Il consiglio che Botvinnik dava ai suoi studenti era di sviluppare il senso dell'orologio, che li avrebbe messi in condizione di capire quando era il caso di riflettere a lungo. "Sapere come gestire il tempo dovrebbe diventare intuitivo" diceva loro. In realtà in partita era poi molto pignolo a riguardo e soleva dividere le 40 mosse in segmenti di 10 mosse, assegnando a ciascuno di essi un tempo di 37 minuti e mezzo (ai suoi tempi si giocava con la cadenza delle 40 mosse in 2 ore e mezza).
Oggi, che la cadenza di gioco è più rapida e, se siamo fortunati, ci vengono dati 120 minuti per le prime 40 mosse è oltremodo essenziale che i giocatori usino con discernimento il loro tempo, facendo attenzione ai minuti che spendono e a quelli che rimangono. Impiegare un sacco di tempo per trovare una buona mossa può già di per sè costituire un vero e proprio errore se si ripercuote sulla qualità delle mosse successive, che non potranno avere tutta l'attenzione che meritano.
Questo non significa che si debbano usare tre minuti per mossa. Prima di tutto c'è l'apertura, in cui spesso abbiamo 10-15 mosse gratis (se non di più), quindi in realtà potremmo avere 110 minuti per 25 mosse. Ancora una volta, però, non è il caso di fare attenzione a non usare più di quattro minuti per mossa. E' evidente che i problemi che sorgono in partita non presentano tutti la stessa difficoltà, e richiedono pertanto tempi di riflessione molto differenti per essere risolti. Ovviamente ci saranno momenti in cui il tempo sarà ben speso e altri in cui sarà invece sprecato.
C'è però una particolare situazione nella quale non si può fare a meno di riflettere a lungo su una singola mossa e più precisamente quando diventa necessario un cambio di rotta.
Quando sentite che la partita vi sta sfuggendo via via di mano è in questo preciso momento che bisogna fermarsi a pensare per cercare di cambiare rotta, prima che la situazione precipiti.
Non c'è un modo certo di riconoscere il momento preciso quando bisogna cambiare rotta, ma un segnale è l'esistenza di una tendenza in atto: se cioè vedete che la posizione del vostro avversario gradualmente migliorerà con mosse di routine, mentre voi non avete niente di costruttivo in vista, avete a che fare con una tendenza negativa, forse fatale.
Di solito prima ci si accorge di non avere una buona, "ovvia" candidata, e solo dopo si nota che l'avversario ha due o tre mosse utili che denotano una tendenza.
I principianti raramente sanno ravvisare il momento preciso in cui è necessario cambiare rotta prima che nasca una tendenza a noi sfavorevole. Gli amatori avviati a migliorare possono anche riconoscerlo, ma ahimè quando è troppo tardi. I giocatori da torneo con una certa esperienza forse lo individuano in tempo, ma poi non sanno come procedere. I maestri, da parte loro, hanno ben chiaro quando tale cambio di rotta non può essere rimandato.
Sokolov - Timman Campionato Olandese 1998
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1 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 1 |
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Fen: 2rqr1k1/pb3p2/1p2n2p/3np1p1/1P6/P3PP2/1Q1NBBPP/R3K2R w - - 0 1
Il Nero ha i pezzi ben collocati, ma il Bianco ne può annullare gli effetti arroccando e portando le sue Torri in d1 o in c1, il che avvierebbe una tendenza in suo favore.
Ciò suggerì al Nero la necessità di qualcosa di più tagliente della semplice difesa del pedone "e" con f7-f6 o del tentativo di raggiungere il finale con Dc7-c3.
Guardò alla possibilità di infastidire i pezzi bianchi con 1. ... Cc3, ma vide che così facendo avrebbe solo legato i propri pezzi (2.Ac4 Ca4 3.Db3 Dd7), dopo di che il Bianco avrebbe potuto senza alcuno sforzo lanciare un attacco sul lato di Re con 4.h4!.
1. ... e4!
Il Nero correttamente valutò che per cambiare la tendenza era indispensabile un sacrificio. Aveva preso in considerazione 1. ... Cef4 2.exf4 gxf4, che però gli era sembrata inadeguata.
2.Cxe4!
Di nuovo, una lunga riflessione ne provocò un'altra. Il Bianco notò che 2.0-0 invita a giocare 2. ... Cc3, che è molto più forte di una mossa prima e favorirebbe il Nero dopo 3.Cxe4 Cxe4 4.fxe4 Axe4, oppure 3.Ac4 Df6 che minaccia 4. ... Ce2+ e 4. ... exf3.
Ciò forzò il Bianco a calcolare la sequenza che poi si verificò.
2. ... f5 3.Cg3 f4 4.exf4 Cexf4 5.0-0
Il Nero ebbe una fortissima iniziativa dopo
5. ... Cc3
ma il Bianco riuscì a sopravvivere alle complicazioni.












