Come sviluppare l'intuizione

» Allenamento - Inserito da bini il 24/10/2009, 10:19:36

Possiamo definire l'intuizione come la conoscenza della soluzione immediata di un problema senza basarci su di un ragionamento logico consapevole.

Di colpo, per qualche motivo, sentiamo di avere la risposta giusta senza saperne il perchè.

L'intuizione è di fondamentale importanza anche negli scacchi.

La Difesa Siciliana, per esempio, sembra procedere lungo i binari dell'intuizione.
"Ho riflettuto troppo qui", disse Kasparov a proposito della sua inferiore 18esima mossa contro Vitaly Tseshkovsky al Campionato russo del 2004. "In un contesto diverso, per esempio in una partita lampo, avrei giocato g7-g6! senza pensarci due volte", aggiunse riferendosi ad una risorsa difensiva standard nella Siciliana.
Vishy Anand, nel commentare una tagliente Siciliana che aveva giocato a Dortmund 1996, fece notare che ad un certo punto aveva lasciato in presa il suo pedone "a". Ma nè lui nè il suo avversario avevano speso "più di un secondo" a prenderne atto. "In una posizione del genere semplicemente sai che il Nero non può permettersi di andare a caccia di pedoni".

Semplicemente sai. Ecco l'essenza di un'intuizione ben sviluppata. Infastidisce sentirlo dire da un maestro ma, putroppo, è questa la natura dell'intuizione, e nemmeno coloro che la posseggono e in larghissima misura vi si affidano sanno bene come definirla.

Quando un maestro sa che una mossa solitamente funziona in quel genere di posizione, non ha poi problemi a violare i principi generali del gioco.

L'intuizione può farvi avvertire la presenza, nella posizione, di una candidata nascosta; ciò accade quando tutte le candidate "ovvie" non hanno soddisfatto il vostro test di analisi e l'intuizione vi spinge a continuare a cercare.

Certe volte l'intuizione può praticamente sostituire l'analisi concreta e suggerirvi una mossa rischiosa come un sacrificio di materiale oppure una mossa che fa concessioni posizionali; al giocatore intuitivo queste candidate saltano subito agli occhi, mentre altri giocatori non le vedrebbero neanche a pensarci su un giorno intero.

Il tempo che siete disposti a dedicare ad una candidata, prima di rinunciarvi per passare ad un'altra, dipende dal vostro fiuto. Se ne siete stati fortemente attratti, stimolati dall'intuito, l'abbandonerete con difficoltà.

Ecco che cos'è in definitiva l'intuizione negli scacchi; è quel particolare colpo d'occhio che vi permette di mettere come prima candidata la mossa effettivamente migliore (o fra le migliori giocabili nella posizione).

In campo tattico l'intuizione è la sublimazione dell'istinto tattico, mentre in campo strategico rivela un'immediata comprensione della posizione.

Poichè nel 75% dei casi la mossa giocata è la prima fra le candidate, ben si comprende quanto l'intuizione sia importante.

Fra l'altro, è fondamentale nel gioco lampo dove la ristrettezza di tempo non consente di analizzare molte mosse candidate.

I grandi giocatori dotati di un particolare intuito come Josè Raul Capablanca, Vasily Smyslov e Anatoly Karpov avevano un'eccezionale capacità di trovare le case migliori per i propri pezzi senza bisogno di calcolare.

Ovviamente l'intuizione scaturisce in maniera naturale dal bagaglio di esperienze del giocatore e procede di pari passo con l'ascesa del suo valore; può funzionare per chi ha memorizzato, o comunque ha familiarità, con un gran numero di posizioni.

E' stato stimato (fonte: Perception in Chess, Cognitive Psychology, 1973) che un Grande Maestro riconosca almeno 100.000 diverse configurazioni di pezzi e ciò gli permette di interpretare rapidamente ed in modo accurato una posizione.

Vasily Ivanchuk scrisse che negli scacchi anche la posizione meno familiare richiama sempre alla mente qualcosa. Le ultime mosse del vostro avversario possono accendere in voi un ricordo, richiamando alla mente certe candidate che altrimenti potreste non considerare.

E veniamo quindi finalmente al punto che più ci interessa.

E' possibile apprendere l'intuizione ?

Gli umani colgono l'essenza degli scacchi utilizzando schemi ricorrenti ed elaborando idee.

Ognuno di noi può migliorare la propria comprensione posizionale risolvendo appositi esercizi che ci aiutino a sviluppare l'intuito posizionale.

Qui ve ne presento due tipi sperando che possano esservi utili come lo sono stati per me.

Raccomando vivamente di eseguire questi esercizi con un compagno di allenamento di forza uguale alla propria, perchè le discussioni che in genere ne nascono sono molto utili in quanto due persone riescono a discutere su una posizione in termini più generici, trovando così il percorso corretto da seguire.

E' consigliabile inoltre ricorrere a partite di Grandi Maetri commentate, perchè sono le più adatte allo scopo, poichè è poi possibile confrontare le vostre conclusioni con quelle del commento.

Esercizi di verbalizzazione dei propri pensieri

Giocate la partita sulla scacchiera fino al momento del primo commento. A questo punto nascondete il commento e le mosse successive e ponetevi domande sulla posizione raggiunta.

Iniziate confrontando i pezzi e poi procedete ad analizzare i diversi elementi e concetti presenti nella posizione, cercando di trovare le case ideali per i pezzi, dibattendo sui piani possibili, su quali pezzi meritino maggiore attenzione e su qualsiasi altra cosa vi venga in mente, sforzandovi poi di tradurre queste considerazioni in azioni concrete.

Lo scopo di questo esercizio è quello di migliorare gli aspetti verbali del pensiero. Ogni volta che elaboriamo conclusioni a livello verbale, queste vengono immagazzinate nel nostro bagaglio cognitivo ed elaborate successivamente costituendo così le fondamenta del nostro intuito.

E visto che il 99% del tempo lo dedichiamo ad ascoltare noi stessi e che gli input esterni influenzano il nostro futuro modo di pensare più di quanto accade quando non esprimiamo in parole i nostri pensieri, risulta utilissimo verbalizzare a voce alta le nostre conclusioni.

Procedete così per tutta la partita ogni volta che trovate un commento.

Nel suo arsenale di tecniche di allenamento, Dvoretsky include un esercizio simile, basato sulla formulazione verbale dei nostri pensieri su posizioni differenti.

Se esprimete ad alta voce i vostri pensieri e se, tornando poi sullo stesso argomento alcuni mesi più tardi, vi accorgete che il vostro punto di vista è cambiato, vuol dire che avete compiuto progressi.

Esercizi di ricostruzione delle partite

Si tratta di un esercizio molto semplice.

Prendete la vostra partita commentata e, nel ricostruirla sulla scacchiera, cercate di indovinare la mossa successiva.

Prendetevi tutto il tempo necessario, non state facendo una gara contro il tempo!

Discutete col vostro amico su quale mossa possa essere la migliore e sul perchè, cercando di fissare nella mente quegli schemi critici che riconoscete verificarsi anche nelle vostre partite.

Ricordate di affidarvi alla vostra capacità di giudizio tanto quanto il commentatore, senza dare mai nulla per scontato.

Se vedete che dopo molto esercizio le vostre considerazioni a volte potranno sembrare persino superiori a quelle dei giocatori stessi, è la prova che state migliorando.
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