Calcoliamo!

» Altro - Inserito da bini il 14/03/2009, 22:31:47

Il libro più famoso mai scritto sul calcolo è il leggendario "Pensa come un Grande Maestro" di Alexander Kotov. Fra tutti i concetti in esso contenuti quello più noto è il cosidetto "albero delle varianti" largamente adottato come modello per perfezionare l'arte di calcolare le varianti.

In sostanza, nell'approccio ad una posizione, Kotov ci suggerisce innanzitutto di compilare una lista concreta di mosse candidate (= mosse da prendere in considerazione nell'analisi) e di analizzarle con ordine una dopo l'altra, come si fa in partita, senza cioè muovere i pezzi. Ciò significa che per ognuna delle mosse prese in esame va prevista la mossa dell'avversario, la propria migliore risposta a questa e così via.

Kotov dichiara esplicitamente che la sua idea è di insegnare alle persone a calcolare come macchine. L'obiettivo è encomiabile, in quanto le macchine non compiono sviste tattiche; resta però il fatto che non siamo programmati per giocare come una macchina perchè, in quanto umani, non pensiamo in termini di mosse come le macchine quanto piuttosto in termini di idee. Per noi le mosse non sono altro che mosse, mentre le idee sono fatte di significato e dotate di senso compiuto.

La tecnica di Kotov si adatta benissimo a posizioni tattiche, in cui esistono soluzioni inequivocabili ed è anche un eccellente metodo di allenamento per studiare le posizioni nei minimi dettagli.

Molti autori, pur non criticando mai apertamente Kotov, hanno espresso perplessità sull'utilità del metodo in partita viva ed hanno provato a combinare la sua tecnica con un atteggiamento più pragmatico alla posizione, soprattutto per evitare problemi con l'orologio.

In questo articolo ho provato a sintetizzare i punti salienti dei loro ragionamenti.

1) Spesso è bene sostituire ai calcoli complicati una decisione intuitiva. Se l'intuito, legato alla vostra esperienza personale di giocatori, vi dice di non fare una certa mossa, molto probabilmente dovreste ascoltarlo.

2) Fate spesso uso del ragionamento astratto, il che significa parlare con sè stessi per raccogliere e interpretare i risultati dell'analisi concreta al fine di utilizzare queste informazioni raccolte per generare una lista concreta di varianti candidate.

3) Cercate di essere molto precisi e concreti nel calcolo e farlo con la dovuta calma e precisione.

4) Cercate di determinare la mossa da giocare esaminando una sola variante principale dall'inizio alla fine (potreste anche essere fortunati ed iniziare proprio da quella effettivamente più forte). Potrebbe trattarsi della variante che vi viene in mente per prima o che vi sembra adattarsi meglio alle necessità strategiche della posizione; certo è che se vedete una variante ivitante, sarebbe sciocco non calcolarla per prima.

5) Se vedete che la variante principale scelta non vi soddisfa, sarà questo il momento di rilassarvi, di prendervi un attimo di riposo, per poi iniziare a stilare una lista esauriente di valide alternative esaminando la posizione sotto una nuova luce.

6) Andare alla ricerca di un'ampia rosa di mosse candidate non è mai la prima cosa da fare e ha senso soprattutto al momento di controllare errori (cioè quando volete essere certi di non aver trascurato un'importante alternativa) oppure quando non siete contenti della piega che sta prendendo l'analisi della variante principale e cercate di migliorare la situazione battendo nuove strade, o anche quando avete a che fare con diverse opzioni apparentemente equivalenti. Infine, andare a caccia di tutte le possibili candidate, potrebbe essere utile in posizioni molto superiori, per trovare una mossa devastante, invece di una "soltanto" abbastanza buona.

7) Quando la differenza tra due mosse è minima, non ha senso usare molto tempo per sceglierne una.

8) Sappiate riconoscere i momenti critici della partita, nei quali calcolare è necessario e, quando arrivano, non abbiate timore di usare tutto il tempo necessario per prendere una buona decisione; potrebbe essere proprio uno di questi il momento decisivo della partita.

9) Nei momenti critici, la mossa che è più naturale calcolare per prima è la più forzante.

10) Non analizzate tatticismi se non è necessario e non esagerate nel calcolo fine a sè stesso.

11) Piuttosto che guardare molto avanti nel calcolo di una sola variante, è preferibile crearsi un'ampio ventaglio di candidate e limitarsi a un breve calcolo anti - svista per ognuna.

12) Nelle posizioni particolarmente tattiche, che comportano mosse forzate, il calcolo va fatto dall'inizio alla fine con estrema precisione.

13) In partite prevalentemente strategiche saranno i ragionamenti astratti ad essere più importanti del calcolo.

14) Cercate di aver fiducia dei vostri calcoli; non potete fare altrimenti.

15) Finite l'analisi di una variante con una mossa del vostro avversario; solo così potete evitare di non vedere una sua probabile difesa.

16) In posizioni tattiche, nelle quali ci potrebbe essere in ballo un qualche sacrificio;
- se vi state difendendo è meglio iniziare a calcolare la mossa dell'avversario che ritenete "potenzialmente" più forte: questo è ovvio, dal momento che la vostra è una lotta per la sopravvivenza.
- se state attaccando è meglio iniziare a calcolare la mossa dell'avversario che ritenete "potenzialmente" più debole: se già incontrate difficoltà quando cercate di demolire alternative apparentemente inferiori, dovrete guardare all'intera operazione di sacrificio con maggiore scetticismo.
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Commenti

  1. Utente: MaN

    15/03/2009, 21:12:34

    "Pensare" come una macchina è dura !!
    Specialmodo perchè una macchina non pensa.
    Semplicemente elabora, o meglio, ricerca la mossa migliore applicando le regole che noi programmatori gli abbiamo
    imposto.
    E per fortuna non pensa altrimenti saremmo gia estinti. Ci giudicherebbe inutili, lenti e assolutamente innaffidabili. :)
    Rimango dell'idea che una macchina non avrà mai quello che contradistingue un essere umano e cioè la fantasia e l'intuito.
    Ma anche il colpo d'occhio. Da qualche parte ho letto che avere un'idea immediata di ciò che sta accadendo sulla
    scacchiera è fondamentale. Il colpo d'occhio per l'appunto, che racchiude in se tutta una serie di considerazioni.
    Se dovessi dire ad una macchina di repplicare questa cosa ci metterei mesi o forse anni.
    Perciò preferisco di gran lunga il pensare umano con i suoi difetti.
    Giocare una partita con il gusto dell'imprevisto è di gran lunga preferibile di una partita contro una macchina od un essere umano che
    la imita. ;)

    Comunque se volete leggere quanto a scritto Alexander Kotov potete andare a questo indirizzo http://www.scribd.com/doc/7474412/Chess-eBook-Alexander-Kotov-Play-Like-a-Grand-Master e qui http://www.scribd.com/doc/10970432/Think-Like-a-Grand-Master. Potete iscrivervi senza problemi. E' gratito. Dopo di che potete scaricare i documenti in formato PDF. L'unico neo è che sono in inglese. :)
  2. Utente: bini

    15/03/2009, 21:47:41

    Carissimo MaN,
    sono assolutamente d'accordo con quanto hai scritto.
    Secondo me mentre noi umani cogliammo l'essenza degli scacchi utilizzando schemi ricorrenti ed elaborando idee, i computer sono spaventosamente unidirezionali e capiscono solo ciò che sono in grado di calcolare.
    Poichè mi pare di aver capito che tu sia un programmatore, ti sarei veramente grato se potessi scrivere qualcosa sul sito riguardo a questo argomento molto interessante.
    Cordialmente
    Bini
  3. Utente: MaN

    16/03/2009, 17:40:39

    Caro Bini,
    esatto sono un programmatore da quasi un ventennio anche se non mi sono mai cimentato nello sviluppo di un engine scacchistico, però è un argomento che mi ha sempre interessato. Ti ringrazio per il tuo interesse. Leggo sempre volentieri i tuoi articoli, come quelli degli altri. Siete molto chiari nell'esporre i concetti anche complessi e questo è un pregio. Vedo cosa riesco a fare. L'argomento è vasto ed il tempo è scarso. Ci proverò comunque. ;)

    Ciao
    MaN
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