Gli schiavi di Caissa pensano agli scacchi in ogni ora del giorno e della notte sognando varianti di apertura, e dalla prima gioventù fino alla loro decrepita vecchiaia si dedicano alla costante ricerca dell'arte della scacchiera, in attesa di giocare la partita che superi l'esame degli studiosi e sia ricordata nei secoli a venire.
Per tutti coloro che non hanno il talento o il tempo di dedicarsi agli scacchi, e per i più che preferiscono un lavoro sicuro e la garanzia di un assegno a fine mese, sono tre gli ingredienti che consentiranno loro di diventare giocatori molto più forti di quanto avrebbero mai creduto possibile.
1. Imparare a riconoscere i diversi tipi di squilibri, acquisendo l'abilità di intuire quale squilibrio dominerà l'altro in una data posizione.
E' molto raro che in una partita ci sia un solo squilibrio.
Di solito ne coesistono diversi, interagendo tra loro in maniera tale che individuare l'idea corretta è tutt'altro che semplice.
Se ti trovi in tale situazione in una partita di torneo (prima o poi capiterà a tutti: capita sempre) devi adottare la mentalità dello studente ed esercitare la tua forza di volontà.
Cosa non fare
Mai fare una mossa perchè "toccava a me muovere e dovevo pur fare qualcosa".
Mai pensare per svariati minuti per poi giocare "una mossa qualsiasi per evitare di rimanere a corto di tempo, tanto l'idea giusta verrà fuori tra una mossa o due".
Cosa fare
Sforzarsi con tutte le proprie forze insistendo finchè non si trovi il modo di armonizzare proficuamente gli squilibri presenti sulla scacchiera; ci volessero cinque minuti oppure un'ora non importa, va fatto e basta.
2. Fare sempre tutto il possibile per fermare il controgioco dell'avversario.
Può succedere a volte che i vantaggi risultino chiaramente definiti (per esempio un pedone in più o qualche altro tipo di vantaggio duraturo).
Cosa non fare
Non sciupare tutto il vantaggio accumulato cercando di forzare prematuramente i tempi.
Cosa fare
Prima di procedere allo sfruttamento del vantaggio conviene prima ridurre le possibilità dell'avversario, e solo in seguito procedere indisturbati verso la realizzazione del piano.
Quando si dispone di un vantaggio permanente (statico), prima di gettarsi a capofitto nell'azione conviene consolidare la posizione. Una volta appianato tutte le pendenze, il vantaggio statico ci potrà regalare una vittoria tranquilla e priva di rischi.
Ecco perchè quando per esempio si ottiene un vantaggio a lungo termine in un settore della scacchiera prima di farlo valere conviene impedire all'avversario di crearsi controgioco altrove.
3. Mai arrendersi, e difendere la posizione come se fosse in gioco la propria stessa vita!
E' il caso in cui ci si trova in una brutta posizione.
Cosa non fare
Non tendere una trappola da quattro soldi per poi abbandonare quando l'avversario la vede!
Cosa fare
Cercare di resistere ad oltranza come se la propria vita dipendesse da quella partita.
Come fare?
Semplice: giocate la mossa che non vorreste vedere se foste nei panni del vostro avversario!
Altri piccoli suggerimenti.
Quando è possibile è un'ottima cosa partire al contrattacco, in un modo o nell'altro. Per poterlo fare è necessario però che nella vostra posizione ci sia uno squilibrio a voi favorevole; se non c'è dovete fare di tutto per crearlo.
Esistono per il difensore altri accorgimenti che vale la pena indicare:
1) la migliore reazione ad un attacco sull'ala è un contrattacco al centro:
2) cercate di cambiare i pezzi quando avete minor spazio, in modo da respirare un po' di più nella posizione ristretta, evitando così che i vostri pezzi tendano a pestarsi i piedi l'un l'altro:
3) un altro caso in cui bisogna cambiare i pezzi è quando si è sotto attacco, per diminuire il numero delle forze attaccanti. Questa regola è particolarmente utile quando si è in vantaggio di materiale. Si può infatti restituire una parte del bottino per forzare quei cambi che annullano l'attacco:
4) infine ricordate che il centro è la parte più importante della scacchiera, se potete assumetene il controllo con ogni mezzo!