Il giocatore di scacchi e i fattori di performance

» Altro - Inserito da bini il 28/07/2009, 19:55:51

Definiamo come fattori di performance le caratteristiche più importanti che implicitamente uno scacchista deve possedere.

Le suddividiamo in:

- tattica
- strategia
- aperture
- finali

Si deve prioritariamente osservare che

l'importanza dei vari fattori di performance dipende dalla forza del giocatore

Questo è un concetto che la vecchia didattica scacchistica non prendeva in considerazione.

Come esempio banale si può citare quello del principiante che ha studiato perfettamente tutta la materia sui finali di Re e pedone, conosce alla perfezione (cioè a memoria!) il suo repertorio di aperture, ma poi non vede il matto in una mossa che il suo avversario minaccia.

Pertanto per ogni fattore, daremo un'indicazione della sua importanza in relazione alla forza di gioco (tralasciando i giocatori professionisti per i quali tutto è importante!).

Ricordiamo che i giocatori principianti li classifichiamo sotto i 1.500 punti ELO, i giocatori medi fra i 1.500 e i 2.100 punti ELO e i giocatori avanzati fra i 2.100 e i 2.400 punti ELO.

Tattica

Principiante *****
Giocatore medio *****
Giocatore avanzato *****

Può essere definita come la capacità di calcolare combinazioni. E' importante a tutti i livelli, probabilmente la caratteristica più generale e fondamentale. Infatti una delle caratteristiche più evidenti del principiante è la carenza tattica. Un giorno vidi un maestro sconfiggere un principiante con una delle aperture più dubbie in assoluto: 1.f3 2.Rf2. Il maestro limitò i danni in apertura e poi approfittò degli incredibili svarioni tattici del principiante. Al principiante che non fosse convinto di quanto detto, consiglio di provare a giocare contro un computer con scarse conoscenze di aperture, strategicamente molto scarso, senza una conoscenza reale dei finali, ma forte tatticamente.

Strategia

Principiante ***
Giocatore medio *****
Giocatore avanzato *****

Può essere definita come la comprensione della posizione con la capacità di elaborare piani significativi per lo svolgimento della partita. Contrariamente alla visione classica, la strategia per il principiante è sicuramente meno importante della tattica. Se il giocatore non ambisce a livelli medi (ricordiamo che un giocatore con la forza di 1.600 punti ELO batte facilmente qualsiasi giocatore da caffè ....), la comprensione strategica dei soliti concetti (pedone debole, colonna aperta, blocco ecc.) è talmente vaga e teorica che difficilmente riuscirà a metterla in pratica senza una salda competenza tattica.
Osservate questa posizione, frutto di una posizione tra due giocatori di categoria nazionale
abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: RRK5/3Q1NPP/1N1B1P2/P7/1PpP3p/1p1p2p1/pk3q2/brn2b1r w - - 0 1

La superiorità strategica del Bianco è indubbia, si può dire che abbia partita vinta. Notiamo la "bellissima" posizione dell'Alfiere in h8, chiuso dal suo Re in g7; che dire della Torre in g8 e dei pezzi sull'ultima traversa, il Cf8 e l'Ac8 ? Anzi, l'ultima mossa del Nero è stata proprio Ad7-c8. Il Bianco può vincere in vari modi (per esempio 1.Cd4), ma invece si suicida con 1.h5?? cui segue 1..... Aa6! e il Bianco perde la Donna.

Aperture

Principiante **
Giocatore medio ****
Giocatore avanzato *****

Molti giocatori studiano le aperture in modo meccanico, altri cercano di giocare quelle che presentano trappole e modi "per vincere facile", altri infine le odiano e cercano aperture strane per evitare la teoria. Tutti questi comportamenti sono errati.
Al principiante si può consigliare di non studiare nulla se non le caratteristiche generali dell'apertura; dopo un periodo di training "libero" potrà capire quali schemi gli siano più congeniali e potrà approfondirli; per il giocatore medio si potrebbe dire che la cosa più importante non sono le aperture in sè, ma l'imparare a capire come si studiano, indirizzandosi verso ciò che serve veramente.

Finali

Principiante *
Giocatore medio ***
Giocatore avanzato *****

L'importanza dei finali per il principiante è minima. Ciò farà inorridire i classici che sostengono che i finali sono fondamentali per comprendere gli scacchi, ma basta riflettere: a cosa serve sapere come dare matto con Cavallo e Alfiere se lascio in presa la Donna nel centro partita ?
Per quanto riguarda il giocatore medio, è abbastanza inutile perdersi in finali complicatissimi che anche i Grandi Maestri non hanno saputo giocare.

Spirito autocritico

Sicuramente la psicologia gioca un ruolo importante nella prestazione di uno scacchista. Per arrivare a buoni livelli è tuttavia possibile mascherare difetti psicologici con un buon risultato nei fattori sopraesposti. L'unico tratto psicologico fondamentale è la capacità di imparare dai propri errori, cioè di non ripeterli. Perchè ciò avvenga è fondamentale avere un buon spirito di autocritica.

Lo scacchista che ritiene di avere sempre partita vinta, che ritiene la sua posizione sempre superiore, che esalta i fattori in cui è bravo e minimizza quelli in cui non lo è, che non abbandona mai "perchè non ci sta a perdere", molto difficilmente arriverà al livello avanzato e, più spesso, si fermerà ai livelli più bassi del livello medio.

fonte: www.albanesi.it
stumbleUpon
twitter
delicious

Ti è piaciuto?

Commenti

  1. Utente: Araguev

    28/12/2011, 09:36:19

    Perfetti i concetti esposti (come sempre), pero' trovo strano che nessuno metta mai la "condizione fisica" tra i quattro fattori di performance. Forse perche' si da' per scontato che non si possa giocare a scacchi (e non solo a scacchi) completamente ubriachi, ad esempio, o in stato di alterazione psicofisica. Cio' e' piuttosto logico ed e' parte del comune "buonsenso".
    Quello che intendo dire io e', invece, qualcosa di diverso.
    Prendiamo come esempio dei giocatori in buona salute, range di eta' compresa tra i 15 e 50 e nessuna patologia (sembra un trattato medico lol).
    Assumiamo che meta' conduca una vita sedentaria e l'altra meta' pratichi quotidianamente attivita' fisica (cardiofitnes, esercizi con i pesi ecc.). A parita' di livelo, anzi, piu' aumenta il livello e migliore sara' la performance ottenuta da chi pratica attivita' fisica; questo per tanti motivi: uno tra i tanti, ad esempio, una gestione migliore dello stress.
    Chi ha giocato o gioca nei tornei a "tavolino", credo sappia cosa significa "sentire" lo stress.
  2. Utente: Carotino

    28/12/2011, 16:27:33

    Non solo, possiamo aggiungere anche un miglior equilibrio psico-fisico, una miglior gestione della stanchezza, una miglior circolazione sanguigna e quindi una migliore irrorazione del cervello, ecc. ecc.
  3. Utente: bini

    28/12/2011, 18:19:01

    Avete perfettamente ragione e la lista potrebbe continuare anche con una dieta equilibrata, sane abitudini di vita come un regolare ciclo sonno/veglia ecc.
    Si parla poco di queste cose forse perchè non sono prettamente scacchistiche e invadono più altre sfere.
Solo gli utenti registrati possono commentare