Senza tralasciare l'importanza della teoria del mediogioco e dei finali di partita, lo studio delle aperture dovrebbe occupare una posizione preminente nel bagaglio scacchistico di ogni giocatore, poichè un'insufficiente preparazione in questo campo spesso è causa di rovinose e fulminanti sconfitte, tanto più che è molto facile cadere vittima di qualche trappola d'apertura considerando che ciò è accaduto anche a giocatori molto quotati!
Proviamo a vedere quali sono gli strumenti a disposizione dello scacchista per lo studio delle aperture, elecandone per ognuno i pregi e i difetti.
Le Enciclopedie
La tradizionale (e mitica) enciclopedia jugoslava, che negli anni '80 era il riferimento principale della teoria delle aperture, è il classico esempio di come le opere enciclopediche sulle aperture possano servire a poco. In genere evidenziano le linee principali, senza commenti (sono uscite opere in uno o più volumi commentate ma, a causa della vastità del materiale, i commenti sono troppo generici). Alla fine c'è un giudizio che, seppur il più delle volte sensato, non ci permette di capire se le linee si adattano al nostro gioco, se ci sono molte o poche sottovarianti critiche, se il gioco è posizionale o tattico ecc. Inoltre, a causa delle difficoltà della loro stesura, non sono opere aggiornatissime e ciò, in varianti critiche, può essere un handicap notevole.
Le monografie
Sembrerebbe più produttivo servirsi di monografie ad hoc. Una buona monografia commenta molto bene l'apertura, spiegandone i piani, i punti critici, studiando le partite migliori che interessano la variante. Sembrerebbe la scelta giusta, se non per decidere, almeno per conoscere tutto sull'apertura (e decidere successivamente se va bene o no per il nostro stile di gioco). In realtà esistono tre problemi principali:
1) Studi superati
Il grave inconveniente delle monografie è che spesso sono testi "commerciali" scritti per vendere da un autore che vuole (giustamente) avere un ricavo da anni di studi su una variante. La variante può essere stata di moda dieci anni fa (quando l'autore la usava abitualmente), ma poi può essere decaduta a causa di nuove scoperte.
2) Giudizi inesatti
Inoltre le monografie sono spesso troppo buone con il colore che rappresentano: una monografia scritta dalla parte del Nero giudicherà magari pari posizioni che in realtà sono leggermente favorevoli al Bianco, mentre una monografia scritta dalla parte del Bianco giudicherà nettamente migliori posizioni che sono solo leggermente favorevoli.
3) Priorità sbagliate
Similmente al problema precedente, nella monografia si dà molta importanza alle linee favorevoli al colore rappresentato nella monografia, salvo poi scoprire in una noticina che esistono varianti meno favorevoli! Oppure si citano partite di grandi campioni, poi superate da scoperte di giocatori meno forti, ma decisive per il giudizio della variante.
I database
Un'ottima alternativa alle monografie è offerta dalla tecnologia ed è rappresentata dai database. Se il database è sufficientemente veloce, ha un numero elevato di partite e se sono significative (per esempio si possono filtrare le doppie e si tengono solo quelle dove almeno un giocatore supera i 2.200 punti ELO) si può avere subito un colpo d'occhio della situazione, senza dover scoprire, dopo ore di letture, gli inconvenienti legati ai sopradetti problemi delle monografie.
Attualmente uno dei migliori database per uno studio efficiente e veloce delle aperture è senz'altro Rybka (versione 2.3), molto più veloce di ChessBase e con un'interfaccia più umana, inoltre ha il vantaggio di esprimere per ogni variante un giudizio che, se non decisivo, può essere sicuramente orientativo.
fonte: www.albanesi.it
Utente: krikko1989
23/04/2009, 13:27:52