Il giocatore pragmatico si ricorda sempre che gli scacchi sono principalmente un gioco, uno scontro tra due persone, e di solito riesce ad ottenere migliori risultati rispetto al perfezionista puro perché sa gestire bene sé stesso, il che gli consente di non finire mai completamente fuori strada.
In partita tutto questo vuol dire non limitarsi a considerare solo le esigenze della posizione, ma anche l’intero problema delle varie strategie da usare in torneo (il tempo che si ha sull’orologio, l’avvicinarsi dello zeitnot, se la posizione in classifica consente di rischiare o se è preferibile giocare in modo tranquillo ecc.).
Uno dei giocatori più pragmatici della storia degli scacchi è stato Vassily Smyslov. Dotato di un’incredibile intuizione, coltivata fin dall’infanzia per aver fatto proprio il vasto repertorio di partite del passato, aveva l’eccezionale capacità di trovare le case migliori per i propri pezzi, tanto che una volta Spassky disse di lui che aveva “mano”, intendendo dire che la sua mano sapeva su quale casa mettere ciascun pezzo senza che la testa dovesse calcolare.
Il senso pratico di Smyslov può essere spiegato molto chiaramente esaminando la posizione di una delle partite più cruciali della sua carriera scacchistica.
Keres – Smyslov, Torneo dei Candidati 1953
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8 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 8 |
7 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 7 |
6 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 6 |
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4 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 4 |
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1 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 1 |
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Fen: 2rq1rk1/pb3p1p/1p2pbp1/3p3R/2PP4/PPR5/1B3PPP/3Q1BK1 w - - 0 1
Nella posizione del diagramma il Nero aveva appena mosso 18. … g6 e Keres, di rimando, aveva giocato la spettacolare 19. Tch3!? lasciando la Torre in presa.
La partita si stava giocando quasi alla fine di un torneo molto importante, perché il vincitore avrebbe conquistato il diritto di sfidare Botvinnik per il titolo mondiale. Al momento Smyslov era mezzo punto avanti a Keres e battendolo avrebbe seriamente ipotecato il suo successo; in caso di sconfitta, invece, Keres sarebbe diventato il leader della competizione, mentre Reshevsky e Bronstein si sarebbero ulteriormente avvicinati. Smyslov aveva dunque tutte le ragioni di pensare attentamente al modo di giocare in questa situazione, prima di decidere se accettare il sacrificio di Torre.
Le cronache scacchistiche raccontano che, a questo punto, Smyslov si immerse in una profonda riflessione. Inizialmente si concentrò su 19. … gxh5 20. Dxh5 Te8 perché, come in seguito sostenne, “desideravo moltissimo catturare la Torre, tanto più che non vedevo come il Bianco avrebbe potuto vincere”. Poi però si rese conto che dopo 20. … Te8 qualcosa sarebbe potuto sfuggirli, il che sarebbe stato davvero seccante, così non analizzò altre varianti in questo ramo.
Alla fine non prese la Torre e optò per 19. … dxc4!!, che minaccia di catturare la Torre alla prossima mossa (20. bxc4?? gxh5 21. Dxh5 Ae4! con banale vittoria visto che h7 è protetta). Inutile dire che il suo straordinario intuito gli permise di giocare un’ottima mossa: innanzitutto il Nero apre la diagonale del suo Alfiere di Donna, che ora può essere trasferito in e4, inoltre apre la colonna “d”, con possibilità di porre la sua Donna in d5, minacciando sia matto che di catturare il pedone d4, infine si crea un pedone passato sulla colonna “c” che può essere avanzato in c3, così da bloccare le pericolosa grande diagonale nera.
La scelta del Nero ebbe successo perché dopo 20. Txh7 (forse Keres avrebbe avuto ancora qualche speranza di pattare con la migliore 20. Dg4! ma, purtroppo per lui, stava ancora giocando per vincere) 20. … c3! 21. Dc1 Dxd4 22. Dh6 Tfd8 l’attacco si esaurì e Smyslov andò a vincere la partita, il torneo e il diritto di giocare un match per il campionato del mondo.
Nelle analisi del dopopartita, la sua cautela si rivelò provvidenziale, infatti si scoprì che il Bianco avrebbe potuto portarsi in vantaggio con la fortissima 21. a4!!, minacciando 22. Aa3 per chiudere la porta alla fuga del Re.
Considerazioni come il timore di rimanere a corto di tempo e la posizione in classifica degli altri giocatori del torneo avevano quindi portato Smyslov a rifiutare l’offerta della Torre, perché giudicata poco chiara, anche senza scendere in profondità nell’analisi delle varianti e a scegliere, sulla base di semplici considerazioni generali, una buona mossa di riserva rivelatasi per essere poi, all’atto pratico, la migliore.
Un ottimo esempio di pragmatismo, non credete!










