Allenarsi a riconoscere gli schemi

» Allenamento - Inserito da bini il 24/07/2009, 22:17:03

Oggigiorno è risaputo che i moderni grandi maestri di scacchi hanno studiato una gran quantità di posizioni-tipo del mediogioco, che cercano di classificare, in modo sistematico, così da focalizzarne i segreti e mettere a punto i metodi relativi, maggiormente precisi, di attacco e di difesa.

Anche il giocatore dilettante, desideroso di migliorare, studiando le partite dei più forti grandi maestri dovrebbe analizzare quegli schemi standard che può poi ritrovare più frequentemente nelle proprie partite.

Col passare del tempo e di ogni torneo dovrebbe incrementare la fimiliarità con i segreti del mediogioco assimilando un numero sempre maggiore di posizioni che sono state analizzate dalla teoria.

Allenarsi a riconoscere gli schemi è dunque un indispensabile esercizio per migliorare.

Negli scacchi gli schemi possono essere:

- tattici

- strategici

Lo studio degli schemi tattici è più semplice, perchè basta un buon libro di combinazioni classificate per tema e il gioco è fatto. Anche il riconoscimento dei principali schemi di matto (si legga l'articolo "Schemi di matto") è molto utile e i giocatori meno esperti, che non avessero mai effettuato un allenamento specifico al riguardo, dovrebbero iniziare da lì, e solo dopo passare alle combinazioni e alle sequenze tattiche.

Il riconoscimento degli schemi ci fornisce una guida e, al tempo stesso, ci permette di accumulare un'utile esperienza anche nelle posizioni a carattere strategico. Certi piani e stratagemmi posizionali possono essere catalogati con la stessa precisione dei loro equivalenti sul piano tattico senz'altro più vistosi.

Per qualche motivo, gli insegnanti di scacchi solitamente trattano i temi posizionali in modo un po' generico. E' facile capire come sfruttare un tema tattico, il quale si presenta in posizioni contraddistinte da varianti forzate.

Come gestire invece i temi posizionali ?

Il mio consiglio è di farne una raccolta appuntando su un quaderno le idee strategiche che lasciano su di voi una forte impressione.
L'obiettivo è quello di far riaffiorare in superficie i vostri ricordi quando ne avete bisogno; potete anche fidarvi della vostra memoria (io non lo farei!), ma di solito conviene avere sotto mano qualcosa di scritto. Il semplice atto di fermarsi a prendere nota di qualcosa lo rende spesso anche più facile da ricordare. Inoltre, assegnare a certe posizioni dei nomi facilmente riconoscibili è coerente con il tentativo di rendere accessibili dei concetti astratti.

Mi sembra che il lavoro sul gioco posizionale possa rientrare in una fra le due seguenti categorie generali: raccogliere idee degne di nota e comprenderne più a fondo i tipi di posizione più comuni, esaminando le varie idee che si incontrano nell'ambito di ciascun tipo. Entrambe le categorie possono essere rese facili da ricordare aggiungendo qualche nota esplicativa alla posizione o al piano.

Ecco qualche esempio di idea strategica che ha lasciato su di me un vivissimo ricordo.

Creazione di un rifugio inespugnabile per il proprio Re.

Spassky - Petrosjan 7^ del match Mosca 1966
abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: 2kr3r/pbqnbp2/1p2p3/2ppP2p/PP3B1p/2PBPN2/5PP1/R2Q1RK1 w - - 0 1

1.... c4! 2.Ae2 a6!!

Due semplici mosse di pedone; la prima evita l'apertura delle linee davanti al Re, la seconda toglie preventivamente b5 al Cavallo bianco e fa sì che il Bianco non sarà mai in grado di aprire le linee sul lato di Donna.

Il Nero infatti può ora replicare a a4-a5 con b6-b5, e a b4-b5 con a6-a5, sigillando in entrambi i casi il palazzo reale.

Questa deliziosa manovra diede mano libera al Nero per agire in altri settori della scacchiera e il risultato finale fu una superba vittoria di Petrosjan.

Tale idea ha evidenti applicazioni anche in altri contesti.

Adgestein - Olafsson Giovik 1985
abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: r2q1rk1/pb3pp1/1pn2b1p/3p4/3P2PP/2N2N2/PPQ2P2/2KR1B1R w - - 0 1

1.... g6!

Con l'intenzione di continuare con Af6-g7, dopo di che il Nero può replicare a g4-g5 con h6-h5 e a h4-h5 con g6-g5.

Qui la chiusura del lato di Re sarà leggermente meno ermetica, ma l'idea è la medesima e risulta comunque efficace.

Dopo

2.h5 g5 3.Df5 Cb4 ecc.

la partita rimase in equilibrio.

Quest'altro tema strategico è uno dei miei preferiti.

Chiusura artificiale di una colonna per mantenerla sotto controllo.

Karpov- Unzicker Nizza ol 1974
abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: r1rq1bk1/1n1b1p1p/3p1np1/1p1Pp3/1Pp1P3/2P1BNNP/R2Q1PP1/1B2R1K1 w - - 0 1

1.Aa7!

Un motivo strategico di grande efficacia: il Bianco non solo evita cambi che potrebbero alleviare lo stato di congestione del Nero, ma alza anche una specie di scudo dietro il quale preparare l'occupazione della colonna "a".

In caso di necessità l'Alfiere può essere sostenuto da Dd2-e3, ragion per cui il Nero non è in grado di allontanarlo da a7.

L'incapacità del Nero di alleggerire la propria posizione con dei cambi sulla colonna "a" lo portò ad una morte per strangolamento sull'intera scacchiera.

1.... Ce8 2.Ac2 Cc7 3.Tea1 De7 4.Ab1 Ae8 5.Ce2 Cd8 6.Ch2 Ag7

e dopo

7.f4!

Karpov vinse sul lato di Re.
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