Il primo sintomo è una tendenza del paziente a frequentare qualche amico anch'esso colpito dallo stesso morbo, stando seduti curvi uno di fronte all'altro per ore e ore nel più assoluto silenzio e con lo sguardo fisso e immobile. A rari intervalli uno o l'altro dei soggetti colpiti emette un breve suono duro e gutturale, un rumore come "scacco!", udibile però solo ad un attento ascoltatore.
Quando il male progredisce, i pazienti dimostrano una inclinazione a raggrupparsi, e purtroppo non, come vorrebbe il buonsenso, per lenire le loro sofferenze, ma per aggravarle. Questi loro luoghi d'incontro possono trovarsi in qualsiasi città. Chi è colpito da questo virus perde gradualmente l'interesse per altre attività, ed il vino, le donne e la musica, naturali obiettivi dell'uomo, passano in secondo piano.
Di tutte le malattie da me osservate, questa è senz'altro la più cronica. Una volta infetti, può durare per anni e anni, finchè si giunge agli attacchi più gravi che, mi pare, i malati chiamano "tornei". Giunti a questo stadio non esiste più alcuna speranza di guarigione o di miglioramento.
La malattia nel suo decorso colpisce anche i centri visivi, che riflettono al malato un universo a quadretti dove piccole forme curiose bianche e nere si muovono instancabilmente su e giù. Ho fatto lunghe ricerche nella letteratura medica e psichiatrica per trovare una descrizione di questa malattia, ma senza risultato. Mi sono quasi convinto che questo morbo è sempre passato inosservato, tanto che è persino privo di nome.
A questo punto gli dò io un nome scientifico: " Xilotismo", basando questo mio neologismo sul greco antico Xylon = Legno e Othismos = Spingere.
(da J.B. Weigart - Chess, 1946) fonte:www.asigc.it
Utente: vic fontaine
18/02/2009, 19:50:28