (viva Caissa!)
f) ora devo riposare
8) Quando gioco mi preoccupo di:
a) trovare la mossa migliore
b) studiare l'avversario
c) seguire un piano
d) realizzare un obiettivo
e) complicare il gioco
f) semplificare il gioco
9) Prima di iniziare una partita:
a) stringo la mano all'avversario
b) aspetto che l'avversario mi porga la mano
c) non mi pongo problemi di forma
d) mi limito a scrutare l'avversario
e) fisso la scacchiera, ignorando l'avversario
f) cerco la massima concentrazione
10) Dopo la partita penso:
a) adesso io ho x punti vediamo il tabellone del torneo
b) il mio punteggio elo adesso è ...
c) devo correre a riposarmi per la prossima partita
d) adesso si va ad analizzare la partita
e) chi potrebbe essere il mio prossimo avversario?
f) chissà che penserà di me la mia donna
11) Per me gli scacchi sono:
a) un gioco
b) una lotta
c) un'arte
d) uno sport
e) una sfida
f) un modo di essere
12) Per giocare bene a scacchi bisogna:
a) conoscere
b) prevedere
c) intuire
d) saper aspettare
e) saper vincere
f) saper perdere
RISULTATI DEI TEST:
Somma i punteggi ottenuti con le tue risposte in base al prospetto sottostante e leggi il profilo corrispondente. Mi raccomando! Non sbirciare sulla tavola qui sotto se non hai completato il test, il tuo profilo non sarebbe attendibile!
IL PUNTEGGIO
1) a=2 b=4 c=3 d=5 e=0 f=1
2) a=3 b=5 c=0 d=4 e=1 f=2
3) a=2 b=3 c=4 d=1 e=5 f=0
4) a=4 b=2 c=5 d=1 e=0 f=3
5) a=4 b=5 c=0 d=1 e=2 f=3
6) a=5 b=0 c=3 d=2 e=1 f=4
7) a=3 b=0 c=4 d=5 e=2 f=1
8) a=5 b=1 c=0 d=4 e=3 f=2
9) a=4 b=3 c=5 d=1 e=0 f=2
10) a=5 b=3 c=2 d=4 e=1 f=0
11) a=0 b=1 c=2 d=4 e=3 f=5
12) a=1 b=2 c=3 d=0 e=5 f=4
DA 0 A 10 PUNTI
Il tuo padre spirituale è Philidor, ma sei molto vicino anche al grande Steinitz. Il tuo gioco si basa essenzialmente sulla posizione. Piuttosto che andare allo sbaraglio preferisci accumulare con pazienza piccoli vantaggi. Sei metodico e cocciuto come un mulo! È molto difficile batterti.
DA 11 A 20 PUNTI
Sei un emulo di Lasker.
La tua tecnica è eccellente nel finale ma anche nel centro partita ti fai valere. La tua arma migliore è la psicologia: non cerchi tanto la mossa più corretta, quanto quella più fastidiosa per il tuo avversario. Sei un giocatore completo.
DA 21 A 30 PUNTI
Il tuo stile risente l'influsso di Capablanca e dei suoi illustri seguaci (Petrosjan, Smyslov, Karpov).
Giochi in modo prudente, ma mai difendendoti ad oltranza. Quando è il momento semplifichi con lineare semplicità, giungendo al finale dove la tua tecnica è ineguagliabile.
DA 31 A 40 PUNTI
Sei aggressivo e volitivo come Alekhine. Il tuo stile è barocco ed incredibilmente complesso. Ami il rischio e le combinazioni brillanti, come Tal e Kasparov. Se l'arma di Capablanca era il fioretto, la tua è la sciabola. Qualche volta inceppi in una sconfitta, ma sei sempre ripagato dall'ammirazione di tutti.
DA 41 A 50 PUNTI
Il tuo stile è universale come quello di Spassky; sai difenderti ed attaccare. Se avessi più fiducia in te stesso riusciresti ad ottenere risultati migliori. Tutti ti stimano per la tua signorilità ma pochi ti temono per la tua aggressività. Comunque quando sei in giornata di grazia, nessuno riesce a fermarti.
DA 51 A 60 PUNTI
Sei un giocatore unico, egocentrico, malato di protagonismo e monomaniaco. Gli scacchi sono tutto per te. Vincere per te è una ragione di vita, una questione di principio. Il tuo stile è freddo, logico e spietato, nelle tue vene scorre lo stesso sangue di Bobby Fischer!
Utente: ytoong
24/10/2009, 11:56:25