L'atteggiamento da tenere davanti alla scacchiera e altri accorgimenti

» Altro - Inserito da bini il 01/03/2009, 08:19:32

Moltissimi vorrebbero giocare meglio, ma solo i professionisti più seri sanno quale deve essere il più efficace atteggiamento mentale da tenere davanti alla scacchiera o, più in generale, per giocare bene a scacchi.

Con questo articolo ho provato a sintetizzare i punti salienti delle loro argomentazioni.

Credere in se stessi

Nella sua biografia Garry Kasparov, indubbiamente il più grande scacchista della storia, ha scritto che da bambino teneva sopra al letto un poster con la scritta "Se non io, chi?".
Come nella vita, anche negli scacchi la cosa più importante è credere in se stessi.
Se non crediamo fino in fondo di poter ottenere il titolo di Maestro, ad esempio, non lo conquisteremo mai.

Avere la volontà di vincere

Una volta Bobby Fischer affermò che il fattore più importante per avere successo negli scacchi è "una volontà di ferro", e aveva ragione.
Possiamo studiare, allenarci, prepararci a dovere per un torneo, ma ciò che conta veramente è la volontà di vincere quando siamo seduti davanti alla scacchiera, perchè, solo in questo caso, potremo davvero trarre beneficio dal lavoro svolto a casa.
Ecco perchè allenarsi per crearsi la condizione mentale giusta è imperativo se vogliamo lottare per migliorare negli scacchi.

Rispettare gli avversari

E' indispensabile giocare sempre al meglio contro chiunque ed evitare di eseguire mosse inferiori solo perchè abbiamo pensato che l'avversario non disponga delle nostre stesse possibilità di successo.
In sostanza bisogna cercare di non sottovalutare mai gli avversari.

Niente scuse

Evitare di trovare scuse inutili per giustificare le nostre sconfitte e assumersi invece la piena responsabilità del proprio gioco.
Il nodo centrale della questione è che bisogna sforzarsi di giocare al meglio delle nostre possibilità e se, malgrado tutto si continua a sbagliare, non ci devono essere scuse ma può esserci una sola ragione: non siamo stati abbastanza bravi, perchè non ci siamo allenati a sufficienza.

Essere positivi

In una partita a scacchi si deve credere di poter vincere e non credere di vincere di sicuro.
Tale incertezza ci terrà emotivamente tesi e quindi vigili e in partita renderemo al meglio, perchè ci saremo motivati adeguatamente prima dell'incontro.

Confrontarsi con la paura di perdere

Dobbiamo imparare ad accettare l'idea di perdere, perchè per vincere è necessario assumersi dei rischi, e i rischi comportano la possibilità della sconfitta.
Confrontiamoci in anticipo con la paura di perdere: un modo semplice per farlo è provare ad immaginarci cosa succederebbe se effettivamente perdessimo la partita.
Il più delle volte comprenderemo che non può capitare nulla, oppure che non è poi così terribile come pensavamo all'inizio.

Guardare avanti

Abbiamo perso in modo terribile .... può succedere a tutti. Abbiamo mancato una grande opportunità che avremo visto anche in una partita lampo .... sono cose che capitano.
L'importante è non deprimersi troppo e cercare invece di capire la natura dei propri errori per porvi rimedio.

Ascoltare la propria voce interiore

La voce interiore è una voce che solo il singolo individuo può percepire ed è molto improbabile che menta. Forse non è molto brava a giocare a scacchi, ma sicuramente può metterci in guardia quando stiamo per compiere un'azione in cui non crediamo fino in fondo. Immaginiamo di stare per sacrificare un pezzo, e che le conseguenze non siano affatto chiare. Possiamo allora interpellare la nostra voce interiore: se ritiene che il sacrificio sia buono, allora dobbiamo giocarlo; se invece mostra delle perplessità, è giocoforza trovare un'altra soluzione.

Elencare le qualità che si vorrebbe possedere

Scrivere su un foglio di carta dieci qualità positive a cui si aspira come giocatori. Attaccare il foglio, per esempio, allo sportello del frigorifero recitandolo ad alta voce ogni mattina.

Non ricercare la perfezione

Trovare il modo di fare piccoli miglioramenti, un passo alla volta: questa è la strada per andare lontano. Ogni lungo viaggio si compone di piccole tappe.

Porre domande

Porci domande in contesti in cui precedentemente non ci sognavamo di farlo, senza dare niente per scontato. La maggior parte dei nostri miglioramenti sono dovuti non solo a nuove acquisizioni, ma anche a modifiche di conoscenze precedenti.

Formulare i nostri obiettivi

Formulare i nostri obiettivi a breve, medio e lungo termine.
Quelli a breve sono legati all'immediato: per esempio vincere il prossimo torneo o qualunque altra meta possibile nel prossimo futuro.
Il medio termine è associato ad obiettivi raggiungibili nell'arco di un anno, diciamo per esempio ottenere il titolo di Candidato Maestro. Magari riusciremo a raggiungerli prima del previsto, oppure dovremo in qualche modo rivedere le nostre ambizioni, adeguandole alla nuova situazione.
Gli obiettivi a lungo termine prevedono un lungo ed impervio percorso: può trattarsi del titolo di Maestro, della prima scacchiera della nostra squadra o di qualsiasi altra cosa e rappresenta l'apice del nostro viaggio verso l'eccellenza. Normalmente, un obiettivo a lungo termine presuppone un miglioramento consistente e costituisce la ragione di tutti gli sforzi intrapresi.
Una volta stabiliti gli obiettivi, consiglio di compilare due liste per ciascuno dei tre tipi, elencando da una parte ciò che ci aiuta a raggiungere i nostri scopi, e dall'altra ciò che ci ostacola. Non spaventiamoci se la lista "nera" è più lunga di quella positiva, è normale che lo sia perchè siamo soliti dare per scontato gli aspetti positivi, mentre gli ostacoli tendono a monopolizzare l'attenzione.
Bisogna poi mettere per iscritto i provvedimenti da prendere riguardo alle voci presenti nella lista negativa e alla fine rimarranno solo alcune voci per le quali non riusciamo a trovare una soluzione. Suggerisco allora di cancellarle, non c'è ragione di pensarci.
Rimane la lista degli aspetti positivi e delle cose da fare. In questo modo siamo riusciti a fare un quadro della nostra situazione, provando magari la sensazione di aver superato in parte gli ostacoli.

fonte: "Il perfezionamento dello scacchista" - Aagaard
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