Questo può avvenire se il secondo giocatore ad arroccare ritiene il proprio Re maggiormente al sicuro sull'ala opposta, o se ritiene di avere maggiori possibilità di attacco rispetto a quelle del suo avversario.
C'è una grande differenza nella strategia di attacco con arrocchi eterogenei rispetto a quella con arrocchi omogenei.
In questo caso le spinte di pedoni davanti al proprio Re saranno totalmente inutili in quanto il bersaglio è sull'ala opposta, mentre i pedoni di fronte al Re avversario, svincolati da qualunque impegno difensivo, diventano un fattore importante nelle partite ad arrocchi eterogenei.
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
8 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 8 |
7 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 7 |
6 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 6 |
5 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 5 |
4 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 4 |
3 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 3 |
2 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 2 |
1 | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | 1 |
| a | b | c | d | e | f | g | h |
Fen: 5rk1/ppp2ppp/8/8/8/8/PPP2PPP/2KR4 w - - 0 1
In questa posizione possiamo facilmente notare come la spinta dei pedoni a, b, e c causerebbe solo problemi al Bianco, che si troverebbe senza scudo pedonale e nulla in cambio. Al contrario le spinte dei pedoni f, g ed h avranno come conseguenza un contatto con lo scudo pedonale protettivo del Re nero. In questo modo si causerà l'apertura di colonne e si elimineranno i difensori, fornendo la possibilità di punti d'appoggio per i propri pezzi, che diverranno così molto minacciosi.
Quindi gettare i propri pedoni davanti al Re avversario nella mischia è non solo lecito, ma in genere anche indispensabile. Se qualcuno di loro cadrà in battaglia la perdita non sarà poi così grave, dal momento che i pedoni costituiscono la forza-lavoro più numerosa e proprio per questo meno preziosa da conservare. Un sacrificio di pedone può infatti aprire colonne che permetteranno di entrare in gioco a pezzi più forti (in particolare alle Torri).
Se negli attacchi con arrocchi omogenei il peso dell'attacco è sostenuto da Alfiere, Cavallo e Donna, qui pedoni e Torri hanno un ruolo molto più significativo.
Ci vogliono normalmente dalle cinque alle sette mosse affinchè i propri pedoni vengano a contatto con quelli che fanno la guardia al Re nemico. Ma mentre siamo presi dalle nostre operazioni offensive, il nostro avversario non starà certo a guardare, e sarà anzi anche lui impegnato ad aggredire il nostro Re con i suoi pedoni.
La domanda cruciale è: chi taglierà il traguardo per primo? Infatti il giocatore i cui pedoni si dimostreranno più rapidi di quelli nemici conquisterà stabilmente l'iniziativa, costringendo l'avversario ad interrompere l'attacco intrapreso sull'altro lato della scacchiera per correre ai ripari, e spesso obbligandolo a cercare scampo in una difesa passiva. Quindi la velocità d'esecuzione è un elemento imprescindibile ai fini della riuscita di quella che chiameremo una "valanga di pedoni".
Gli elementi di sacrificio e il segnale d'attacco saranno requisiti molto importanti negli attacchi ad ali contrapposte, in quanto il numero di pezzi che partecipa all'attacco è generalmente maggiore rispetto agli attacchi ad arrocchi omogenei.
Inoltre anche rinunciare ad un pezzo per eliminare parte delle difese ci lascia comunque un quantitativo di forze sufficienti a proseguire l'attacco.
La maggior influenza del segnale d'attacco è dovuta al fatto che la sua presenza velocizza di almeno due tempi l'apertura di una colonna.
Prima di decidersi a mandare avanti i propri pedoni, il giocatore dovrà dunque affettuare calcoli non meno precisi di quelli richiesti per il successo di una combinazione tattica.
Dopo esservi convinti dell'opportunità di attaccare con i vostri pedoni o, prima ancora, se siete nel dubbio se arroccare sul lato opposto rispetto al vostro avversrio, ricordate i seguenti principi:
1. Negli attacchi con arrocchi eterogenei condotti coi pedoni, la vittoria spetta normalmente a chi riesce a conquistare per primo l'iniziativa oppure (ma i due aspetti spesso coincidono) a chi impone all'avversario di tornare sui suoi passi per difendersi.
2. Prima di mettere in moto una valanga di pedoni, dobbiamo calcolare attentamente e verificare che l'avversario non abbia la possibilità di giungere per primo a destinazione, respingendo l'attacco e forzandoci a salvare il salvabile nei pressi del nostro Re.
3. Oltre ad avanzare i pedoni sul lato che ci interessa, cerchiamo sempre di cogliere l'occasione di bloccare o ostacolare la valanga di pedoni del nostro avversario sull'altro lato della scacchiera. Se i tempi persi dell'avversario sono più importanti di quelli che ci costano le nostre mosse difensive, queste possono rivelarsi addirittura utili ai fini del nostro attacco.
4. Non scordiamoci che, scegliendo di entrare in una posizione con arrocchi eterogenei, i due contendenti hanno bruciato i ponti dietro di sè, per cui da quel momento in poi ogni incertezza potrebbe essere fatale: dobbiamo saper valutare la situazione con la massima freddezza ed analizzare più mosse possibile in avanti.






