La preparazione in apertura

» Altro - Inserito da bini il 25/01/2009, 16:04:42

Esistono vari modi di prepararsi in apertura, tanti quanti sono gli stili di gioco.

Un giocatore giovane e aggressivo potrebbe prediligere 1.e4 e le varianti violente della Siciliana, mentre uno dal temperamento più tranquillo potrebbe preferire 1.d4 e la Difesa Russa.

Anche in apertura, come in ogni altra cosa, ognuno ha i suoi gusti.

Una volta scelta l'apertura da utilizzare in torneo esiste però un metodo comune di preparazione che richiede l'uso di un buon database e che si divide in tre fasi.

1^ FASE

Una volta scelta un'apertura, la prima cosa da fare è investigare i tipi di finale che ne possono scaturire. Solo così sarà possibile prendere coscienza dei tipi di finale che si presentano più frequentemente. Createvi un database di partite con l'apertura scelta, preferibilmente di giocatori con ELO sopra i 2350 punti, senza dimenticare che alcune partite fra grandi maestri, in particolare quelle più datate, non hanno indicazioni di punteggio ELO. Selezionate le partite dove si sono verificati dei finali e studiate solo quelli, traendo alcune considerazioni generali che dovete tenere a mente durante il vostro lavoro. Mi raccomando, non vi limitate a far scorrere velocemente le mosse, ma dedicate il tempo necessario a capire quello che succede nella partita prestando particolare attenzione alle partite commentate.

2^ FASE

La fase successiva del lavoro, una volta terminato quello sui finali, riguarda il mediogioco. Si comincia esaminando le partite dei giocatori con il maggior punteggio ELO che si trovano nel vostro database, per poi passare alle altre, prendendo nota di ogni concetto posizionale. Vi accorgerete che man mano che il lavoro procede incontrerete sempre meno concetti nuovi e sempre più variazioni su temi già visti. Vedrete che imparerete molto esaminando sette o otto partite per ogni tema posizionale, ed è bene che vi creiate un archivio con gli esempi che trovate più interessanti per poterli consultare a piacere.

3^ FASE

L'ultima fase del lavoro consiste nell'esaminare la teoria vera e propria.
Probabilmente, dopo aver investito giorni nel lavoro precedentemente descritto, vi sarete sicuramente fatti un'idea del valore delle varianti esaminate, altrimenti non avreste mai dedicato tanto tempo al loro studio. E' così giunto il momento di definire le varianti che andrete a utilizzare. Procedete come sempre imparando a memoria le varianti critiche, ma ora che avete compreso lo spirito dell'apertura, sarete nelle condizioni migliori anche forse per scoprirne delle nuove. Inoltre nelle linee meno conosciute non vi sarà difficile trovare dei miglioramenti.

Un programma come Fritz o qualcosa di analogo può essere di grande aiuto nell'analisi delle aperture, specialmente quando c'è bisogno di lavorare in fretta e in modo efficiente: probabilmente non proporrà molte nuove idee utili, ma confuterà all'istante quelle sbagliate.

fonte: "il perfezionamento dello scacchista" - Aagaard
stumbleUpon
twitter
delicious

Ti è piaciuto?

Commenti

  1. Utente: krikko1989

    25/01/2009, 16:19:43

    Grazie dei preziosi consigli bini!
  2. Utente: krikko1989

    25/01/2009, 16:26:51

    Riguardo alla scelta delle partite... su questo sito grazie a molte funzoni sono riuscit a ricavare un bel pò di partite.per esempio tramite il "calcola ECO" ho scoperto che la semi-slava(la mia variante preferita colnero) è la D15 e quindi ora posso ricercare sia in questo sito che in altri siti,partite con ECO D15
  3. Utente: vic fontaine

    26/01/2009, 17:28:55

    Grande Bini e grazie per tutta la tua esperienza pratica che condividi con noi.
    Se ho capito bene, quando parti dai finali ti riferisci ai suddetti come conseguenza delle strutture pedonali che si incontrano tipicamente nelle aperture prescelte, oppure fai come molti manualisti che - scusa l'espressione - "costruiscono la casa partendo dal tetto", ossia esaminare prima "come si vince, in generale?", poi "saputo come si vince, come mediogiocare per arrivarci?", e poi infine "saputo come mediogiocare per vincere, come aprire per arrivarci?"?
    La prima o la seconda che ho detto?
    Cordialmente, Vic
  4. bini

    26/01/2009, 20:59:30

    Carissimo Vic Fontaine,
    direi la prima opzione. Per esempio, quando ho fatto il lavoro sulla mia difesa preferita, la Caro-Kann variante Smyslov, ho notato che l'80% dei finali che si presentavano erano finali di Torre contro Torre e 4 pedoni contro 3 sul lato di re a favore del Nero e 3 pedoni contro 2 sul lato di donna a favore del Bianco; ciò mi ha fatto capire a quale tipo di finale dedicare maggiormente lo studio; dallo studio di questi finali ho poi capito che, data la struttura pedonale sbilanciata, entrambi i colori potevano giocare per vincere. Ho capito altresì, che questa struttura era la conseguenza della spinta liberatrice tematica in c5 che il Nero è obbligato a fare in apertura, o subito dopo, per non dover giocare in spazi ristretti ecc.
    Capisci cosa voglio dire? Studiando le aperture in questo modo si attingono molte informazioni, che altrimenti non si potrebbero capire (ultimamente ho notato che anche molti manuali su una qualche apertura sono strutturati in questo modo!).
    In altre parole, studiare le varianti di apertura senza legarle alle idee che dovranno poi essere tradotte nella pratica durante il centro partita e ai finali che ne possono derivare sarebbe un po' come separare la testa dal tronco e il tronco dalle gambe.
    A presto, Bini
Solo gli utenti registrati possono commentare