La tattica è sovrana

» Altro - Inserito da bini il 11/10/2009, 22:36:31

Possiamo definire la tattica come lo sfruttamento combinativo di una debolezza.

Possiamo definire la combinazione come un piano tattico a breve termine, volto a procurare un miglioramento della nostra posizione.

Nella pratica il significato dei due termini spesso si confonde.

Saranno quindi combinazioni le sequenze di mosse che portano a migliorare le caratteristiche della nostra posizione (passare da uno svantaggio alla parità; passare dalla parità al vantaggio con o senza guadagno di materiale; dare scacco matto).

Queste sequenze di mosse possono essere più o meno lunghe (non c'è una lunghezza definita, si va da combinazioni di una o due mosse, a combinazioni di oltre dieci) ma devono essere "forzate".

Il nostro avversario potrà avere svariate continuazioni possibili, ma in ognuna di queste subirà un peggioramento della sua condizione, sia esso una perdita di materiale, lo scacco matto o altro.

Potremo quindi, calcolando correttamente tutte queste possibilità, conoscere l'esatto risultato finale della combinazione in tutti i casi, definendo perfettamente l'esito futuro della partita.

In una partita a scacchi qualsiasi mossa venga giocata deve essere buona dal punto di vista tattico e ciò spiega il significato del noto aforisma di Richard Teichmann "Gli scacchi sono al 99% tattica".

Chi desidera migliorare il proprio livello scacchistico deve tener conto di questa dura realtà; perciò, ad una maggiore comprensione strategica del gioco deve accompagnarsi un miglioramento delle proprie capacità analitiche.

Quando si ha il tratto, la prima cosa da fare è cercare di individuare mosse forzanti, vale a dire mosse che minacciano pezzi nemici.

Le prime candidate a venire in mente sono quelle che rispondono a semplici domande quali "Che cosa posso catturare ? C'è uno scacco che posso dare ? Esiste un'inchiodatura o una forchetta vincente ? Posso sacrificare qualcosa per l'attacco ?"

Non è un caso che anche la maggior parte dei Grandi Maestri, quando comincia a selezionare le mosse, scandagli la scacchiera in cerca di tutti i tatticismi possibili.

Già Grigory Levenfish, GM di epoca sovietica, scrisse che "negli scacchi la visione combinativa è alla base di tutto", intendendo per visione l'abilità di individuare "tutti i punti, tuoi e del tuo avversario, che risultino sotto attacco". Seguono poi gli "attacchi doppi e finalmente l'armoniosa interazione dei pezzi, che porta alle combinazioni".

Cercare il modo di attaccare i pezzi nemici dovrebbe essere il primo obiettivo del giocatore a caccia di candidate. E questo perchè la visione tattica è soggetta ad una sorprendente legge al ribasso: Più studi la posizione, meno vedrai tatticamente. Trucchi di una mossa o due spesso saltano agli occhi nei primi minuti che si guarda una posizione. Se non li si vedono subito, è raro che li si possa individuare nei prossimi dieci minuti che si studia la posizione. Per qualche ragione che non sappiamo spiegarci, la mente tende a rimuovere dalla nostra visuale tatticismi relativamente semplici che pure sono sotto gli occhi.

Chiunque può esercitarsi a trovare candidate che creino minacce. E' vero, alcuni sviluppano questa abilità più rapidamente di altri. Levenfish definì la visione tattica un "dono di natura"; possono bastare due, tre mesi per svilupparla pienamente dopo aver imparato a muovere i pezzi, oppure occorrono anni. Il fatto che sia un dono di natura aiuta a spiegare perchè certi adolescenti diventano Grandi Maestri così velocemente.

Naturalmente gli scacchi vanno molto oltre i semplici attacchi portati ai pezzi nemici, ma i benefici che si possono ottenere attaccando ripetutamente degli obiettivi non vanno sottovalutati perchè:
a) non si dà modo all'avversario di minacciare a sua volta;
b) si crea il potenziale per un doppio attacco;
c) l'avversario viene gravato di un fardello psicologico.

Potrebbe sembrare ingenuo inneggiare all'attacco in questo modo, ma ecco che cosa ha da dire in proposito Garry Kasparov: "I vecchi maestri usavano dire che se attacchi dieci volte di fila i pezzi nemici, all'undicesima l'avversario commetterà qualche sciocchezza".

Comunque sia, i tatticismi suggeriscono uno straordinario numero di candidate.
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Commenti

  1. Utente: Kasper

    12/10/2009, 10:49:35

    Articolo chiaro e interessante. Bravo bini!
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